Quel giorno che le campane suonarono a festa
nella notte degli specchi opachi, volute di fumo
a distanza, dalla stanza sospesa in una bolla
di speranze. E tutti a chiedersi la ragione
di quel suono allegro, il pigro sonno sorpreso
dal vociare di un fiume di gente in pigiama
e poi quel bussare continuo alla porta
quasi a farla cadere, la dimensione distorta
della fantasia a respirare sul letto, la dama
fuggita che torna nel castello è un peso
non una liberazione, ora che la prigione
è allagata e nei ricordi che tornano a galla
non c’è n’è nessuno dal contorno e dal profumo
intonato alla direzione del vento sulla costa.
Chi ha la fortuna di avere un lavoro,
contro voglia va a lavorare.
Ragazzi e bambini mal volentieri,
tornano a scuola.
La pioggia tanto desiderata scende copiosa.
Riprende la lettura dei giornali,
alla ricerca di qualche bella notizia,
tra mille negative.
Torna la vita di sempre.
C'é chi piange nella vasca da bagno.
C'é chi sogna la prossima vacanza.
C'é chi si dedica all'amore......
Decisione sempre giusta.
di tonalità antiche e più severe.
costruente attesa
e vita ambrata.
dolce come un seno
d’atomi ripieno;
i chicchi a tintinnare

nell'ultimo tuo giorno.
Sulla fronte una ruga profonda
forse a salutare a malincuore
l'ultimo verso mai affidato al foglio.
Un silenzio che odorò di piombo!
Corpi ammassati ai corpi
di Angeli e persone
tutti uniti nel divenir concime
nel fondo di un burrone.
A che pensa l'uomo nel preparare forche.
Uccide i poeti per guadagnarsi il pianto
da lasciare in dote a figli di altri tempi.
Una cupa fama ti vestì da allora.
Da qui partì la mano che gli spaccò il cuore.
Fu questa la nazione che tolse all'amore
il suo Cantore.
Dal cielo gli Angeli ci guardano pietosi.
La bellezza uccisa non può entrare in paradiso.
Il sangue deve dare i suoi germogli là dov'è caduto.
Cercare il suo riscatto, poi la luce.
Quante volte ancora verrà ucciso per le strade
prima che il suo canto torni al cielo?
Ogni giorno, tutti i giorni
noi lo uccideremo,
finché dirà :<<sono diverso>>.
La terra è fatta per gli uguali.
Guai a chi vola e non ha ali!
L'ultimo che lo vide prima di cadere,
lo diede per sicuro: la sua camicia
era di un bianco puro.
Dicevano:
Se scrivi di pioggia,
ti porterai l'ombrello.
Se scrivi di neve,
finisce che nevicherà.
Ma, se dalla penna
esce un acquerello,
con un cielo azzurro...
prima o poi, il sole uscirà!
Ed io:
Ho scritto di pioggia
e pioveva... dai miei occhi.
Ho scritto di neve
e nevicava... nel mio cuore.
Nell'acquerello del mattino,
ho scritto d'azzurro
e il Sole... non arrivava mai!
Mi manchi.
Come al letto di un fiume asciutto l’acqua
come alla lingua la saliva.
Sei padrona dei miei occhi senza saperlo.
Sei proprietaria del mio umore,
dei miei sorrisi
delle mie lacrime.
Sei capace di passarmi attraverso
e mentre lo fai
mi stringi lo stomaco con i tuoi capelli
mi calpesti il cuore con i tacchi
mi leghi i polmoni con le tue calze velate
assorbi la mia energia con la tua pelle.
Ed è bello…fa male…ma è bello.
Ti manco ma è diverso.
E’ colpa mia
Ti manco perché non voglio prenderti,
perché non ti colpisco
perché nascondendomi sei tu a non vedermi
perché tremo nel prendere la mira.
Il ricordo di un amore mai finito
è fatto come di nuvole.
Le vedi,
non puoi prenderle
e appaiono e scompaiono nel cielo
apparentemente
-solo apparentemente-
senza un motivo.
quando ci baciamo,
quando ci abbracciamo,
la chimica dei nostri corpi
s' intreccia in un unico sussurro d' amore.
Le nostre emozioni
accarezzano il nostro cuore
e come dolce vento
fanno muovere i nostri capelli.
Sentiamo i brividi percorrere tutto il corpo.
Mettiamo le nostre anime a nudo,
con un sorriso,
come un pittore che dipinge la sua prima tela
con tutta la sua profonda immaginazione
e grande sensibilità.
Abbandoniamo le nostre lacrime al sole
per farle diventare un mare caldo
dove poter sempre trovare calore.
Guardando il tramonto e l' infinito,
ci teniamo stretti
assaporando questo infinito
fatto di felicità,
questo infinito fatto solo di noi!













