Mai uno schiaffo
è quello di lingua a mordermi il labbro
E' pioggia che piove nel verso del tango
in senso contrario
e a regola d'ora
Vorrei fosse il tempo ad essere morso
oppure la viola ad assumere spine
ma il ritmo procede ansimandomi un “forse”
ed io torno ad essere ruota dei sensi
i sensi persi.
Anche un solo gesto
Forse,
era solo un mese eccellente
col suo diffuso luccicore metallico
e il suo prezioso verde malachite;
le piccole vele,
e una tempesta di rubini
come ciliegie rosse appese.
L’aria di minerali siderei,
immobile
come Lastra di diamante
in quel profumo,
cosicchè i pensieri
potessero legare l’anima e ciascuno.
E intanto cantavo, cantavo,
ascoltando
il violino di Chagall;
danzavo, danzavo,
guardando l’originario di Matisse
e scoprivo
di poter ridiventare
comee io volevo.
Danzavo.
Al chiaro di luna con un nuovo sfondo
nel deserto Mayenne
ora cuore innamorato,
con il cappello contornato di candele
di Vincent ,
ad Auverse- sur -Oise-
domenica 28 luglio e suoi ultimi fuochi nelle sere.
Cantavo!
L’amore è come una preghiera:
va canzone, vola rapida,
prima che tu te ne vada
nell’ombra interminabile a perire,
da sola.
Non importa dove andrai,
vola,
purchè sia altrove.
Se la vita è solo un ‘eco
basta riprendere fiato
e danzar di gioventù nuove.
Sui campi verticali:
grano- corse- gioia;
in strisce orizzontali:
letto – pace- amore-.
Ora.
Bisogna vegliare!
Nella notte scrivere pagine d’orgasmo,
colloquiare col silenzio.
Che accadano belli
i giorni,
come fanciulli nell’aurora;
che con pienezza vadano
mentre qui ,noi,
come Mistero Arcaico
e Padre eterno,
restiamo.
Ancora.

un nuovo abisso di preghiera
vuoi farne l’altare delle parole
il tempio dedicato alla circumnavigazione
vuoi che c’innalziamo santi
e demoni in un solo gesto?
Nella fronte a cercare le ragioni
nel raggio dischiuso delle emozioni
a berci e giurarci che niente
nemmeno le mani saranno giunte
ma libreranno margini e magoni
nel solido strato di luce che si fonde
all’atomo dell’irrazionale.
Un corpo o due…la matematica
è un’opinione… a cui il nucleo
non chiede spiegazione.
Dopo avere scritto col corpo
il fuoco sacro delle parole
l’ellisse del talento
e il precipizio del sacramento.
Perché niente di più unisce
di questo essere nello stesso verso,
il conto degli anni che non ci siamo visti
atomi senza nucleo, elettroni
che girano a vuoto nell’ignoto
di esistenze senza destini.
E i confini che non avremo
le barriere che non saremo
nel giorno che il tuo tempo e il mio
batteranno lo stesso tamburo sordo.
E’ tardi? Forse no, ancora ti amo,
è quanto posso dirti da questo scoglio.
Il sole ci sfiorerà all’alba di domani
e domani ancora nel suo ciclo eterno
l’inferno in terra nelle chiavi del giorno.
Lieve la penna piu' non scorre
tratti e parole
si fermano lì
su quel foglio
che ancora vuol sentire
cosa hai da dire.
amori spezzati e cuori in subbuglio
dolci note fiorite
tramonti e schiarite
rimane una riga nera
che come la fine si lascia tracciare
e mute le voci non parlano più.
poeta che sai tramutare
l'anima in scritto
ora e' arrivato il momento
di stare zitto.
Lascio a te, amore,
il mio grande cuore
per tutto ciò che amo;
albe e tramonti meravigliosi,
il profumo tenue di un fiore
e di un bacio l'ardore!
Lascio a te, amore,
il mio pensiero fatto
di parole e di tanti sospiri,
ricordando gli indimenticabili
momenti che ho trascorso con te!
Ancora con te, per vivere
altri momenti e...
lascio a te, ancora,
tutte le mie sensazioni,
le mie emozioni e i miei ricordi
che se pur lontani,
rimangono tangibile presenza
di una realtà che ho accanto!
Eri così bella
che subito ti chiamai...
Ali di farfalla.
Minuscolo aquilone
tradito dal filo,
tramato... in una tela.
Ti liberai
e volasti via,
libera, come non mai.
E vola!
Di fiore in fiore
di ramo in foglia,
vola, Ali di farfalla.
E ti posi, leggera.
Poi... ti posi,
sulla mia spalla.
Che emozione,
Ali di farfalla!
Gli altri mi vedono sorridere
e lo trovano così buffo!
Cos'ho da sorridere io?
Forse perché il sole splende
impertinente, sulle mie miserie?
Forse perché la luna è così bella
la notte, e non pago il biglietto
per entrare a sognare nel suo
mondo incantato?
Forse perché le stelle
mi strizzano gli occhi
da un lontano passato?
Cos'ho da sorridere io?
Se non della vista, di tutto
il bello, che non ha padroni.
Non m'appartiene il sole
e mi ci scaldo, né la luna
m'appartiene, né le stelle.
Non m'appartieni tu amore.
Ma ti amo. - Così sorrido
anch'io, e, mi trovano
così buffa ,gli altri, Amore.
quando le mie rughe saranno solchi
e nel cielo ci saranno le stesse nuvole
di quel giorno di maggio
quando la pioggia era un respiro
e le lancette un bacio
conficcate nel mio fianco.
Chiamami quando sarò un tronco
e le foglie un ornamento
sul mio marmo
e quel giorno vieni pure
a togliermi quei rami dagli occhi
che come aghi di pino
galleggiavano nel fiume del nostro destino
e non sarà mai tardi
non sarò più piombo
né zavorra sui tuoi passi stanchi.
Chiamami quando avremo la stessa solitudine
e la confonderemo con l'amore
senza più inquietudine
ansia e languore
ma con l'attenzione di due vecchi
storpiando poesie
sul viale che porta
all'inutile infinito
nello strapiombo di un bambino
tra la paura e il gioco
di euforica morte.
primule di cristalli lunari,
e sei fra i raggi in disuso
di rugiada e cromie,
fra cocci di nuvole ed aritmie.
Aritmetica d’anima
bussa al tempo delle passioni,
traccia il dipinto dei giorni,
sfama il perimetro dei sogni.
Ritornami accanto al cuore
come acrobata farfalla
fra le nostalgie d’un fiore
e sarei farina di parole,
alba dei tuoi giorni d’amore
in questo graffio d’illusione
che il vento sfama di dolore.
cercando di capire tutte le cose che mi hanno fatto soffrire
e sono rimaste irrisolte dentro il cuore....
Ho parlato e riparlato con la mia mente,
ma così facendo, non ho risolto niente,
al contrario ho solo accresciuto i miei dubbi,
arrivando a tenermi la testa tra le mani
per cercare di risolverli senza rimandare a domani.
Seppur ci pensi, non so come poter fare,
per cui ho iniziato a scrivere tante cose credendole delle risposte,
ma nessuna di queste m’appartiene,
perché non è facile liberarsi da certe catene
che mi legano a chi un tempo mi ha emozionato.
Nonostante un amore possa finire,
non ha mai una scadenza,
così diventa difficile capire il perché,
dato che il sentimento interiore è pressoché infinito.
E penso e ripenso al mio passato.
Malgrado gli alti e i bassi,
la mia vita continua ad andare avanti a piccoli passi
tentando di esularmi da quel che è stato
senza chiedermi che succederà domani,
perché domani è adesso.
Pampini verdi
su grappoli d'uva
come virgole s'intrecciano
sulla vite prodiga.
lungo il colle
la vigna in perfetti filari
li mette in mostra
sul declino del monte
copre la collina marrone
e degli acini biondi
sei tu l'uva regina.
qual sapore o frutto delicato
darai gusto al palato
e del nettare d'oro
il profumo spargerai.
mille bolle alla fine nasceranno
e come vino frizzante
sarai il dono e il guadagno.
La traccia che ho seguito mi ha condotto
sino a te, forse un sesto senso o una visione
notturna di un altro tempo. C’è il lampo
e poi una quiete silente, il rombo del tuono
a scuoterci dalla routine, il dolore che irrompe
sgradito, di tanto in tanto. E le falci come parole
che si affilano lungo il percorso, poi l’ago ricuce
ciò che è smagliato nel cuore. L’emozione ha voce
e il sussurro è il fianco del suono, le cedole
sono in scadenza, già puoi vedere l’imbocco delle rampe
che portano in cima. E’ una questione di crono
di tempi sfalsati che si rincorrono, c’è il gambo
di rosa appassita sul velo da sposa e la delusione
che scompare quando anche l’amore è tradotto.











