Tra nebbie che si intravvedono negli occhi
arrossati e ormai stanchi.
La vita riserva sempre limiti insoliti,
pochi aliti di vento e scaltri brividi
percorrono questa terra schiva,
di inutilità.
Libertà, libertà, dove risiede questa ricchezza impropria,
dove non si sa.
Pace concetto quasi ridicolo,
in questi giorni tristi e pieni di malinconia.
Ricordi aspri e amari
nel contesto di ipocrisie narcisiste.
Attimi di scene ingiuste, insignificanti.
Questo è il tempo che si rappresenta
sotto forma della menzogna e finzione,
luce che abbaglia
dentro all'animo oramai
scolpito.
duri frammenti lascia nelle vene
sono come fragile canna
piegata dalla brezza della sera
prima che una scura notte
cali col suo denso velo d'ombra
trascino giorni di fatiche antiche
nei ripetuti gesti di ruvide mani
e come arida foglia
spinta dalle acque
giungo ad un'amara isola
dentro un oscuro mare
...ma ora che il cielo
si colora d'ambra
respiro l'umida essenza
di una nuova aurora
...basta una goccia
per cancellar l'arsura
dentro un vetro
Volo al vento
senza vesti
Non mi vendo
perché valgo
Bevo vino e
straccio veli
sono ondivago
e un po' vago
pien di voglie
e tanti vizi
in un vuoto
senza indizi
Sono un vile
che non vale e
più mi vanto
e più son vinto
Voglio un viatico
per vivere
voglio un visto
per volare
...vola via la vita ai vecchi
va veloce e lascia il vuoto
come un vaso rotto in vetro
......come un volto senza voce
hanno tagliato il buio
ora che il vento ha sfogliato
le ultime nuvole basse
seguo la caotica danza
delle ossidate foglie d'autunno
nello scomposto turbinio
dei miei strani pensieri
consumando scarpe sul
sentiero tortuoso della vita
... e assisto impotente alla
sgradita solitudine di un
atomo impazzito
nell'orbita infinita di
una galassia antica
... macinando il mio tormento
negli sprecati attimi
di un vivere sospeso
...ora...
Portami una margherita
poiché io possa ad ogni petalo
sfogliare l'amore
e nell'irrequietudine del cielo
spargere sentimenti .
Portami l'essenza dei fiori
affinché possa confondere e inebriare i sensi .
C'è troppa ipocrisia per istinto o per sopravvivenza .
Alda diceva...per troppa abbondanza!
Portami una rosa
che nell'autunno vibra ancora l'audacia
e affronta le insicurezze e le illusioni
necessari per cogliere le sfumature .
Portami se puoi
la ragione
per lasciarmi guidare
per stare in equilibrio
per non morire .
che ancora fanno male,
lasciare la paura di soffrire
e vivere senza l'ansia
senza nascondere il sorriso.
Vivere per sognare
sognare per vivere.
Attendere il tramonto o l'alba
guardando il cielo
ed attendere le stelle,
attendere l'odore della vita.
Alzare il volume
e volare al massimo.
s'un piede solo,
sulla verità stentata...
nascosta.
Ormai l'ipocrisia è stampata
sulla bocca dei serpenti
e sui loro volti.
Siamo circondati da falsi sorrisi,
falsi abbracci, falsi consigli.
La solitudine...
deriva anche da questo.
Il mondo è sconfortato,
da maschere e finti personaggi
che parlano ma non dicono nulla...
che criticano, ma senza esaminarsi.
Forse sono maschere di protezione
o è semplicemente
l'abitudine di infierire,
per riemergere loro stessi.
Salvano le loro facce,
calpestandoti.
è un organo troppo fragile.
Esso è esposto a troppi inganni
e sotto sforzo ha mille affanni.
A volte si ferma e sembra morto
con una carezza in vita lo riporto,
ma non riesce a gridare al mondo
anche lui, come il mare, è profondo.
Sono io
Lo strano,
l’anomalo,
il diverso,
di cui la gente,
non vuole vedere,
non vuole sapere,
e sempre dei bastardi a dirmi,
cose dietro;
ma io sono qua,
non me ne vado,
non rinuncio,
non cambio la mia vita;
sono contento di tutto,
della mia
diversità
della mia specificità,
della mia differenza,
e non accetto il sistema
non accetto di stare al mio posto,
in riga,
come il gregge,
e ancora non mi sono stancato,
di ribellarmi,
fino alla fine,
strano
sbiadita dal tempo
nel riflesso indeciso
di una carta stagnola
lancio sassi ogni tanto
a una vuota lattina
come vuoto è il ricordo
di una storia svanita
...sfiorita orchidea
assetata di pioggia
castello di sabbia
sgretolato dall'onda
... ed in tasca risuona
uno squillo insistente
... ma oramai non c'è scampo
oramai non c'è
... campo...
Non mi riesco,
forse per l’insicurezza dell’Anima,
a riposare felice
O forse è solo il mio
pensiero
e il viver male
che mi sorprende
quando addormentarmi
tento
Il calore dell’alba
attendo
ogni sera strascicata
sopra l’oceano Atlantico
che si trascina dietro a fatica
sulle onde poco mosse
dai suoi respiri,
mentre il fugace sole
sta ingiallendo dall’altra parte
dell’universo
dai confini tracciati,
e mi sento stanco di chiedere
Il titolo
è l’ora in cui
termino i versi
ma il mio riposo
ancora dovrà attendere,
mentre le ore
che in mente mia
appaiono così taciturne
passano uccidendo la mia veglia;
e mi ‘paio ancora più solo
A tenermi compagnia
posseggo soltanto
la mia voglia di vivere
e il mio pensare;
e il mio comporre







