Il mio cuore,
seppur disteso a terra…
…ha gli occhi
aperti alla bellezza.
Possiede il dono
della meraviglia.
È capace d’ebbri amori,
spalanca mondi,
apre spirali,
lancia sfide,
propone enigmi!
Or, reca tracce
di divinità fuggite…
…ombre, di irrivelati amori.
E' selva triste,
ma dolce e forte
con sottili canti
e spumeggianti azzurri suoni…
…freschi!
E' caldo più del sole.
Sa scrivere
rosse lettere di fuoco!
Timido, prepotente,
smarrito e teso…
…sa incendiare i sensi!
Il mio cuore...
seppur disteso a terra,
sa essere cuor fecondo.
Sa cantar… solo d’amore!


21 commenti
Io mi ricordo ancora
anche se a quei tempi
ero un bambino
andava tanto una canzone
parlava di una ragazza bionda
e molto bella
ora avrà sui settant'anni
Katy è il suo nome.
Se n'era andata a quei tempi
per una delusione d'amore
e cinque orsacchiotti le cantarono
questa canzone.
Piccola katy quella notte aveva capito
che pure le bambole l'avevano tradita
aveva passato un intensa ora d'amore
poi al mattino svanito nel nulla.
Decise di andarsene lontano
da quei posti che le ricordavano
il passato.
Ora gli orsacchiotti
sono ancora in cinque
e cantano questa vecchia canzone
piccola Katy la ascolta ancora
non è più una ragazza
da tempo è già nonna,
ma quella lacrima che scende nel viso
è un vecchio ricordo
di un amore finito...
OMAGGIO AI POOH PER AVER RACCONTATO QUESTA FANTASTICA STORIA
Le aspettative non tornano,
per volere di questa illusione che promette molto...
L’idea non prende forma,
la vorresti pura ed inviolabile...
Nell’abisso dei silenzi...
nelle frasi di circostanza.
Tutto si percepisce
tutto si evolve e mai si risolve...
Nel buio e nel silenzio
posso ascoltarmi e non vedere.
Le tenebre non hanno valore
se non le accetti mettono terrore.
Più le rigetti
più ti accerchiano.
Non sono più io,
non mi riconosco...
Sospesa nel buio della notte
la penombra mi circonda, mi affligge.
Ascolto il silenzio...
chiudo gli occhi.
Vedo prati e margherite bianche,
sento qualche uccellino cinguettare.
Ma è solo illusione...riapro gli occhi
il buio regna sovrano.
Mi sento zolla impoverita,
strappata alla terra, da quando non ci sei.
Ho radici che piangono i tuoi sorsi d’amore
e cambiano colore, vestono il grigio
come un campo brullo.
Filamenti sottili, fragili,
poggio nella terra della mia anima,
perché bevano del nettare vitale
che ancora vi sgorga.
Germoglieranno, lo so,
ed io ci resterò attaccata,
sempre.
Nutrirò la mia terra
che amore non dimentica,
perchè amore arriverà dalla tua,
da te,
ancora da te che mi hai plasmata.
Sarò radice, nuova,
abbeverata ed imboccata
da un misto d’amore e appartenenza.
Da quella zolla che mi hai lasciato,
viva,
da nutrire,
da interrare….
strappata alla terra, da quando non ci sei.
Ho radici che piangono i tuoi sorsi d’amore
e cambiano colore, vestono il grigio
come un campo brullo.
Filamenti sottili, fragili,
poggio nella terra della mia anima,
perché bevano del nettare vitale
che ancora vi sgorga.
Germoglieranno, lo so,
ed io ci resterò attaccata,
sempre.
Nutrirò la mia terra
che amore non dimentica,
perchè amore arriverà dalla tua,
da te,
ancora da te che mi hai plasmata.
Sarò radice, nuova,
abbeverata ed imboccata
da un misto d’amore e appartenenza.
Da quella zolla che mi hai lasciato,
viva,
da nutrire,
da interrare….
Silenzio il labirinto
immaginario imbevuto di percezione ossuta
innocente carezza al vagito d’un verso
intima striscia di sanguinamento mentale.
Controcorrente sempre dietro il diverso
effimero imbastito di fantasie d’avamposto
ricucite alla natura d’afasica impostura
nell’inconscio traghettato dalla casa alla radura
relitto d’occhi chiari all’orda senza tela.
La lente frana sull’inconsistenza dei sensi
insorti senza naso al controverso ambrato
metastasi di realtà da deglutire di netto
congetture limate d’aspetto fecondo
simili all’atteggiarsi sordo d’un gran signore
dietro il reale rantolo d’un impostore.
Non sentirsi amati
come quella pianticella
che è cresciuta vicino
a rovi di spine
che soffocano
togliendomi
il calore che tanto ho bisogno.
Sentirsi utili,
indispensabili
è il mio più grande desiderio.
La mia famiglia
non mi apprezza.
Non mi conosce,
non sa quanto
posso dare.
E come dalle spine devo difendermi,
fuggire,
nascondermi,
dai quei loro giudizi avversi
e accusatori.
Non c’è verità in loro.
Odio,
indifferenza.
E’ quello che ricevo!
L’unico che mi da dignità
con affetto
copiosamente
e gratuitamente
è Dio.
Il vero ed eterno Amico mio.
Mi asciuga le lacrime.
Mi fa sentire unica.
Mi fa dimenticare ogni mestizia.
Come solo Lui sa fare!
Incollando ogni pezzo del mio cuore infranto.
Uguali non ha.
come quella pianticella
che è cresciuta vicino
a rovi di spine
che soffocano
togliendomi
il calore che tanto ho bisogno.
Sentirsi utili,
indispensabili
è il mio più grande desiderio.
La mia famiglia
non mi apprezza.
Non mi conosce,
non sa quanto
posso dare.
E come dalle spine devo difendermi,
fuggire,
nascondermi,
dai quei loro giudizi avversi
e accusatori.
Non c’è verità in loro.
Odio,
indifferenza.
E’ quello che ricevo!
L’unico che mi da dignità
con affetto
copiosamente
e gratuitamente
è Dio.
Il vero ed eterno Amico mio.
Mi asciuga le lacrime.
Mi fa sentire unica.
Mi fa dimenticare ogni mestizia.
Come solo Lui sa fare!
Incollando ogni pezzo del mio cuore infranto.
Uguali non ha.
Pura...
quale DEA dolcissima,
protesa
in dolorosa danza.
Piange,
per l'ambiguo dono ricevuto,
per l'umano fare,
che non comprende
la sua idealità.
Or tracciando
concentriche circonferenze
di mirabile preghiera,
forte,
forte,
si staglia
nell 'etere impalpabile
in Onnipotente
IDEA
in Onnipotente
IDEA
di GENIO E LIBERTA'


Tesse la pioggia autismi di memorie
primavere precoci d’istinto
confuse nel morso di tuoni gemmati
simili a elegie d’accorati istinti
al cielo accorso su tracce in riposo
d’austero sunto d’un percorso deviato.
Aliena il pensiero la ricerca d’oro
linfa occulta d’assolata gola.
E’ come un pugno teso nella notte
l’abisso sanguinante l’oltre
nel solstizio indistinto d’eclissato gesto
tra singhiozzi di parole e un solo morso
serrato all’apertura.
All’osso.
primavere precoci d’istinto
confuse nel morso di tuoni gemmati
simili a elegie d’accorati istinti
al cielo accorso su tracce in riposo
d’austero sunto d’un percorso deviato.
Aliena il pensiero la ricerca d’oro
linfa occulta d’assolata gola.
E’ come un pugno teso nella notte
l’abisso sanguinante l’oltre
nel solstizio indistinto d’eclissato gesto
tra singhiozzi di parole e un solo morso
serrato all’apertura.
All’osso.
Volli ricamare questi giorni
con dialoghi d'aria farne poesie
mentre con me stesso
riflettendo volli discuterci
assuefatto mistico
di stelle volgari e lune virtuali
nelle ragnatele di nuvole
mi cullo e m'addormento
mentre tu
con gli occhi soavi
mi sorridi e m'abbracci
Vita
con dialoghi d'aria farne poesie
mentre con me stesso
riflettendo volli discuterci
assuefatto mistico
di stelle volgari e lune virtuali
nelle ragnatele di nuvole
mi cullo e m'addormento
mentre tu
con gli occhi soavi
mi sorridi e m'abbracci
Vita
La notte
è una scia vellutata
gonfia di occhi
pare uno sciame
di piccole perle
dall'incantevole bellezza.
Disperse qua e la
ed animate
annodano pensieri
e sogni infranti .
Piccoli graffi
bianco celesti
arpeggiati dal vento
e dalle geometrie
del cuore.


silenzioso lo stagno giace
di rane di sole e di lei
principessa pace
in alto le mani
oggi è gia domani
ed ogni cosa resta al suo posto
come l'estate di quell'agosto
solingo meschino
rapito dal mare arlecchino
preludio di un nuovo addio
io la mia vita e poi lei e dio
di rane di sole e di lei
principessa pace
in alto le mani
oggi è gia domani
ed ogni cosa resta al suo posto
come l'estate di quell'agosto
solingo meschino
rapito dal mare arlecchino
preludio di un nuovo addio
io la mia vita e poi lei e dio
Sotto la neve
fiori più non vedo.
Si è tutto imbiancato,
fermato,
uniformato,
ghiacciato.
Tranne il mio cuore,
pulsa ancora,
è impegnato a fare un inventario
delle sue emozioni
e riflessioni.
Ed è qui che farà il punto
della situazione.
Diventare come gli altri?
O essere un differente essere?
C’è chi con uno scatto fulmineo
lo vorrebbe fermare
perché proferisce verità
e la verità a volte fa male!
Ma il cuor dal canto suo
non si vuole acquietare,
sa che se lo farebbe
non gli si darebbe più il permesso di parlare
né oggi né mai!
E allora parla cuoricino bello…
Parla!
E sputa quel rospo che hai in gola
e che non ti fa dormire
ma ti strazia con un fiume di ragionamenti.
Parla e l’inverno così passerà….
fiori più non vedo.
Si è tutto imbiancato,
fermato,
uniformato,
ghiacciato.
Tranne il mio cuore,
pulsa ancora,
è impegnato a fare un inventario
delle sue emozioni
e riflessioni.
Ed è qui che farà il punto
della situazione.
Diventare come gli altri?
O essere un differente essere?
C’è chi con uno scatto fulmineo
lo vorrebbe fermare
perché proferisce verità
e la verità a volte fa male!
Ma il cuor dal canto suo
non si vuole acquietare,
sa che se lo farebbe
non gli si darebbe più il permesso di parlare
né oggi né mai!
E allora parla cuoricino bello…
Parla!
E sputa quel rospo che hai in gola
e che non ti fa dormire
ma ti strazia con un fiume di ragionamenti.
Parla e l’inverno così passerà….
Il sole imponeva di stare sull'attenti
e il cielo indossava colori nuovi
arancio giallo azzurro
e anche il suo sorriso
ed io inzuppavo i miei sogni nel latte
profumo di dolci di caffè
e la prima gente in strada
dondola sui muri tenue l'estate
panchine vuote
di persone andate via
pescavo sorrisi e occhi
e la tua maglietta mai indossata
sa di lui mi dicevi
ma non buttarla via
e le bancarelle affollavano il lungo mare
ti ho persa un attimo
per ritrovarti dopo
nella dolce confusione che mi assale
vado a casa non sopporto la folla
non sopporto più me
intanto compravi noccioline
e parlavi con le amiche
io col mio gelato all'uva
gustavo progetti e fantasie
aspettando dicembre
dal 15 luglio...
e il cielo indossava colori nuovi
arancio giallo azzurro
e anche il suo sorriso
ed io inzuppavo i miei sogni nel latte
profumo di dolci di caffè
e la prima gente in strada
dondola sui muri tenue l'estate
panchine vuote
di persone andate via
pescavo sorrisi e occhi
e la tua maglietta mai indossata
sa di lui mi dicevi
ma non buttarla via
e le bancarelle affollavano il lungo mare
ti ho persa un attimo
per ritrovarti dopo
nella dolce confusione che mi assale
vado a casa non sopporto la folla
non sopporto più me
intanto compravi noccioline
e parlavi con le amiche
io col mio gelato all'uva
gustavo progetti e fantasie
aspettando dicembre
dal 15 luglio...
Infinito è il tempo
e infiniti siamo noi
scrittori e amanti
del nostro saper scrivere
e per quello che riusciamo
a trasmettere
negli occhi della gente.
Siamo fatti così
poeti senza tempo
senza paura d'esprimere
le sensazioni più belle
riuscendo ad emozionare, incantare
con le dolci parole d'amore.
Il tempo diventa infinito
e le giornate sono più gaie
non moriremo mai di noia
non moriremo mai nella memoria
delle persone
perché la nostra non è illusione
ma è realtà che abbiamo dentro il cuore.
Infiniti poeti
dell'infinito vivere
della gioia d'esistere
di un amore che è passione
di scrivere...
Nella mia fantasia
invento altri cieli e altre nuvole
per non morire.
Rovescio tutte le lacrime nel mare
per non soffrire.
Disperdo le parole
come foglie di ogni stagione.
Nella mia fantasia
i pensieri sono rosei come
l'alba e il tramonto
profumano di versi non detti
di versi già letti
e da scrivere.
Vieni ...Respirali anche tu!
Hanno una scia
da assaporare e vivere
odorosa di bergamotto
appena schiusa.
Il vento non cessa
di diffonderne il profumo
nell'aria
nei prati
nei campi incolti e
agli angoli del cuore.

nei prati
nei campi incolti e
agli angoli del cuore.







