Col candore
del suo vestitino
e i lineamenti sottili
la poesia
quando viene al mondo
in tanti le appoggiano
i loro pareri delicati
a piè di pagina.
Quando invece
a venire alla luce
sono i racconti…
la mia matita ha l’indelicatezza
di lasciarvi orfani di carezze.
Il racconto vive
di attimi stantii
in calce ai suoi giorni.
Lo senti… è l’universo, quello
a margine, che se ne frega.
…nel piccolo laboratorio sotto casa, pensando pensando mi si fredda la zuppa
e un vuoto della pioggia alle radici
tornano le nuvole
come questo nostro tempo
impigliato nel cielo .
Con l'intreccio del sole al risveglio
e una stella accesa all'imbrunire .
Una primula carezza di un sonno lieve
e quel dividersi lo sguardo.
Cela la memoria la stagione dalle ore confuse
le briciole dimenticate
hanno il tepore di un bacio
e quel canto d'amore
stretto al mio fianco
è diventato mare .
si spezzan nell'aria
M'intingo in un mare
di nero di china
Ascolto fragori
di scatole vuote
seduto su sassi
corrotti dal muschio
Mi perdo in un bosco
tra foglie ammucchiate
sudate e seccate
che virano al ruggine
Sciorino i pensieri
su fili ideali
raccolti in rosari
sgranati nel tempo
Rumori felpati
concludono il giorno
e nel buio che incede
raccolgo i miei cocci
richiudo il mio guscio
ed aspetto il domani
dentro i miei occhi
sul mio volto.
Parole viaggiano
raggiungono
sogni morti all'alba
di un giorno qualunque
dove la malinconia
magari riconquista la felicità.
L'ombra della paura
di perderti frena il coraggio.
Scopri il conforto
di chi ti sta accanto,
di chi ti fa sentire viva
anche solo con un abbraccio.
Ritrovi la grinta senza sofferenza.
L'unione del cuore risplende
prosegue consapevole
che gli ostacoli si possono superare.
Prima che il cielo di ardesia e gesso
sul soffitto si scarabocchi
di una nuova idea delicata,
dall’orologio sulle quattro
con garbo, nelle mani a conca
la porto con me sullo scrittoio.
Così sei nata anche tu, piccola poesia.
E solo quando i bucaneve alla finestra
allungheranno i petali a conservare
lo stato delle cose, è solo allora
che scriverò quell’ultima frase.
Ho i guanti senza le dita
e i calzoni con un buco
di troppo proprio sulla vita,
e della donna che non fermai
nei suoi silenzi, l’anima cinta
da tutto quel che non saprà mai.
Porto negli occhi un bagliore,
e una maglia di lana
con un altro strappo sul cuore.
Condividevo il labbro con la mosca
e un posto nella sua mente, una delle
cose più intime, private che conosca.
Continuerò a scrivere
finchè leggère si apriranno
le ali della capinera
sul foglio bianco della
prima neve nel giardino.
Anche se da qualche mese
canta l’opere la mestizia.
Nel mio piccolo teatro
ha smesso di farmi visita
nitida e chiara la cinciallegra.
il lago colmo di luna
e mi assopisco
al suono sincopato
di un tamburo
penetrando la notte
con la forza dei miei sogni
e vedo scorrere uno scuro fiume
tra gli stanchi salici piangenti
finché l'alba ad est
svela il suo corso lento
e un sole forte sale
ad accecare il mondo...
... presto, datemi una nuvola
a spezzar le ore più soleggiate
...che una strana malinconia
piano
già
mi assale...
Società che disprezza sé stessa.
Io che sono incluso controvoglia in un circolo vizioso di stupidità, violenza e idiozia e sembrando tutto ciò che disprezzo.
La poesia mi salva e mi distrugge.
Le critiche mi salvano e basta.
Essenza antropomorfa,
legami con le tue gesta
infilami l’artiglio nella carne
profanando il mio volto assorto,
le pupille dilatate dall'amore siderale
di un universo confinato nell'incuria umana.
Un’apocalisse collettiva di falene ghiacciate
incombe con estasi nella mia gola d’animale,
sto bramando in attesa di una tua consolazione,
calda come il palmo dell’ombra disorientata
in cui sono tramutata ora,
eppure replica solo e soltanto lo sfortunato eco
di un essere umano dall'animo sfigurato.
Nell'ignoranza del suo stringere
illuminiamoci del nostro immenso,
non andremo mai oltre, solo rinchiusi
nell'eventuale obbligo di riparare i danni
retaggio, che i nostri panni impregna
- eredità passiva di patrimoni appesi -
di quattro soldi per svenduti ideali
bustarelle e compresse per cefalee
spinte incomprese di complessati
bullizzati distratti confinati
in se stessi e, di cultura, arroganza
rincorsa dalla sua stessa carenza, obesi
dal proprio peso offesi, e invidie
riposte in errati cassetti o al galoppo
sull'asfissiante indifferenza
dettata dal mercato e le sue leggi
con diritti e doveri sempre in lotta
sui banchi di prova e tribunali,
perché naufraga l'esteriore bellezza
ancor prima del suo tempo
se non rivestita
dal peculiare suo interno.
vicini a sorrisi importanti.
Prendersi cura delle stelle
colore le nuvole
lasciandosi cullare
ogni notte.
Spingere legarsi
ad una sintonia,
forse ad una risata
forse a una parola
Iniziare a scoprire
quello che il cuore nasconde.
Accade alle anime
che si ascoltano.
di notte di giorno
e durante le eclissi.
Stille di limpide lacrime
versate nel buio silenzioso,
dal rumoroso tintinnio
distrugge l'anima inquieta
e le spalanca gli occhi
come fa al cuore...
ampolla di rugiada che,
da sempre racchiude le ore,
dove i pensieri fluiscono
fino ad assopire la mente.




