Nella prospettiva onirica
Saturno
Si estendeva
Di sfere uguali e nuove.
Bello
-come le cose naturali-
-come le cose naturali-
Misterioso!
Nella sua concavità
-Soffi di vita-
E le acque tenere dei cieli
-Immensità-
E le acque tenere dei cieli
-Immensità-
Fu voce del mondo
La mia voce
Di sottile incantamento
Che fece di se stessa
L’universo.
Nel primitivo inseguimento
Nel primitivo inseguimento
del suo suono inatteso
diceva: io sono un Astro!
diceva: io sono un Astro!
Così lanciò il suo corpo
Dentro al cuore
-Profondo-
-Profondo-
Respirandone l’etere infiammato
Del suo sogno.
Lo ripetè ancora…
fino a scorgerne -l'origine del mondo.

fino a scorgerne -l'origine del mondo.

6 commenti
Mi è sempre piaciuto giocare
Giocare con le maschere
Scegli chi interpretare
Chi più ti piace
Il dirigente,l'impiegato
Il giocoliere,il sognatore
Il perdente,l'innamorato
Il portiere,il venditore
Lo studente,il ricercato..
A tutti piace giocare
Giocare,giocare fino alla fine,
Alcuni non smettono mai di giocare
Giocare,giocare,giocare
Alcuni si dimenticano
Che stanno giocando
E continuano a giocare
Giocare,fino alla fine.
Sai, io amo giocare
Stasera gioco a fare il poeta
Quello incompreso e sofferente
Domani sarò l'adolescente scorbutico
E dopo il bambino annoiato
E lo spericolato con gli amici
E molti altri ancora...
Tutti tranne che me.
Tu invece
Chi sei stasera?
E domani
sarai la stessa persona?
Giocare con le maschere
Scegli chi interpretare
Chi più ti piace
Il dirigente,l'impiegato
Il giocoliere,il sognatore
Il perdente,l'innamorato
Il portiere,il venditore
Lo studente,il ricercato..
A tutti piace giocare
Giocare,giocare fino alla fine,
Alcuni non smettono mai di giocare
Giocare,giocare,giocare
Alcuni si dimenticano
Che stanno giocando
E continuano a giocare
Giocare,fino alla fine.
Sai, io amo giocare
Stasera gioco a fare il poeta
Quello incompreso e sofferente
Domani sarò l'adolescente scorbutico
E dopo il bambino annoiato
E lo spericolato con gli amici
E molti altri ancora...
Tutti tranne che me.
Tu invece
Chi sei stasera?
E domani
sarai la stessa persona?
Sguardo fisso nel buio della notte
intravedo una solitaria stella
che senza far sosta,brilla intensamente,
donando la sua piccola luce al cielo.
Ricorda quel tuo animo magnanimo,
senza baratto aiuto regalavi
il prezzo amaro era la solitudine
malgrado splendevi di amore altrui
intravedo una solitaria stella
che senza far sosta,brilla intensamente,
donando la sua piccola luce al cielo.
Ricorda quel tuo animo magnanimo,
senza baratto aiuto regalavi
il prezzo amaro era la solitudine
malgrado splendevi di amore altrui
Le parole sorvolano le montagne,
I pensieri arrivano fino al cielo,
la vita presenta ostacoli impensati.
Le certezze svaniscono tra le nuvole,
gli occhi dell'amore guardano nel profondo.
La paura si attacca come polvere,
la gioia fiorisce come boccioli al mattino.
L' amore travolge come neve,
la speranza é la luce che ci guida.
Tu per me,
sei la forza che mi sostiene.
I pensieri arrivano fino al cielo,
la vita presenta ostacoli impensati.
Le certezze svaniscono tra le nuvole,
gli occhi dell'amore guardano nel profondo.
La paura si attacca come polvere,
la gioia fiorisce come boccioli al mattino.
L' amore travolge come neve,
la speranza é la luce che ci guida.
Tu per me,
sei la forza che mi sostiene.

Quando il cielo
in una veste d’azzurro palpito
scorre dentro le arterie
penetrando sottilmente
dentro ogni poro,
s’eleva pura emozione dall’anima
nutrita dall'alimento d’amore.
E, nell’ammirare
quelle sere turchine d’estate
camminando tra il verde dei prati
con il vento che carezza la vita
e poi scivolare nel grano
tra il biondo oro delle spighe
che donano con generosità
l’alimento che ci nutre
come l’amore che adorna
di baci maturi di brina,
atolli di rose
battuti da mille uragani
in un cavalcare in simbiosi
fra ombre e luci che ci contengono
in quel cammino che è la vita
Non è vero che i fiori muoiono,
Si addormentano e
una dimenticanza
li attraversa. Sostanza araldica
Profumo.
Hai messo radici sulla mia lingua terrena
una per ogni mese di lontananza
undici uncini e dodici aghi
acuminati e acuti
Hai tracciato la linea del mio desiderio
Sulla mia bianca schiena
carri celesti nella chiostra della gola.
Hai bagnato la mia bocca
Hai spruzzato acini d'uva
Uno per uno.
Mi hai messo radici con la tua assenza
ma non è vero che i fiori
muoiono. Io li ho innaffiati
Col mio desiderio.
Accarezzare lo stelo
percossi da una stolida ignoranza
loro non sanno
cosa sia
morire. Ma sanno godere
Sulla tua pelle sanno scivolare
Tu
Nella mia gola sai come godere
Come sopravvivere
Si addormentano e
una dimenticanza
li attraversa. Sostanza araldica
Profumo.
Hai messo radici sulla mia lingua terrena
una per ogni mese di lontananza
undici uncini e dodici aghi
acuminati e acuti
Hai tracciato la linea del mio desiderio
Sulla mia bianca schiena
carri celesti nella chiostra della gola.
Hai bagnato la mia bocca
Hai spruzzato acini d'uva
Uno per uno.
Mi hai messo radici con la tua assenza
ma non è vero che i fiori
muoiono. Io li ho innaffiati
Col mio desiderio.
Accarezzare lo stelo
percossi da una stolida ignoranza
loro non sanno
cosa sia
morire. Ma sanno godere
Sulla tua pelle sanno scivolare
Tu
Nella mia gola sai come godere
Come sopravvivere
Ed uno sbadiglio di luce
s’inchinò al tramonto
come soffio di primula
alle latitudini del cuore
ed una cometa di brina
abbigliò pianto di parole
in un solfeggio di nuvola
e pergamene d’aurore.
Se la poesia del sole
mescerà l’acquerello dei campi
ad una conversazione di baci,
ciondoli di luna nevicheranno
in un respiro di sguardi
ed accenderemo rami fioriti
nel pensier dei nostri istanti.
s’inchinò al tramonto
come soffio di primula
alle latitudini del cuore
ed una cometa di brina
abbigliò pianto di parole
in un solfeggio di nuvola
e pergamene d’aurore.
Se la poesia del sole
mescerà l’acquerello dei campi
ad una conversazione di baci,
ciondoli di luna nevicheranno
in un respiro di sguardi
ed accenderemo rami fioriti
nel pensier dei nostri istanti.
Sui campi di betulla è scritto il mio nome.
Ed erano stanchi d'estate
ma l'afa non regnava
e neppure, a sera, le zanzare
Era il paese mio
coi materassi al sole
ed un campo di pallone ch'era tutto:
salto in lungo
pista ottanta metri
salto in alto anche quando il ghiaccio attutiva salti
E' la mia strada ancora
e la solco ogni giorno di ogni mio misero anno
distante dalle pietre
da cipressi ad attorniare chi fu
Me li sento addosso come le vesti d'un giudice
ed oramai son prossimi
ma nel vestirmi nuovamente alba e figlia di quei viali
vorrei viverne ancora almeno un ramo
Ed erano stanchi d'estate
ma l'afa non regnava
e neppure, a sera, le zanzare
Era il paese mio
coi materassi al sole
ed un campo di pallone ch'era tutto:
salto in lungo
pista ottanta metri
salto in alto anche quando il ghiaccio attutiva salti
E' la mia strada ancora
e la solco ogni giorno di ogni mio misero anno
distante dalle pietre
da cipressi ad attorniare chi fu
Me li sento addosso come le vesti d'un giudice
ed oramai son prossimi
ma nel vestirmi nuovamente alba e figlia di quei viali
vorrei viverne ancora almeno un ramo
E' qui intorno il deserto
nello spazio orizzonte. Cammino
contro il sole che sale
con un lato scoperto.
Finalmente fa sera
e la parte mi brucia,
poggio l’altra al dormire.
Ed il giorno risale,
riprende
nel deserto il cammino,
scoperto
su quel lato fa male.
Ora è piaga e non vedo
nonostante le stelle. Mi piego
su di un lato: è già l’alba
che mi scalda il dolore.
Uno strappo ci vuole
alla piaga che strazia
e trascino
nel deserto immutabile
questo corpo che trema.
Col pugnale recido
e nel sangue che bolle
ce la lascio marcire.
Ora tutto è coperto
anche il pezzo
che mi gocciola ancora,
una scia nel deserto e davanti
l’infinito per gli occhi.
Dov’è andata la notte?
nello spazio orizzonte. Cammino
contro il sole che sale
con un lato scoperto.
Finalmente fa sera
e la parte mi brucia,
poggio l’altra al dormire.
Ed il giorno risale,
riprende
nel deserto il cammino,
scoperto
su quel lato fa male.
Ora è piaga e non vedo
nonostante le stelle. Mi piego
su di un lato: è già l’alba
che mi scalda il dolore.
Uno strappo ci vuole
alla piaga che strazia
e trascino
nel deserto immutabile
questo corpo che trema.
Col pugnale recido
e nel sangue che bolle
ce la lascio marcire.
Ora tutto è coperto
anche il pezzo
che mi gocciola ancora,
una scia nel deserto e davanti
l’infinito per gli occhi.
Dov’è andata la notte?
Foglie, che il vento
ruba agli indifesi rami
in sonnacchiose
serate d'autunno.
Senza un sospiro
-tra un bacio e un fuggire-
salutano il mondo
in mesta certezza
che mai sarà nota
all'occhio dell'uomo
differenza alcuna
tra foglia che nasce
e altra che muore.
ruba agli indifesi rami
in sonnacchiose
serate d'autunno.
Senza un sospiro
-tra un bacio e un fuggire-
salutano il mondo
in mesta certezza
che mai sarà nota
all'occhio dell'uomo
differenza alcuna
tra foglia che nasce
e altra che muore.
Non che dalla morte
non sia turbato,
increscioso momento, lo penso,
ma non mi spaventa l'evento.
Non ti all'inizio del tubo,
nessun dubbio sull'accordo
ch'è stato preso in Alto loco
per quel che sarà la festa
per l'appunto d'un momento
- forse già ad altro starò pensando -
Tanto ti prima del tubo, invece
fosse pece sparsa per anni
con troppo, la serenità
diradata nei suoi sprazzi
per quel nero
tempesta quasi continua.
Tormenti dentro di me,
che rapiscono la mia mente;
oblii, che sfogo, ...
annegandoli in bottiglie di birra e vino,
arrivando a riempire questo squallido tavolo
di bottiglie vuote.
Meccanicamente, accendo l'ennesima sigaretta,
non per il gusto di fumare,
ma soltanto per sentirmi schiavo del vizio.
I miei pori trasudano alcool
e l'alito puzza di un miscuglio di alcool e fumo,
così mi ritrovo solo ed inebriato
dal male per il quale la mia mente
si è lasciata travolgere.
L'ozio, che mi ha intrappolato,
è saturo della forza di persuasione
che non mi permette più di uscire
da quest'insano circolo vizioso,
strafatto di alcool e fumo.
che rapiscono la mia mente;
oblii, che sfogo, ...
annegandoli in bottiglie di birra e vino,
arrivando a riempire questo squallido tavolo
di bottiglie vuote.
Meccanicamente, accendo l'ennesima sigaretta,
non per il gusto di fumare,
ma soltanto per sentirmi schiavo del vizio.
I miei pori trasudano alcool
e l'alito puzza di un miscuglio di alcool e fumo,
così mi ritrovo solo ed inebriato
dal male per il quale la mia mente
si è lasciata travolgere.
L'ozio, che mi ha intrappolato,
è saturo della forza di persuasione
che non mi permette più di uscire
da quest'insano circolo vizioso,
strafatto di alcool e fumo.
Vaniglia dolce e caffè bevi
Tra le labbra la tazzina
Assapori l'aroma di chicchi rossi
E bacche scure.
E quel gesto di abitudine trae forza
Dalla bevanda che sprigiona esplosioni.
Mete lontane dove i colori , i fiori e la musica
Sono mix variopinto.
Mare cobalto e verde intenso dove la luna e le stelle
Si lasciano cullare...Sotto il profumo di tostatura
Di un profumo sconosciuto che regala sogni
Fatti di luci e maree.
Sulla bocca rimane ...
Tra le labbra la tazzina
Assapori l'aroma di chicchi rossi
E bacche scure.
E quel gesto di abitudine trae forza
Dalla bevanda che sprigiona esplosioni.
Mete lontane dove i colori , i fiori e la musica
Sono mix variopinto.
Mare cobalto e verde intenso dove la luna e le stelle
Si lasciano cullare...Sotto il profumo di tostatura
Di un profumo sconosciuto che regala sogni
Fatti di luci e maree.
Sulla bocca rimane ...
Ho guardato tra i tarocchi
ma il tuo volto lì non c'è.
Ho scartato la Papessa
era saggia come te,
ma aveva troppi dogmi;
non eri tu.
Ho scartato l'Imperatrice,
era potente come te,
ma troppo materialista;
non eri proprio tu.
Arrivai anche alla Forza
era potente come te,
ma troppo rude;
non eri tu.
La Giustizia quasi mi aveva ingannato,
era equilibrata come te,
ma era troppo austera;
non eri tu.
Anche la Temperanza seguì le altre,
era determinata come te,
ma troppo fredda,
non eri tu.
Poi fu il turno della Stella,
era fulgida come te,
ma assai distante;
non eri tu.
Venne anche la Luna,
era femminile come te,
ma senza coraggio;
Non eri tu.
Infine venne la Morte,
era misericordiosa come te,
ma non conosceva l'amore;
non eri tu.
Alla fine rimasi
senza carte tra le mani,
e solo allora
alzando lo sguardo ti trovai.
Eri seduta in silenzio
all'altro lato del tavolo
e chissà da quanto tempo mi aspettavi,
e chissà da quanto tempo mi guardavi.










