La mia unica certezza è
che tra il mio mondo e il tuo
ci sono delle scale.
Ora non sò chi tra noi
deve scendere o salire.
Prima c'è da stabilire
se mai vorremo
calpestare lo stesso sentiero.
I gradini sono lì, non si mostrano
a nessuno che non desideri davvero
scoprire il passaggio tra i due mondi.
Solo quando la voglia arde
allora appaiono d'incanto
indicando il senso di percorrenza.
Ma a quel tempo nessuno bada più
se deve andare in su oppure in giù.
che tra il mio mondo e il tuo
ci sono delle scale.
Ora non sò chi tra noi
deve scendere o salire.
Prima c'è da stabilire
se mai vorremo
calpestare lo stesso sentiero.
I gradini sono lì, non si mostrano
a nessuno che non desideri davvero
scoprire il passaggio tra i due mondi.
Solo quando la voglia arde
allora appaiono d'incanto
indicando il senso di percorrenza.
Ma a quel tempo nessuno bada più
se deve andare in su oppure in giù.
aggirando la luce e il buio
ombre fameliche congelano il negativo
fermo immagine trasparente
sfuocato, senza obbiettivo
nel grandangolo del nulla
negando alla ragione la pietà
un triangolo d’illusioni
trasvola deserti di fantasmi
gocce di luna
bagnano il tempo
macinando la speranza
una catena di montaggio
in onde corrose
dalla sete del potere
insegue occhi intrappolati
in un’ellisse impietosa
pennelli impazziti
sfumano i colori dell’arcobaleno
in un mare di bocche assetate
aggrappate all’onda della speranza
musica stonata
segna i margini della vita
la morte affamata
mastica scheletri spolpati
dov’è la ragione
dov’è la pietà
l’egoismo abbracciato alla fine
tombe indegne nascoste in letti di vergogna
ombre fameliche congelano il negativo
fermo immagine trasparente
sfuocato, senza obbiettivo
nel grandangolo del nulla
negando alla ragione la pietà
un triangolo d’illusioni
trasvola deserti di fantasmi
gocce di luna
bagnano il tempo
macinando la speranza
una catena di montaggio
in onde corrose
dalla sete del potere
insegue occhi intrappolati
in un’ellisse impietosa
pennelli impazziti
sfumano i colori dell’arcobaleno
in un mare di bocche assetate
aggrappate all’onda della speranza
musica stonata
segna i margini della vita
la morte affamata
mastica scheletri spolpati
dov’è la ragione
dov’è la pietà
l’egoismo abbracciato alla fine
tombe indegne nascoste in letti di vergogna
Amerò pure gli strati folli delle linee spezzate,
oblique, perpendicolari dei rami al tramonto
Di tutto ciò che i punti
e i frammenti potranno racchiudere.
Cercherò pure i punti ossidati dei confini
e le parti a metà che hanno perso lucentezza.
Le linee ondulate della luce
in un giorno qualsiasi di pioggia.
Desidererò pure i solchi confusi
del mare in tempesta;
i segmenti arricciati della sabbia;
gli irregolari spruzzi d'acqua.
E stimolerò tutte le particelle
di metallo, di cristallo e di ferro ossidato
a danzare con il vento.
Cercherò le forme allungate,
sferiche, tondeggiate dei fiori spezzati;
dai colori svuotati d’inverno
fino ad arrivare
a desiderare i profili ingialliti delle foglie
dei rami prosciugati.
Attirerò alle curve
delle mie mani i cocci,
la terraglia i cristalli,
le forme attorcigliate dei rovi;
gli infiniti corpuscoli dei chicchi di grano
fino agli sconfinati granelli
d'uva matura.
Amerò pure la tortuosità e la piega dei venti;
gli sdrucciolevoli sentieri inzuppati dalla pioggia;
il restringimento dei raggi di luce;
il desiderio del nero intenso
di smorzare il riflesso di ogni curva del tramonto.
Inseguirò pure le acque che scivolano
i venti che svuotano:
il sole che asseta;
l'istante che invecchia;
i tagliuzzati fiori della cattiva stagione.
Amerò pure i cristalli di sale
che rende lo spazio all'insù marea.
E farò prigioniere dei miei occhi
ogni immagine riflessa che scivola
dalla luce fino al far della sera.
Ogni superficie smagrita di profumi
o ingrassata di colori e aromi
di ogni pianta,
di ogni arbusto;
fino alla vegetazione arborea,
fino all’ estesa desertica;
fino ai fiumi di acqua dolce,
ai mari salati;
alle rocce affaticate dalla salsedine del mare;
ai piedi riposati sulla calda sabbia;
io amerò...
e amerò tutto
perché amerò te.
oblique, perpendicolari dei rami al tramonto
Di tutto ciò che i punti
e i frammenti potranno racchiudere.
Cercherò pure i punti ossidati dei confini
e le parti a metà che hanno perso lucentezza.
Le linee ondulate della luce
in un giorno qualsiasi di pioggia.
Desidererò pure i solchi confusi
del mare in tempesta;
i segmenti arricciati della sabbia;
gli irregolari spruzzi d'acqua.
E stimolerò tutte le particelle
di metallo, di cristallo e di ferro ossidato
a danzare con il vento.
Cercherò le forme allungate,
sferiche, tondeggiate dei fiori spezzati;
dai colori svuotati d’inverno
fino ad arrivare
a desiderare i profili ingialliti delle foglie
dei rami prosciugati.
Attirerò alle curve
delle mie mani i cocci,
la terraglia i cristalli,
le forme attorcigliate dei rovi;
gli infiniti corpuscoli dei chicchi di grano
fino agli sconfinati granelli
d'uva matura.
Amerò pure la tortuosità e la piega dei venti;
gli sdrucciolevoli sentieri inzuppati dalla pioggia;
il restringimento dei raggi di luce;
il desiderio del nero intenso
di smorzare il riflesso di ogni curva del tramonto.
Inseguirò pure le acque che scivolano
i venti che svuotano:
il sole che asseta;
l'istante che invecchia;
i tagliuzzati fiori della cattiva stagione.
Amerò pure i cristalli di sale
che rende lo spazio all'insù marea.
E farò prigioniere dei miei occhi
ogni immagine riflessa che scivola
dalla luce fino al far della sera.
Ogni superficie smagrita di profumi
o ingrassata di colori e aromi
di ogni pianta,
di ogni arbusto;
fino alla vegetazione arborea,
fino all’ estesa desertica;
fino ai fiumi di acqua dolce,
ai mari salati;
alle rocce affaticate dalla salsedine del mare;
ai piedi riposati sulla calda sabbia;
io amerò...
e amerò tutto
perché amerò te.
Nel perdono di una lama lucente,
forgiata da anni di attesa,
due entità, agli estremi della stessa
ed il compiersi di un unico destino.
Rincorrendo l'uccello azzurro
oltre i confini della brughiera,
senza mai riuscire nell'impresa.
Ricordiamo ancora i lividi,
ma ci siamo sempre dimenticati
di chi ce li ha inflitti.
Mentre al caldo del focolare
evochiamo i ricordi
nella speranza che la gioia perduta
ritorni.
L'hai vista per terra
non ti sei accorto che era piegata
su sè stessa come un bimbo rannicchiato
che cerca di difendersi
(la calpesterai con noncuranza)
E il suo sangue dal cuore di un petalo
inizia già a colare sullo stelo ferito
Credi questa non sia una fine, una morte?
Vale forse meno un pianto di rugiada
di una lacrima umana?
(la nostra arroganza è terribile)
Una spina spezzata, la resa
Se tu sapessi fermarti ad ascoltare
ora sentiresti, con un brivido
l'urlo straziante di una rosa
non ti sei accorto che era piegata
su sè stessa come un bimbo rannicchiato
che cerca di difendersi
(la calpesterai con noncuranza)
E il suo sangue dal cuore di un petalo
inizia già a colare sullo stelo ferito
Credi questa non sia una fine, una morte?
Vale forse meno un pianto di rugiada
di una lacrima umana?
(la nostra arroganza è terribile)
Una spina spezzata, la resa
Se tu sapessi fermarti ad ascoltare
ora sentiresti, con un brivido
l'urlo straziante di una rosa
Passerò il giorno
Confessando
Ad un prete o ad un soffitto
Che non smetterò mai
E poi mai
Di amare
Perché
Altrimenti
Morirei
Passerò il giorno
Riempiendomi lo stomaco
Cercando veramente di dormire
Sognando una pioggia che lavi
Sognando una pioggia che lavi
Me,
La pietra tenera, l'asfalto,
Il ricordo che detengo di qualcuna.
Tutto questo lo faccio
Perché
Altrimenti
Morirei
Poeta, caro poeta,
tu che scrivi al sorgere del sole,
con la bellezza del tramonto,
in un giorno di pioggia,
aspettando che torni il sereno,
ti lasci cullare dalla penna
e componi dolci versi,
emozioni pure e profonde.
Adesso chiudi gli occhi
e ascolta il silenzio,
guarda le stelle
e lasciati rapire da esse.
Sogna.
Apri la mente,
rilassati.
Lasciati accarezzare
dalle onde del mare
e ricordati chi sei.
Sensibile e premuroso,
come pochi doni profondità.
Sei un amico sempre presente.
Se avrai bisogno di un sorriso,
se avrai bisogno di una parola,
io ci sarò.
Aspetterò il tuo ritorno,
che sarà un abbraccio infinito!
tu che scrivi al sorgere del sole,
con la bellezza del tramonto,
in un giorno di pioggia,
aspettando che torni il sereno,
ti lasci cullare dalla penna
e componi dolci versi,
emozioni pure e profonde.
Adesso chiudi gli occhi
e ascolta il silenzio,
guarda le stelle
e lasciati rapire da esse.
Sogna.
Apri la mente,
rilassati.
Lasciati accarezzare
dalle onde del mare
e ricordati chi sei.
Sensibile e premuroso,
come pochi doni profondità.
Sei un amico sempre presente.
Se avrai bisogno di un sorriso,
se avrai bisogno di una parola,
io ci sarò.
Aspetterò il tuo ritorno,
che sarà un abbraccio infinito!
Di semplicità viviamo,
in questo mondo zeppo di problemi,
osserviamo tutto intorno
quante cose belle la Natura dona
L'uva bianca succosa e dolce,
oppure nera sgorga da essa come una fonte
il vino che sorrisi dona
banchettando con gli amici
e cantare fa il cuore
Pomodori rosso rubino
un morso ed il piacere
del sole sulla pelle senti
il profumo aromatico
del basilico, la maggiorana
che i nostri piatti fan
ristoratori e gustosi
E poi le arance dorate come l'alba
buone, sane e belle agli occhi
E l'acqua di montagna
scende nella gola pura, cristallina
more, mirtilli, ribes
colorano i dolci della cucina semplice
I fiori dai mille colori, il profumo del mare
la brezza dei monti
dove in lontanza ascolti
campanacci suonare
delle mandrie al pascolo
Per mille motivi godere dobbiamo,
Madre Natura ringraziare
e l'Onnipotente soprattutto
queste sono ricchezze
che si guadagnano col sudore della fronte ….
la ricompensa è grande
è la semplicità della vita
che arricchisce e rende buoni i cuori
Vedi,
nonostante tutto
nonostante tutto
sei dentro un vestito come tu ti vuoi
(è l'unica soluzione, grazie!).
Vedi,
siamo in molti a modo nostro
siamo in molti a modo nostro
con la testa troppo piena
la stanchezza è alta e i suoni stanchi;
i nervi, vertiginosi!
Ma stai dentro il tuo
vestito, come tu ti vuoi
vestito, come tu ti vuoi
(Exhibition & wonder rooms)
Le altre icone sono vuote
per uno smarrimento compulsivo di preghiere.
Guardo volti per cercare qualcos’altro
un ritorno, una scelta ben precisa,
un amore ,con stupore,
una risata a crepapelle
“che move il sole e l'altre stelle”.
una risata a crepapelle
“che move il sole e l'altre stelle”.
E ridi pure pagliaccio del mio dolore,
che,se riuscissimo a colpi di extra-vaganza,
o per sorta di un'entropica follia
ad avere il coraggio dentro ai lampi,
senza indugiare,
non avremmo più bisogno di morire.

Io non ti cercherò.
Fino a quando tu mi dirai
che io sono la causa ...
del tuo dolore.
Io non ti cercherò.
Fino a quando tu mi dirai,
sento freddo
nel tuo cuore.
Io non ti cercherò,
fino a quando tu sarai con me
e non ti sentirai libera
nel tuo cammino.
Io non ti cercherò,
fino a quando non ti
sentirai pronta,
perché io vorrei
vederti libera di vivere
il tuo destino.
Io ti cercherò solo allora,
quando riuscirai
a vedere in me non
solo un uomo vicino,
ma un uomo che ti ama
facendoti sentire
parte integrante del suo destino.
Fino a quando tu mi dirai
che io sono la causa ...
del tuo dolore.
Io non ti cercherò.
Fino a quando tu mi dirai,
sento freddo
nel tuo cuore.
Io non ti cercherò,
fino a quando tu sarai con me
e non ti sentirai libera
nel tuo cammino.
Io non ti cercherò,
fino a quando non ti
sentirai pronta,
perché io vorrei
vederti libera di vivere
il tuo destino.
Io ti cercherò solo allora,
quando riuscirai
a vedere in me non
solo un uomo vicino,
ma un uomo che ti ama
facendoti sentire
parte integrante del suo destino.










