Il cuor sussurri la sua fede,
musichi carezze e sensazioni
muto sanzioni il suo pensare.
Cavalchi a bordo di un sospiro
una cometa per destinazione
in alto, nella posizione
ove nulla sia l’attesa del presente
e vi taccia il futuro
perché sia valido il concetto
che, per quanto perfetto,
sarà tutto prematuro
e prevarrà la relatività,
ponderato principio
con l'oscuro figuro della nullità.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Un sorriso 
vero o falso che sia 
per ogni circostanza 
se ne sfodera uno, 
ma quanto costa sorridere 
se il cuore è ammalato. 
La gente che ne sa
dei tuoi intimi pensieri 
dei tuoi ingranaggi mentali 
con le rotelle 
che fuoriescono 
dalle rondelle, 
nessun guaritore
mi aiuterà 
solo il tempo 
lo farà .
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Profilo Autore: Liviana Poletti  

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Vorrei essere Adone
ma non c'è terra
da poter seminare

vorrei essere genio
lampada di sregolatezza
ma non sono solo

vorrei essere veggente
sapere del domani i difetti
e aver, del mitigare, il potere

vorrei del falco la vista
e scrutare coi cuori
i suoi messaggeri


vorrei pane per tutti
ma di sicuro, strappato
sarebbe lo stesso


vorrei esser nato
e cresciuto diritto
ma non è stato concesso

e allora lotto
perché finisca l'aria fritta
o peggio gratis fittata

voglio liberamente respirare
aria intasata d'amore

chè so ... contagioso.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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La luna si piega
sulle mie tristezze.
Le guarda,
le sfiora
e poi...
le tocca.

Bianco notte
diventa lo stupore.
In specchi benigni
mi rivedo tutto,
sdraiato
su uno dei suoi spigoli.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Ricami nel cuore
di dolci momenti 
ti parevan amari 
quanto soffrivi. 

Come sbagliavi 
dovevi godere 
era il momento . 

Allora piangevi 
volevi tutto 
ma non sapevi 
che avevi di più. 

Ora rincorri 
nella tua mente 
quegli amari momenti.
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Profilo Autore: Liviana Poletti  

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L’orologio del taxi segna quasi l’ora delle streghe

quando attraverso la notte dei discepoli dei vizi.

Dalla vettura di un barbogio giunge il piacere

artificioso di una giovane donna fantolina, e sul

marciapiede accanto uno sbarbatello cerca di rifilare

il suo veleno a un signorino spiantato del quartiere.

L’insonnia porta al guinzaglio una madama che porta

al guinzaglio  una bestiola dal passo attempato

e una sirena blè scompare nella notte ammaliatrice

come la sirena dagli occhi cesi dietro l’angolo.

Mentre attraverso la notte dei poeti scribacchio note

sul mio taccuino biavo: ogni Dante ha una Beatrice.

Come ogni insonne ha la sua briglia, e ogni

Sirena deve fare i conti con la propria coda.

Ogni squattrinato trova comunque un predellino.

Il mosto mi porterà confusione come le droghe

prezzolate su quei marciapiedi; ogni poeta

ha la sua strega… e intanto il cielo si fa cilestrino.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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La notte dormo poco, e a volte male

perché i figli sono un boccale di birra

quando la gola è arsa, sono pane e salame.

Ma sono anche gli ultimi spicci alla metà

del mese, o per la strada buchi nel brecciame.

La notte dormo poco, perché la notte

mi fa scrivere di chi non c’è più.

Di chi riempie le stanze, e di chi il cuore.

La notte mi fa ridere scomposto

e capita che io esca e annusi un fiore.

Se la stanchezza la fa da padrona.

Ma mi ha fatto anche piangere la notte,

con la gola arsa sdraiato sul brecciame.

Senza sogni, o fiori dentro il cuore; niente spicci

per un poco d’acqua o un pane orfano di salame.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Sono ritornata
 mio dolcissimo mare 
rifugio solitario del mio tempo 
rifugio di ogni tormento 
meraviglia di ogni  mio risveglio
increspo  di carta da zucchero che
mi avvolge il cuore.


Non esiste un poeta, un pittore , 
che non abbia trattenuto e raccontato il tuo rumore.


Tu quell'angolo  di pace  che sorprende 
generoso di brezza  
tu quella tempesta che strugge 
forte d'ira e di dolore 
che muta ,come mutano le stagioni 
suono di vita che accoglie ogni certezza  
e senza forma dà alla notte
 gli sguardi muti delle stelle.


A  chiudere il sipario
una  luna tonda misteriosa si distende e  
sospende il suo cammino per amarti  e 
far nascere aurora. 


Risultati immagini per mare di notte con la luna
Dal WEB 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Dovrò decidere se sentirmi piuma
ormai affidata a crinale d’onda
oppure onda spessa che ora alza
e ora abbassa la superba cresta.

Il mio respiro impera,
annulla il tempo quale che sia,
fa schiava questa pelle calda
che a comando si distende e stira.

Il buio, aperti o chiusi gli occhi,
non cambia d’una virgola nuance
mentre mi accorgo che di lui
da parte ho messo ogni paura.

Poi, del respiro perdo ascolto
al primo prillo del cuscino,
al colpo di tosse intempestiva,
all’idiota attacco dei pensieri.

Nella mia gara contro il sonno,
ancora prima che io perda,
tento e ritento d’esser solo,
di risentire il suono di tamburo.

Tra poche ore, rasoio in mano,
non mi ricorderò d’aver fissato
né in una lacrima né in un sorriso
l’istante in cui sul serio vivo.





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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Rincasando dal lavoro

con le mani sporche e madido

di sudore dò un bacio a colei

che condivide con me questa vita.

E tre buffetti ai miei figlioli.

Poi mi rinfresco al fontanile

nel cortile, e siedo sulla panca.

Lavati via i pensieri, e con essi la fatica

svesto i panni del mastro e indosso

quelli di padre e marito.

Guardo il cascinale ancora da ultimare

e vedo lei che mi osserva con sguardo

complice di sposa vigile e discreta.

Sorrido, e ascolto i loro sorrisi gai.

Prendo la matita e provo a fermare

tutto questo sul foglio.

Concedo un po’ di riposo al mastro

e incontro il poeta.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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C’era un volta
non tanto tempo fa,
un signore, non un Principe,
che aveva il vizio di amare la vita.

Un bel giorno…
Sapete cosa fece?

Prese per mano i suoi difetti
e si incamminò per un sentiero,
il sentiero sempre suo preferito
che verso Sud finiva di fronte al mare.

Giunto alla scogliera,
si tolse le scarpe e i vestiti,
controllò che il sole fosse alto ancora
e giochicchiò un po’, un bel po’, con le onde.
Eran basse,
come spesso accadeva
ogni qualvolta le rivedeva.
Eran linde,
come spesso accadeva
ogni qualvolta le rivedeva.

Poi, con fare sicuro,
scelse tra tante una roccia,
una roccia un po’ particolare.
Era tonda,
così tonda da sembrare finta.
Il Nostro non amava gli spigoli,
tranne quelli delle lune d’estate.
Era liscia, quella roccia,
così liscia da sembrare finta.
Il Nostro non amava le rugosità,
tranne quelle di un certo tipo di rosa.

Soffiò sulla roccia,
su di essa volle nudo sdraiarsi
e per intero volle lui raccontarsi.

Prima di rituffarsi,
su quello stesso scoglio
uno dopo l’altro con cura posò
i difetti che aveva preso per mano.

Al ritorno,
trovò tracce
di sole e… di sale
giacché qualche onda
aveva osato più delle altre.

I suoi difetti
erano stati lavati
e qualcuno, ora, mancava.





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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Il cielo ha una bocca di cenere
e sputa pioggia da labbra di nuvole
I miei occhi sono pozzi
e catturano acque inquiete.
Fiumi scorrono nelle pupille.
Non confonderli con le lacrime
che custodisco in un blocco di ghiaccio
sui fondali del cuore.
I temporali passano.
Il vento si calma piano.
Ma i rami spezzati restano a terra
come scheletri sbattuti
dalla ferocia del vento.
I segni della furia.
Ed i segni sono firme e sigilli
vergati con il sangue
come le ferite appena aperte.
Le vie del dolore sono
talvolta squarci, talvolta vene scure
sul petto bianco della pietà.
O i lividi violacei della rabbia.
Sulla nostra carne il tempo si imprime.
Tatuaggi manifesti o occulti.
Bisogna saper cogliere le sfumature.
Ed essere capaci di minima empatia
o almeno di uno spirito d'osservazione
che violi i limiti della superficie.
Che si inoltri sotto gli abiti dozzinali
dell'apparenza.
Fino a sfiorare sussulti d'anima.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Repleto di affezione,

dietro

l’usbergo

quando

il celebrante

da tergo,

tolte pisside

e patena

dal repositorio,

si apprestava ad incensare mi cadde

una stilla su quel Arthur Pendragon,

custode di un sogno aleatorio.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Aspetto che il faro
illumini il mare.
Aspetto
che mi dia forza e coraggio,
lui forte e possente
si allunga sul mare,
da la luce a chi naviga
tra pensieri e sogni.
Una voce arriva da lontano
urla di gioia,
urla di liberazione...
nulla più ti può far male
è tutto si realizza in questa
notte di sogni...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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...e la parola non avrá piú voce nè inchiostro a sporcare mani

sudate in abbraccio a sfregarsi un bacio
sciolte da un tizzone a nuovo giorno


l'unghia graffierá l'affanno del tempo
e di sangue urlerá il palmo 
-mio equilibrio, stasi mistica, viola a sud-
fradicio il verbo a rimpicciolire un sole
Un punto.














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Profilo Autore: Aita Carla  

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