un rincorrersi d' onde
in mezzo alla ghiaia.
Brandelli di alghe
e vecchie conchiglie
frammenti che affiorano
dalla sabbia bagnata.
Qualcuna che rotola
sospinta dai gorghi
nel flusso ritmato
della stanca risacca.
Hanno lucidi corpi
di madreperla
intricati e sinuosi
con volute e spirali.
Sono piccole briciole
di vite passate
un segno tangibile
del loro passaggio.
Colorati ricordi
sugli involucri vuoti
che poco alla volta
si sciolgono in mare.
Nella luce radente
del sole che muore
un vecchio e un bambino
che vanno per mano
raccolgono insieme
quei gusci dispersi
queste tracce corrose
di lontane memorie.
d'alchimie passate
il sipario
Ed il futuro accoglie
gli attori nell'incoscienza
che indossa una nuova maschera
in un palcoscenico di vita
tenace rimane la finzione presente
difficile interpretare ruoli
in caotici copioni
scritti nella follia mobile
del divenire
E gli attimi scorrono
come un fiume carsico
erodono scialbe profezie
il domani non ha un cielo
Lo sguardo ricade
sulla terra bruna dell'oggi.
scuotimi con mille campanellini gioiosi,
respirami nel cuore freschi soffi d’entusiasmi.
Colorami!...
Invadimi di voglie, vestimi di fantasie,
inondami!...
Mangiami la mente coi sogni più belli,
accarezzami e sussurrami l’estate.
Velami malinconie e assenze di desideri,
bramo sognare!...
Ebbra fammi al tuo calore,
infilami collane
di tintinnanti conchiglie bianche.
Rubami all’ozio a alla pigrizia,
lusingami!...
Stuzzicami con baci di sole,
incartami tra nuovi profumi,
fasciami di sorrisi e poi
allagami di vita!...
messo li
nella terra umida.
Ha solo qualche debole spina
è spoglio
non da segni di vita.
Lo guardo e penso
presto morirà
non ha speranze.
Un giorno mi accorgo
che il colore è cambiato
va avanti cresce.
Si intravede
una piccola fogliolina
le spine diventano pungenti.
Finalmente improvvisamente
nasce un piccolo bocciolo
dai colori tenui.
Ma poi quando sboccia
da vita ad un spettacolo stupendo
ha vinto la vita...

Quest’anno i papaveri
sono venuti su in ritardo
ma decisi affiorano tra tinte
che paion spruzzate a caso.
Il rosso si staglia sul verde dello stelo
e, tra cromie accese di variegate corolle,
campeggia vivace tra le zolle.
Tra rossi papaveri
io torno felice
su ampie distese
di campi dorati di grano
e tra le bionde spighe mi confondo.
E mi avvolge l’oro del sole e delle spighe
tra i rossi papaveri
e il canto delle cicale e dei grilli.
Mi cielo d'azzurro
di nuvole e d'incanto
nessun vento
solo la carezza di un canto
nella spiaggia bianca e delicata
l'infrangersi dell'onda
sulla barchetta ormeggiata
orchestra il silenzio della sera!
S'appendono ai vetri
le prime stelle,
tra i profumi di fiori di zagara
e sabbia vellutata
distratte appaiono
le grotte rocciose e le scogliere,
s'addormentano i sentimenti
alle finestre di pietra,
ai balconcini arabeggianti,
ai sapori speziati,
ai silenzi riflessi
da una falce di luna calante.
Posso toccare e sentire
ciò che ti scorre dentro.
Sento le tue correnti gelide
oppure calde,
sento la tua voglia di scorrere, ancora,
oppure fermarti a riposare,
lo slancio verso la cascata
oppure la paura che ti ferma,
la voglia d'inabissarti
oppure rimanere a galla.
Percepisco i tuoi colori, le sfumature,
le tonalità e le gradazioni,
i toni medi e le saturazioni,
ogni passaggio di grigio
tra il bianco e il nero.
piange oro dai petali e sorride arco al sole
abbraccia amorevole la quercia lode al divino partorito
caduca linfa di vita dalle radici di dolcezza ariosa
Ignari occhi risucchiano il dono di figli prediletti
all’oblio della consapevolezza nella culla di beltà
riversi al riamato muto nello smembrante smarrito
atavico tempo impigrito costretto alla risalita del declivio sacro
volto al rendere vertigine vergine il ricadente astro tombale.
Lo scorticato cosmico arcano enigma vive l’intimo gesto
l’escavazione ancestrale su acque devote e polvere d’ossa
nella più piccola metamorfosi di morte
congiunta sino all’amata esaltazione di creazione.
Il divenente respiro è calma abulia in parvente ascesa
artefatta movenza muta d’anima e corpo alla crepa.
Sul seminato il saggio ha lacere piaghe di discernimento
specchio d’immenso, sofferto eco d’esule pianto
fino a ritrovarsi insanguinato cedimento all’amato fianco .
L’atto è poesia, fragilità di visione nella fornace del volto.
si esaurisce alzando gli occhi al cielo
immergendosi nel blu
Blu, il senso intenso di averlo, come la pace
che gira intorno
Baciandosi, i molti profumi penetrano nel vento
il blu è sovrano
Blu cobalto, come oasi d'acqua sorgente
Blu zaffiro, guardando oltre, oltre, oltre
Realtà e noia, svaniscono in quel blu
Blu tutto intorno, pervade dentro
il mio pensare
Silenzioso blu profondo, in questa sera
non hai altri segreti
restano felici accompagnatori
ad accarezzare
il tuo viaggio verso il mare
con ricami di luce.
Ora inciampi tortuoso
e soffochi le voci
in mulinelli e nuvole.
Indossi il vento
rigoglioso di foglie,
vesti la pioggia con giunchi e radici,
abbracci le sponde
spoglie d' impronte
con filari di pioppi, salici, canneti,
rovi e cespugli di ogni tipo.
I tuoi sentieri
sono pagine scritte
di colori e di profumi...
(Le certezze della vita)
Aspetto di guardarti
con il silenzio dell'estate,
quando il tuo viaggio
avrà dipinto il cielo,
in un rivolo fresco e azzurro
il mio respiro.
Ho nostalgia di te che vai.
Bentornata Primavera
nell'incanto dei germogli,
nei mandorli in fiore,
nei sentieri di arbusti bianchi e
rosa magenta.
Bentornata Primavera
e mi lascio marezzare
dalle linee ondulate
sinuose e variegate dei campi.
Indossi anemoni,
ranuncoli , forsizie e purpurei ciclamini,
margherite bianche e gialle,
soffioni e biancospini.
Rallegri le bordure
con ronzii di api e farfalle,
pizzichi il rivo con giunchi e libellule,
al tepore sui muri,
sulle rocce esposte al sole
spaventi le lucertole
con tutto il tuo rumore.
Sai di vita
come un dipinto in movimento,
anche il cielo
è un vociare contento,
due usignoli agitano le foglie.
di fresco vegetato
tra morbidi declivi
e pendii scoscesi
e di pascoli ampie distese
e me ne riempio gli occhi.
Nuova euforia mi prende
che di energia mi accende
che non riesco a sfogare.
Per le pietrose
vie e ai cigli delle strade
ecco,
orgogliose,
spuntare
margheritine bianche,
arancio e gialle
e violacciocche
e rosee campanelle
e cespugli di biancospino
e turgide ginestre
e altri fiori di campo
che,
nel vigore giovanile,
sfidano le folate
di aprile
e non si piegano neanche
alla tardiva bufera
perché tempo è, ormai, di Primavera.
Dal letto caldo della terra già lievitata
sboccia, come d’incanto,
tutto un mosaico di forme
e di colori
e di fragranze mediterranee
che avvolgono la mente nell’atmosfera
di melodie lontane
e arcane ballate.
La terra più non dorme:
ora vive!
Tutto intorno è un rifiorire!
E tra variopinti foulard,
olezzi,
argentini suoni,
delicati tepori,
al prato rubo i colori
e me ne riempio gli occhi.
E lì, nel delirio della veloce salita, tutto si trasforma, curvata dalla luce, la realtà prende nuova forma."
Un mare di foglie
circoscritto da muschio cangiante
sostiene il passo dei folli
labirinto di bucaneve
un solo respiro,
inquieta il pellegrino
tra il folto dei rami.
rapace volo verticale
liberi da legami
giovani e vecchi
nel senso contrario
ritornano al principio
il sole già nascosto dai cirri
tagliati dagli stormi che cercano il tepore
vicino alle case
nei capelli degli alberi
nei secoli vivi
accoglienti e casa
anche di quei raggi affannati, servili
fra l'aria fredda della neve caduta dietro le ultime colline
di campi quasi finiti, di tralci cadenti
fra quei baci di calore
dall'alto comparsi, che la vista importunano.
Si sentono le campane aprirsi un varco, fino a qui
svegliando questo Venerdì
alle prime ore
confondendo il gallo nel suo canto
avvertendo nel dormi veglia, il tranquillo abitare
che fra qualche ora
con frenetici gas e grida
trasformerà i colori
di quanto alla vista
ora.
Vi abbraccio Piccole
Velate cerulee
Denti cariati
Un verde nastro ci separa
Ma il lento passo non mi spinge oltre
Tre morti paracarri come
storte bramose dita
Un bianco gelido disco
Nascosto tra le nubi
Fresca brezza di marzo
Mi confondi
Sussurrando cose ora incomprensibili
Ma dagli odori inconfondibili









