Si specchia all'acqua un cigno
che l'ombra ha di Narciso
Di piume sue riflesse però non sa vantarsi
e certo quella morte a lui verrà negata
Quel bianco suo riflesso
par neve dell'inverno
ma assottigliando sguardo
va a sciogliersi il suo specchio
accanto a fior di loto
e abbracci di papiro
Oltre -più in là- c'è vento
che l'ombra ha di Narciso
Di piume sue riflesse però non sa vantarsi
e certo quella morte a lui verrà negata
Quel bianco suo riflesso
par neve dell'inverno
ma assottigliando sguardo
va a sciogliersi il suo specchio
accanto a fior di loto
e abbracci di papiro
Oltre -più in là- c'è vento
6 commenti
Quando finisce un amore
è uno schianto dell'anima
la volontà, la forza che ti dava
svaniscono insieme ad esso
Il mondo non ha più colori, profumi
anche l'arcobaleno è in scala di grigi
i sorrisi mutano in smorfie
forzate per non mostrare a tutti
il tuo solo ed intimo dolore
Quando finisce un amore
rivivi ogni attimo,
resoconto amaro, gli errori
viaggiano su entrambi i binari,
ma così tanto inutile ti senti
La casa nel silenzio della sera è muta
non c'è più il rintocco della sua risata
la sua voce dolce,
il suo disordine che detestavi
ma ti accorgi ora
amavi anche questo
Sul letto dove l'amore
è stato consumato mille volte
i corpi intrecciati
si addormentavano insieme,
versi tutte le tue lacrime
Quando finisce un amore
non finisce la vita,
amerai ancora, non subito
ma lo farai …. l'amore è vita ….
- Guarda!- mi dice la belen
dalla sommità del cielo:
- Se sarai mio per una notte
io ti regalo tutto! -
Io, siccome non mi svendo
mi sporgo un poco
per guardare meglio.
Qualcuno intanto dietro
(bastardo dentro) spinge
fintanto che io cado
e poi mi sveglio.
dalla sommità del cielo:
- Se sarai mio per una notte
io ti regalo tutto! -
Io, siccome non mi svendo
mi sporgo un poco
per guardare meglio.
Qualcuno intanto dietro
(bastardo dentro) spinge
fintanto che io cado
e poi mi sveglio.
A fatica assorbo lacrime
Per non sprecarle.
M' invento respiri e fantasie
Nel turbinio della solitudine pura
M'innalzo sotto sguardi assenti d'amore
Deglutendo dolore e nodi
Sono bandiera strappata
E lacera è la mia pelle
Ma il cuore batte ancora.
La sua voce è silenziosa
E quasi impercettibile
Sotto coperte dolenti si adagia e aspetta.
Che l 'anima lo prenda per mano
Curandolo dagli strappi
Cospargendolo di oli profumati.
Potente però è il suo battito
Risuona nell'aria, e chiama..
La speranza... di essere ascoltato.
Per non sprecarle.
M' invento respiri e fantasie
Nel turbinio della solitudine pura
M'innalzo sotto sguardi assenti d'amore
Deglutendo dolore e nodi
Sono bandiera strappata
E lacera è la mia pelle
Ma il cuore batte ancora.
La sua voce è silenziosa
E quasi impercettibile
Sotto coperte dolenti si adagia e aspetta.
Che l 'anima lo prenda per mano
Curandolo dagli strappi
Cospargendolo di oli profumati.
Potente però è il suo battito
Risuona nell'aria, e chiama..
La speranza... di essere ascoltato.
“ Francamente me ne infischio”, il rischio
non è calcolato, non ho sposato la fretta
o chiesto la luna, guardatemi storto
non cambio idea, è il cuore a comandare
l’unico che vale la pena seguire. Col mare
di Agosto e le distanze accorciate, il porto
non sembra più lontano. E se ti ho stretta
alle mie braccia dinanzi a uno spicchio
di luna ruffiana, nella notte dei poeti
in calzamaglia, ladri d’emozioni, il verso
spiegato verso l’alba, scritto a quattro mani
il domani puoi scrutarlo dal raggio che filtra
dalla finestra e se la luce non è più sinistra
e se puoi ancora vedere i gabbiani
in volo sulle acque, è perché ci è concesso
ancora sperare dal percorso amico dei pianeti.
I tuoi cateti, le diagonali, la geometria
Euclidea ed Eraclito che ci spiega il cambiamento
siamo figure nello spazio e anime nel tempo
di un soffio di vento, ti ascolto e ti vedo
quando è buio, il sorriso sempre a corredo
del viso, simile a un fiore o a un lampo
l’assenza di suono solo per un momento
una frazione, un’equazione dell’empatia.
Più sincera di ogni specchio,
mi descrivi senza vergogna o pregiudizio,
mi accarezzi come la lama di un rasoio
mossa da una mano esperta.
E la tua vita, simmetrica alla mia,
mi dà la certezza
che niente è davvero impossibile
in questa realtà,
troppo spesso fatta di illusioni ed inganni.
Al contrario del corvo di Poe
è “per sempre” il verdetto
che tu esprimi ogni volta che parlo
del sentimento che
ci lega e ci annega,
ci rischiara e ci migliora,
ci delinea e ci confonde
in una sola figura.
Sei qualcosa che va ben oltre l'ordinario
ed è per questo che
l'ordinarietà della vita con te,
per me è un'eterna e continua
straordinaria scoperta.
Riposa nel cuore
Questo amore liquido
Che profuma di te .
E nascono fiori .
E si fanno vendemmie .
E mentre il cielo mi guarda ,
Ariosi ed esotici canti
Mi accompagnano
A odorar il vento ,
Ove racchiusa
Giace
La nostra verità .
E nel profumo del vino
Ti assaporo .
Questo amore liquido
Che profuma di te .
E nascono fiori .
E si fanno vendemmie .
E mentre il cielo mi guarda ,
Ariosi ed esotici canti
Mi accompagnano
A odorar il vento ,
Ove racchiusa
Giace
La nostra verità .
E nel profumo del vino
Ti assaporo .
Togli a me le mani ma non la carne
Piccola fui ed ora sono
Creerò negli intarsi a legno levigati
la malattia dell'amore
Non esistesse
lo creerò
e con pelo a bambagia di gatto
lo coccolerò
Sussurrerò suono alle fini orecchie
la mia storia di gatta rapita
e tu non resistermi
e cercami
inondami del tuo
e non fare nome
che il nome fa di me ciò che non sono
Piccola fui ed ora sono
Creerò negli intarsi a legno levigati
la malattia dell'amore
Non esistesse
lo creerò
e con pelo a bambagia di gatto
lo coccolerò
Sussurrerò suono alle fini orecchie
la mia storia di gatta rapita
e tu non resistermi
e cercami
inondami del tuo
e non fare nome
che il nome fa di me ciò che non sono
A volte è tardi per tornare indietro,
a volte è meglio così
se il limite dei sogni
è il non avere limiti
e solo l’illusione allunga la vita …
Ignaro e ignavo
all’indomani di un ricordo,
un rimorso:
“l’amarsi a morsi
negli angoli remoti
delle ville comunali”.
Talmente semplice
da sembrare impossibile
adesso che
l’ascia lascia la scia
delle tue, le mie carezze,
talmente impossibile
da sembrare semplice
adesso che
siamo parole che stringono i denti.
Marosi sul filo di lama
prendono i polsi
e il deserto dei tendini.
È uno spaccato, metà viaggio
metà stasi. Forse dovrò abbracciare
intere foreste di posidonie
prima di averti alla curva del fiato.
Forse non è innaturale che il mare
sia la nuca e la gola.











