È una specie di super latte, l’acciaio lo fa ridere
Prende un bambino ancora col cordone e lo riempie di cheap
Il primo vagito è già premio Nobel
Eh sì, l’idea della vittoria è vitamina per cellule in formazione
Deve essere chiaro che vincere è ciò che conta
A qualunque costo
A poppare lenti si rimane tra i folli, gli ebeti, i normali
quelli che non avranno l’aumento di stipendio
I perdenti insomma
A cui sarà tolto pure quello che hanno
Poppando veloci s’impara la lezione
Sono necessari denti affilati e sostituibili
Ne ho visti già cariati accettare il destino senza lamentarsi
I nuovi invece ridevano dei poveri cristi
delle prestazioni da ‘900
neonati con la gengiva senza eruzione
le mani aggrappate al seno
gli occhi che non si staccavano dal paradiso

Ti guardo:
hai l’adagio
di un viaggiatore silenzioso
mentre assaggio l’aria
che spettini con le mani
in questo donarti e toglierti
lucente nel buio
in quell’assolo avvincente
di una forbice che incide sogni
variando l’apertura e l’intensità
del tuo giardino fatato,
delle cose donate, delle spighe d’oro
mai imbrigliate
solo accarezzate dal vento
e dalla luce del tuo cammino.
Sei quel ramo rilucente di chiarore
che si spinge
dove s’addensa il cielo
ergendosi
verso un sentiero non tracciato.
come Mario amò la sua adorata Tosca.
Amore folle e incondizionato
manco dar tempo rivoluzionato.
E t’amo ancora, che me lo chiedi a fà,
amà è pe sempre, nun pe cojonà.
Te sembra strano possa durar tanto ?
so stato vittima un dì di un incanto !
Se nun s’abbassa a soglia dell’amore
è che nun posso levatte da sto core.
Ma…
Che vale amarti, mi dorce duchessina,
s’io nun sentissi in me, ogni matina
er foco della fiamma che divora
dentro de te come candelora.
Si nun c’è sta trasporto tutto vola,
amor nun è, è solo “brodo e fagiola”.
Stringe il cuore in una morsa
si frantuma come cristallo
mille schegge brilleranno
e nell'aria si espanderanno.
al suo posto un vuoto cupo
come tenebra rimane
nessun battito divampa
ormai nel petto.
e l'anima continua
imperterrita il cammino
sostenuta solo dal vento
che la regge come spalla e violino.
crollan ponti
lungo il fiume
e il fuoco ormai s'accende
nella notte senza stelle
che io possa ancor sentire
il tuo battito ribelle.
Chissà se a casa tua distinto signore col panama
ti sorprenderebbe così una lucertola -
l'hai vista appena adesso guizzare
veloce sotto l'arco di un tacco bianco
Vedi la poesia com'è poetica, mi dico -
annunciavano soglie
sudore saguigno,
sull'acqua galleggia

che non hanno bisogno di commenti
poesie tristi
piegate ai sentimenti
poesie da smarrire gli occhi
da trafugare l'anima e poi scappare.
Ci sono poesie
che non hanno bisogno di applausi
una lacrima, due sospiri
e mille liturgie del cuore
sono poesie solitarie
dimenticate già domani.
Ci sono poesie
che non hanno bisogno di spiegazioni
sono avvolte nella malinconia
di poeti sbandati
vittime e carnefici
sono preghiere di poeti falliti.
Ci sono poesie avvolte nel silenzio
come foglie al vento
nel viale degli illusi.
Ci sono poesie noiose
come questa mia
che non cercano consenso
ma muoiono nel cuore
come la luce in un amore eterno.
E' cosa mia,
d'archi
ginestre
roseti in tempi arcani
Pietre ad osservare un rio
che di montagna veste teli matriarcali
nei quali, riconosco
sguardo, immagine,
peccato di chi di morte non sa morire
E' gioco d'acacia
al quale han dato nome
ma qual sia non so
è ballo.
Fallo con me
prima che assorba notte il fiato
e molli carne molle la catena.
L’ultimo giro d’occhi
e torni per un lampo verde madre.
Io terrò insieme membra e mani
come tamponi sulle piaghe
di baci a guance nude.
L’ultimo giro d’occhi
per veder l’orto ridere di fiori
di zagare e zampilli d’acqua luce.
Il libro rosso, un sogno di scintille
che odorano di pane.
L’ultimo giro d’occhi
sui pampini d’estate
ai corvi nelle stoppie.
M’arrampico sul ramo
di fico - sembra carezzi casa.
L’ultimo giro d’occhi
e scende a terra
l’ombra che peschi l’acqua
alla correggia, fresca
per le due prugne colte.
L’ultimo giro d’occhi
e tu sei stanca
nel vuoto verderame.
Da solo ballo
e perdo un’altra madre.
che i miei sogni volli adagiare
sulle dorate ali degli angeli.
Con lo sguardo di bambina
a lungo li ho seguiti. -Ma ora
che stanchi sono gli occhi
fuggono gli angeli in altri cieli.
Il mio sguardo sgomento, da qui
e per sempre, vedrà un cielo nero.
non lontano dai riflessi sede del cammino
l’angelo accorda l’arpa al vento del mattino
ormeggia presso l’ora dell’arrivo.
Traghettatore di sogni, orbo da condannare
travisa generoso il voler Reale:
“liberami adesso, sarai il mio signore, liberami domani e sarai mio servitore”.
Nulla la sua voce non la può ascoltare
il servitore salpa a bordo col Reale,
a lungo le sue gesta saran da raccontare
accanto al servitore nel suo viaggio verso il mare
“liberami adesso io sono il tuo signore, liberami domani e sarai il mio salvatore”.
Ma nulla la sua voce non la sa ascoltare
è come il frastuono delle onde in riva al mare,
a lungo le sue gesta saran da raccontare
cocchiere, predicatore, suddito e giullare.
Invece hai preso
una decisione più grande di te.
Una decisione
che ti ha cambiato la vita.
Forse era quello che volevi,
troppo presto sei diventata grande.
Una piccola donna
diventata mamma.
La più bella
mamma del mondo.
Una decisione importante
anche adesso
che le tue creature
sono diventati tre,
sei sempre quella
dolce e bella
bambina di un tempo,
nonostante tutte le avversità
della vita.
Un rapporto importante fra noi
legate forse dagli eventi,
un rapporto bello e sincero
ci capiamo, siamo unite,
ci vogliamo un bene immenso.
Sei una piccola donna
molto paziente
e desideri goderti la vita.
Affronti il mondo intero
con la tua grinta.
I troppi pensieri
affollano la tua mente,
ma non ti darai mai per persa
anzi...
Sei una vincitrice.
Una piccola donna
grande abbastanza
per reagire a tutto.
La tua vitalità
ti dà l'energia
che ti serve
per affrontare e sconfiggere
il dolore.
io vedo il buio.
Non voglio alzarmi e vivere,
voglio dormire.
Sento delle voci ma sono lontane,
parole senza senso,non sono importanti,
voglio il mio vuoto.
Non capisco la parola aiuto.
Voglio essere nulla,chiudere gli occhi e sparire.
Il mio corpo non e'il mio,non lo voglio.
Il mondo va avanti.
Non riesco ad uscire a cambiare.
Domani e'faticoso,
non riesco a pensare
nemmeno a dopo.
Sono stanca,stanca di niente.
La scocca, il cielo, quella freccia dalla punta bianca
vi compra sia la miseria che la nobiltà
e chi al suo banco la va comprare ...
presentandosi al suo cospetto da adulatore
esaltandone il suo splendore
essa si vende a tutti senza distinzione sociale.
Invitando a esibirsi gli esseri umani,
con parvenze da pavoni materiali
che pur di apparire vanno sin contro al rispetto
del loro intelletto,
per farsi vedere quanto sono belli,
mostrando dei corpi che invecchieranno
diventando agli occhi altrui banali.













