Se plana pace
l’esserti canto, all’apice
che ci rese di piuma

sconvolti i passi
in tangenza che unisce
lo spazio, qui si schiude
la chiave - per l’aria.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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CHE T'AMO DI SVAGO GIOCONDO,
PARVENZA DI LUCE NELL'ATTIMO SOGNO,
LE LABBRA TUE SPARSE DI CONTINUO ARDIMENTO.

LE MANI SULL'ALTRO CHE TEME L'ADDIO,
L'ODORE DI CARNE APPESO ALLE VENE,
FARFALLA BIANCHISSIMA CHE IL TEMPO CI TIENE.

Da consumarsi preferibilmente entro un...
Monticciolo verde che volge alla stipa dei primi colli
intorno alle ciocche dei faggi e dell’ibisco nella foce di un gran salto
ove rocca sovrana impalma il fruscio dell’acqua che fa nebbia e muove l’irrisoria luce
a quel glicine cobalto umettato al vento in primitivo eterno spirto...

Anche ammesso che un posto così esista,sappiate che ci sarà sempre uno che sta lavando la macchina.
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Profilo Autore: Luciano  

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Trascorsi il selciato

come tempo andato.

Trascorsi gli attimi necessari

passando su mattoni già rari.

Presi il segno da un gradino,

trascinando dietro un celato segreto.

Nel mezzo che volge al declivio

ora odo del balzo il risciacquo sulla prua,

vedo il suonare lontano,

ascolto il colore d'un perduto mare.

Amo del grigio i toni,

aspetto che il palco restituisca doni.

Scendo nel basso ritmando uno stanco passo,

son polvere e fumo

nel frastuono sparso,

nuvola di me dal fuoco arso.

Banchine vuote attendono i miei versi

bagnando il pensiero

di rivoli d' amori persi.

Scivolo sulle colonne del molo

osservando in alto

dei dubbi il volo.

Nel fondo un pietroso arco

d'edera colmo

sa d'essere ultimo varco.

Fantasma appari,

fra nebbia e giostra

nel bianco cavallo scompari.

Oramai

son stanco,

son flutto di rima

e nel rifluire d'inchiostro

sbatto sulla sponda

sperando di partire con la prossima onda.





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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Poserò la tua voce

su un tappeto di farfalle

come zefiro lunare

abbozzolato per le strade

ed una minestra di sguardi

interrogherà i petali del vespro

come l’onda una conchiglia

fra le ciglia della vita

ed i coriandoli del tempo

sfameranno il mio io

in una danza d’accenti

dal color dei miei riflessi.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Mille vite
Passano tra amori e tragedie
Nessuna gli appartiene
La recita esalta
Giocose parole rapiscono
Tra lacrime e risa
Nel falso apparire.
Intensità negli sguardi rapiti
Profumo di voci
Celebrano l'incanto
Tra moine e applausi
Nei ventagli di fini ricami
Perle rare nell'anima d'istrione,
Svelato il sipario
Tra guitti e attori
Nella polvere del tempo
Di cerone coperto.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Dirò, con gran sincerità

che qualche tempo fa

dovetti venir meno

ad un gravoso impegno

preso con l'ineffabile

signora senza età.

Non ci fu da parte mia

mancanza di rispetto

o poca serietà. Mi creda

ineluttabile signora!

Fu colpa di un banale

(ma per me provvidenziale)

ritorno di salute personale!
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Profilo Autore: francesco  

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Me sfuggi tra le mani come anguilla

quanno che sente odore di padella.

T’arintorcini tutta e poi me sgusci

a mani vote infine tu me lasci.

Fermate, fatte abbraccià

e mica ho detto che sei da magnà ! 

E’ vero che me piace er capitone

ma solo l’urtima sera, quella der cenone.

E poi,’o dico a te, io sono timido

nun c’a farei a magnatte in umido,

sono sicuro che darei de matto

vedette ‘gnuda e bollita inder piatto.

A me me piaci co le forme tue

semmai abbronzata e senza scottature.

Si poi proprio nun poi fare a meno

da ‘ntorcinarti anche in modo osceno,

pensa che io t’ho sempre amato

e a dirla tutta, tranquilla che ho magnato !             
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Profilo Autore: Bronson  

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Ieri ho capito



che non posso viverti



sei il mio amore sbagliato



quello che mi farà male,



mi farà soffrire.




Per questo anche se ti desidero,



non ti cerco.



Vorrei sapere come stai.



Hai litigato con tua madre oggi?



Stamattina hai già bevuto il tuo cappuccino?



Sei andata in palestra?



Sei felice o sei triste?



Vai a ballare piú tardi?



Quando sei tornata dal mare?




Vorrei tanto sapere di te



Sei sempre nei mei pensieri



Ma non domando



Non chiedo alle persone



che ti conoscono




Ho il tuo numero



Ma non ti chiamo



vedo la tua foto



salvata trai i contatti



del mio telefono



Ma non ti mando un messaggio



Ho il tuo indirizzo



Ma non ti aspetto sotto casa



Non mi fermo neppure a guardare



sotto la tua finestra




Eppure ti penso e soffro



Amare e soffrire sono due emozioni diverse



Ed io amo e soffro



Ed ho paura



Per questo non ti cerco.



E tu non mi cerchi



Chissà se mi pensi.







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Profilo Autore: oasiall  

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È la dispotica faccia che ghigna sulla tua inutile fatica

è la stupidità umana che si duplica

pur essendo misera nell’anima e nella moneta

è il sacrilego vuoto che ti lascia il lavoro

è la repressione dell’ingegno

è la disperazione di mezzo secolo

speso per accalappiare sogni che non avevi il tempo di inseguire

è il corpo che si macera e cade come un involucro senza peso

è l’anima che si corrode e vola via

verso l’unica eterna liberazione.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Trionfo e apoteosi di un giorno assolato
Regno di silenzio e quiete
assioma di precarietà di esistenza
occulto nei cuori insensibili
notte che sempre scorre
turchese il cielo si distingue
occhio beato nel contemplar il creato
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Mi riprendo la speranza
con quei caldi sospiri al cielo
s
ono la voglia di cambiare il tempo
che non appaga e passa inesorabile e veloce.

Si perde quando è sera come rugiada sulle foglie
la mia parola attesa e appesa ad una preghiera .

Eppure oltre il vetro
ogni mattina e ogni sera li s'annida il cuore
q
uando il mare è una tempesta
quando l'assenza è silenzio
quando la nebbia m'avvolge
quando l'anima vaga tra i ricordi che fanno rumore e
i sogni chiedono la luce .

Nell'infinito sguardo delle stelle
ci sei tu SIGNORE
e non manchi alle mie labbra
quando spezzo il pane e mi bevo la vita

seduta alla finestra di ogni giorno

ingoio il dolce e l'amaro
che si scioglie lentamente
tra le mia dita.



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Mero il sole 
Sotto veli si nasconde
Anche ai cuori.
Muti i canti degli uccelli
Dentro i campi d'erbe e stoppie.
Stringono i lacci
Tra sospiri e nostalgie.
Timorosi gli animi
Si prostrano al cielo
Volta opale senza fumo
Di castagne arrosto.
Un novembre prossimo
a venire con mestizia 
E odore di candele.
Mentre sulle mani scorron fiumi
Senza meta
Nel brumoso  freddo mattino.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Donna fedele
calpestata sarai spesso
donna fedele,
energia profonda,
ornata nostalgia.
Rimarrai in me
romanza d’usignolo,
celeste sembianza,
strada sconfinata
del mio breve cammino.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Voi ben pensanti

critici

amici di miei amici

voi che scartate uomini come caramelle




che avete calli ai pollici a conteggiar denaro

ed unghie pronte a tessere corde a soffocare




non oda Dio lustrarvi queste mie parole

Lui che vi ama comunque voi decidiate d'essere




Sarei carogna d'uomo e i miei giudizi pure

ma non toccate l'anima di chi d'anima vive

di chi non schiaccerebbe formiche al suo passare




Ma io

a voi

putridi schifosi

che fan di merda oro

dirò soltanto verbo

parole cucite d'ago

e che Dio -il mio- mi perdoni

se per amore uccido in alfabeto figli suoi
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Profilo Autore: Aita Carla  

Questo autore ha pubblicato 251 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Dall’alito sorgivo,
nasceva Adamo, su terra consacrata;
dalla sua costola predetta,                                                                                                                                                                                                                            s’innalzò Eva, appariscente, immacolata bellezza.

Tra i lillà, soggiacevan alla vita;                                                                                                                                                                                                                      prorompenti e innocenti, le lor caste nudità.                                                                                                                                                                                                    Compagni d’avventura... o di sventura,                                                                                                                                                                                                            per l’arbitrio di chi non avea pari alcuno.

Silenzio in scaglie,
negli anfratti del seno prescelto,
fra costante rumor di fauna sibillina
e flora abbarbicata, ch’odorava persino nei colori.

Acqua adamantina, di purezza straripante.
Quasi giardin del cielo,
quell’Eden acquisito e primordiale;
singolare riflesso d’eccelso Paradiso.

Tra fronde verdeggianti e frutti sconosciuti,
avean casa viscide serpi velenose.

Fra cosce candide di donna, divenute esasperate,
strisciava, il vile ingannatore,
scatenando qualcosa d’inconsueto,
oltre alla percezione del pudore.

Di sangue, s'infradiciaron le di lei gambe.

D’istinti d’altra specie, esagitò Eva, ch’ignuda si sentì,
fin a coprirsi con la foglia d’un tenero virgulto.
Negata, quella mela che porse al prediletto Adamo,
che la seguì, privo d’obiezione.

Tremolii, su primitive labbra consenzienti,
dischiuse,
nello sfiorar d'un cristallino bacio,
seppur prologo d'ulteriori eccessi fattisi irruenti.

Tra oleandri e rampicanti,
betulle e piante sempreverdi,
gli olezzi dei roseti
inebriavano l'olfatto.

Parossismi equipollenti, nei lor sensi ossessionati;
sguardi impertinenti
supplicavan il coraggio,
per quegl'istinti di cui non erano coscienti.

Coperti dal primigeneo cielo,
vermiglio, nei riflessi conturbanti ceduti al mare,
nel suo ospitar il sole e i suoi colori rosseggianti,
nell'imbrunire, sì posto a ventaglio,
il femminile corpo seducente e nudo.

E nell'atavico amplesso sconsacrante,
dacché non eran sposi consacrati,
godeva, il serpente, nella sua spira avviluppato,
nel mentre ch'il sole perdeva i suoi appigli,
calandosi nell'acque divenute turbolente.

Ma s’oscuraron cirri, su di loro,
forgiando nubi di carbone;
si coprì il cielo, delle tinte della rabbia e d’impotenza,
scatenatesi all’indegno tradimento.

Poi giunse il tuono, nell'ira del Creatore palesato,
lor Dio Padre, che li additò a spergiuri e stolti peccatori,
sancendo pene gravi e pianti disperati,
per l'avventata Eva e il suo compagno Adamo.

Nel sospiro, che dal petto s’immolava,
s’arrancava il pentimento,
valicando il confine di tal Eden
sì perduto e benedetto.

D’uno sguardo dissonante,
si vestiron i lor occhi già cacciati e maledetti;
artefatte, la bellezza e la purezza,
ai compagni di condanna e di dolore...

Stranieri a quel giardino,
nel lor errar nel mondo ignoto,
alfin conobbero le vesti.



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Profilo Autore: IRIS VIGNOLA  

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