L’anima è una zattera

di cielo scremato,

vernice di stella

la nutre d’estate

ed un capriccio

di sguardo incantato

la tesse d’azzurro

come arpa di musa

fra labbra riflesse

in chicchi d’asfalto.


Parole di mute stagioni

son falene all’orizzonte,

grafite di grandine

le inurba di cuore

ed il pensier mio

naviga come virgola

di sole amaranto

in questo tenero canto

di mare affamato.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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M’ignora la luce,

le bacia la schiena

le fascia la chioma

luminosa di bionda

e m’induce altrove;

affonda ogni cosa,

distorce e porta via

l’onda greve

dei miei anni.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Ho già deciso. Sarà una poesia del tutto inutile.
Per ottenere il contrario avrei dovuto forse
restare alla finestra ancora una buona mezz'ora a
guardar fuori un albero, più verdino dell'altroieri,
slavato oggi dalla pioggia domenicale. E lì avrei potuto
- sempre forse - ripensare al viaggio di Annina che
in sogno ho mandato stanotte avanti e indietro da Ginevra,
poverina, a toccare l'Isola e ritornare

chiederle cosa trovò
se era là il mio cigno,
se un gentiluomo per caso parlava alle magnolie,
o alzando l'ombrello si scandalizzava già
per il campanaccio dei tram.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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… Si spalma di calma l’aria
 poi tace, ma a goderla solo il mare,
disteso come un Ercole a riposo.

… Il silenzio indossa vibrati d’ali e,
sulla scogliera, sfilano danze
di becchi stridenti.

… Il giorno è sempre un dono,
porto da timide braccia di sole,
sveglierà l’affanno,
la delusione delle speranze,

perché i dolori del mondo
non dormono mai oppure
hanno sonno breve.

… I resti della notte,
portati via da una ramazza,
il profumo di fresia e il salmastro,
la brezza e l’odore di pace,
tutto arriva a conforto dell’anima.

… E questo mare ancora dorme,
alle carezze leggere di remi
che sperano.

… E il mio silenzio, ora, si fa voce
“Dove sono i pensieri tempestosi,
le ansie che assalgono? ”

… Oh, se tutte le ore portassero
questa pace…
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Profilo Autore: Giò  

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La gente di oggi urla banconote
le persone sono morte
Il tempo per le storie è finito

La speranza è rimasta nella culla
Nelle dolci persone che prendono sonno
Pensando all'amore
A dolci pensieri non cartacei
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Profilo Autore: Marco  

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Come tuo solito perso
nel contare il da fare
in questo cielo blu terso
della notte da esplorare
come il mondo sommerso
in cui vuoi strutturare
quell’animo deterso
e ogni colpa emendare
ma in bel modo diverso

succederebbe anche al mare
in cui ti immagini immerso
senza bisogno di respirare
nemmeno all’aria riemerso
pur non sapendo nuotare

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Profilo Autore: luigi  

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Sebbene non ci siano
elucubrazioni e neppure remore
ogni cosa e' nebulosa
coperta da una nebbia fitta e bagnata.
dove nulla fa intravedere
solo stalli e mute parole
ferme su labbra asciutte
rimangono come stille di rugiada mattutina.
chiara la mente lavora instancabile

avvinta come carta moschicida.
ma non più s'aprono
fessure e ovattato pure l'orecchio
si stacca da ogni suono
e il silenzio assordante
ricopre ogni senso

che vibra senza muovere niente.
attimi di immobile follia
sopraggiungono a far tacere
anche il cuore.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Di luce respira il giorno
nella carezza dell'equinozio
notte e dì equamente divisi
plasmati nello splendore della natura,
nel profumo dei fiori urlanti i loro colori
e la loro bellezza spiccante
nel verde dell'erba.

Ali in volo e trilli di uccelli
in canti e richiami
salutano la nuova stagione
nel rifulgere del sole
che allieta i passi dei giorni.

Passeggio tra i viali della città
leggera e col cuore colmo di letizia,
tutto è luce, tutto mi sorride.

Non penso alle cose perdute
ma apprezzo ciò che ho salvato:
gli affetti, il candore delle cose minute
divenute ora importanti.

Oggi il suolo s'accende al cielo
e si riflette in un chiaro lucente:
è un inno che io sento vibrare nell'anima!
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Profilo Autore: Grace D  

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Il falso è d’autore e il vero è di uno sconosciuto

i girasoli guardano al tramonto e i mangiatori

di patate sono al verde. C’è la fatica nei campi

di grano e il turbinio delle onde nel cielo notturno

la casa è gialla e identica è la stanza nel giorno

del litigio. Le stelle si specchiano nell’acqua, lampi

di bellezza eterna, i tavoli dei caffè sono fuori

nella notte di Parigi, nulla però è sopravvissuto.



La luce è tutto, ora sospesa, spesso abbagliante

è l’anima che si specchia nella natura e la guarda

nel profondo. Gli innamorati si tengono per mano

ma sono lo sfondo, l’amore non è centro del mondo

è uno schizzo rubato al tempo. C’è un perché e un quando

è l’istante a stampare la scena, chi è folle e chi è sano

la quotidianità può essere genio, se s’attarda

se aspetta che il sole sorga e che sia potente la lente.



Molti non capiscono, perché non è ancora il momento

o perché c’è uno schema da rispettare. I canoni

della bellezza e quelli del denaro, tutte sciocchezze

che diventano pregiudizio. Quando cambia la scena

è tutto più chiaro, il motore non è in folle e la catena

è spezzata. Non c’è una data scritta tra le brezze

dell’esistenza, le foglie volteggiano e i costoni

delle montagne restano. Tutto il resto è talento.
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Profilo Autore: mybackpages  

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E’ vero. Certamente non è bello sentirsi  ripetere questo ritornello solo perché, a volte, non siamo nella forma strepitosa di sempre.  E’ sempre un’auretta assai sottile come la calunnia di Rossiniana memoria. Anzi, con questa ha molti punti d’incontro. Tant’è che ci si vede affibbiare  l’epiteto di fannullone, dapprima pian piano, poi sempre con maggiore convinzione. Ecco perché ci vorrebbero molti don Basilio in più per metterci in guardia ! In fondo per me si tratta, nella maggior parte dei casi, di semplice pigrizia che non ha bisogno di frasi così roboanti, da arrivare a scalfire il buon nome di una persona. Si, la conosco bene questa situazione, a dire il vero, perché ne fui affetto ancor prima che nascessi e trovai subito chi me ne scaricò la responsabilità. Il fatto è che la cicogna che mi aveva in carico, se la prese comoda ed io mi presentai dopo più di dieci giorni alla vista dei miei genitori. Subito le malelingue tra parenti ed amici iniziarono ad elargirmi quella frase, accompagnata anche da un sacrosanto (per loro) “vagabondo” ! Quello fu l’inizio di una sequela impressionante di volte in cui mi fu ripetuto ! Esempio ? Mia madre aveva poco latte, bisognava suggere a fondo per farlo venir fuori ed allora feci capire di preferire la nurse che di latte …traboccava. Che male c’era ? Per non parlare dei pannolini, abitudine che tenni fino a tarda età…infantile. Finalmente andai a scuola.” Andai” è una parola grossa, mi ci portò mio padre in bici, pensate, era distante circa trecento metri da casa mia ! Da persona responsabile, però, non volli approfittarmi della generosità paterna ed allora, ogni giorno, io portavo due merendine con me di cui, una (animo nobile!), la donavo ad un mio amichetto che in cambio mi portava la cartella ! Negli anni a seguire fui un modello. Chissà quante donne si sarebbero scambiate con mia madre, non consumai un calzino o un paio di scarpette per il semplice fatto che non amavo stare con i miei coetanei, abituati a sprecar energie dietro ad un pallone o lasciandosi andare in salti o piroette estenuanti. Preferivo rimanermene in casa ad attaccare le figurine sugli album…un pacchetto al giorno giusto per non sentirmi la lingua appiccicata dalla colla. Poi, come c’era da attendersi, la metamorfosi. L’età degli ormoni non da scampo ! I venti impetuosi della passione  mi trascinarono nel loro gorgo e ne fui travolto. Quello che mi distolse principalmente dalla vita sana, equilibrata e metodica che conducevo comunque fu il problema di trovare la materia prima, le donne ! Che poi, mica erano nascoste ! Ma per trovarle bisognava andare sulle spiagge, nei locali, in ogni dove di strano ci fosse al mondo ed imbarcarsi in gite, balli e attività varie che toglievano il respiro. Comunque, sotto il pungolo dei benedetti ormoni, cercai e cercai ed infine anche trovai. Ma commisi un errore e quindi…no…non la lasciai, la sposai. Raggiunsi, perciò il mio scopo. Infatti, sirene malevole mi avevano fatto intravvedere ciò che capita a tutti gli uomini dopo il matrimonio e cioè una vita più rilassata, senza tanti sconvolgimenti e la crescita, opinata, di una cospicua pancetta da sedentarietà. Così mi riappropriai della mia amata poltrona e della mia serenità. Gli amici pian piano sparirono perché, penso, temessero la presenza di mia moglie in casa più di quanto l’avessero temuta fuori. Insomma tornai indietro con gli anni fino alla mia seconda giovinezza. L’unica persona-amico che rimase fu il mio vero grande amico che mi aveva accompagnato nella crescita, assolutamente non in modo taciturno : don Gennarino, di ovvia provenienza. E’ stato il mio barbiere, uno dei pochi che aveva capito la mia indole .Ricordo la prima barba che feci da lui. Entrato nel salone lo trovai impegnato a servire un altro paziente. Mi accomodai sulla seconda poltrona, mentre lui radeva e parlava, parlava. Subito mi prese il gran dono dell’abbiocco e mi addormentai. Lui non mi svegliò, lo fece, con mia grande soddisfazione, quando sta va per chiudere il locale. Così nacque una grande amicizia basata sul rispetto reciproco. Io lo lasciavo parlare e lui mi lasciava dormire. Ora, anziano anche lui, alla sera viene a trovarmi a casa con gli attrezzi del mestiere, lingua compresa ! Con lui, devo dire, trascorro delle piacevoli ore che nessuno interrompe tranne gli imprevisti. L’altra sera ad esempio aveva appena iniziato a parlare e a me il sonno a calare quando all’improvviso, nella stanza, calò il buio più assoluto. Subito pensai ad un blackout, per fortuna, invece, si rivelo solo la bruciatura della lampadina. Il paradosso fu che ne avevo una nel cassetto di un armadio posto accanto a me ma…e chi ce l’avrebbe fatta a sostituirla ?  A quell’ora, con un ospite, il riposino che stavo facendo solo dal primo pomeriggio…tante cose, insomma. Quando, d’un tratto, don Gennarino si offrì per effettuare quel gravoso lavoro. Con un gesto di estrema audacia decisi di aiutarlo ! E meno male perché il lampadario era alto e nonostante la piccola scala, non sarebbe riuscito ad arrivarci. Allora, il buon uomo, prese la lampadina nuova e me la mise in mano dicendomi :

·       Ora voi salite in groppa a me, sulle mie spalle, io mi avvicino e voi cambiate l’attrezzo elettrico.

Così dopo esser salito sulle di lui spalle, ci avvicinammo, traballanti, al centro della stanza. Lo sentivo ansimare. Dovevo essere un po’ ingrassato gli ultimi tempi. Ma lui con tono cortese e con l’ultimo sospiro mi disse :

·        Ci siete ? Avete preso il portalampade ? Avete svitato la lampadina ?

·       Certamente, risposi un po’ affaticato

·       Ecco tenete il portalampade con la sinistra e con la destra avvitate la nuova lampadina.

Lo sentivo ansimare ormai ed ebbi l’impressione che non ce l’avremmo fatta.

·       Fatto ? – ormai gridava, stava proprio per mollare, ma io mantenni la calma e gli risposi nel modo più adeguato.

·       Gesù, don Gennarì, e se voi non girate ! ! ! !

Caro don Gennarino, siete un amico magnifico. L’unico a cui ho affidato questo piccolo segreto della pigrizia che mai diverrà dissacrante o diffamante. Che poi è solo un piccolo neo nel carattere dell’individuo. Molto comune in olti uomini. Ricordo quanti come me, mentre svolgevamo il servizio militare si “imboscavano” per non svolgere servizi pesanti, questa sarebbe pigrizia ?

Però ora, scusatemi, me ne torno alla mia poltrona e mi distendo un po’. Dopo questo esercizio di scrittura ho le dita doloranti. Le terrò al caldo mentre guardo la tv o meglio mentre dormirò un pochino sulla mia amata. Poltrona ! Cosa avevate capito ?



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Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La vita inizia recidendo un cordone ombelicale
la prima ferita, il distacco dalla madre
il primo pianto, medicato dall'abbraccio,
non è ancora vera frattura
poi però il primo addio morde l'anima
un taglio netto, profondo, sanguinante
quello irrevocabile, definitivo
e ne verranno altri, pochi o molti,
un amico che va e non ritorna
un uomo o una donna amati
che non si voltano più indietro
svaniti nelle spire del tempo senza un saluto
perchè , per quanto amore ci leghi,
tutto è destinato a finire prima o dopo
esattamente come le stagioni,
anche quelle che sembrano prolungarsi...
La verità è che il ciclo per continuare
paradossalmente deve interrompersi.
Dirò una sola parola e capirete all'improvviso
tutto quanto il suo dolore:
separazione
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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vani
Utopici sussulti
Osteggiano questo Vuoto.
Taccio colpevole le mancanze,
Olocausti di una vita malvissuta.
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Profilo Autore: Walter  

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Amo della calda stagione
la nudità seducente,
abbinata alle acconciature delle mente;
le tonalità vibranti, calde, ferine,
 le trasparenze simile al diamante.
Quel tocco animalier
per vestire il cuore,
di un look grintoso ,
maculato, lussurioso.
 La preziosità degli incarnati
dai sentimenti ambrati,
di minerali riscaldati,
di carezze a sogni mescolate.
 E amo le texture nuove,
ammalianti,
le  bocche rosse d’amarene
 del vino dell’olimpo
del mare avventuroso di ogni tempo.


Nessun testo alternativo automatico disponibile.
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Profilo Autore: Hera  

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Ho accolto il pianto come una liberazione
e il fiume di lacrime a bagnare il dolore
mi ha sbattuto in faccia la fragilità
e ho scoperto che la mia sensibilità
vale più delle tua presunzione


Ho capito che il mio futuro
non avrà il tuo nome


Ho accolto il pianto come un conforto
e la rabbia sparsa in tutto il mio corpo
ha risvegliato la mia saggezza
mi ha ridato la certezza
che non meriti il mio valore


Ho capito che il mio futuro
non avrà il tuo nome
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Profilo Autore: simone corrieri  

Questo autore ha pubblicato 70 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La nazionale di calcio commesse 
raccoglie fondi per una causa nobile :
aiutare i dinosauri prima repubblica 
ad aumentare il vitalizio permanente. 

Tutto pronto per la partita del cuore 
ingrossato fra commesse e portaborse, 
come ospiti d'onore in calzamaglia 
le tre mogli dei due bronzi di Riace 
sedute comode in tribuna laterale 
con pochette e décolleté in bella vista;
 
le kiss_cam sulla suora presa a emblema 
della chiesa euro e sudamericana 
dalle origini francesi e paraguagie, 
sul signore capellone e Christine Croce.
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Profilo Autore: cordaccia  

Questo autore ha pubblicato 86 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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