guarderemo nelle nostre tasche
se non sporchi spiccioli di vita
riflessa nel fuoco che brucia
dietro la montagna dell’ego.
… Che cosa offriremo ai nostri figli
se non solo l’eco
degli anni delle nuove albe
che partorivano conquiste
e giuste speranze.
... Sotto i ponti, inghiottite
e contaminate, esse sono annegate
con le fatiche di chi aveva spianato
le strade sterrate.
… Cosa guarderemo allo specchio
se non coscienze corrotte
rapite dal riflesso
di quel dio che oggi mina il mondo
e le nostre anime…
si riveste di maestà
e non c’è competizione.
Non val ragione alcuna,
né sacrifici ed olocausti tutti.
D'eternità si esulta
in cielo e non in terra,
qui vige una guerra
che non finisce mai
in quel mare di guai
che ci siamo inventati,
di cui siamo padroni
stolti predoni.
Eppur se penso,
oltre quei confini
mi si sazia il cuore la speranza
quando nel privato,
solo in una stanza,
prego.
Un modo apparentemente incruento
Dal tir al suv, il prossimo con un autobus di linea
o magari con la bici armata di rostri? Difficile dirlo
c’è anche la fantasia del male, in principio furono
gli aerei, magari in un giorno del futuro sarà un’astronave
lanciata a bomba contro l’ingiustizia, a dirla come Guccini
nella Locomotiva, non è che è lui, l’ideologo del terrore?
Il grande vecchio degli anni di piombo, anche se allora
vecchio non era, magari un pm ci costruirà un’inchiesta
o un’artista ci farà una retrospettiva, guardo dalla finestra
e vedo il trionfo del surreale, la fiducia messa in mora
la speranza viva solo a Carnevale e le signore
col velo che hanno fatto voto di castità agli spazzacamini
della città del carbone. Ci provo a cercare una chiave
qualcosa che spieghi gli eventi, se i bambini non corrono
più, ma giocano alla play, se nessuno sente l’urlo
che rimbomba dal cielo, quando finirà questa apnea?
Illusioni
che come un' eco lontano
vagano nell'aria satura di dolore.
imbrogli e grovigli di pensieri
che si spaccano contro rocce di sale
e l'inganno della mente si para
come verità.
e tu credi
come bere acqua
ad una fonte pura.
illusioni da non dare importanza
ma solo una timida speranza
che chiude gli occhi e immagina.
immagina ancora baci da donare
e un cuore che come sole e vento
riempie il vuoto.
mani che tremano d'istinto
per costruire quell'equilibrio fragile
che taglia il viso e annienta il cuore.

Ripongo, in ginocchio,
un fiore di gocce:
figlio d'occhi pietosi,
che colano ciechi
all'ombra di piedi
bucati,
mani rigate...
colpe senza peccati.
Chiedo respiro:
un piccolo spazio
di sole tra me
e l'io...
un cielo a cuscino,
dove riporre il capo
prima del sonno
con Dio.
alla guida di una panda.
Mi manca, Papà, la tua costante presenza.
che son' taciturni e gritan',
che danno la coscienza,
il caldo della vita,
le paure e i dolori,
provocati dalle gite,
che ti fanno amare
con le lacrime sincere,
che ti fanno soffrire
dalle bugie,
parole dal cuore,
le erbe alle vie,
parole, le tue,
le sue, le mie,
parole, le mollecule del cervello,
le note delle musiche sapute,
parole, che colorano il bello,
parole, i fiori muti,
parole studiate o insegnate,
credute o scordate,
parole, le forze dalle quali il cor batte,
parole, le gocce del sangue innato.
parole, che io da te ho sentito,
parole, che tu da me hai nascosto,
parole, secondi della vita,
parole, delle sorti nostre,
parole, preghiere della speranza,
parole, i gradi ricamati dal tempo,
parole, fiduce degli increduli,
parole, vittorie del Rembo,
parole, sconfitte dei gentili,
dei buoni , dei docili e dei romantici,
parole, le pitture e i cantici.
Capirò di non morire mai
Se la vita è un filo astratto
Non ho visto kaki quest'anno, da giorni,
la prima volta
quando nel cielo c'era l'arcobaleno.
Da poco la pioggia aveva cessato
e un ultimo tuono apriva il cielo
lasciando uno spazio d'azzurro velo.
Dettò parole che filtrarono subito
al cuore.
Parole d'amore
era tutto vero,
la pioggia, il sole e l'arco nel cielo.
Lei disse ti prego non farmi male
la prima volta che sogno l'amore,
il primo bacio a te l'ho donato
nessun altro ho mai incontrato.
Parole d'amore
quel mattino che all'inizio sembrava foschia,
due cuori battevano sempre più forte
dentro un paesaggio
che pareva un miraggio.
Un soffio di vento
dentro un cielo d'amore
non era un miraggio
era tutto reale,
un incontro di sguardi
di baci e carezze,
il sole svegliò di nuova vita,
ora si che la donna
era donna infinita...
nel buio della notte giocano;
un intermittente mosaico a dipinger l'oscurità.
Luce artificiale,
di uno spettrale microcosmo,
illumini corridoi vuoti e sterili di vita disadorni.
Svelar tu suoli
gli animi colmi d'amore
che mal sostengono lo sguardo del dolore e la sofferenza del cuore.
Sacro oblio giunga,
la penombra avvolga i vostri tristi giorni,
mesto preludio e sogno di nuove albe o inesorabili tramonti.

Siamo tutti assediati
in un mondo che si combatte
e come prede e pedine ci mordiamo,
serpenti aventi bisogno d'espellere
il veleno in un circolo vizioso
che chiude un crudele cerchio.
Figli e figliastri
[di cui non poter mischiare il seme]
che si combattono
in questo tempo di migrazioni,
di lampi viola, di canti funebri
di mistificazioni e d'ipocrisie
vissute in tempeste d'astrazioni
e di massacri attuati sotto un cielo impassibile
e all'orrore incomprensibile
perpetrandosi da una parte all'altra del pianeta.
Un incubo devastante
coinvolgente tutti in questa crudele ordalia
velata di nebbia nel sentore del clangore.
E' tempo di risvegli da ponderare
nella ricerca di un rimedio
a queste stragi ad intermittenza
per non essere dal demone risucchiati
nel gorgo della barbarie
e dell'annientamento.
nel mentre una tempesta di pensieri
è un vortice che affolla la mia mente
fermando al cuore i battiti, i respiri.
Ti cerco dentro il buio strapiombato
all'improvviso... il peso dell'ignoto
assorda rimbombando ogni minuto
il male che ha causato l'attentato.
Poi sento la tua voce e la tensione
si scioglie ma rimane nel profondo
uno sconforto, il senso dell'immane
sciagura che ogni volta smura il mondo.
Vite spezzate da semi di terrore
Erano fiori, li avete recisi brutalmente
Sento le lacrime ed un urlo prorompe :perché ?
Il cuore è agitato ed il sangue con impeto disegna una parola : vendetta
Poi guardo Te, il Tuo dolore di Padre di tutto e tutti
Mi zittisco continuo a non avere i miei perché ma dall'anima sgorga una preghiera
Tutto nelle Tue mani, tutto nelle Tue mani













