Io dico a te donna
queste mie parole...
Parole dette con amore,
parole trasportate dal vento
in questo mio momento magico
di giornate indimenticabili
ormai scolpite per sempre
dentro il mio cuore.
Io dono a te la mia vita,
la mia anima,
il mio corpo.
Cosa sarei senza di te?
Nessuno...
Solo un uomo abbandonato
al suo destino.
Un uomo in cerca di avventure,
pieno di errori...
Regalo a te donna
questo mio momento
di appassionato amore.
Colgo questo piccolo fiore
cresciuto da poco,
lo dono a te
dicendoti che non gioco.
Il mio è un amore vero,
sincero...
Dedicato tutto a te.
5 commenti
Dal lontano al vicino per scorger l’essenza
solco primitivo avvolto da spire all'ansa
fino a giungere all’essere anima casa
vincolo ansante di profondità indifesa
verità di verità con lo sguardo cavo
e il patteggiamento divenuto caro.
L’oltre dove il nulla è tutto e il tutto è oltre
e il lutto trama il tratto all’essere.
Sonnecchia la speranza sul filo al dubbio
tra picchi di gorgheggi e intarsi d’aghi
dissacrante gioco nell’inseguire nuvole
nidi di parole al torchio arroventate e sole
che tentano di riconoscersi sconosciute
appena appena giusto al contratto punto
solo per voler esser figlie del vissuto.
Se non sarò, cosa sarà di me la mia poesia
vigneto d’ombre dall’ampia fantasia
lungo il senso intrapreso e già perduto.
solco primitivo avvolto da spire all'ansa
fino a giungere all’essere anima casa
vincolo ansante di profondità indifesa
verità di verità con lo sguardo cavo
e il patteggiamento divenuto caro.
L’oltre dove il nulla è tutto e il tutto è oltre
e il lutto trama il tratto all’essere.
Sonnecchia la speranza sul filo al dubbio
tra picchi di gorgheggi e intarsi d’aghi
dissacrante gioco nell’inseguire nuvole
nidi di parole al torchio arroventate e sole
che tentano di riconoscersi sconosciute
appena appena giusto al contratto punto
solo per voler esser figlie del vissuto.
Se non sarò, cosa sarà di me la mia poesia
vigneto d’ombre dall’ampia fantasia
lungo il senso intrapreso e già perduto.
Perdersi e poi
ritrovarsi
con gli occhi del cielo .
con gli occhi del cielo .
Afferro l'inaferrabile luce
che flebile
costeggia il mio viso.
costeggia il mio viso.
Mi sfiora e acquieta
ogni voce.
ogni voce.
Ho qui tra le mani
due gocce lucide
che consumano la sera
ogni volta
che guardo
l'invisibile lassù.
Due raggi di sole
illuminano il viso
due lacrime scendono
lucidi come brillanti.
Un piccolo spazio
per piangere
sulle pagine
di un libro.
Per amare
un tramonto
che muore
o un'alba che nasce.
Un piccolo spazio
dove riecheggiano
le parole.
Per nascondersi
ripararsi dal temporale
dal vento.
Prima che
il silenzio
ci avvolga.
illuminano il viso
due lacrime scendono
lucidi come brillanti.
Un piccolo spazio
per piangere
sulle pagine
di un libro.
Per amare
un tramonto
che muore
o un'alba che nasce.
Un piccolo spazio
dove riecheggiano
le parole.
Per nascondersi
ripararsi dal temporale
dal vento.
Prima che
il silenzio
ci avvolga.
Sospesa ad incastro vaneggia l’idea
brina in compagnia d’emozioni spiumate
prima di morire in commossa risalita.
Volteggia afasie e addolcisce il piumaggio
al volo stordito su filigrane di silenzi
e calla amata cede agitando profumi al cielo
fino a farsi del male per divenire pieno
gemito a tesoro di desiderio etereo.
Ancora e ancora senza deserto il rantolo
piove sbalzando l’intenzione a bozza d’aria
e ferito rintocca una flebile nenia
una parolina gocciolante latte di rugiada
dalla testolina reclinata all’indietro di felicità
fiumana calda d’un frammento gioioso
rosaio diletto nella grazia del tempo.
E nell’impeto la pretesa si osa al silenzio
ardita contempla l’estensione riflessa
specchio di solitudini alate d’un cuore sbiancato
com’aria d’arpa espansa alla calura.
brina in compagnia d’emozioni spiumate
prima di morire in commossa risalita.
Volteggia afasie e addolcisce il piumaggio
al volo stordito su filigrane di silenzi
e calla amata cede agitando profumi al cielo
fino a farsi del male per divenire pieno
gemito a tesoro di desiderio etereo.
Ancora e ancora senza deserto il rantolo
piove sbalzando l’intenzione a bozza d’aria
e ferito rintocca una flebile nenia
una parolina gocciolante latte di rugiada
dalla testolina reclinata all’indietro di felicità
fiumana calda d’un frammento gioioso
rosaio diletto nella grazia del tempo.
E nell’impeto la pretesa si osa al silenzio
ardita contempla l’estensione riflessa
specchio di solitudini alate d’un cuore sbiancato
com’aria d’arpa espansa alla calura.
Io sono come l’acqua;
sono sempre io,
ma con sembianze diverse.
Ora sono liquida e cristrallina,
poi divento vapore leggero come l’aria
e se voglio divento dura come il ghiaccio.
Io sono una pianta rampicante;
se mi affeziono,
mi attacco e non ti lascio più,
ma in cambio io chiedo solo un po’ di luce, calore,
e una carezza data dolcemente.
Io sono il vento;
si sa da dove arriva
ma non si sa dove andrà,
e con che velocità
morirà,
per poi ritornare
e un po’ in un luogo restare.
Io sono il caffè;
conosco bene le roventi difficoltà
ma la mia veste è la positività,
anche se mi trovo in cattive
trasformo ciò che mi circonda
in qualcosa di buono.
Io sono un aquilone
che punta in alto verso il sole,
sa che non lo raggiungerà mai,
ma almeno ci prova!
Io sono 3 persone in una
ma non ho lo sdoppiamento di personalità
io sono soltanto la pura e semplice CREATIVITA’.
_______________________________________
N.B.: Questa poesia introspettiva mi rappresenta tantissimo,
a parte i versi dove dico:
"Io sono il vento;
si sa da dove arriva
ma non si sa dove andrà,
e con che velocità
morirà,"
per il resto sono proprio io, positiva, testona, creativa, affettuosa, versatile, adattabile.
Spero vi piaccia questa descrizione di me.
sono sempre io,
ma con sembianze diverse.
Ora sono liquida e cristrallina,
poi divento vapore leggero come l’aria
e se voglio divento dura come il ghiaccio.
Io sono una pianta rampicante;
se mi affeziono,
mi attacco e non ti lascio più,
ma in cambio io chiedo solo un po’ di luce, calore,
e una carezza data dolcemente.
Io sono il vento;
si sa da dove arriva
ma non si sa dove andrà,
e con che velocità
morirà,
per poi ritornare
e un po’ in un luogo restare.
Io sono il caffè;
conosco bene le roventi difficoltà
ma la mia veste è la positività,
anche se mi trovo in cattive
trasformo ciò che mi circonda
in qualcosa di buono.
Io sono un aquilone
che punta in alto verso il sole,
sa che non lo raggiungerà mai,
ma almeno ci prova!
Io sono 3 persone in una
ma non ho lo sdoppiamento di personalità
io sono soltanto la pura e semplice CREATIVITA’.
_______________________________________
N.B.: Questa poesia introspettiva mi rappresenta tantissimo,
a parte i versi dove dico:
"Io sono il vento;
si sa da dove arriva
ma non si sa dove andrà,
e con che velocità
morirà,"
per il resto sono proprio io, positiva, testona, creativa, affettuosa, versatile, adattabile.
Spero vi piaccia questa descrizione di me.
Basta una canzone
per tirare fuori dal mio cuore
ricordi;
dolci,
piacevoli,
ma anche brutti.
Basta un urlo che mi faccia
sussultare,
e rievoca alla mia mente
i loro litigi.
Basta una foto,
uno scatto
per desiderare
di cambiare qualcosa nella sua vita.
Basta vedere una persona
che dondola
perché ebbra di vino
per sentirmi spaurita
perché ricordo lui
come si ubriacava
per colmare il suo mal di vivere.
Basta un niente
che i ricordi
viaggino dal cuore
alla mente
e ti feriscano
mortalmente!
Basta un niente
per scrollarsi di dosso
il bagaglio che ognuno
sulle spalle porta.
Basta un niente
per inabissare
ciò che fa male e
annaspa dentro di noi
sotto forma di….
ricordi.
N.B.: In questa poesia parlo di ricordi brutti che a volte riaffiorano nella mia mente:
ricordi di mio padre che era un alcolizzato e le frequenti liti tra lui e mia madre.
Tutto questo mi ha reso la vita difficile. Non ho avuto una bella infanzia e neanche una bella e spensierata adolescenza.
Ho conosciuto cosa sia la povertà.
Ciò che mi ha aiutata ad affrontare ogni cosa è stato il mio ottimismo, il sapermi accontentare delle piccole cose,
l'amore per la vita e la mia fede.
Ora non mi sembra vero che tutto vada bene e che sto rivivendo per così dire una "seconda adolescenza"!!!
per tirare fuori dal mio cuore
ricordi;
dolci,
piacevoli,
ma anche brutti.
Basta un urlo che mi faccia
sussultare,
e rievoca alla mia mente
i loro litigi.
Basta una foto,
uno scatto
per desiderare
di cambiare qualcosa nella sua vita.
Basta vedere una persona
che dondola
perché ebbra di vino
per sentirmi spaurita
perché ricordo lui
come si ubriacava
per colmare il suo mal di vivere.
Basta un niente
che i ricordi
viaggino dal cuore
alla mente
e ti feriscano
mortalmente!
Basta un niente
per scrollarsi di dosso
il bagaglio che ognuno
sulle spalle porta.
Basta un niente
per inabissare
ciò che fa male e
annaspa dentro di noi
sotto forma di….
ricordi.
N.B.: In questa poesia parlo di ricordi brutti che a volte riaffiorano nella mia mente:
ricordi di mio padre che era un alcolizzato e le frequenti liti tra lui e mia madre.
Tutto questo mi ha reso la vita difficile. Non ho avuto una bella infanzia e neanche una bella e spensierata adolescenza.
Ho conosciuto cosa sia la povertà.
Ciò che mi ha aiutata ad affrontare ogni cosa è stato il mio ottimismo, il sapermi accontentare delle piccole cose,
l'amore per la vita e la mia fede.
Ora non mi sembra vero che tutto vada bene e che sto rivivendo per così dire una "seconda adolescenza"!!!
Auto coperte di brina,
genitori che accompagnano
i bambini a scuola,
prima di chiudersi
dietro delle scrivanie,
fra tecnologie e social.
Tutto va avanti...
Fra monotonia e ansie,
trascorrono i giorni
apparentemente.
Ma qualcosa...
Spinge per venire fuori,
per esplodere,
nella speranza
di rimanere a galla.
Ma non riesce...
Resta ferma...Soffocata...
Trattenendo due lacrime
da un tappo di solitudine,
in un deserto di sabbia,
una bufera interiore
che soffre di solitudine.
genitori che accompagnano
i bambini a scuola,
prima di chiudersi
dietro delle scrivanie,
fra tecnologie e social.
Tutto va avanti...
Fra monotonia e ansie,
trascorrono i giorni
apparentemente.
Ma qualcosa...
Spinge per venire fuori,
per esplodere,
nella speranza
di rimanere a galla.
Ma non riesce...
Resta ferma...Soffocata...
Trattenendo due lacrime
da un tappo di solitudine,
in un deserto di sabbia,
una bufera interiore
che soffre di solitudine.
Appare il celato, la parola allo scollo
l’ombra pendula del fragile al mondo
Arroventata dal vuoto d’ultimo moto
ne impollina l’estroso verso di cielo.
Recide il fuoco alla terra complice
e allo schivo fiuto ingoia il suolo.
Intimidisce le barbarie al giungere arco
il racconto mite dal complice sorto.
S’incammina sul filo dell’ultimo molo
mano nella mano col silenzio scavato
la memoria affogata nel mare in ascolto.
Al rimorso di lui il suo solo perdono
serra i denti stringendo l’indugio al freno
mentre la sera restituisce il buio
all’Intuizione di malizia a intesa catena.
Legata alla sua stessa natura
la malìa ha preghiera sgretolata in vena
il cielo scioglie ciò che promette e il mare
ritorna a cavalcare l'azzurro predone
fin che il destino li riconosca insieme
fin che la risacca sia voce nel male.
l’ombra pendula del fragile al mondo
Arroventata dal vuoto d’ultimo moto
ne impollina l’estroso verso di cielo.
Recide il fuoco alla terra complice
e allo schivo fiuto ingoia il suolo.
Intimidisce le barbarie al giungere arco
il racconto mite dal complice sorto.
S’incammina sul filo dell’ultimo molo
mano nella mano col silenzio scavato
la memoria affogata nel mare in ascolto.
Al rimorso di lui il suo solo perdono
serra i denti stringendo l’indugio al freno
mentre la sera restituisce il buio
all’Intuizione di malizia a intesa catena.
Legata alla sua stessa natura
la malìa ha preghiera sgretolata in vena
il cielo scioglie ciò che promette e il mare
ritorna a cavalcare l'azzurro predone
fin che il destino li riconosca insieme
fin che la risacca sia voce nel male.
S’estingue al rantolo l’intenzione
si ricopre furtivo a timbro d’odio
quasi a morderne la gola
gli insegna le sue poche parole.
Nutre la paura d’apatica rabbia
si calma tanto per lasciar andare
di traverso il gioco al distacco
per non farle scoprire il senso
il verso di pochezza indotto all’agonia.
Bada bene di tenere la tristezza ben chiusa
la porta al cuore riverso a sfumare il vissuto
nella dolcezza del donato serrando la misura.
si ricopre furtivo a timbro d’odio
quasi a morderne la gola
gli insegna le sue poche parole.
Nutre la paura d’apatica rabbia
si calma tanto per lasciar andare
di traverso il gioco al distacco
per non farle scoprire il senso
il verso di pochezza indotto all’agonia.
Bada bene di tenere la tristezza ben chiusa
la porta al cuore riverso a sfumare il vissuto
nella dolcezza del donato serrando la misura.
Quel vestito a terra
il poeta s'addormenta
e lei
la sua mano stringe
raffiche di sole
nel vento dolce della primavera
quel tramonto nuovo
nella vita
hai vito davvero
tra il latte e le stalle
le bottiglie e le stelle
sei stata raggiungibile solo
nella realtà
il poeta s'addormenta
e lei
la sua mano stringe
raffiche di sole
nel vento dolce della primavera
quel tramonto nuovo
nella vita
hai vito davvero
tra il latte e le stalle
le bottiglie e le stelle
sei stata raggiungibile solo
nella realtà
I colli
esausti dal vento
esausti dal vento
svelano ora i profumi
delle gemme appese ai rami
delle gemme appese ai rami
filtrano i tronchi odorosi
di muschio
di muschio
dagli arbusti
spunta un turbinio d'ali.
spunta un turbinio d'ali.
I sentieri stropicciano
nugoli di margherite
dolcissima stagione di fragranza
avanza
in note curiose
di gigli viola bulbosi.
avanza
in note curiose
di gigli viola bulbosi.
Esplose terrazze e balconi
di sole e gerani assortiti.
All'improvviso...
Un lembo di cielo mi desta
è un finto preludio primaverile
si mischia
si mischia
alla brusca pioggia che cade!


sei nata tra la brina e l'alba
su fili d'erba danzanti
a due metri dal mare
la notte prima
eri sparita impaurita
rattristata felice
per il nuovo giorno
e ti ho vista nell'armonia della vita
venire incontro al mio cuore
come l'alba verso la città
e l'estate qui su di noi
su fili d'erba danzanti
a due metri dal mare
la notte prima
eri sparita impaurita
rattristata felice
per il nuovo giorno
e ti ho vista nell'armonia della vita
venire incontro al mio cuore
come l'alba verso la città
e l'estate qui su di noi
La notte con i suoi frammenti di vetro mi sevizia,le urla cadono nel vuoto del tempo.Risplendo di luce riflessa sotto la mescalina di un bagno pubblico.Le lacrime scivolano sulla goccia di morte del ratuso petalo.Le tue forme si moltiplicano come rovi sul tuo letto umido di morte.
Mi prenderò più tempo
cambierò qualcosa.
Ma non
cancellerò nulla.
Imparerò dalle sconfitte
è dalla sofferenza.
Troverò la giusta
strada.
Camminerò
verso la luce.
Cercherò i miei occhi
persi dentro lo specchio.
Nella prossima vita
seguirò la luce delle stelle.




