Ho temuto questo giorno,
Ed è già arrivato…
portando con se
il tuo dubbio cammino.
Resterò ad aspettare
che il cielo brucia la mia amarezza,
mentre le ceneri cadranno
come neve d’inverno
a coprire il mio dolore.
Partirai per questo lungo viaggio,
senza arrivi e pretese,
ed io seduto sui binari,
respiro il profumo del tuo addio.
Ed è già arrivato…
portando con se
il tuo dubbio cammino.
Resterò ad aspettare
che il cielo brucia la mia amarezza,
mentre le ceneri cadranno
come neve d’inverno
a coprire il mio dolore.
Partirai per questo lungo viaggio,
senza arrivi e pretese,
ed io seduto sui binari,
respiro il profumo del tuo addio.
2 commenti
L'occhio truce
di poesia.
La vendemmia del tuo inverno ,
le spalle
che non mi hai toccato
quando il giorno
spalanca le cosce
e mi inghiotte.
M'è sfuggita una carezza.
&feature=youtu.be
di poesia.
La vendemmia del tuo inverno ,
le spalle
che non mi hai toccato
quando il giorno
spalanca le cosce
e mi inghiotte.
M'è sfuggita una carezza.
&feature=youtu.be
Tra gli erranti carboni
Le allodole di cobalto
Hanno rughe profondissime
Conservano uno sguardo che non somiglia
E mentre precipitano dall'ossa
Frantumano inguainate pelle color d'avorio
Che accada pur quel pianto
Vapore d'angoscia di avvizzita stagione umana
Ma su un fianco di pupille larghe
Tempia contro tempia
Trasfonda la nostra febbre di tacito scrigno
Non piagarmi allora
Conosco allor bene quell'acre sabbia intorbidita
E mentre tramuto di cielo per accoglierti
Mi impegno a urlare una stella che cade,
Ma i miei occhi non mi somigliano
E tu
Sete vermiglia
Sei l'ombra di tutti i miei tramonti.
Le allodole di cobalto
Hanno rughe profondissime
Conservano uno sguardo che non somiglia
E mentre precipitano dall'ossa
Frantumano inguainate pelle color d'avorio
Che accada pur quel pianto
Vapore d'angoscia di avvizzita stagione umana
Ma su un fianco di pupille larghe
Tempia contro tempia
Trasfonda la nostra febbre di tacito scrigno
Non piagarmi allora
Conosco allor bene quell'acre sabbia intorbidita
E mentre tramuto di cielo per accoglierti
Mi impegno a urlare una stella che cade,
Ma i miei occhi non mi somigliano
E tu
Sete vermiglia
Sei l'ombra di tutti i miei tramonti.
C'è poesia,
in ogni mia poesia?
Non credo!
Bastano, alcune
strofe e un paio
di belle rime,
per essere poesia?
Credo di sì!
Ma... fanno poesia?
Anche l'essere umano
è poesia,
la musica è poesia,
l'Universo è poesia.
E non tutto è scritto.
Ma, per scriverlo...
Vivere il sentimento
del poeta.
Vedere il riflesso
dei suoi occhi,
fra le righe.
Asciugare, inconsapevoli,
le sue lacrime.
Gioire delle sue gioie.
Trattenere il respiro
nelle sue pause.
Scrivere con lui il finale.
Simbiosi...
Questo, per me, è poesia!
E non so, se sempre,
ci sono riuscito.
Questa, naturalmente, non è poesia!
Tra un incanto
di scintille e di sguardi,
la tua voglia esplode su di me
come un mare in tempesta.
Sedotta dai tuoi baci bollenti,
che incendiano le mie parole,
perdo l' equilibrio.
I miei pensieri si frantumano
in mille pezzi.
Perseguitata dalla tua calda pelle,
ti stringo forte a me.
Dentro un delirio,
mi perdo prepotente sul tuo corpo,
fonte proibita,
sentiero senza ritorno.
Non ho più via di scampo.
Ti sorrido maliziosamente
e brucio con te
questa calda passione!
di scintille e di sguardi,
la tua voglia esplode su di me
come un mare in tempesta.
Sedotta dai tuoi baci bollenti,
che incendiano le mie parole,
perdo l' equilibrio.
I miei pensieri si frantumano
in mille pezzi.
Perseguitata dalla tua calda pelle,
ti stringo forte a me.
Dentro un delirio,
mi perdo prepotente sul tuo corpo,
fonte proibita,
sentiero senza ritorno.
Non ho più via di scampo.
Ti sorrido maliziosamente
e brucio con te
questa calda passione!
Appartamenti di sale,
comete di lacrime
ad una scrivania di sguardi,
germinerà il tempo
alba dell’ellissi cardiaca,
pane celestiale del silenzio,
nastro d’inchiostro e magia.
Cocci di storie dissonanti,
chirurgia narrativa del dolore,
il temporale dei tuoi passi
come anafora di petali di rose
indosserà i respiri del vento
nell’inciampo di universi distanti
in questo appuntamento senza volti.
comete di lacrime
ad una scrivania di sguardi,
germinerà il tempo
alba dell’ellissi cardiaca,
pane celestiale del silenzio,
nastro d’inchiostro e magia.
Cocci di storie dissonanti,
chirurgia narrativa del dolore,
il temporale dei tuoi passi
come anafora di petali di rose
indosserà i respiri del vento
nell’inciampo di universi distanti
in questo appuntamento senza volti.
E'difficile crederci ancora,
le strade si separano
ma anche si incontrano.
La paura della ferita,
della sofferenza
sarà sempre li
dietro l'angolo
a ricordare,
a pensare,
che prima o poi
arriverà la delusione.
Il semaforo resta fermo sul rosso
il verde non scatta.
Resto in attesa
che la luce di nuovi sorrisi
farà scattare
quel verde smeraldo
che vive ancora
nel fondo dei miei occhi.
E' difficile crederci ancora,
ma lungo il mio cammino
forse una mano si tenderà verso di me
un sorriso si aprirà ai miei occhi,
una porta verso un percorso diverso
in cui poter credere davvero
Perchè la stretta della mano
sarà ferma e sincera e quel sorriso brillerà
come la luna e la notte non sarà più buia,
il sole mi sveglierà riempiendo di luce
i miei giorni spesso grigi
Voglio confidare ancora che qualcuno mi doni
un pendaglio di smeraldo verde brillante
conferma che un'amicizia vera può esistere
come può esistere un vero amore
che vive ancora
nel fondo dei miei occhi.
le strade si separano
ma anche si incontrano.
La paura della ferita,
della sofferenza
sarà sempre li
dietro l'angolo
a ricordare,
a pensare,
che prima o poi
arriverà la delusione.
Il semaforo resta fermo sul rosso
il verde non scatta.
Resto in attesa
che la luce di nuovi sorrisi
farà scattare
quel verde smeraldo
che vive ancora
nel fondo dei miei occhi.
E' difficile crederci ancora,
ma lungo il mio cammino
forse una mano si tenderà verso di me
un sorriso si aprirà ai miei occhi,
una porta verso un percorso diverso
in cui poter credere davvero
Perchè la stretta della mano
sarà ferma e sincera e quel sorriso brillerà
come la luna e la notte non sarà più buia,
il sole mi sveglierà riempiendo di luce
i miei giorni spesso grigi
Voglio confidare ancora che qualcuno mi doni
un pendaglio di smeraldo verde brillante
conferma che un'amicizia vera può esistere
come può esistere un vero amore
che vive ancora
nel fondo dei miei occhi.
ero
l'impronta di quella violenza
psicologica che ha bruciato
fino alla lisciatura;
il manichino lucido
dalla vetrina
murata
mi era proibita la pelle
d'oca e l'impulso
la salvezza comune
ero
il stereotipo
prediletto
l'ombra che poteva permettersi
il respiro
la bocca che ingoiava voracemente
il silenzio
ero
quella pietra tanto
brunita
che ha scivolato
in un unico tiro
sulla superficie
fino ad altra riva
non ti sei reso conto che le pietre
non conoscono la via di ritorno
a casa?
l'impronta di quella violenza
psicologica che ha bruciato
fino alla lisciatura;
il manichino lucido
dalla vetrina
murata
mi era proibita la pelle
d'oca e l'impulso
la salvezza comune
ero
il stereotipo
prediletto
l'ombra che poteva permettersi
il respiro
la bocca che ingoiava voracemente
il silenzio
ero
quella pietra tanto
brunita
che ha scivolato
in un unico tiro
sulla superficie
fino ad altra riva
non ti sei reso conto che le pietre
non conoscono la via di ritorno
a casa?
Veniva,tra le mani con spine selvagge
e i capelli rossi sconfinavano in efelidi andanti,
come a piacer del sole.
E mise una spezia nel mio pane caldo
mentre la festa cresceva al di là del muro
e gli asini aspettavano sotto gli alberi.
E' cosi strano essere innamorati e rotolarsi nell'erba,
che in bellezza segna la via del gioco,
tanto da far ridere i bambini che strillano
chiamando per nome i fiori,aiutati dalla luna.
Si alzò e mi portò a ballare tra le fioche
luci del naviglio con le mani strette alla mia vita
che non vedendo altro cadde su una gobba di sale,
e lasciai che ridesse come si ride per sazietà di vino e calore,
fino a che la pelle fu un letto d'amore senza tempo.
e i capelli rossi sconfinavano in efelidi andanti,
come a piacer del sole.
E mise una spezia nel mio pane caldo
mentre la festa cresceva al di là del muro
e gli asini aspettavano sotto gli alberi.
E' cosi strano essere innamorati e rotolarsi nell'erba,
che in bellezza segna la via del gioco,
tanto da far ridere i bambini che strillano
chiamando per nome i fiori,aiutati dalla luna.
Si alzò e mi portò a ballare tra le fioche
luci del naviglio con le mani strette alla mia vita
che non vedendo altro cadde su una gobba di sale,
e lasciai che ridesse come si ride per sazietà di vino e calore,
fino a che la pelle fu un letto d'amore senza tempo.
C’è chi ha un amico dentro il cuore,
quattro monete senza un nome,
un caccio senza cavallo...
che prende il treno dipinto di giallo.
C’è chi ha cento app sul telefonino
e il fumo nero che gli esce dal canino,
l’erba verde nel giardino,
tutti i fumetti di topolino.
C’è chi ha un esercito di soldatini,
mille Barbie con i vestitini,
scatole piene di francobolli
e un murales con dei cavalli.
C’è chi ha un'astronave aliena,
bomboniere piene di confetti rosa,
un figlio che va all’asilo
e non vuol mettersi il grembiulino.
C’è chi ha tutto e c’è chi ha niente,
nemmeno un amico da salutare,
un termosifone dove potersi riscaldare
e dal freddo batte i denti.
Tutto ha un inizio e una fine,
sia le storie che le poesie,
sian scritte da esperti o da principianti,
ogni giorno che scriviam siam in tanti.
quattro monete senza un nome,
un caccio senza cavallo...
che prende il treno dipinto di giallo.
C’è chi ha cento app sul telefonino
e il fumo nero che gli esce dal canino,
l’erba verde nel giardino,
tutti i fumetti di topolino.
C’è chi ha un esercito di soldatini,
mille Barbie con i vestitini,
scatole piene di francobolli
e un murales con dei cavalli.
C’è chi ha un'astronave aliena,
bomboniere piene di confetti rosa,
un figlio che va all’asilo
e non vuol mettersi il grembiulino.
C’è chi ha tutto e c’è chi ha niente,
nemmeno un amico da salutare,
un termosifone dove potersi riscaldare
e dal freddo batte i denti.
Tutto ha un inizio e una fine,
sia le storie che le poesie,
sian scritte da esperti o da principianti,
ogni giorno che scriviam siam in tanti.
Notturno d'amore
Sotto covoni di paglia
Nemmeno un'anima
A fare compagnia.
E di questa assenza incomposta
Il tempo né è saturo.
Consistenze d'azzurro
Possono aprire la via del mare,
Tra strappi di cielo e nuvole raminghe.
Canto di note vibrate, increspano l'onda,
E come bagno divino
Tolgono macchie,
Tra il leggero tremolio
Di mani d'autore.
Nessuna foglia danzera'
Nella notte celeste.
Sotto covoni di paglia
Nemmeno un'anima
A fare compagnia.
E di questa assenza incomposta
Il tempo né è saturo.
Consistenze d'azzurro
Possono aprire la via del mare,
Tra strappi di cielo e nuvole raminghe.
Canto di note vibrate, increspano l'onda,
E come bagno divino
Tolgono macchie,
Tra il leggero tremolio
Di mani d'autore.
Nessuna foglia danzera'
Nella notte celeste.
Quanno c’a tavola se sedemo
sempre er sapore noi ve cerchiamo.
Amaro o dorce ’e papille esercitiamo,
p’avè più gusto da quello che magnamo.
E anche ‘na vita è così
cercamo quarcosa pe falla ‘nsaporì,
inder la gente, l’omini e le cose
cogliamo sempre quelle più sfiziose.
Quello a cui non posso fare senza
che me stupiscano pe l’intelligenza
condita co granne austerità
da ‘na gran dose de semplicità.
E mille e mille sono i sapori
che dalla gente poi tirà fori
prelibatezze che nun hanno pari
puro ar sapore de peperoni amari.
E, a te, amica, che vojo sempre amà
me piace definirti ‘nu babà
nun pe l’impasto ma pe er rum
che rende er tuo sapore ‘n unicum !
sempre er sapore noi ve cerchiamo.
Amaro o dorce ’e papille esercitiamo,
p’avè più gusto da quello che magnamo.
E anche ‘na vita è così
cercamo quarcosa pe falla ‘nsaporì,
inder la gente, l’omini e le cose
cogliamo sempre quelle più sfiziose.
Quello a cui non posso fare senza
che me stupiscano pe l’intelligenza
condita co granne austerità
da ‘na gran dose de semplicità.
E mille e mille sono i sapori
che dalla gente poi tirà fori
prelibatezze che nun hanno pari
puro ar sapore de peperoni amari.
E, a te, amica, che vojo sempre amà
me piace definirti ‘nu babà
nun pe l’impasto ma pe er rum
che rende er tuo sapore ‘n unicum !
Amala con la sua storia
e il suo destino,
col peso dei suoi anni,
col graffio di una ruga
e gli occhi umidi di pianto.
Amala così, sensibile e testarda,
imprevedibile o scontata,
ovunque sia rivolto il cuore.
Amala coi suoi disadorni abiti,
mani stanche e senza trucco,
e con un’ombra nello sguardo.
Amala, le ferite lasciano il segno,
ma le carezze trattengono
chi vuol fuggire.
Amala coi suoi pensieri,
con la forza del suo fare,
con la pura di un brutto sogno,
col batticuore di tanti silenzi.
Amala lontano dagli angoli
d’un tempo senza amore,
portala fuori dal vuoto,
in un cielo senza nuvole,
ovunque tu vorrai.
Stringila, ci sarà pur posto
dove il silenzio di un volo
di mille farfalle diverrà
melodia di mille violini,
e le parole d’una canzone
la voce del cuore,
lì, tra le tue forte braccia.

L’assalto alle parole, chi vende e chi compra,
in mezzo ad aiuole di consonanti e vocali,
per esprimere il nulla, il vuoto di senso.
E se ci penso e se ci rifletti un attimo
tutto questo inseguire aquiloni di presenti,
passati e futuri, metafore d’oriente,
iati a ponente, assomiglia all’arte
del recitare, una storia, una parte
nel gioco delle tre carte. Fa niente,
se l’esistenza a questo stadio non l’inventi
con uno schiocco di dita, il cottimo
della presenza a forfait è dell’incenso
che si nutre, elegie e madrigali
a zonzo e della poesia neanche l’ombra.










