pel discendere della piana,
esso traversava lo soglio ch'al mar discenneva.
Solevo esser in solitudo
e del percorrere suo
m'adombravo dell'ombra mia.
Li pensamenti s'addormivano d'in fianco
ai mirti e la vista spingeva il guardo
oltre le selvagge mimose.
Preso da insana follia
m'atteggiavo a volare
e dei ripidi massi non curavo
'sì da tuffar spirito
nelle perigliose acque.
Trascorreva in tal guisa
l'andare mio lento
attraverso il sentire
che al traguardo giugneva.
Sì femmena quanno faje ll'oca giuliva.
Sì femmena quanno te vieste 'a palummella
'Nun sì maje brutta: 'a femmena è sempe bella.
Sì femmena quanno te guarde e 'nun te piace.
Quanno po' daje 'a vita sì 'na femmena verace!
Sì femmena cu 'o cazone, cu 'a maglietella astretta.
Sì femmena cu 'e bigodine e senza reggipetto.
Quanno po' sì vecchia sì chiù femmena 'e ll'ate,
mentre piense nustalgica 'e tiempe passate.
Sì bbella pure pecchè... essenno ca sì femmena,
qualsiasi cosa dice o faje, tu sì sempe femmena...

Vieni qui, avvicinati...
siedi sulla riva del fiume
accanto a me,
non andar via.
Non senti questa voce?
Non senti anche tu questa melodia?
Ascolta...
Ascolta attentamente,
sembra la mia stessa voce
e vien dal fiume
in prossimità della foce.
Non temere,
destati anima mia,
tienimi compagnia, non andar via.
Non perderti nell’oblio,
ascoltiamo insieme
questa voce, questo sibilìo.
Prendimi, anima mia,
abbracciami, stringimi!
Riprenditi il tuo corpo, prendi me,
non tollero che io sia qui...
qui da solo, senza te.
al primo grande amore,
alla prima
vera sofferenza.
Al viaggio dell'innocenza,
della gioventù.
L'amore per sempre
esiste...
Ogni volta che ci innamoriamo
ogni stramaledettissima volta.
Pronti a ricevere
a dare amore per sempre.
Inseguendo
l'amore finito
che vivrà per sempre.
Appare chiaro, ormai,
quasi avessi accesso
ai tuoi pensieri.
Come un faro taglia in due la notte
ad intermittenza:
la circostanza è questa qui.
Si prova in ogni modo
ma l’assenza è nella nostra essenza.
Si vive a maggio
quando i prati colorati
sanno di speranza
ma, nella mia esperienza,
so che finisce qui.
Tra assensi generali
come soldati i miei pensieri.
Si vivrà un altro tipo di primavera
senza contare sul calendario
i mesi che ci siamo dati.
Saltano i pensieri
divengono assurdi
tutta l'energia
assorbono
spossano
e spesso
il saldo di spirito e difese
azzerano
l'iniziativa s'ammoscia
e piano piano
muore.
Prima però ...
l'entrata in riserva
poteva esser vista
ma zona è stata fatta
di pesca e caccia
e contingentata.
Mareggiate solari
zittiscono l’ombra
dei nostri sguardi
in un souvenir di cielo
scordato fra le mani
come timido bucaneve
nel pianto degli affanni.
Marzo è radice d’amore,
confessione di cuore,
cristallo di luna
che l’anima enumera,
interroga le mie labbra
ed io morderò i tuoi silenzi,
siam souvenir di cielo
in queste mareggiate
coccolate dal desiderio.
Giglio lontano, l’afa dell’estate piovosa
Tremula l’aria dal caldo, dal picco miravo
Il cielo rosa, ora ricordo.
Bello era guardare il largo della vita insieme;
la mano stretta fra rocce brulle, incespicavo
-forse ora cado-
Guarda la mano fiacca trema stanca mentre ti lascia,
piccolo amico mio, la vita t’è buona
anche se io mi allontano.
Il mio cammino è più tortuoso sai:
lascio il mio appiglio nella tua mano.
L’ amore t’evapora ora come s’annebbia
quel sorriso distante, di te mi ricordo
fra i cieli chiari e il blu accecante
i tuoi capelli chiari: gli occhi guizzavano fra le onde del mare,
trattengo il fiato.
Perdonami non vorrei farti spirare,
piccola brezza ti trattengo in quell’estate
dove l’aria era serena , arancio tutt’intorno
e il tuo sorriso ancora vivo.
Scusami piccolo amico, ma ora devo andare.

Lunga vita , agli impavidi ai coraggiosi e ai sognatori.
Ai ribelli e ai folli, a quelli che lottano per i loro ideali con tenacia .
Lunga vita ai liberi pensatori, a chi ha il coraggio di esprimere la propria personalità.
A chi con grinta e forza, si fa rispettare , a coloro che mordono la vita e le difficoltà.
Lunga vita a chi non teme di esporsi, ai pittori che colorano la società.
A chi come me è la voce fuori dal coro, che non ha paura neanche della notte più buia .
Lunga vita, a tutti noi anime variopinte che ascoltiamo il nostro, cuore diffondiamo energia e tanto amore.
Il lupo ci guida, è il nostro guerriero ci insegna a non sprofondare, nella normalità.

Aiuto! Amore mio dove sei?
Non ti vedo, sono seppellito!
Stendi una mano, fai qualcosa!
Fatti vedere! Soffoco! Aiutami!
Cosa è successo? dove siamo?
Non c’è luce, mi manca l’aria!
Sono bloccato da un macigno!
Scava, trova una leva, spostalo!
Sembra sia una galleria, un tunnel!
Sto morendo, non ricordo niente!
Mi sembra stessimo per partire,
forse un incidente, una disgrazia?
Forse un terremoto, un tsunami!
Ma non vedo lamiere, solo calcinacci,
rottami che mi bloccano le gambe!
Ecco, ora ho liberato una mano!
Ho tanto freddo, sto anche tremando,
respiro a stento, ma il cuore batte!
Palpita forte, sembra sia impazzito!
Sento scorrere sangue, sulle gambe!
E tu, dove sei? Perché non rispondi?
Se mi senti, manda un segnale!
Parlami, grida, toccami, batti qualcosa,
sto muovendo le dita, guarda, le vedi?
In fondo, mi sembra di veder la luce!
Un filo di speranza si accende dentro,
anche se piccola, tanto quanto un occhio,
quella è la via d’uscita! E’ la salvezza!
Se solo potessi liberar le gambe,
scaverei con le unghia e con i denti,
griderei forte, a perdifiato, fino a sgozzarmi,
qualcuno prima o poi dovrà sentire!
Sento vocii confusi, rumori di pale,
arrivano a sprazzi e sono lontane,
forse verrà qualcuno in mio soccorso,
forse di me, salveranno solo il corpo!
Ma ecco che ad un tratto, ad occhi chiusi,
il suo bacio caldo, si posa sulle mie labbra!
Io mi sveglio, la guardo e poi l’abbraccio,
lei sorridendo mi chiede, cosa hai sognato?


Piccole farse
a saziare pensieri
e noie nere
nella vastità della notte.
Ascolto tremiti e antiche paure
nel linguaggio muto delle cose.
mentre ore srotolano impavide
scandendo un tempo senza tempo.
Nell’assordante silenzio
scrivo di figli lontani
d’amori perduti
e colline deserte.
Stupri e violenze.
intolleranze esasperate
e irreligiose tragedie.
Scrivo senza comprendere
il fulcro del male
che l’animo stravolge.
Pensieri,
pensieri neri
come questa impietosa notte
che veste carbone e odora di zolfo.
Sillabe piangono mute
mentre nel foglio l’inchiostro
diviene sangue
d’annusato orrore.











