Solstizio d'estate sul tempo che scorre
Sabbia cade e segna attimi,
Istanti vuoti, privi di pensieri,
Vaga lo spirito leso.
Restano come nucleo
Effimere ragioni a scudo
Di un petto che sa ascoltare,
Crolla la torre sotto l'assedio del dolore
E tace.
Il suono delle voci rincorre un'eco
Che si fa' distante,
Si annientano parole,
Il sole dei bambini è ora un ricordo delirante.
Strette di mano, e sensazioni di una educazione parallela.
Modi diversi di dirsi addio.
Il futuro ha un sapore strano,
Il nostro incedere non cede.
Si può camminare ancora.
Si deve.
Sabbia cade e segna attimi,
Istanti vuoti, privi di pensieri,
Vaga lo spirito leso.
Restano come nucleo
Effimere ragioni a scudo
Di un petto che sa ascoltare,
Crolla la torre sotto l'assedio del dolore
E tace.
Il suono delle voci rincorre un'eco
Che si fa' distante,
Si annientano parole,
Il sole dei bambini è ora un ricordo delirante.
Strette di mano, e sensazioni di una educazione parallela.
Modi diversi di dirsi addio.
Il futuro ha un sapore strano,
Il nostro incedere non cede.
Si può camminare ancora.
Si deve.
Ogni tanto vado a trovare
per avere compagnia
una vecchia signora
ex maestra elementare
che vive tutta sola.
Giusto ieri sera
nel far conversazione
seguivo con lo sguardo
il volo bizzarro
di una mosca in casa sua.
- Ah, quella!... -
sorrise la signora.
- Non ci faccia caso
da ieri sera è ospite mia... -
E sempre parlando
della sua nuova compagnia
pose sul tavolo
una briciola di pane
con non saprei cos'altro.
Sospeso nell’immensità di un momento
aggrappato ad un vacillante appiglio
sta il mio Cuore.
In balia di una corrente emozionale instabile,
causata dalle oscillazioni
di questo Amore asimmetrico
curvando lo Spazio-Tempo
nella speranza di deviare il colpo
che potrebbe arrivare.
Incassarlo sarebbe impossibile.
Porterebbe alla rottura dell’equilibrio interiore,
il sistema nervoso detonerebbe
aggrovigliando nel calore dell’esplosione
le sinapsi mentali,
conducendo lo Spirito e l’anima
ad un inevitabile impatto contro la fredda Realtà.
Per questo il mio essere
fragile insieme di infinitesimali frammenti,
si muove cautamente in questa nuova dimensione,
con piedi di piombo,
seguendo la fugace Melodia
sussurrata dagli oggetti che ha intorno
nella speranza di essere e di restare in sincronia
con la tua Anima ed il tuo Cuore.
Non verserò lacrime, te lo prometto.
Non chiamerò il tuo nome sotto la piccola Luna d’agosto,
mentre il Rimorso dilanierà il mio petto,
facendo nascere piccoli fiori Rossi sull’asfalto Nero.
Resterò nel silenzio del buio,
immobile ed eterno come un istante.
Ma tu non sparire.
Ti chiedo solo questo.
Nel tuo errare vagabondo
vai confondendo mete
ad ogni passo t'allontani
da quel che più desideravi.
Fermati alla sorgente
bevi acqua con le mani.
Ascolta il muoversi di foglie
sdraiati sull'erba e aspetta.
Lascia che il mondo
ti trasporti nell'eterno viaggio.
Solo un momento...
Fai parte delle cose,
come un seme, un germoglio...
Poi alzati, e non sarai più lo stesso.
Mentre riposavi
sono passate le stagioni.
Ecco: quello che cercavi
alla fine ti ha trovato.
vai confondendo mete
ad ogni passo t'allontani
da quel che più desideravi.
Fermati alla sorgente
bevi acqua con le mani.
Ascolta il muoversi di foglie
sdraiati sull'erba e aspetta.
Lascia che il mondo
ti trasporti nell'eterno viaggio.
Solo un momento...
Fai parte delle cose,
come un seme, un germoglio...
Poi alzati, e non sarai più lo stesso.
Mentre riposavi
sono passate le stagioni.
Ecco: quello che cercavi
alla fine ti ha trovato.
Son schiavo della mia inquietudine
cerco,ricerco e non trovo il coraggio,
la paura divenuta attitudine,
di quest'animo,rendendolo ostaggio
È una dolorosa consuetudine
vivo un apocalittico disagio
ho rimorsi che pesano un incudine
i quali al mio cuore danno oltraggio
Desidererei tanto avere le ali,
volare dalla fobia interiore
sfuggire dai suoi effetti malsani,
far diventare i miei sogni reali,
trasformare il presente in futuro albore,
fiorire come incantevoli tulipani
cerco,ricerco e non trovo il coraggio,
la paura divenuta attitudine,
di quest'animo,rendendolo ostaggio
È una dolorosa consuetudine
vivo un apocalittico disagio
ho rimorsi che pesano un incudine
i quali al mio cuore danno oltraggio
Desidererei tanto avere le ali,
volare dalla fobia interiore
sfuggire dai suoi effetti malsani,
far diventare i miei sogni reali,
trasformare il presente in futuro albore,
fiorire come incantevoli tulipani
La tela nera.
Di sudore corvino
di mano cocente
come lancio di freccia sfidante
e le ombre care, belle.
Nelle notti “red passion”
in cui lo stile prende il largo
l’incursione è forte
in un design intrigante,
con i dettagli delle Fiandre.
Caravaggio.
Oh, la pennellata!
La pennellata…
***
-Ma qui non ne abbiamo bisogno
e poi, anche la frutta è marcia
la mela bacata,
e le foglie, le foglie…
sono meglio verdi!
Neanche esistono in paradiso;
servono altri occhi
i vostri, mio pittore sono ruvidi
e rossi come il vino.
***
Ma Dio è DIO,
luce è luce
vera, promessa.
Pensata e poi creata….
semmai solo replicata.
E' un distillato evanescente
miracolo vivente
e chi ha occhi ruvidi, non sente.
Il vuoto non esiste,
esiste DIO,
e il mio look è quello di un matto
perché la verità non è finzione.
E' lei che amo,
la sua feroce ragione.

Di sudore corvino
di mano cocente
come lancio di freccia sfidante
e le ombre care, belle.
Nelle notti “red passion”
in cui lo stile prende il largo
l’incursione è forte
in un design intrigante,
con i dettagli delle Fiandre.
Caravaggio.
Oh, la pennellata!
La pennellata…
***
-Ma qui non ne abbiamo bisogno
e poi, anche la frutta è marcia
la mela bacata,
e le foglie, le foglie…
sono meglio verdi!
Neanche esistono in paradiso;
servono altri occhi
i vostri, mio pittore sono ruvidi
e rossi come il vino.
***
Ma Dio è DIO,
luce è luce
vera, promessa.
Pensata e poi creata….
semmai solo replicata.
E' un distillato evanescente
miracolo vivente
e chi ha occhi ruvidi, non sente.
Il vuoto non esiste,
esiste DIO,
e il mio look è quello di un matto
perché la verità non è finzione.
E' lei che amo,
la sua feroce ragione.

Tutto scorre nel Creato,
lungo i percorsi del tempo
che trasforma le cose
indefinite e anonime
nella spazialità.
Ricordi vagano
tra le pieghe del passato,
solcano lidi deserti
colorati di tramonto.
Tutto scorre
in un intersecar d’immagini
ancestrali, lontane
e nuvole d’esistenza
disegnano il tragitto
con la penna del tempo.
Tutto scorre
Fra passioni e desideri,
negli inconsci segreti
dell’essere, nell’eterno divenire.
Tutto scorre
nell’immanenza delle cose:
piccoli punti nello sterminato cosmo.
Tutto scorre
in un denso fluire,
tra gorgoglii di fiumi e mari
nei tortuosi alambicchi della vita.
lungo i percorsi del tempo
che trasforma le cose
indefinite e anonime
nella spazialità.
Ricordi vagano
tra le pieghe del passato,
solcano lidi deserti
colorati di tramonto.
Tutto scorre
in un intersecar d’immagini
ancestrali, lontane
e nuvole d’esistenza
disegnano il tragitto
con la penna del tempo.
Tutto scorre
Fra passioni e desideri,
negli inconsci segreti
dell’essere, nell’eterno divenire.
Tutto scorre
nell’immanenza delle cose:
piccoli punti nello sterminato cosmo.
Tutto scorre
in un denso fluire,
tra gorgoglii di fiumi e mari
nei tortuosi alambicchi della vita.
Indosso alfabeti solari
ed un pugnale d’ombre
macera i miei passi
come fiori di carta
caduti da un brivido stellare
e nell’oblio dei giorni,
inchiostro di foglie e colori,
coccola equinozi di cuore
in questa radice lunare
fra cocci di nuvola e dolore.
ed un pugnale d’ombre
macera i miei passi
come fiori di carta
caduti da un brivido stellare
e nell’oblio dei giorni,
inchiostro di foglie e colori,
coccola equinozi di cuore
in questa radice lunare
fra cocci di nuvola e dolore.
Grande luce
che compare
m'accompagna nella stanza
non conosco numero
il suo nome
la sua provenienza
rimetto gli occhiali
ripercorro quel passi
s'avvicina come bocca
carnosa
vogliosa
deglutisce affamata
sollecito velocità al dottore
mi faccia dire trentatrè
leggere qualche sillaba
il ginocchio saltare
un vampiro nella notte
ho bisogno
di ritornare
che compare
m'accompagna nella stanza
non conosco numero
il suo nome
la sua provenienza
rimetto gli occhiali
ripercorro quel passi
s'avvicina come bocca
carnosa
vogliosa
deglutisce affamata
sollecito velocità al dottore
mi faccia dire trentatrè
leggere qualche sillaba
il ginocchio saltare
un vampiro nella notte
ho bisogno
di ritornare
Nebbie violacee
scendono
ombre cullate
singhiozzi di fragili pensieri serali,
il cielo rossastro
addolcisce le ali della riflessione
ubriaca mi inebrio nei torpori crepuscolari
che profumano d'amore
di terra
pianto rugiadoso
di un'alba che verrà
.
(Foto presa dal web)
Seguimi
corrimi come fossi lepre
Esistimi di te e datti un nome
Rendimi degna d'estatsi tanto anelata
che porta in se tocco e colore di miei sogni e fato
Chiedimi se voglio increspare onde
o se profumarmi d'erba
nel calpestio fugace all'incedere del tempo
Portami un mazzo di calle bianche
ed emozionati
mentre guardo quegli occhi che dell'amore mio han pena
Mi frantumavi il cuore
Ed io non sentivo
Continuavo a volare
Tra una sferzata di vento e un tuono.
I tuoi silenzi si facevano largo
E come macchia d'olio ricoprivano tutto.
Viaggiavo sopra un sogno
Ma era pura finzione
Il mio istinto che ha voce
Diceva dimentica tutto anche
I suoi occhi senza sole.
E così ci siamo persi tra un respiro
E un attimo di tempo non vissuto
Rimane la realtà fatta di fantasmi bianchi
Che vagano nella stanza e nella mente
Senza tenerezza senza calore
Adesso niente può farmi più male
Sei carta fragile da accartocciare.
Ed io non sentivo
Continuavo a volare
Tra una sferzata di vento e un tuono.
I tuoi silenzi si facevano largo
E come macchia d'olio ricoprivano tutto.
Viaggiavo sopra un sogno
Ma era pura finzione
Il mio istinto che ha voce
Diceva dimentica tutto anche
I suoi occhi senza sole.
E così ci siamo persi tra un respiro
E un attimo di tempo non vissuto
Rimane la realtà fatta di fantasmi bianchi
Che vagano nella stanza e nella mente
Senza tenerezza senza calore
Adesso niente può farmi più male
Sei carta fragile da accartocciare.
Mi specchio nei tuoi sguardi,
mentre l’alba li trattiene,
fingo di fuggire ...
ma ho le tasche piene dei tuoi sorrisi
che mi legano alle tue mani.
Cerco nei tuoi sogni i miei,
li vedo nelle nostre promesse
e per non dimenticarli
li trattengo nel mio cuore.
Vorrei conoscerti oltre le incertezze,
per non farci frenare dalle timide paure
e passeggiar sui ricordi
senza coprirci dei veli di tristezza.
In un bacio ti ho conosciuta,
eri la certezza che agognava la mia anima,
prima di te la mia vita era vuota.
mentre l’alba li trattiene,
fingo di fuggire ...
ma ho le tasche piene dei tuoi sorrisi
che mi legano alle tue mani.
Cerco nei tuoi sogni i miei,
li vedo nelle nostre promesse
e per non dimenticarli
li trattengo nel mio cuore.
Vorrei conoscerti oltre le incertezze,
per non farci frenare dalle timide paure
e passeggiar sui ricordi
senza coprirci dei veli di tristezza.
In un bacio ti ho conosciuta,
eri la certezza che agognava la mia anima,
prima di te la mia vita era vuota.










