litania del giorno
sotto la sferza
di un molesto vento
esco come un ragno
dalla tela
e guardo indietro
ai miei ricordi
ormai delusi
dall'abitudine del domani
e questa noia
spezza il sonno
della notte
tra le mille parole
diluite nel
... rumore di fondo
della vita
spire di serpente
fuoco nel cuore
ghiaccio nella mente
Ho un'anima incolore
sbiancata dai solventi
nel freddo di uno stagno
senza vita né sorgente
Brancolo nel buio
accecato dal destino
Mi azzero nel futuro
in ginocchio... e a capo chino
A fatica cerco di rassegnarmi
a questa punizione malefica,
che lascia il suo sarcastico sorriso
nella vastità di ogni mia azione.
Non mi capacito all'assenza...
e nelle mie malinconiche fantasie
faccio ritorno tra le tue braccia,
ma trovo il tuo sguardo distratto e,
intorno a me, la tua indifferenza...
fa spegnere tutte le luci.
di un incauto istante
nell'ineffabile incontro
d'identità indivise
induce ad indelebili immagini
d'infedeltà iterate
nell'insoluto inganno
d'indelicati inchini e
infaticabili istanze
d'individui indegni
nell'imminente incedere
... di un infinito inverno
si riflettono su pozzanghere,
tra vie e traffico.
Tu uomo di successo,
tasti il tuo potere
tra questi piani di
vetro e cemento.
Grattacieli come
sentinelle attorno
a te:
ricordi ancora quel
giocoso bambino?
Voglia di verde ed
acqua, falene attorno
a te...
Sento il vento che accarezza i miei capelli mentre mi saluta,
Sento le risate lontane, mostrano sorrisi che non so più fare.
Mi guardo negli occhi e vedo la mia anima che vola, ma senza di me.
Perché io sono l'ostacolo, la mia insicurezza, ciò che mi frena e che mi asseconda.
Voglia di andare lontano, riscoprire la voce sepolta dentro di me. L'altra metà che mi sprona, mi spinge a combattere, a mostrare chi sono.
...
Ma io chi sono?
Se a volte mi sembra così chiaro, come guardare il mio riflesso allo specchio, altre volte mi scordo che ciò che vedo non è altro che l'inverso.
Una proiezione di me, un'immagine storta , una copia fasulla che si diverte a illudermi.
So che c'è qualcuno là dentro, qualcuno che vede, qualcuno che sente. Qualcuno che riordina i tasselli, come frammenti di vetro, dà forma alla mia essenza giorno per giorno.
E un tempo verrà in cui il puzzle sarà ultimato,
E di fronte alla mia anima tratterrò il fiato:
Saprò chi sono e tutto il mondo con me.
nelle sembianze erronee
di simulacri stanchi
trasciniamo invano
le fatiche antiche
di un polveroso mondo
assetato di futuro
Un fiore strano
della sua linfa impoverito
assiste attonito
all'attimo fuggente
di una verde primavera
non ho equilibrio per salirci su.
Eppure, vorrei raggiungere una quota,
un punto appena appena sufficiente
per colorare questa stanca pelle
di una tinta che mi ricordi il blu.
Nel tempo in cui tanto filo davo
agli aquiloni figli dei miei sogni,
non si poteva immaginare un oggi
dov’è fatica già guardare in alto.
Mi dico sempre che non morirò
e forse ciò dovrebbe ormai bastarmi
ma la paura anche i più forti avvolge
in quel momento di sola verità.
Mi costruirò un rombo d’altri tempi,
fatto coi fogli del mio quotidiano
e proverò andando in mezzo al prato
a chiedere un aiuto a qualche vento.
dentro un frantumato
specchio dei ricordi
in questa notte vergine
morsa dalla brina
mentre scorrono le ore
come grani di un rosario
in questa giostra d'atomi
e di lacrime sporcate
sono foglia senza ramo
alga senza scoglio
nell'asimmetrico sentire
di ogni solitudine
e in questo tempo inutile
di frasi sillabate
cerco un rumore nuovo
un giglio sopra i rovi
sotto una bianca luna
spersa sul nero sfondo
della notte.
quei fiori che tanto amavi
non posso neppure portarteli.
Non esiste tempo,
non esiste età
per non sentire ancora quel dolore troppo forte,
troppo reale nella mia testa.
Non esistono persone
che tamponano la sofferenza della tua mancanza.
Mi arrabbio ancora con il destino
che ti ha portata via troppo presto.
A volte guardo le rondini
volare alte nel cielo
e penso che loro ti vedono,
penso che vorrei essere
su nel cielo come loro
per rivederti ancora e ancora...
A volte il dolore
è cosi forte che vorrei arrendermi
alle mie debolezze
vorrei cambiare
vorrei credere
di essere uno scalino sopra gli altri
affrontare le tempeste
rompere gli argini
non avere aspettative.
Saltare sopra i binari del treno
e perdere il tempo.
mentre mi spoglio degli
ingombranti vestiti,
dei veli.
Di giorno devo tacere,
ubbidire, ma la notte
è mia, sono finalmente io.
Chissà un domani
lascerò questo Paese
e forse correrò,
vestita lieve, al tuo bagliore,
mia luna.
dai muri nudi senza quadri
nell'afasico tormento
di un ricordo evanescente
stretto nella morsa
di un futuro già appassito
e lisciato da un presente
di una noia esasperante
... e accendo ceri
sull'altare dell'amore
perso nel sogno
di una vita altra
... nel cammino
lento e stanco
dentro mondi
sconosciuti...

Siano risa a fior di pelle,
incanti a trasparir tenere carezze,
sodalizio a rinverdire uliveti e vigne,
ed anime gioconde in compagnie allegre..
Stagioni e dolci frutti,
sensazioni a ritornar soventi in
essenziale umore ove un sorriso ne creava un altro.
Tepor di calda spiaggia a riscaldar la pelle.
Languisce lo sciacquio del mare e
timidi pesciolini a sfiorar piedi..
Ridiamo anche se piovesse e
dovremmo aprir l'ombrello,
se la strada è ostruita e
dovremmo cambiar percorso..
Ridiamo di noi stessi delle svanite utopie
e della nostalgia a far nascere le lacrime.
Ridiamo fin sbellicarci dalle risa e ci
aiutino a star meglio.





