per non contare di quanti istanti sono fatte le emozioni
che fluiscono dal cuore,
avendo, su di una lacrima, scritto ti amo.
Se tu fossi qui,
ti regalerei un sorriso, una stella,
un mio sogno colorato di fantasia.
Di quante cose è fatta la vita,
amici persi e poi ritrovati,
di segreti celati
che poi così tanto segreti, non lo sono mai stati,
perché li avevamo raccontati alla notte
che, silenziosa, restava ad ascoltarci.
Cammino a piedi nudi, calpestando la terra,
ma i sogni li lascio liberi di volare tra le stelle,
son esse che mi sanno continuamente nutrire,
di quel magico mondo che ogni giorno vado a scoprire.
Dalla terra in cui nacque
si portò dietro il sole
la terra brulla,l’emozione
d’acqua salmastra,suoni
allegri, amiche vere, donne more
sangue fraterno, corde vocali tese
nel canto e gocce di colore.
Il vento caldo della notte
inciso nelle vene, l’odore
di zagara d’inverno, la piena
delle ombre a mezzogiorno.
E quel giorno che li ritrovò
negli occhi che lo guardavano
si sentì a casa, nel suo divano
vecchio, nello specchio retrò
dall’oblò da cui sfogliare il giorno.
E le lune gemelle della notte serena
accarezzate con le dita,il languore
del corpo che cede al peccato,le rotte
aperte del ritorno a casa, il sapore
dei baci tradotti all’infinito, il mese
che tutto iniziò fuori dal calendario a ore
le distanze annullate nell’abbraccio, i toni
e le sfumature dell’oro nella canzone
del cuore, sino alla fine delle parole
il battito impazzito, che mai più tacque.
Cuore di madre
quante pene sopporterai
quanti strappi troverai
e ogni volta faranno male
deglutisci bocconi dove il fiele e
e' miele
poni l'anima tra le mani
come stella luminosa
e per lei chiuderai
occhi e bocca.
dei tuoi figli ormai svezzati
non latte e amore
ma solo flebili parole
feriranno i tuoi orecchi
le tue carni strapperanno
senza porsi nessun problema
del tuo amore viscerale
resterà soltanto una scia
che su i tuoi capelli bianchi
sarà come pioggia lasciva.
su quell’altura che guarda il mare!
dove soltanto s’accende la passione!
dove la natura ogni giorno
il maestrale a casa
e al tuo ritorno sarà
una polveriera di sogni
inesplosi ad accoglierti
s'infilan nei condotti auricolari
per divenire alati e bombardare
paesaggi interiori
agresti quanto basta
che paiono dall'alto margini
di scarabocchi senza sbocchi.
Poi metti il caso di posare
la pianta del piede sull'assenza di un orlo
e di cadere giù a crollo
per concessione gravitazionale
saltelli rotoli rimbalzi ondeggi corri
lungo pendii arrossati
roseti con sopra cirri
borbottando che non c'è nessuno in giro
nessun ardente spasimante
ma solo maschi ruminanti
con quel certo nonsochè di primitivo negli sguardi
testosteroneggianti
con vistosa schiuma
colante alle beltà della passante.
E vorresti ma non ti muovi,
essendo già altrove.
Son scherzi del poeta che abita l'amare
tra lenzuola a spigoli e scheggie a legno il letto
Voglio la trapunta rosa e sotto gambe
che taglino via il loro sfregarsi di carezze
che al virgolar del giorno si stendano a riposo
senza curarsi in vaghe tristezze e miserie
Ti trovo fra le foglie del verbo d'infinito
in torbidi ritagli di stagione
fra calici a coprire un tondo in tela
in schiena all'orbita d'onirico pensiero
a capolinea d'esilio
Mentre cerchi cerchi nel mare
E la mia vita affonda
sei venuto a me.
Ti sei spogliato di ogni tuo difetto.
E ti ho amato.
Indicibilmente...
Docile maestro di carezze
che sai portarmi allo zenit
di ogni cosa.
Mai vorrei venisse giorno!
Quando un sole beffardo
ti riporta alla mia vista,
e nel mentre, ti cancella.
Genitori-operai dall'anima raggelata
Non che siano tutte così eh capiamoci
Ma alla fine
Né invito al male
Briciole di tempo
perse in uno
spazio infinito.
Rubate all'orologio
eterno o come
lacrime nascoste
dentro l'oceano.
Sono:
Attimi di vita,
un attimo prima
di morire.
Attimi d'amore,
confusi tra
momenti di dolore.
Attimi di gioia,
con mani al cielo
a supplicarne altri.
Attimi di sofferenza,
con mani giunte
a supplicarne...
l'ultimo.
Attimi di violenza,
lunghi come
una guerra.
Attimi di preghiera,
con occhi al cielo
a cercare aiuto.
Attimi di follia,
per vivere tutto
dentro quell'attimo.
Attimi:
Che non vuoi
che non sai
che non dici.
Sono gli attimi
di una vita che passa
e non ti accorgi
della bellezza
dell'attimo...
che stai vivendo!
Non sarai un attimo fuggente,
o l'alba del mattino,
la fresca brezza di primavera
o una calda giornata d'estate.
Non sarai il crepuscolare,
che, nella notte, si va ad immolare.
Tu sei nel mio destino
e la tua bellezza s'accende,
come un sorriso di un bambino.
Labbra dissetanti di baci,
tu, mia passione,
non solo sei entrata nel mio cuore,
ma anche nella mia anima,
riempiendola di amore.
Dimmi che ho finalmente espiato la sulfurea colpa
e posso splendere nella calda luce di occhi divini
sovvertendo inferni in paradisi
ora che la cera nera del cuore è colata tutta
sciogliendo il cancro dentro lo spirito
il pegno è stato pagato con il giusto sangue
non mi vergogno a sorriderti con labbra bambine
e a porgerti mani spogliate da cattivi artigli
l'innocenza veste sublimi carezze
la fonte è ritornata pura, in lei mi bagno e ristoro
le membra immerse in pacifico fiume
ed ora se puoi amami sul ventre perfetto degli dei










