spegnerà la primavera,
in queste ore di speranza
incanta il silenzio,
tacciono i pensieri,
illuminano il mondo
ogni istante
nel vuoto dell'oblio,
nell'onda dove alle fine
esplode la poesia,
nella magia
di parole risvegliano
emozioni e colori
in scintille di luce
che solo
l'anima riesce a vedere.
oltre il battito
oltre la musica
abbraccio la poesia
nel freddo
che scompare davanti al fuoco.
Sento quell'abbraccio
anche quando non c'è
straripare di felicità
davanti al mondo
senza pregiudizi,
nella gioia
di cavalcare l’onda della vita.
fino al prossimo giro di clessidra.
Sono, ormai, il nulla che svuota
le mancanze di una vita senza senso.
Sono il tocco della follia...
la carezza chiamata inchiostro
per quella squilibrata poesia.
Sono il resto di... quel che resta
di un'illusione di un'impavida passione.
ed impallidisce un po' di là.
Le orme dei passanti
lasciano sentieri bianchi
e un po' anche infangati,
ma chi viene dopo
ne segue la traccia,
approfitta per toccar suolo.
La lastra di ghiaccio
fa giocare grande e piccini
Le mani si nascondono tra guanti,
tasche e alcune rigide
fanno male ai movimenti,
come i piedi di un barbone
coperto da cartoni, pezze
ed uno strato di malinconia.
Non ti odierò
Nascondimi il tuo vero volto
Negami tutto il tempo che vorrei spendere
Soltanto con te
Sputami in faccia e colpiscimi quando
Sono a terra, ed io mi vendicherò
Sorridendo ed amandoti per
Sempre
Deludimi,
Deridimi
Declinerò ogni torto
Dedicandoti ogni mia istantanea
dalla porta bassa.
Scruto la trave
che non mi parla,
tu sei già dentro
indistinta nel tartan
scozzese, rosso e blu
di una poltrona.
Odore di gesso
non cancellabile
sulla scogliera.
Odor del canto
nell’aria
sorprende gli sbuffi
di un fumo incantato,
cede la voglia di fragola
sulle timide parole,
sembrano per paura
scoperti sentimenti
tra i muri della via.
Oh a fior di pelle scrissi milioni di parole che
il cuore disperse e furon lettere su lettere a ripetersi.
Scrivesti d'amor che amor decanti ad
immemore saggezza ad arricchir gaiezza..
Scrissi e nessun lesse
fosti un uragano a dettar passioni.
Parole a mimica d'emozioni
a dichiarar amore, vendesti anima e cuore e
scrivesti ciò che non pronunciasti.
Scrivesti ed ancor scrivi
e lettere di cuore incidi e
rileggi quel che il cuor adita d'amore.
di pensieri ottusi
nel chiarore riflesso
dalle onde del lago
mentre un vento leggero
addolcisce l'aria
sotto il primo sole
e il mio pensiero latita
in questo deserto
senza oasi
a distillare disincanto
e riannodare i fili
di una vita agra
... e in un assolo
di bocche incollate
sprofondo nel sonno
tra inquieti pensieri
... a rigirarmi nel vuoto
di interminabili notti
Mi cercheresti
se liberassi il mio dolore?
se cantassi con vuota follia
le note che altri sconoscono?
se sfiatassi dalla gola
i cenci afoni dell'anima mia,
mi cercheresti nella via,
sui balconi di ringhiera,
tra i ciottoli calpestati?
se io albergassi nell'aria
al suono di una lieve nenia,
se spargessi il profumo
velenoso di un oleandro in fiore?
se urtassi con le nocche
il legno duro del tuo cuore?
La Festa fortifichi il tuo dolore.
o cancelli vivida il tuo afrore.
nella clessidra
tutto appare una prigione
di desideri
sognati e repressi.
Corre il tempo
tra colori
e respiri
affogati dietro gli occhi
chiusi dentro una gabbia.
Tu che sei nata libera
di volare...
Hai quelle ali nuove
colma di aria pura
abbandoni timore di soffrire
sei di nuovo fiduciosa
piena di sogni.
Riprendi a vivere
oltre ogni dubbio
lascia che la tua Anima
riviva nell'azzurro
oltre le nuvole
oltre le stelle.
Quella prigione si è dissolta
la speranza,
la purezza coraggio
che si rinnova
oltre ogni paura.
che un pensiero va a disperdersi,
per poi ritrovarsi in balia di onde
alte fin sopra la vetta di un monte,
dove di notte la luna e tutti gli astri
illuminano ogni tipo di concetto incerto.
È nel calore ardente di un fuoco
che le fiamme si alimentano fino a
sciogliere le perplessità più assurde,
creando confusione alla mente
che credeva d'esser stabile ed invece...
si è sgretolata insieme al cuore.
È sullo spartito di un orchestra
che la musica si avvia e si colora
con un violino intarsiato che...
presta le corde ad un arpa antica,
amica fedele di un pianoforte muto,
come un amore che senza petali
sboccia ma subito dopo muore.
Inevitabile arrendersi alla morte?
Sarà come voi dite…
ma concedetemi,
se non proprio il rifiuto,
almeno il piglio di sfidar certezza
armandomi del solo mezzo ammesso
che mi permetta di coccolar la vita
così come nel cuore custodiamo
il ricordo d’una persona amata.
Non è, la mia, folle presunzione
il mescolar le carte già assegnate.
È il forte anelito dei belli
che se allo specchio capita guardarsi
si vedono i capelli ancora folti
e gli occhi esprimer l’impazienza
d’esser portati in giro per il mondo
e di cader nel nuovo che li acceca.
Non è, la mia, folle presunzione
da essere confusa con la paura tetra.
È solo il volo di un gabbiano triste
che cerca in cielo aperto il suo riscatto.








