Sei una massa di pensieri
plasmata nelle forme di Giunone,
che troppo spesso sbatte contro
la bieca realtà delle cose.
Semplice ed immensa
come l'unica verità
nessuno è davvero pronto per te.
Non curante del peso che porti,
prosegui delicatamente in questa vita
attraversando le stagioni
con la leggerezza della luce.
Sei il bocciolo non ancora dischiuso
sei la passione che non divora, ne corrompe.
Sei l'atto stesso della vita,
un volo di gabbiani
senza il sostegno del cielo.
Se il resto del mondo
vuole dominare sulle tue forme,
io vorrei essere il custode
del tuo spirito immenso.
Giaciamo ora
sopra le acque del nulla
dove tutto è cominciato.
Separati dallo stato solido,
solo in puro spirito.
Ci siamo sempre soffermati sull amore ma non abbiamo mai capito veramente cose perché nel momento in cui ti innamori provi solo ciò chè senti,ma il tempo ci farà capire quando entrambi due persone si vogliono bene. Il desiderio Sessuale svanisce ma le cose in comune restano,come entrambi le persone restano fino a che la vita non finisce.
Oggi la perla
alla nostra collana
abbiamo aggiunto
diritto che spetta
per rovesci di doveri
colti anche tra spine,
... piccoli spigoli,
ma sempre pungenti
di quel tanto che basta
a più non volerli
sentir tra le dita
e continuare
a carezzare quel sogno
che oggi
compie trent'anni
con qualche coccola in più.
Ehi pista ...
ci si sta facendo
ci si sta facendo
incalliti utopisti!
E se facessi di te
giallo zafferano
convertendo pistlli in far domestico?
Oh, come sarebbe il sapore aroma e colore
e sui tuoi denti bianchi
cambierebbe riflesso la placca
Le gote
lo stesso cangiar di bruma
lo sbuffar di nuvola dal bollitore
E' quasi tempo ormai
della stagion d'ebbrezza
giallo zafferano
convertendo pistlli in far domestico?
Oh, come sarebbe il sapore aroma e colore
e sui tuoi denti bianchi
cambierebbe riflesso la placca
Le gote
lo stesso cangiar di bruma
lo sbuffar di nuvola dal bollitore
E' quasi tempo ormai
della stagion d'ebbrezza
Riposa
brutto d'asprezza
un palo conficcato in fondo
mostro di vetri e lustrini
nel luogo
ispirato da saggezza
meraviglia ad occhi di cotone
ricamata asola per bottone
d'anima la parvenza
di tigre il verso
i colori di cielo terso
Spirito
di smisurata mole
figlio
in sconfinata prole
smosso da puntiglio
insistente
sveglio per dovere
per non sembrar
assente
brutto d'asprezza
un palo conficcato in fondo
mostro di vetri e lustrini
nel luogo
ispirato da saggezza
meraviglia ad occhi di cotone
ricamata asola per bottone
d'anima la parvenza
di tigre il verso
i colori di cielo terso
Spirito
di smisurata mole
figlio
in sconfinata prole
smosso da puntiglio
insistente
sveglio per dovere
per non sembrar
assente
La stagione del tiepido sole
Mi stringe la gola
E i pensieri corrono verso l’epilogo
Una lacrima riflette un sussurrato addio
Una ruga corre sull’irreversibilità del tempo
sull’amore che non torna
Le labbra serrate su parole di perdono
mai pronunciate
La stagione del tiepido sole
Mi ritrova sola
Avrò freddo
Sarò un’altra
o crederò di esserlo
Mi stringe la gola
E i pensieri corrono verso l’epilogo
Una lacrima riflette un sussurrato addio
Una ruga corre sull’irreversibilità del tempo
sull’amore che non torna
Le labbra serrate su parole di perdono
mai pronunciate
La stagione del tiepido sole
Mi ritrova sola
Avrò freddo
Sarò un’altra
o crederò di esserlo
In me dimorano cieli e inferni
Puoi nascondere nell'oscurità
statue, fantasmi, delitti
ma è l'oscurità che non puoi celare
Non credo agli occhi specchiati nel sole
se non ammettono di aver fissato la luna,
di essersi immersi nella notte
e non penso che dal buio si esca immuni
senza nemmeno una traccia
perfino se l'ombra non lascia il segno
perchè non si è più gli stessi
dal momento che ci dicono che moriremo
Un attimo che frattura l'esistenza
Non credo si passi indifferenti nel fuoco
nè si esulti nell'ora della prova
Le spine pungono innegabilmente
Ma penso che l'amore ci renda immortali
Puoi nascondere nell'oscurità
statue, fantasmi, delitti
ma è l'oscurità che non puoi celare
Non credo agli occhi specchiati nel sole
se non ammettono di aver fissato la luna,
di essersi immersi nella notte
e non penso che dal buio si esca immuni
senza nemmeno una traccia
perfino se l'ombra non lascia il segno
perchè non si è più gli stessi
dal momento che ci dicono che moriremo
Un attimo che frattura l'esistenza
Non credo si passi indifferenti nel fuoco
nè si esulti nell'ora della prova
Le spine pungono innegabilmente
Ma penso che l'amore ci renda immortali
C’è tanta luce
in queste giornate d’estate
ch’esalta il cuore
e lo fa vibrare per tanta bellezza.
L’occhio scruta ed assorbe
quest’alito di pace
questa musica nell’aria
ornata d’azzurro
che viene assimilata
dalla più profonda interiorità.
Osservo
i campi di spighe dorate
alitanti
tra le macchie purpuree
dei papaveri
e sento che nel profondo
della mia anima antica
scatta quell’intuizione
che è gioia per la vita.
La vita è un respiro
che continua a variare,
è un cammino, un volo,
è saggezza
di sapersi aggiornare
Essa rispunta
dai tronchi potati
dando vita a nuovi germogli
che da nuova linfa
vengono irrorati e nutriti.
Fatti possedere da me
e dal mio vivace spirito
ma non nel senso più materiale
e misero del termine;
questo no, potresti farlo con chiunque.
Lasciami entrare dentro di te
come un coltello caldo nel burro,
fammi arrivare sul fondo
e scoprire il tuo nucleo segreto.
Lascia che il tuo vero essere
si riveli a me,
senza i filtri e le barriere
dettate dai canoni
e dai dogmi del nostro tempo.
Trasformati nell'essenza stessa della Libertà
e poi sfuggimi di mano
e vola via se preferisci,
o corri oltre il confine del mondo.
Oppure fermati un attimo e guardami.
Guarda nel fondo dei miei occhi
e tuffati in me,
ed esplorami così a fondo
da donarmi infine
il tuo stesso Status.
Slabbrato è ormai il passato
di quelli che furono un tempo uomini.
Ora altro non rimane che
secche ossa sbrecciate dal tempo.
E in mancanza di gloria umana,
i corpi appassiti,
vestiti un tempo di
potere,possesso,prestigio
occupano buche nella terra
ricoperte d'alloro ormai secco,
e di quello che fu ieri
gloria umana,
ora e per sempre,
altro non rimane,
che polvere sulla lapide.
di quelli che furono un tempo uomini.
Ora altro non rimane che
secche ossa sbrecciate dal tempo.
E in mancanza di gloria umana,
i corpi appassiti,
vestiti un tempo di
potere,possesso,prestigio
occupano buche nella terra
ricoperte d'alloro ormai secco,
e di quello che fu ieri
gloria umana,
ora e per sempre,
altro non rimane,
che polvere sulla lapide.
Creazioni adorne, disadorne
pneumatiche, vuote
ed ora ciuffi di ricordanze, soffi del vento
e mi passa guardacaso qualcuno sotto la finestra,
non ne vedo che il cesto sulla testa
e se dentro c'erano foglie, neppure hanno avuto il tempo
di riposare in pace per terra.









