Avete visto come penetra nelle ossa il ventunesimo secolo?
È una specie di super latte, l’acciaio lo fa ridere
Prende un bambino ancora col cordone e lo riempie di cheap

Il primo vagito è già premio Nobel 
Eh sì, l’idea della vittoria è vitamina per cellule in formazione
Deve essere chiaro che vincere è ciò che conta
A qualunque costo

A poppare lenti si rimane tra i folli, gli ebeti, i normali 
quelli che non avranno l’aumento di stipendio
I perdenti insomma 
A cui sarà tolto pure quello che hanno

Poppando veloci s’impara la lezione

Sono necessari denti affilati e sostituibili
Ne ho visti già cariati accettare il destino senza lamentarsi
I nuovi invece ridevano dei poveri cristi
delle prestazioni da ‘900
neonati con la gengiva senza eruzione
le mani aggrappate al seno 
gli occhi che non si staccavano dal paradiso
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Profilo Autore: fintipa2  

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Ti guardo:

hai l’adagio
di un viaggiatore silenzioso
mentre assaggio l’aria
che spettini con le mani
in questo donarti e toglierti
lucente nel buio
in quell’assolo avvincente
di una forbice che incide sogni
variando l’apertura e l’intensità
del tuo giardino fatato,
delle cose donate, delle spighe d’oro
mai imbrigliate
solo accarezzate dal vento
e dalla luce del tuo cammino.

Sei quel ramo rilucente di chiarore
che si spinge
dove s’addensa il cielo
ergendosi
verso un sentiero non tracciato.
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Profilo Autore: Grace D  

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T’ho amata, è ben che tu lo riconosca,

come Mario amò la sua adorata Tosca.

Amore folle e incondizionato

manco dar tempo rivoluzionato.

E t’amo ancora, che me lo chiedi a fà,

amà è pe sempre, nun pe cojonà.

Te sembra strano possa durar tanto ?

so stato vittima un dì di un incanto !

Se nun s’abbassa a soglia dell’amore

 è che nun posso levatte da sto core.

Ma…

Che vale amarti, mi dorce duchessina,

s’io nun sentissi in me, ogni matina

er foco della fiamma che divora

dentro de te come candelora.

Si nun c’è sta trasporto tutto vola,

amor nun è, è solo “brodo  e fagiola”.

 
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Profilo Autore: Bronson  

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Stringe il cuore in una morsa
si frantuma come cristallo

mille schegge brilleranno
e nell'aria si espanderanno.
al suo posto un vuoto cupo
come tenebra rimane
nessun battito divampa

ormai nel petto.
e l'anima continua
imperterrita il cammino
sostenuta solo dal vento
che la regge come spalla e violino.
crollan ponti
lungo il fiume
e il fuoco ormai s'accende
nella notte senza stelle
che io possa ancor sentire

il tuo battito ribelle.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Chissà se a casa tua distinto signore col panama 
ti sorprenderebbe così una lucertola -

l'hai vista appena adesso guizzare
di traverso sul ponte dell'Aare, e via
 
veloce sotto l'arco di un tacco bianco
sparire tra le rosissime rose
di una vecchia canoa di compensato
appoggiata là dove la riva fa da prato ai giovani.

Vedi la poesia com'è poetica, mi dico -
in un giorno d'estate si sta ammalando a morte
e nessuno ci fa caso.








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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Linee svelte e schizzi sapienti
rivelavano spazi,
 annunciavano soglie
e libere scelte.
Ingressi,
 di un bianco più intenso.
Mondi,
 di un decorativo diverso.
Fu estate cocente,
sudore saguigno,
    orgasmo violento, ma senza ritorno.
Lì , al centro è gettato
il mio amore scordato;
l'illusione  appassita,
 sull'acqua galleggia
   come dolore allungato,
   come oggetto di seppia.

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Profilo Autore: Hera  

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Ci sono poesie
che non hanno bisogno di commenti
poesie tristi
piegate ai sentimenti
poesie da smarrire gli occhi
da trafugare l'anima e poi scappare.
Ci sono poesie
che non hanno bisogno di applausi
una lacrima, due sospiri
e mille liturgie del cuore
sono poesie solitarie
dimenticate già domani.
Ci sono poesie
che non hanno bisogno di spiegazioni
sono avvolte nella malinconia
di poeti sbandati
vittime e carnefici
sono preghiere di poeti falliti.
Ci sono poesie avvolte nel silenzio
come foglie al vento
nel viale degli illusi.
Ci sono poesie noiose
come questa mia
che non cercano consenso
ma muoiono nel cuore
come la luce in un amore eterno.


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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Perchè mi abbagli un libro?
E' cosa mia,
d'archi
ginestre
roseti in tempi arcani

Pietre ad osservare un rio
che di montagna veste teli matriarcali
nei quali, riconosco
sguardo, immagine,
peccato di chi di morte non sa morire

E' gioco d'acacia
al quale han dato nome
ma qual sia non so















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Profilo Autore: Aita Carla  

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L’ultimo giro d’occhi
è ballo.
Fallo con me
prima che assorba notte il fiato
e molli carne molle la catena.

L’ultimo giro d’occhi
e torni per un lampo verde madre.
Io terrò insieme membra e mani
come tamponi sulle piaghe
di baci a guance nude.

L’ultimo giro d’occhi
per veder l’orto ridere di fiori
di zagare e zampilli d’acqua luce.
Il libro rosso, un sogno di scintille
che odorano di pane.

L’ultimo giro d’occhi 
sui pampini d’estate 
ai corvi nelle stoppie.
M’arrampico sul ramo 
di fico - sembra carezzi casa.

L’ultimo giro d’occhi 
e scende a terra 
l’ombra che peschi l’acqua 
alla correggia, fresca
per le due prugne colte.

L’ultimo giro d’occhi
e tu sei stanca
nel vuoto verderame.
Da solo ballo 
e perdo un’altra madre.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Come rimpiango ora quel tempo
che i miei sogni volli adagiare
sulle dorate ali degli angeli.
Con lo sguardo di bambina
a lungo li ho seguiti. -Ma ora
che stanchi sono gli occhi
fuggono gli angeli in altri cieli.
Il mio sguardo sgomento, da qui
e per sempre, vedrà un cielo nero.
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Profilo Autore: Ibla  

Questo autore ha pubblicato 183 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Tra le desti sequoia e i cespugli spinosi

non lontano dai riflessi sede del cammino

l’angelo accorda l’arpa al vento del mattino

ormeggia presso l’ora dell’arrivo.

Traghettatore di sogni, orbo da condannare

travisa generoso il voler Reale:

“liberami adesso, sarai il mio signore, liberami domani e sarai mio servitore”.

Nulla la sua voce non la può ascoltare

il servitore salpa a bordo col Reale,

a lungo le sue gesta saran da raccontare

accanto al servitore nel suo viaggio verso il mare

“liberami adesso io sono il tuo signore, liberami domani e sarai il mio salvatore”.

Ma nulla la sua voce non la sa ascoltare

è come il frastuono delle onde in riva al mare,

a lungo le sue gesta saran da raccontare

cocchiere, predicatore, suddito e giullare.
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Profilo Autore: Clemente Valentino  

Questo autore ha pubblicato 18 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Eri poco più di una bambina 
un'adolescente, 
che voleva solo divertirsi.
Invece hai preso 
una decisione più grande di te.
Una decisione 
che ti ha cambiato la vita.
Forse era quello che volevi,
troppo presto sei diventata grande.
Una piccola donna 
diventata mamma.
La più bella 
mamma del mondo.
Una decisione importante
anche adesso 
che le tue creature 
sono diventati tre, 
sei sempre quella 
dolce e bella 
bambina di un tempo, 
nonostante tutte le avversità 
della vita.
Un rapporto importante fra noi
legate forse dagli eventi,
un rapporto bello e sincero
ci capiamo, siamo unite,
ci vogliamo un bene immenso.
Sei una piccola donna
molto paziente
e desideri goderti la vita.
Affronti il mondo intero 
con la tua grinta.
I troppi pensieri 
affollano la tua mente,
ma non ti darai mai per persa 
anzi...
Sei una vincitrice.
Una piccola donna
grande abbastanza 
per reagire a tutto.
La tua vitalità 
ti dà l'energia 
che ti serve 
per affrontare e sconfiggere
il dolore.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Dalla finestra entra la luce del giorno,
io vedo il buio.
Non voglio alzarmi e vivere,
voglio dormire.
Sento delle voci ma sono lontane,
parole senza senso,non sono importanti,
voglio il mio vuoto.
Non capisco la parola aiuto.
Voglio essere nulla,chiudere gli occhi e sparire.
Il mio corpo non e'il mio,non lo voglio.
Il mondo va avanti.
Non riesco ad uscire a cambiare.
Domani e'faticoso,
non riesco a pensare
nemmeno a dopo.
Sono stanca,stanca di niente.
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Profilo Autore: Michelina  

Questo autore ha pubblicato 209 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Io sarò questo. Un'aquila che scende sulla preda che dorme
Io sarò questo. Il fulmine, figlio della Natura, che infiamma l'albero
Io sarò questo. La cascata che spacca il volto di una roccia
Io posso essere mille persone
Io posso diventare milioni di cose
Io, suono. Io, urlo. Io, dolore
Ma il cielo può essere testimone
Lanciare i suoi occhi alle mie spalle
Un celeste cacciatore dalla faretra di nubi
La scocca, il cielo, quella freccia dalla punta bianca
E la mia spalla cede sanguinolenta
Le mie mani, una ragnatela di graffi, si azzuffano,
In un campo dove solo le mie grida sono vive, nemmeno io,
Alla ricerca di un granello di calore
L'ombra siderea si getta come una schiava
Sulle mie caviglie rigide, ormai non sento più nulla
«Vieni, bambina dagli occhid'immenso 
Bacia le mie mani, le tue labbra sono mani di santi
Tocca, sfiora, lacera la mia guancia»
Le parole si disperdono, raffiche viventi,
Tra i monti alti come il sole allo zenit 
Non ci sono angeli, né arbusti ardenti
Nessun fiume con acque salubri
Solo l'ombra e le sue bracciacaduche, il suo petto smaltato di luce e lune
Lei e le sue feroci suole di silenzio
Lei, pregna di incubi
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

Questo autore ha pubblicato 63 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Al mercato della vanità
vi compra sia la miseria che la nobiltà
e chi al suo banco la va comprare ...
presentandosi al suo cospetto da adulatore
esaltandone il suo splendore
essa si vende a tutti senza distinzione sociale.
Invitando a esibirsi gli esseri umani,
con parvenze da pavoni materiali
che pur di apparire vanno sin contro al rispetto
del loro intelletto,
per farsi vedere quanto sono belli,
mostrando dei corpi che invecchieranno
diventando agli occhi altrui banali. 
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Profilo Autore: Horion Enky  

Questo autore ha pubblicato 369 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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