Guarda quell'omino 
Se gli chiedo una sigaretta 
Chissà forse lancerà il suo cancro aeriforme verso me
Un odorino risale risale uguale uguale
Poi diverso
Da secoli mi imbevono di croci
Stracci sermoni guglie 
Sì guglie gli antenati dei grattacieli
Incredibili quei due
Riescono ad impollinarsi anche nelle
Miserie
Veloce veloce veloce veloce
Scappa il cerbiatto 
Il suo muso si infrange contro una luce
Sarà la luce della felicità
Oppure
Il faro di un auto
Sì deve essere così
La felicità non è rossa fiammante ma anche lei è
Aereodinamica
Ferocemente aereodinamica
Tra i monti e gli ingranaggi
Gli uomini non sono intelligenti
I bulloni quelli sì che sono saggi
Come me il cielo padrone di ere
 
"Padrone di fetori" urla una mosca
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Fuggono punti, virgole, trattini

se la voce mia non chiama

così pure alla parola manca penna per segnarli

Cerco tra fogli di virtuale essenza

ma mi risponde un nulla ed i suoi perchè




-Gitana

leggi la mano e suoi cateti mentre di segni non fai cenno-


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Profilo Autore: Aita Carla  

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Parole dolci 
ma anche amare, 
parole che non dici 
ma pensi, 
parole che volano via 
con il vento, 
con il tempo.

Fanno male, 
a volte anche bene, 
ti svuotano, 
ti insegnano a capire, 
ad amare.

Parole del cuore, 
parole minacciose, 
parole scritte 
e mai pronunciate, 
parole...
solo parole 
che volano via 
con il vento.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Scintille di grano

occhieggiano la terra,

etereo mascara solare

fra ciglia di cristallo

e brullo fruscio smeraldo,

mentre lenzuola di papaveri

infiammano il riflesso

d’arpe di cielo dismesso.

 

Razzia d’anima spenta

stinge arcobaleni nel vento,

farfalle, come comete,

inzuppano i sassi d’argento,

catturo questo bacio di maggio:

è poesia che scrive il mio sguardo.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Nè fregi avrò mai
nèschiene umide bianche
dove disegnare potrei
la linea del mio desiderio
nè medaglie al valore avrò mai
nè labbra sottili
coagulate alle mie
nè mai t'avrò compiuta 
di nudo in queste sere
biancheggianti di afa 
come agosto me ne potrei andare
ma resto
perchè di te avrò l'amore
di te ho il sangue imbevuto
nell'eterna primavera
in quella candida sera d'oltranza
dove l'estate si mischia all'autunno
dove felpante il tuo corpo
m'avvolse.
Nè spade avrò mai per combatterti
nè odio avrò mai per amarti
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Profilo Autore: fgl  

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Ho mutato

 Cambiando pelle e misura.

 Pensavo di cambiare faccia e

 Non conoscere più nessuno

 Pensavo di poter credere

 Di essere Dio

 E Dio, Di essere me

 E di dimenticarci

 E danzare la morte del pesce.

 Come si diventa Dio?

 Chiede l'assassino

 Bagnato di vergogna

 Dopo essersi dichiarato tale

 Dio si disse la stessa cosa

 Quando dimenticò di

 Essere uomo

 E creò

 Diventando a sua volta Dio

 E luce della sua ombra.

 Dio ha dimenticato

 Di essere Dio

 Nella stessa forma

 In cui noi dimentichiamo

 Di essere umani

Ho mutato.
 
Bagnato di vergogna

Creò l Uomo

Diventando quindi Dio

Danzando la morte del pesce

Dio dimenticò di essere Dio

Pensava come cambiare faccia

Come si diventa Dio

Chiede l'assassino bagnato di sangue

E non conoscere più nessuno

E Dio di essere me

E creò 

Quando dimenticò

L assassino bagnato di vergogna

Ho mutato

Nella stessa forma in cui noi dimentichiamo di essere Dio
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Profilo Autore: radice_morale  

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C’è qualcuno che si chiami Pasolini in giro?

Venga, mi faccia presente se si è all’altezza dei tempi

 

E cosa sarebbe questa sarabanda di blattee voci

questo urinare continuo nei canali della premialità

 

Il Sahara è giunto finalmente alla coscienza

non più metafora, non più terrore

ma solco secco nel greto morto

 

Lo riconosci?

Era uno gnù l’ultimo anno

-a cui spezzò la schiena un coccodrillo-


La forza viva della dialettica

ha ceduto il passo a una cappa di CO2

 

Aborto d’uguaglianza universale

che scioglie i poli e travolge Pier Paolo

ancora una volta.
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Profilo Autore: fintipa2  

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L'acqua ferma frange
la luce riflessa

sotto un cielo terso

folaghe intente nel cammino
prendono il volo
sfiorano l'acqua creando cerchi.
ciuffi sparsi come vele protese
cigni neri dai lunghi colli
regali...nuotano silenziosi.
la laguna, nel suo profumo
si distende quieta sotto il sole
nel silenzio solo richiami
di germani in volo
portano i colori dell'autunno
e chiudono il giorno su' verso il cielo.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Poche volte ho pianto
le ricordo, le rimpiango.
È così facile piangere
che non riesco a farlo.
Ma la chiesa è piena
il silenzio è forte
si amplifica ogni rumore.
Io non devo piangere
la gente aspetta quello,
non devo piangere
neanche per un fratello.
Devo parlare, rispondere
non accettano un pianto.
Sono il più grande
sono quello più forte,
non devo piangere.
Non davanti alla morte!
Intanto, l'incenso brucia
e si alzano forti i canti,
bruciano anche gli occhi
e si sciolgono i pianti.
Ma io non lo posso fare
devo salutare, ringraziare.
Poi, la gente si allontana,
le pacche, i baci, i parenti...
maniglie, legno chiaro, fiori
e rimango da solo.
Un suo amico si avvicina
e mi chiama da canto,
mi dice qualcosa:
-Sai... vorrei non averlo conosciuto-
Ho pianto!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Pianto d’anima

rammenda il mio tempo,

sfuma meridiani di cuore,

infarina petali di cielo

ed il vento è un’arpa

sulle mie labbra di ghiaccio,

su questo straccio d’abbraccio,

fra questo bozzolo d’eterno disfatto

e mi manca il grano del tuo sguardo,

luce d’estate, quel senso di noi,

tramonto d’amor col senno di poi.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Le ore mi stanno a guardare e fisso il girotondo delle dita
Non hanno unghie a graffiarmi ma lo scandito battito di ciglio 
brucia sulle immagini all'ombra 
mentre si rincorrono le bestiole feline che tingono soli e lune
A volte penso a carezze mancate quando sembrava bastassero 
ed ora che mi circondano stelle e luna mi coccola il metallo dei miei quarantanove




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Quando
(Un qualcosa che indica il tempo)
 
Quando il sole..
Quando le stelle..
Quando tu..
 
Un melenso canto
Riempie il cranio di miele
Mi annoia dopotutto
Le api scaricano il loro ronzio arso nelle mie orecchie
Sono le marmitte della natura, meno fumo più stridore
 
Quando
(Un qualcosa cinto da una cortina rancida)
 
Penso ai vecchi, al loro bastone
Combriccole
Sbiaditi stampi gettati in un bidone
All'angolo tra una strada e l'altra
I gatti e il loro dannato pelo gli fanno da compagnia
Vedette sospinte da un istinto

Quando
(Ennesimo spiraglio di ricordo)
 
Si spegne il sole
Un altro balzo, un tuffo nel buio, tutto sembra compiuto
Ma poi arriva la Notte (ancora un luogo comune)
E i deliri
Le spanne che mi separano da ciò che cerco
Un tesoro riscattato
Spento, risoluto, aspettato
 
La necessità spinge a rielaborare la disperazione
 
Quando, quando
(Atto finale, rivelazione di Fideli, pipistrelli, cieli nebulosi)
 
È uno strano fascino
Quello dell'occhio lancinante della Matrona lattea
Cristo che bella la mia vita
Si perde in purezza e inerzia
 
La mattina-miraggio
Ricrea luce 
E poi veloce, rapido, scheggia la forca fa testimone
Del suo meccanismo infante
Questo terrazzo bagnato è una bella atmosfera
 
Postilla temporalmente sbagliata
(Vi giuro che è la prima e l'ultima)

Dove sei amore mio?
Dove sei? Con le tue labbra, le tue mani
Ma meglio
Dimmi quando 
 
Ma questa è un altra storia
Non spetta a me raccontarla
Dovere di poeta
Io, umile fabbro mi congedo
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Ho paura dell'ignoranza,dell'arroganza.
Delle ideologie che vanno verso il limite,
di chi pensa di avere sempre ragione,
di chi non si mette mai in discussione.
Ho paura della finta saggezza,
di chi crede di avere delle certezze assolute,
di chi non guarda mai indietro,ma va dritto 
come uno schiacciasassi.
Ho paura della poca umanita',del poco amore,
di chi si sente invincibile.
Ho paura dell'indifferenza,
di chi pensa che il potere sia una protezione,
di chi pensa che il valore della gente si misura in base al denaro che possiede.
Ho paura delle anime aride che nemmeno la
la pioggia puo' ammorbidire.
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Profilo Autore: Michelina  

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Neri come la notte
ma lucenti di stelle
eran i tuoi occhi o Venerina.
Piccolo frutto, che cadesti
insieme al fiore.
Qual sapore avresti avuto?
Quali semi avresti dato?
Dicono: per ogni vita
Un progetto già ci sia.
Io mi chiedo, Padre Grande
Qual compito le desti
che sii presto lo compì?
La mandasti a sua famiglia
perchè ne avesse gioia grande.
Mai creatura ho visto in terra
più gioiosa e spensierata.
La mandasti, comunque sia,
perch'io ne avessi
quest'eterna nostalgia.
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Profilo Autore: Ibla  

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La partita iva per fatturarti il mio amore? Scusa

non ho capito, in che senso? Non so come funziona

c’è un tariffario? Un tot per un ti amo, “ x” per un bacio,

“ y” per una poesia, per una notte di sesso ci vuole

una variabile complessa? Ho capito che fai la commercialista

ma c’è un limite a tutto. Però se dici che un abbraccio

posso detrarlo dalle tasse e mille baci come Catullo

equivarrebbero a una fortuna, magari provo a darti retta.

Ti chiedo amore di calmarti, non mettermi troppa fretta

avrai pure bisogno di fare girare gli affari, ma io da grullo

non vorrei passare. Perché se una notte sono uno straccio

e mi addormento di sasso, non presentarmi la lista

dei soldi persi. E poi, ci sarà pure un massimale

una volta superato, dico, a settembre, che faccio?

Metto il lucchetto e tu? Niente calze a rete e perizoma

una tunica a coprirti il corpo, in segno di resa.

 

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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