iride della mia luna ,
martoriato da lacrime di comete,
punteggiato da virgole di stella,
portato via dalla brezza del crepuscolo,
Riflesso di sogni scomparsi nella burrasca della mattina
Tu, cielo che ispiri l'anima di poeti che cercano in te la poesia
Tu,che ci sei e ci sarai sempre
Tu, che Intoni riflessi di luce visti da occhi sognanti
Perché sonnicchi amareggiato,
cercando ispirazione per la tua poesia astrale?
Ho visto un quadro di Chagall, vernice rosa credo,
ma la nuvola tirava carne
troppa per rappresentare un sogno
Visceri e futuro
tutto compreso in rate ventennali
una vita insomma con tanto di mano stretta
a sostenere un urto sul mercato
-Certo che la sposa lo seguiva
Strascico a parte e calze bianche merlettate di piastrelle
Come potrebbe un sogno divenire casa e figli?-
Appeso al vento trascinava il lavorio di ape
Amore
Anche il poetare- ho letto una metafora degna del suo sangue-
E la chitarra in pezzi
Che ogni corda se la cantava
Come si è supposto e come spiega l’impiegato
Come parla l’intermediario e la rossa proprietaria
Ci penserò, ma da pensarci c’è ben poco
Chagall millanta favole e tu non lo sapevi
In quanto a impatto morbido sui fiori
C’è solo da pagare
Fino all’ultimo centesimo
-Come è possibile estinguere il senso di colpa
In assoluto, dico, non di padre?
Interpretare i sogni è una maledizione
Quella dei colletti bianchi sul pianerottolo a sigillare
Ti porta via la casa
E poi c’è marzo, soffierà potente negli spiriti,
non stiamo anche noi nel gioco?
Acqua
mano candida espandi l'acqua
come pioggia sulla terra
come fecondo seme
dona risalto con il soffio
crei l'onda
e sul fuoco sei regina
il capo fai chinare...
Aria
braccio vigoroso sostieni il vento
alita forte della terra e' sollievo
nell'avvampo di fuoco dai alimento
nulla puoi contro il mare
ma già muovi il suo corpo
e crei uragani.
Terra
dei tuoi piedi sulla nuda terra lasci impronte
zolle umide s'impastano
e come roccia ti trasformi
soffia il vento e in minuscoli
granelli ti accompagna per il mondo
e del fuoco sai tenere alto il capo
nulla può su di te
Fuoco
testa scuoti e agita fiammelle
sulla terra puoi morire
non puoi crepitare
ne sull'acqua ne sul mare
ma di vento nutrirti
ed espandere la tua voce.
gli elementi sono ora uniti
sono schiavi di un sol corpo
ma non abile ancor di domarli
esso è...l'UOMO.
Quanti passi dovrò fare nel mio destino,
sul percorso della vita e quante volte dovrò percorrere la mia strada, ...
per sapere dove mi porta.
Ivi incontrerò un giorno il mio futuro,
al quale lascerò raccontare della mia sera e curiosamente gli chiederò:
"Cosa si nasconde dietro la porta degli ologrammi?"
Forse sono lì conservati tutti i miei giorni vissuti.
Solo lui ha la chiave che apre tutto il sapere e che,
minuziosamente, vi è stato vergato sulle pergamene degli antichi sapienti.
Solo dopo tanti passi e strade calpestate,
imparerò ad onorare e comprendere la via maestra del sapere,
essa non più lastricata solo di buone intenzioni,
ma costruita sulla modestia e sull'umiltà.
How many steps I have to do in my destiny,
on the path of life and how often must I go my way,
to know where it takes me. I will meet there one day my future,
which let tell my evening and curiously I ask him:
"What lies behind the door of the holograms?"
Maybe there are preserved all my days lived.
Only he has the key that opens all knowledge and that, minutely,
there was penned the scrolls of the ancient sages.
Only after all these steps and streets trampled,
I will learn to honor and understand the main way of knowing,
it no longer paved only with good intentions,
but it built on modesty and humility.
strisce sottili di luce
formano aghi di ombre
taglienti come lame
fan strade di incubi.
È solo il negativo che si traccia a penna sul foglio
non c'è colore nell'inchiostro del poeta
anche l'amore porta le chiazze scure delle sue insicurezze.
Da quando si scrive per dire che va tutto a gonfie vele?
persino la natura incontra l'uomo nei suoi tragici eventi
dolce com'é
anche Il mare manda in ginocchio le sue navi,
si è cantato di quello
madre matrigna
uomini che non dominano le tempeste
mai
la tracotanza dell'uomo ha sempre incontrato la sua nemesi.
Non c'è sussulto,
nelle parole felici
non ci credi
la malinconia mi dice quanto basta per esserlo
senza dirlo,
nasconderla la felicità
ripeterlo mai
di essere felici,
spiegare quanto sia bella la vita
non è mai
il momento di dirlo
marchiare in codici i motivi della felicità
come han fatto stella per stella
non si è mai
messo a leggerli nessuno
nel buio
la trovi come tra le parole di un poeta
ha la malinconia tra le mani
il nero in maggioranza
sai leggere
fuori dalle parole
lì negli spazi bianchi
la senti tutta
non ha bisogno di scriverla
mai
è felice di vivere
e dirà sempre il contrario.
Scherzo ...
fragranza che sbocci.
e il suo rebus prezioso.
« Compagni! Noi vi dichiariamo che il trionfante progresso delle scienze ha determinato nell'umanità mutamenti tanto profondi, da scavare un abisso fra i docili schiavi del passato e noi liberi, noi sicuri della radiosa magnificenza del futuro… »
(dal Manifesto dei pittori Futuristi)
Che cosa importa
se l’universo non ci fa caso?
se solo la poesia infonde poesia?
e se questi lunghi momenti di oblio
mi rendono irrequieto e precipitoso?
Non so percepire la distanza nel tempo,
e non esiste conforto per la mia ferita,
e tutte quelle piccole lune elettriche
sono proprietà di pessimo gusto.
Istante per istante anche il furto
si è fatto principio artificiale,
e il futuro è avanguardia,
e l'impatto è violento.
La corte dei miracoli
però, comunque,
per sfortuna,
siamo noi:
che tutto
è permesso,
noi che la parola
è in libertà
e che
il buio
è luogo
di guarigione,
noi che la memoria
è come non esistesse.
Agitateci col lavoro,
col vostro occhio
mercantile,
con
la
vostra
velocità
di caduta,
fate pure.
Che
a noi
basta
il fervore
di un sogno
per banalizzare
la fallacia delle vostre
macchinazioni oggettive.
Anime ormai robotizzate
perse in labirinti cosmici,
vagano e scavano...
catacombe per automi,
nel futuro di mondi criogenici.
Mentre corpi ibernati
sospesi nel presente,
aspettano partenze
di astronavi temporali,
che svaniranno nello spazio
di un battito d'ali.
L'umanità ormai ricordo remoto,
il cuore un reperto storico.
L'amore puro gioco virtuale.
I sogni intubati in macchine perfette
che rinnegano la morte,
illuse non arrivi mai
il giorno della distruzione.
Ho già visto il futuro tra muse cibernetiche...
Follie nucleari attendono
l'esplosione degli ultimi poeti...
Lavorano sempre fino a tardi,
non hanno tempo neanche per i figli.
Quelle lacrime figlie che piangono e ridono,
che si fanno rigagnoli fino a scavare i loro solchi.
Queste lacrime che non hanno mai tempo
per l'amore.
Esse vanno sempre di fretta,
chiudono i loro affari fino a farsi consumare
dal vento dominante.
E non ridono mai, non dicono mai niente.
Queste lacrime che troppo spesso dimenticano
che le loro nobili radici sono gli occhi.
a far sanguinar la bocca
arroventare il naso
addolcir il gusto
corse sotto il sole
abbandonati presto i fiori
lasciandoli senza parole
Penzolano
come orecchini al ballo
fanno belle coppie sulla tavola
attorniate dal pompelmo giallo
dalle banane uguali
dai limoni naturali
Ospiti volanti
han visto il banchetto
come non capirli
il colore fa il suo effetto
presto a raccoglierle
una torta aspetta
devono arrivare i ragazzi
dalla fine della scuola
vengon di fretta
Il profumo soave e caramelloso
rincuora il pomeriggio dal cielo impetuoso
esce dalle finestre
richiama i passanti
calano le ciliegie
ce ne son per tutti quanti.
e nudo d’anima
al cospetto del silenzio.
Mi scrive dentro
questo scrigno di nebbia,
sfregio di rosso papavero,
naufragio di cuor solitario.
Respiro un germinar di luce
fra canovacci di sguardi,
appuntamenti di parole
fra appunti di cielo stanchi.
Trema bocca d’inverno,
calice di bianca marea,
siam grano d’universo
fra gli autografi del tempo.
Ero ragazzo all'ora
e sognavo come tanti,
bastava solo un bacio
e ti eri già innamorato.
Erano tempi in cui
non si pensava a niente,
sull'erba a far l'amore
o al caldo di un falò
accesso sulla spiaggia.
Era il tempo delle mele
non solo dentro un film,
ma tutto era vero,
a volte quell'amore durava pochissimo,
il tempo di una notte
e poi non ti vedevi più.
Ero ragazzo all'ora
la mia testa era solo musica,
avevo poche parole,
ma tanta gioia dentro il cuore.
Anch'io con un solo bacio
mi ero innamorato,
non è bastata una notte,
perché con quell'amore
ci sto passando la vita...
e fan sentir l’anima sporca a chi le subisce.
Un ladro di felicità che si maschera d’angelo,
... confondendosi nella vita quotidiana.
Mostro dagli invisibili artigli di una mente perversa,
stupratore di gioia, non dona mai niente all’amore.
Crudele al sol fin d’appagar un ignobile istinto,
cattivo maestro che non sarà mai di buon esempio.
Nefasto nei sogni, spacciatore di incubi,
gratti via la pelle ricoprendola di profonde cicatrici.
Non guardi mai negli occhi le tue vittime, li spegni d’ogni colore,
divenendo per coloro che incontri il peggior carnefice,
rendendo insostenibile la vita a chi con violenza l’hai rubata,
facendo si di desiderar d’esser mai nata.










