Assaporando l'uva raccolta fra le mani rosse d'insetti ammaliatrici si respira il fervore lavoratore del ritorno in patria trascorsa l'estate Ceste e carri con velocità tengono i ritmi annullando l'esistenza di orologi buttati al calar del buio giunto prima di quando atteso prima di distendere corpi e pensieri dedicati alla notte al suo ristoro Profumo di mosto, ribollire di tini il cocker interessato un po' brillo negli occhi lecca le spine, accovacciato vicino Si aspetta il mattino fra previsioni discordi la luce lenta dell'alzarsi l'odore del caffè di una torta appena bruciacchiata I sentori non levigano non hanno ragione l'attesa del languido lieve letargo che il tempo porterà trasformerà in ricordo questo giorno solo un piacevole trascorso passato imbevuto di felici calici.
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Saltella e corre
rincorsa, impaurita
l'emozione dei luoghi
bianchi natura
limpidi vetri a ragnatela
disordinati
barcollanti venti
cocenti vie
Fichi d'India fra gli arbusti
abbandonati dall'acqua
impolverati dalla calce
che le case assorbono
fra grasse piante
azzurre ringhiere
Effluvi di salsedine, pesce
sabbia cotta
incrostano il paese
i capelli
la pelle
Stridenti versi di gabbiani sazi
ammarano al porto
nei cerchi dove il giocoliere sole
termina sbadigli
prima di scaldare
il respiro della luna
Fra gli ulivi e l'uva si placano i riposi
le pause ritrovate
la calma, nell'ambizioso vivere
Il cuore rallenta, senza ricordo
affidandosi al mare battente
sui faraglioni modellati
lasciando in dote
gli affanni
le corse
tutto il galleggiare  
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Brezza con voce suadente a scuoter le piante,

batton le foglie come mani protese al plaudo

e più forte si agitano a sembrar acqua scrosciante.

Profumi… d’estate calante,

tra rivoli e fossi di una campagna fiorente,

che dolcemente infrange

il cuore dormiente.

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Profilo Autore: Carlo P.  

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Sarà per questo sole si splendente

che scalda fino a divenir bollente,

nasce ad oriente al fare del mattino,

ad occidente muore…è il suo destino.



Sarà perché nascendo già ben sa

d’illuminare terra e ogni sua beltà,

pur non avendo vita lunga alcuna

sa di lasciare il posto alla luna.



Luna che s’alza con le luci accese

perché essa è una Luna calabrese.

Non è diversa e solo un po’ sorniona.

Non parla ma canti d’amor intona.



E il mar che specchia sua bellezza

danzar fa l’onda come una carezza.

Dal suo profondo nasce l’ippocampo

se tu l’ascolti poi non hai più scampo.



Spiagge dorate, rupi e rocce dure

senza scordar migliaia d’insenature,

sono cornice alla sua natura

fatta soltanto di bellezza pura.



Terra di sole, mare e poesia

per questo  voglio decantar la terra mia.

Della bellezza non siatene sorpresi

sol perché a dirlo siam noi : i Calabresi.
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Profilo Autore: Bronson  

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Ne lo giardino
non sento l'usignolo.
Vizzo il roseto!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Fuma Luglio
in fondo a corridoi africani
sabbiosi
distese senza ventagli
il sole insegna
il giorno egiziano sarà per altri mesi
Le notti sono una fessura
i lapilli coprono i respiri
l'aria corrente
bizzarra come sempre
manca nel sollievo
Luglio
piramidi abitate
da corpi nudi affaticati
per alcuni, ultimi ripari
dalle tende carnevalesche
dai balconi di natura secca
senza rimedi
senza ristoro
La terra folgorata
inspira gradi da liquefarsi
segnano il catrame poche scarpe, alcune ruote
flettono esausti i muscoli 
il loro direttore

lanciando occhiate ai cambi di luce sulle case
di rabdomanti improvvisati

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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                   Vicino al muro della serranda

                  lento come il tiepido scivolante vespro

                  ti sistemi appiccicandoti come un sigillo

                  sul cementizio piatto scranno

                  senza badare ove mettere piedi o testa.

                  Baci la superficie avidamente

                  con zampette francobollate sulla presa

                  ingannando le newtoniane forze

                  invertite nel sottosopra

                  che tu solo hai deciso.

                  La luce attira le prede e te

                  che velocissimo smorzi il ronzio petulante

                  di falene e zanzare ignare

                  nel silente agguato teso all'ombra

                  artificiale

                  d'una stasi crepuscolare.

                  IL tuo corpo tatuato sul grigio dell'intonaco

                  con lui sembra involontario sposarsi

                  condividendo il movimento del colore

                  che lento segue il silenzio della notte.

                  All'alba,

                  l'aurora veloce ti sfratta

                  dalla gabbia del  vivere in attesa

                  verso una fessura nera tra le tegole

                  dove dormirai sognando la sera seguente

                  mentre mi pento della mia scelleratezza

                  d'averti finora schifato per apparente bruttezza.



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Profilo Autore: alsemer  

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Non la indosso mai

questa calda stagione

la guardo solamente

 

lì, aspetta da qualche parte

la mia voglia di camminare

d'immergermi

nell'appiccicoso labirinto

 

C'è il sole

ansimo per la notte

non ho il permesso d'interrogarmi

su altro

 

Prima di alzarsi

le mie spalle attendono

che il respirto si liberi

che l'aria rinfreschi

che i pensieri ritornino leggeri

 

 

insieme alle previsoni metereologiche

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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                  Guardarti
                  cielo sovrastante
                  oscuro d'infinito m'intingo
                  nel calamaio di stelle sparse
                  velate talora dalla carta assorbente
                  di nuvole scivolanti
                  e scrivo e scrivo
                  con la mente sperduta
                  e col pennino del pensiero
                  brividi puntiformi di luce
                  che nel sangue si sciolgono
                  come scialuppe di salvataggio
                  d'un nero immenso cosiddetto celestiale
                  che mi strangola di meraviglia siderale.
 
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Profilo Autore: alsemer  

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appare all'orizzonte il tremulo contorno
e la limpida nebbia scemante nell'accorciata lontananza
come un mantello di luce disadorno
a poco a poco ne disvela la recondita importanza
ivi il mare non urla ma sussurra
il vento tempestoso s'ammansisce poco rissoso
la roccia antica ringiovanisce truccata da marosi imbellettanti
e la vegetazione non vegeta ma ragionante lussureggia
un'intelligenza unica senza cervelli attigui
solitudine che non impazzisce e povertà ricca allo specchiarsi
c'è tutto in sè
ha bisogno d'esser ammirata
ma se non ammirata
non si nasconde per vergogna
perchè è lì
non importa se di recente emersa
o immota dalla notte dei tempi
perchè tutti siamo come lei ed il signore degli anelli
simili ed unici ma pur sempre tutti fratelli
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Profilo Autore: alsemer  

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Saltella qua e là
per ora cinguettare non sa
non vuole forse...e ben altri
sono i pensieri ora più scaltri.

Si tratta di non morire e far vivere
chi su un nido canta per sopravvivere.

E' venuto qui per briciole preziose
cadute dai cornetti infime e leziose,
ha sfidato il territorio degli umani giganti
che distratti han perso mollichine poco importanti,
ha zompato sembrando danzasse leggiadro
ma il becco s'è riempito di cibo come un ladro.

Poi s'è dissolto come un'alata apparizione
e sul ramo s'è diretto senza esitazione:

"Moglie mia e figli miei eccomi qua
v'ho portato un piccolo spuntino eccolo qua,
non sono un borseggiatore ma un gran lavoratore
il poco al nulla ho sottratto ed ora ve lo dono con amore".
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Profilo Autore: alsemer  

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Son rinate le spighe
fra papaveri e camomilla
divertimento di giovani fringuelli
incuranti dell'oro che cola
abbracciate da piccoli rivoli
ingabbiati dai contadini
per dissetare il loro crescere
ombreggiati da acacie e robinie
verdi e stanche
al passare di podisti in cerca di sollievo
nelle ore colanti
d'umidità distinte
Si ascolta volentieri l'ondeggiare
il brontolio di un temporale futuro
senza poter vedere il limite dell'estate
indovinare
quanto potrà ancora dare
a quelle spighe
a quei fringuelli
a chi passa per caso
a quei podisti
a chi si nutre di loro
donando alimento e vita
per portarsi in quei campi
rivivendo ogni volta la gioia
di nuove vedute
nuovi racconti dai loro figli



 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Aliti sui prati,
armonie di colori,
aggraziati 
battiti d' ali.

 

 

Garbati equilibri
sulle corolle,
eleganti e sinuose
sui fiori dischiusi.

 

Funambolici voli
nel sole di giugno,
silenziosi ricami
nel verde lucente.

 

Brevi momenti
intensi di vita,
pennellate fugaci
nel vento d' estate.

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Profilo Autore: Dario Menicucci  

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La spiaggia deserta
nel mese di Aprile,
la sabbia che si alza
sul vento gentile...
Ecco, il tramonto
difronte alla pineta,
che scompare nel mare
lucente, come la seta.
A farmi compagnia
ho alle spalle
un alberello,
giovane come me
e già scolpito dal tempo;
Il suo tronco è chiaro,
è liscio!
E due innamorati su si esso
hanno inciso, sognando,
un caldo legame.
Questo ardeva
come legname in inverno,
e come il sole nei primi
pomeriggi d' estate.
Tutto è così Immenso
visto da qui,
oh Rivabella:
il piccolo molo scivoloso,
ricoperto dalle viscere
dell' acqua,
con i gabbiani sulle ondicelle,
che scompaiono lasciando,
il proprio spazio alle stelle.
Sto seduto in questa
Luna sabbiosa,
che sembra abbracciare
il calar della sera,
e sospirando dinanzi
al silenzio notturno,
mi ricopro di sogni
in questa tiepida notte,
di giovane Primavera.
 
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Profilo Autore: Matteo Biagio Rizzo  

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Mulinelli di schiuma
sulla battigia
un rincorrersi d' onde
in mezzo alla ghiaia.

Brandelli di alghe
e vecchie conchiglie
frammenti che affiorano
dalla sabbia bagnata.

Qualcuna che rotola
sospinta dai gorghi
nel flusso ritmato
della stanca risacca.

Hanno lucidi corpi
di madreperla
intricati e sinuosi
con volute e spirali.

Sono piccole briciole
di vite passate
un segno tangibile
del loro passaggio.

Colorati ricordi
sugli involucri vuoti
che poco alla volta
si sciolgono in mare.

Nella luce radente
del sole che muore
un vecchio e un bambino
che vanno per mano

raccolgono insieme
quei gusci dispersi
queste tracce corrose
di lontane memorie.

 
 
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Profilo Autore: Dario Menicucci  

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