insegue caldi sapori
sulla punta sensibile della lingua
I giochi delle dita ricalcano
il percorso segreto
Sfizi di pelle
e su di te mi vizio di terreni paradisi
distribuendomi sulla bocca
parti di sale e miele
gustando il vino dolce che mi offri
inebriandomi talvolta di gradazioni più forti
mentre cola zucchero fuso tra i corpi
incollandoci all'estasi
Nutrimi sempre in assaggi d'amore
in polpa rossa di fragola
scegli poi il retrogusto da lasciarmi dentro
Sfizi di pelle
morbida complicità
Va' la sensazione
sul filo del vento
si mescola
s'impasta
si fa' come morbido cielo
e poi , esplode dentro
meteora
con l'impatto del suolo
e mille brillii espandono
nuclei e molecole
poi si ricompongono
e riformano ciò che
dentro tu senti
vibrazioni di sentimenti
che calmano, danno pace
infondono fioca luce
e finalmente respiri
il profumo della vita che seduce.
improvvisamente il silenzio!
Scalpitii di zoccoli di cavalli,
bardati a festa, sfumano pian piano
in un suono ovattato che finisce!
Emozioni antiche...
ritornano alla mente
e un cielo dipinto d'azzurro
trasmette emozionali sensazioni.
Dimore di vita...
frammenti legati dal ricordo...
nel vociare di bimbi sulla via
e dal parlottare assorto di comari
per le prime mattiniere notizie!
Dimore di vita...
facciate lasciate nell'abbandono,
balconi vuoti e finestre sbarrate!
Un lampione oramai privo di luce...
non diffonde più calore di vita!
armata nel processo
oltre il quale, dei miei troppi pochi anni,
avesti come avulsi i tuoi malanni,
le pretese da quell'"in poi"
e poi da quelli e tanti altri dì
di giravolte in canoni eccelsi,
del tuo e mio, maniacale dio,
alla pretestuosa redenzione carnosa
al rischio di veementi sostrati
bissati o cardati oltre i vari
delle navi, nei porti alle stazioni in colline
oltre la miseria sublime
indicata dal viatico e per la via
per dosi di maceria, costrette a piacer loro
a dirsi eudemonici nulla
d'un tutto francato d'apparati
coll'esserci estinti amati, sdraiati, cercati in libirinti
in quanto infiniti o radianti
più del tuono, noi di speculate vacanze
nelle ciocche da dove ti venta un poco,
oltre nostalgie di Phoné
e tonalità stanti ma andanti, tra gente
nelle endodermiche moltitudini
e a spazi di remote adunanze.
Pecco alquanto, peraltro,
e di dimensione povera,
nel mio starti sovrano
accanto alla luna litania
di stornelli d'epoche nuove
amandoci finchè avremmo fiato
per sempre in stato di moto a luogo
è la notte.
Grida, fatte di corde.
Il sentimento è tragico:
Corde infinite.
senza esser mai risorti.
Cavi e i fili elettrici invece, son durati
Fa male ogni ricordo,
il sentirsi emozionati!
Nessuna clemenza senza fama.

porto lunare
in questo cielo di sguardo.
Raffiche di cuore
son fiammifero e silenzio,
lanterna e respiro,
tramonto e mattino.
Alfabeto d’inverno
s’accoccola al destino:
traccio passi di brina
fra le briciole di un sorriso.
Al netto dei giorni e delle notti
mi sento un uomo vano
alieno in un corpo
allenato ad essere umano
un volo distante
sulla fragile crosta del mito
sul guscio invitante
di una perfezione illusoria
il tutto
per non planare poi di sotto
in sconfinati abissi
dove bocche di mostro
s'apron pronte al pasto.
Sono
migliaia
di brevi metri
stesi orizzontali,
e non come prima
che i salti portavano
ad aerovie trafficate.
Assomigli a una mia
vecchissima poesia
Lady Scarfette,
di quando
il cielo
potevi
ancora
toccarlo
con la punta
dell'immaginazione.
Riesci a ricordarlo bene,
anche se, a guardar meglio,
adesso tu sei molto diversa,
oggi che le mie predizioni
non ti riscaldano più.
Ti sembrerà tutto
abbastanza
facile,
se per
arrivare
ai diecimila
basta mettere
la sciarpetta
da viaggio
e lasciar
che le
mie
parole
risalgano
le oscure vie
della memoria.
Leggermente
un po' più
povere
dell'originale
ma tristemente
molto più sole
e meno felici.
Andrà così,
ogni qualvolta
si mostreranno
all'aria rarefatta
della troposfera.
È finita.
È finita
a meditare della pioggia
e nel petto del sole
a bruciarmi il cuore
Sono nel mare
a purificarmi nel sale
e nello stesso momento
cavalco fulmini
per cadere addosso
a una terra che vuole esplodere
Sono sulla bocca del vulcano
a crogiolarmi nel fuoco
e nei deserti a giocare con la sabbia,
mani come piccole clessidre
per misurare in qualche modo
questo assurdo tempo
e poi sono su di te amandoti








