Le ore del giorno
battono un tempo,
solo sciupìo di talento.
I riflessi appannati;
muscoli progressivamente rilassati.
Ore che battono più lente
e stanche
-Un tempo cronicamente malato
si accovaccia sul mio leggìo.
Ci si guarda
con frequenza allo specchio;
risulta ogni giorno flaccido e incrinato.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Le sdraio, sono ora
una lunga fila indiana che
guarda ad ovest.

Espero bacia la pelle
assetata di frescura e
i suoi aliti seducono mentre
qualche occhio si perde
come in una ninna-nanna.

… E’ l’ora!...

E’ l’ora dei profumi del mare,
degli oli spalmati su corpi avidi
già stesi da tempo, quasi immobili
ad imprigionare il colore d’ambra…

… E’ l’ora,

il sole siederà sulla collina
e gli odori già fusi nell’aria
son danze di esotici incensi
e mille altre fragranze.

 … E’ il profumo dell’imbrunire.

L’arsura dell’afa inizia a tacere
un dolce tramonto avanza
appagato è il riposo…
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Profilo Autore: Giò  

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Mi sbatto al vento come dondolio di persiane

socchiuse

silenti all'imbrunire pigro

fatto di guanti, sciarpe

di gambe incollate



Sbatte la luna sui denti



Pizzichio di stelle

quelle che danno solo al morire

e guarda le persone grandi

come non sanno giocare




poi chiudi gli occhi

che Sally ora riposa
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Il freddo allunga le braccia
riveste l'intorno spogliando gli alberi
dalle foglie caduche dan forma
al tappeto scrosciante ove cammino piano
Mi stringo nel caldo piumino,
non ho più il tuo abbraccio
a riscaldare le mie spalle
nella mano non stringo la tua ma una conchiglia
raccolta sulla spiaggia l'ultimo inverno tuo
Riempivi la vita di colori
il rosso amore, l'arancione del sole
l'azzurro del cielo che si sposava
all'orizzonte col blu verde del mare,
talvolta il grigio di un breve temporale
e poi l'arcobaleno simbolo di pace
E ci amammo, quanto ci amammo
e le risate insieme fino alle lacrime,
anche il pianto ci appartenne
insieme asciugammo le pozzanghere
Arrivò quella “ DONNA” si innamorò di te,
ti ammaliò, non resistetti al fascino maledetto,
ti fece suo poi ti lasciò, un altro amante l'aspettava,
la gelosia non mi appartenne
ti consolai, curai le ferite dolcemente
e ci amammo ancora con il solo sguardo
fin quando arrivò il giorno della partenza
Ora il tuo carro è una nuvola bianca
sento il tuo profumo quando sfrecci nei cieli
nel sonno mi vieni a trovare,
amo vivere il giorno ma con ansia aspetto le notti
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Notturno italiano
Senza pretese
Sotto note d'amaranto
E dolci attese
Il cuore canta una lenta canzone
Ma senza porvi attenzione
Crea note armoniose
Punteggiate di stelle
Ma nessuna di esse
Profuma di pelle.
Languido il suono riecheggia
Nel mare d'amianto
Malleato da pensieri
Oggi ancora così vaghi e meri.
Sorridi alla musica dolce
Che leggera taglierà come falce.
Oscurato lo sguardo
Rimarrà in questa notte senza luna
Porvi l'anima sarà...
Come gioco d'incontro.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Al circo c'era un bambino

venuto bell'apposta

da un centro cittadino

che vedendo un canarino

finito non so come

nella gabbia del leone esclamò:

- Guarda, un limone!-

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Profilo Autore: francesco  

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Nel vuoto che nel mio animo regna
ritrovo la mia fiamma speranza,
in un baratto di sguardi che segna
tregua del cruccio d'infinita oltranza.

Angelo bianco d'amore sei degna,
di pioggia interiore imploro a te istanza,
emancipami e al cor mio insegna
che a fin tempesta il sole fa brillanza.

Te,sei sirena dal gagliardo canto
e io una convulsa onda senza pace
scopro quiete dall'armonico suono,

dai tuoi occhi marini trovo incanto
dotati di una passione fornace,
lì fisso ammaliato con capo prono.
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Profilo Autore: Vincenzo98  

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Guardo le foto
consunte dal tempo
in quel luogo ove si annulla
ogni casta e differenza,
ove la legge della vita
nessuno promuove.
Ritratti d’ogni età,
epoca e circostanza. 

Occhi in cui si legge
quell’attimo colto dallo scatto,
immortalato momento
di gioia o sofferenza.

Guardo ora i tuoi occhi,
con occhi di figlia,
ci leggo quella complice storia
d’amore e protezione.
Mi bastano per udire ancora
le tue parole  ed ascoltarti.

Occhi, seppur sepolti,
 che guardano dall’alto
come sole impigliato
tra i rami di un cipresso,
occhi ch’io porto dentro,
in ogni istante,
ovunque sia diretta la mia vita.
Li sento attenti in ogni azione,
giocare tra la mia mente e le mani.

Quegli occhi che un dì
han fatto innamorare,
e scaltri guardare,
oltre il tempo e le distanze,
oggi vedo lì,
fermi in un ritratto.
 
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Se un giorno verrai di nuovo a cercarmi
- giacché io già lo faccio ora nei mie sogni
e per questo non vedo l’ora che il sole tramonti-
ti chiedo solo di non usare le mie stesse parole
che ora ti canto nei miei sogni.

Ma quando verrai,
se vorrai di nuovo cercarmi,
non dirmi che ti sono mancato...
che non hai smesso di pensarmi;
non usare qualche semplice schema d’amore,
per rincominciare a prendermi le mani.
Anche se c’è sempre la convinzione che forse
tu non mi cercherai più
perché impegnata nei tanti sogni di uno “sconosciuto”
- che non riconosci essere me -
che ti parla d’amore ogni notte.

Ma quando vorrai di nuovo camminare,
per ascoltare il canto d’amore,
come nel più bel sogno d’amore delle tue notti,
non far arrossire la luce del sole,
come fanno due amanti al loro primo bacio,
quando inaspettatamente ritroverai me…

E quando verrai di nuovo verso me
con la voglia di chiamare finalmente per nome
quell’ uomo che ti parla d’amore nei tuoi sogni,
e mi riconoscerai dalla voce
come potranno i tuoi occhi mentire ai miei occhi
quando capirai che quel “sconosciuto” che viene
a cercarti nei tuoi sogni ogni notte
sono io.

Ti prego però non dirmi che invano ci siamo smarriti;
che avevamo chiuso gli occhi
e per un attimo
perdere l’orientamento di noi due.

Quando riprenderai le mani miei nelle tue
Io ti dirò:
”Lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore...”

Ma io già lo so che tu non verrai a cercarmi
e le mie mani resteranno senza presa anche stanotte.

Io continuerò a
sognarti venire da me
con il desiderio di stringere le tue mani alle mie;
mentre io continuerò a dirti ogni notte:
“lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore”
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Profilo Autore: Vincenzo liguori  

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slacciami di foglie

in questo preludio di viole


Gusta per me il sapore

dei frodati amori


Quelli che mi rubò la luna


Quelli che non m’hanno mai amato

che lasciano

di liquirizia

il gusto


e del suo nero

l’ombra
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Profilo Autore: Aita Carla  

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il mare
di cloroformio 
in fondo 
è un liquido limpido, 
seghetto per fiale 
nella bocca 
lungo il labbro rosso, 
crack di congelamento 
sulla rotta 
Scott Amundsen. 

L'ala in fiamme 
e lo schianto , 
adrenalina da sbarco 
a irrorare 
i miei piedi 
troppo grandi 
i baci freddi 
fra mio padre 
e mia madre, 
comete in fuga 
nella gola rimaneva 
solo grandine. 

La cameretta 
in antartide, 
quanto ero ingenuo 
a far finta di niente, 
abbracciare e vestire 
quell'uniforme di ghiaccio, 
traiettorie e squarcio 
nelle rapide sequenze 
spazio-tempo.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Oltre la vita,
forse è adesso,
uno sbaglio o un condizionato riflesso....
Cento passi oltre il confine,
là dove c’è casa mia,
con pareti intrise di nostalgia.
La vita è adesso,
l’amore sospeso,
un debito da pagare con il cuore.
Guardi avanti e non torni più indietro,
di mistero è scritto il domani,
insegui ticchettii
che vorresti fermare con le mani,
il tempo corre, non lo puoi fermare.
Così anche se non credi,
porti croci appiccicate addosso,
forse perché la vita
è solo un artificioso paradosso,
dato in dono dal destino.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Piove il tempo perso,
e gocce annoiate
riempiono pozzanghere distratte.
Piove il tempo inutilmente andato,
e appannati vetri attendono
come occhi socchiusi
il giorno che non arriva.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Il buio é precipitato
nella fredda mattina
di fine ottobre. 

Il sole cercava spazio
fra la nuvole, 
ma la tempesta imperversava. 

Dentro di me
un tornado
fa danni, confonde, fa male. 

La rugiada della mattina
si confonde
con le gocce che rigano il viso.

La strada é lunga
i pensieri, la rabbia,
il dolore, aumentano. 

Ciao papà... 

Sei arrivato
al tuo ultimo
viaggio... 

La sedia
é rimasta vuota
ancora una volta.

Il dolore ritorna indietro
di molti anni, 
uguale con la stessa forza.

Mi consola solo il pensiero
che ritrovi la mamma,
ricordati di portare il mio abbraccio. 

Ciao papà...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ognuno porta in sé
i colori della notte
nel fruscio di malinconie
e mistero.

Vibra lo stesso silenzio della solitudine
il nero tormento del buio,
del vuoto la paura
che dentro ti assale.

… Ma poi la speranza,
l’attesa di una luce
e la gioia della rinascita
a quell’alba nuova…
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Profilo Autore: Giò  

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