asciugato dal sale
ed ho sete di sidro e di sesso
Sono nota
sospesa in un sol
sulla tela sottile di un ragno
Seguo scie
di serpenti a sonagli
tra sterpi seccati dal sole
Sono un segno scavato in un sasso
tra saette su salici spenti
Sento strepiti sordi di un sabba
tra schegge di spade assassine
Salgo solo sorgenti scoscese
come stanco salmone smarrito
Sono un piccolo grano di sabbia
...disperso in un mondo di soli
Vidi un gatto spaventato
Quand'ero solo mi dissi
Oh mio dio dov'ho sbagliato?
La mia mente, i crocefissi...
Mi dissi ancora se io
Stessa, avevo sbagliato.
Hai sbagliato, mi disse
il cuore. Non hai fatto.
Poi la mente mi disse
non devi ciò che hai fatto
Nel dialogo tra mente e cuore
Rimane solo il dolore
Per non averlo fai ciò
Che ne la mente ne cuore
Può.
senza tregua, con affanno e con fatica...
trascurando le cose preziose e a me care.
Sono strade in salita, fatte di aspettative,
a volte difficili, a volte quasi impossibili.
Le intraprendo, senza valutarne gli ostacoli.
A volte non c'è ritorno, ed è lì che tocco il fondo.
I miei capelli diventano bianchi e mi accorgo
che il mio nemico è spietato... lui vola,
senza aspettarmi, lasciando me in attesa.
Poi m'accorgo che nella mia solitudine,
trovo pace e rughe a farmi compagnia.
Amo il silenzio, mi ci immergo con la mente,
lasciandoci dentro ogni pensiero, aprendo così...
altri orizzonti con mille sfumature.
È un rinnovamento di pensieri accantonati
e custoditi in un ripostiglio segreto, fermi.
Me ne prendo cura di qualcuno, spolverandolo.
gli do vita, tramutandolo in meta da raggiungere,
per correre, ancora una volta, su queste salite.
nessun tramonto mi scalda...
chiudo gli occhi e mi vesto di ricordi,
sotto questo cielo grigio.
Immagini sbiadite mi passano
tra le lacrime e la pioggia.
Il mare fa rumore...
il vento gli si è accanito contro,
come il tempo perseguita il cuore
che mortificato urla più delle onde.
mentre il sale s'alza... la vita scende.
L'abisso ha un altro aspetto,
niente di azzurro da qua sotto,
nessuna mano che mi tiene...
richiudo gli occhi, una sola immagine
rimarrà stampata per sempre
nel labirinto dell'eterno
e nell'ultimo giorno di pioggia.
Dove l'alfa s'innalza
l'omega dona l'ultimo respiro.
Fiumi di parole
straziano segreti amori
trattengono impavide mani
ma lascian cadere lacrime.
Dirò solo un lago di parole
affinché quest'anima chiusa
non sia più dolente e,
il cuore sia più leggero.
Schiere di pensieri son pronte
per a dichiarar guerra...
le labbra si schiudono
lasciando uscire l'aria.
Dovrebbero formarsi le parole
poi frasi, alla fine discorsi ma,
esplodono dentro ogni perplessità.
Son Comete senza scie.
Ed è così che dove l'alfa vive...
l'afflitta omega muore.
di intessute trame oscure
si rimbalzano nel tempo
di sopiti ardori antichi
Vaga in spazi siderali
un pensiero obliquo e stanco
È lotta aperta ed incessante
coi fantasmi della mente
Giorni spesi
solo uscite
ne' rimborsi a pie' di lista
Ho immolato a un Gran Moloch
anni intensi e spensierati
l'inflazione della vita
ha bruciato ogni risparmio
... forse il fin dell'esistenza
è cercare un dì la morte

Acqua ad infranger massi di pietra,
tintinnio di gocce e vive figure.
Sangue a fuoriuscir dal cuore e
rosso corallo a tinger sabbia.
Speranza in sciacquio di onda
ad echeggiar su mare.
Ed onda su onda guizzar di
schiuma ed imperlar i bordi della riva..
Nella scogliera il silenzio va come
le nuvole grigie a svanir nel nulla e
far tornar il sereno.
Foschia a diradar nel cielo
fievole e trasparente come
ali di mosca..
Il vento con amor e d'amor parla
in crescita di pace all'anima si pone.
Sogno in questo nido d'ombra ed
afa ad arroventar la baia ma
in quest'angolo il cuor parla .
Anima estendi lo sguardo e
a fil di voce il mare saluti!..
dentro un cuore di granito
Scorre un fiume tumultuoso
dentro carsiche doline
Ghiaccio di mare i miei pensieri
sciolti al sole restan sale
Alzo muri a giorni vuoti
tra la noia e l'indolenza
Tolgo spine dalla carne
ma rimangon le ferite
Ho sognato mondi altri
forse ho perso la partita
Non mi resta che sfogliare
tutti questi"fleurs du mal"
torrente, fiume, rio, laghetto, stagno...
vi sono nata, porto il dolce segno
profondità scura che si dilegua
La contemplo, mi contemplo, dissolvo
scorro, trascorro, muoio e poi rinasco
limpida traspaio, di nuovo fluisco
cambio, muto, metamorfoso, evolvo...
Non sono altro che un riflesso fuggiasco.

scorron linfe d'amore
che la mente percorre
nei ricordi sopiti
di un passato scaduto
Tace muto il presente
in assenza di affetti
Scuote frutti dai rami
che si sperdono a terra
Cattedrali di sabbia
sgretolate dal vento
sembran quasi ologrammi
in mondo virtuale
Verrà presto un domani
a schiarir l'orizzonte...
non trovo ragioni
oppure colpe.
Non trovo spazio
per le parole.
Tutto diventa incomprensibile,
quando i pugni
battono in testa
o contro il muro.
Occhi smarriti nel buio,
dove scorre il tempo
si dissolve
nella nebbia.
Appesa a un filo la vita.
Ripenso a quelle lacrime
che hanno rigato il viso.
Mi abbandono alla tristezza.
L'orizzonte è vicino
tutto diventa più difficile.
A volte ci penso sai,
amica che sto imparando a conoscerti
…la tua nonna senza troppi
puntini di sospensione avrebbe detto
Bimbo, tu parti da una ciabatta…
Farò il nodo mezzo windsor
e indosserò il rispetto che sta bene
con tutto, ma l’amore resterà strozzato
e non dalla cravatta sulla gruccia.
Allora madre, quando te ne andrai
guarda sotto il mio completo nero…
di quelle ciabatte che vestirò
ne ho fatto cuoio di qualità, nonostante
la tua scelta di non starmi al fianco.
La vita merita rispetto, anche quella
di chi non ha voluto esserci per me…
in fondo è da tanto che te ne sei andata.






