di mondi non ebbi mai
ma nella mente volai
nel mondo inventato quando
sognasti il primo amore tu
e c'è che io ero lui
che ti teneva abbracciata tra
l'erba e il cielo
mentre tu sorridevi e inventavi
questo mondo tuo
era ormai il 1996
dimmi ora di quel tuo mondo
che te ne fai?
Sei di altri mani e altre voci
ma dimmi ora: mai ti ricordi
di noi?
Di quando inventammo l'amore
di quando scappammo dal mondo che non volevi
e ti trovai sui fili d'erba
era luglio lo ricordo
un pò più caldo ma come dire no
ai ricordi che riaffiorano stasera
a quel tavolo seduta tu con lui
ed io a guardarti sorridere
però tu mi vedi
mi sorridi, mi saluti e poi...
Come fu bello quel nostro mondo nel 1966
il racconto di una sofferenza.
Segni di un pezzo di vita,
segni di una grande paura.
Cercare dentro la forza.
Combattere il destino avverso.
Combattere,
combattere!
Stringendo i denti,
ma combattere.
La battaglia sembra vinta.
Sperando di aver vinto la guerra.
E poi là, con la mano rafferma e le labbra strette,
egli se ne andò dolcemente
salutando l'onda
Il poeta morì fra gli scogli
con negli occhi l'immenso
e un verso sciolto nel sale
lacrime destinate ai fondali
e parole portate dal vento
senza bisogno di fogli
e fu lì che bianche sirene
raccolsero le sue memorie
in un guizzo d'argento
e i delfini danzarono per lui
in un addio blu
accarezzando il suo ultimo pianto
in quegli occhi per un istante rimase
una storia d'amore appesa alle ciglia
prima del lungo sonno
poi un sospiro e perfino un sorriso,
soltanto dopo venne il buio
perchè la poesia non è solo scritta
Trappola d'amore
chiude la gola
strappa, lede
ma non lascia segni
virgola d 'aria
ti irrora e solleva
porta un calice di fiele
lo bevi
lo senti dentro te
ti corrode.
vortici di pensieri come eliche
e soffocante diventa il respiro
lenta la mano sale
si posa sul viso
ombra senza sorriso.
non affondare..
radici d'amore ti stanno intorno
aggrappati
fatti salvare
sono tenere braccia di chi ti vuole.
Brezza d’acquamarina, è nuda la tua corazza
una carezza di mattina, anche più d’una la ricordo
sarà che in cantina non ho conservato nulla
nemmeno la certezza dell’anonimato o il frullato
di sapori forti, liquori invecchiati, colori a spicchi
chicchi di melograno, gli occhi a perdersi
verso la curva dell’infinito, in questo godersi
il momento, carpe diem, ora e subito, da vecchi
col cuore d’adolescenti, procedendo di lato
prima d’ingranare la marcia, seme e culla
dell’abbraccio futuro, baci a ondate, a bordo
della goletta verde, dentro la tua tenerezza.
Si immerge nell'oceano
Rimane aggrappato alla superficie
Cercando, gobbo, la luce del sole
Tra i raggi filtrati avidamente dal vetro
In ogni attimo
Il mare gli strappa una parte di se
Le sue ali si dissolvono
La sua piccola anima glaciale
Affoga affannata
Il suo cuore viene lacerato, sciolto
Di quella anima vivace e trasparente
Incastonata nel ghiaccio
Non rimane più niente.
Era Una piccola goccia che amava volare
Una farfalla del mare
Che al tramonto si tingeva di arcobaleno
E si librava spensierata nel vento
Una figlia dei cieli
Rapita dal gelo
Morta rinchiusa.
Di lei rimane solo una manciata di bollicine
Che rapide raggiungono la superficie
E ritornano al cielo
l'appendo al chiodo.
Hai visto? Ci rinuncio.
Non badarmi più
Io non ti baderò.
Non verrò a cercarti
non ti parlerò.
Non mendicherò un tuo sguardo
come un cucciolo affamato.
Le tue dolci labbra
non forzerai al sorriso;
non per me almeno
che ci rinuncio.
Vado a sedermi
dove trovo un'ombra
oziosamente ad osservare
il nulla.
essenza sciolta in stille
"Io ti vivo sai, nei pori della pelle"
"Mi farò brivido dentro di te
per le tue vie di seta"
"E io lascerò tremare la carne"
"Il fremito di un fiore bagnato
da tiepida rugiada"
"come linfa scorre sulla lingua"
Nettare e miele da succhiare
nei pori della pelle
e dita appese come gioielli al pino
È sola la stagione che non è di quattro
ma d'un tempo rigido a sgretolarsi un nuovo autunno
Erano grida il vibrar di corde alla chitarra nel narrare già vecchi dolori
quando il sole ancora sorrideva alle mie ossa
mietendo tantrici e dissonanti accordi
Dopo che ce ne saremo andati
e le note speziate

Un uomo corre su un pianeta
Un lampione ha gli occhi raggelanti chini
Insonnia~Quante volte mi hai aiutato, amica mia
Di darti a me in sposa, con altre tue sorelle
Un cane sembra
Vide il suo padron che arrivava







