mi dividono dalla felicità:
un solo passo e potrei sfiorarla.
Una decisione mi separa
dal controllo totale.
Vorrei prendermi una sbronza
come quelle dei miei sedici anni,
non come quelle di adesso
che sembra una Parigi baudelairiana
anche la più accesa strada.
Ridere di cuore del male sulla pelle,
del male sopra il cuore.
Piangere di gioia per le cose nocive,
scansando così l’esistenziale per un po’.
Ai miei coetanei piace il Sabato sera
e alla mia famiglia il pranzo della Domenica.
Io, un timido Mercoledì.
Ogni giorno sto morendo.
che si schianta sugli scogli,
aspetto che la montagna
crolli sulla città.
Aspetto la pace
e la luce che si spegne
al tramonto,
aspetto che mi sotterri
la devastazione...
Perchè l'amore
non è solo baci e abbracci,
non è tutto perfetto.
Amare sono le cicatrici
lasciati sulla pelle.
Amare e aver paura
è vuoto interiore,
esser forti
ma anche instancabili
con il sorriso
della delusione.
(sentimenti appagati).
Cieli si schierano dalla tua parte;
in un ricordo hai trovato il presente,
dubitato il futuro.
C’è un non so che nel muoversi delle cose,
una spinta incredibile,
uno stendersi infinito, la vita
(in un attimo).
Se sveglierai la mente sarai salvo.
Ma ora ti senti vivo?
Quel ceffone che la vita mi
ha scagliato non mi fa più sorridere.
Amavo amavo la vita ma
mi ha portata via lontana.
Passa il tempo
non respirerò più
con il sorriso di ieri,
ma vivrò con la paura
di ciò che pensi.
Soffierà nel vento
e volerà oltre il domani
nei pensieri segreti.
Con forza e saggezza
mi inventerò un'altra vita,
appenderò i pensieri al cielo.
Giocherò con la fortuna,
racconterò leggende
come perle del fiume,
perdonerò i pianti e la rabbia
ingoierò le delusioni.
Tornerò a sentire le sensazioni
che non si possono spiegare.
La paura mi farà soffrire ancora,
mi parlerà ancora...
Vivo ma non dimentico mai...
Sorrido indifferente alla vita.
Fa male come il colpo di un cannone
negli occhi paura, sgomento, terrore.
I battiti crescono
il cuore sta per scoppiare
fa male...
Scappo via
da quella che prima era
il posto dove ritrovarsi
al sicuro,
a casa.
Il rifugio che adesso
si è trasformato in prigione.
Scappo via
quasi morta dal dolore
di quelle tre parole...
Tre parole
tre punti
come la croce
che mi porterò
per il resto dei miei giorni.
Fa male la paura
che porto negli occhi
spenti dal terrore
di tre parole.
il mio tramonto
e più mi avvicinavo
e ancor meno mi riconoscevo.
Cercavo in uno specchio
la mia bellezza
il mio amore e la destrezza
di campi sconfinati sotto la pioggia.
Ma gli occhi tradiscono
come il nemico dentro la trincea
sono ladri e assassini d’avvenenza
e nonostante il fuoco e le spine sulle ciglia
disegnano sul bordo appartenenza.
Cercavo in uno specchio
il mio riflesso
e invece ho visto il mare scuro della notte
ho visto il volto di mio padre e la marea
luci ataviche di illuminanti idee.
Non so bene per qual motivo
quel giorno mi scrutavo
ricordo però che all’improvviso sono fuggito
ad inseguire come ieri la mia onda
nel dirompente Oceano
di illogica presenza
lì dove giace nel fondale ancora in vita
il mio cuore e l’utopia
la fame, il pensiero e l’Anarchia.
È un telefono che non suona
Mai,
e tu aspetti i tuoi amici,
che ti hanno dato bidone,
e hanno preso il volo,
e tu senti infelicità,
li aspetti, fino a tardi
e continui a sperare l’impossibile,
e intano il tempo passa,
e si fa sera;
infelicità e non sapere come colmare
il vuoto,
non sapere dove andare,
che fare,
e la giornata è un peso che non passa più,
non sai che dire,
dove andare, e
hai un dolore dentro,
ti tieni il segreto,
mentre vorresti urlare al mondo,
che non sa.
quasi coperto
da una densa coltre di nebbia,
non si vedono
le cime degli alberi.
Cerco di mettere
ordine nei miei pensieri.
Poche persone
sulla riva passeggiano,
sarà per il freddo,
sarà per la nebbia,
ma non riesco
a mettere ordine
nella mia testa.
vorrei riposare la testa
dal rumore silenzioso
che riecheggia nella valle
distesa da prati e ruscelli.
Oggi in questo giorno
in cui tutto penetra e
punge come lame di ghiaccio.
Ostacoli di una tempesta
che devasta,
ingabbiata in un labirinto
senza uscita.
Un vortice che trasporta lontano
veloce verso le stelle.
La mente atrofizzata
urla senza voce.
Il contatto perso
con il resto del mondo
non ascolterà più
la voce che chiama.
una danza sulla bocca della notte,
la mia oscura amante.
Forse perché per godere della luce
bisogna abbracciare una volta il buio.
Ma abbracciarlo stretto.
Fino a perdere il fiato in fondo all'abisso.
Fino a stordirsi di una veggente cecità.
Quasi al punto di morire per sentirsi vivi.
Essere un riflesso in un gorgo d'acqua.
E intanto venire presi da un fuoco
che distrugge il superfluo
e resuscita l'essenza.
E poi ballare nudi nell'ombra
senza più rimpiangere il sole
che spontaneamente invade gli occhi
all'improvviso, a tradimento.
perfino furioso e feroce.
Di fiamma come ogni inferno.
Violenta illuminazione
scoprire infine l'illusorietà
della totale distanza tra il bene e il male.
Come noi fossimo scevri
di uno o dell'altro.
Come se i santi davvero
non avessero mai segretamente fallito.

Domani ci sarai mio domani?
Non rispondi non lo sai!
Il futuro non ha certezze da firmare,
è un giro di danza a volteggiar leggiadro
ove la musica ad tratto s’interrompe.
Domani sarai il futuro ad venir
ed oggi sei presente a trattenere sprazzi di ricordi,
e, ieri sei passato e giaci.
Tu domani ad venire sei nudo ti dovrò vestire.
Se domani ci saremo io e te
sorrideremo, a volte piangeremo,
altre di ogni sorte vestiremo,
saremo fiori o sassi ad' immense evoluzioni..
Giorni dei domani passati siete numerosi e
il tempo ha abbreviato i domani ad venire.
Anni di gioventù fra oggi,
domani e dopo domani ha trascritto calendari.
Oh t’aspetterò mio domani
sperando che domani saremo insieme!







