Apristi le tue piccole mani ai miei vent’anni 
e in punta di piedi cominciai il mio viaggio 
partendo dalla trasparente sincerità dei tuoi occhi 
fino a specchiarmi nel tuo cuore diamante. 

Percorsi le linee del tuo corpo 
come colline verdi di marzo 
e quando fui stanco degli altri 
cercai riparo nei rifugi della tua mente. 
 

Amai la tua forte presenza, 
mi emozionai quando toccasti le corde dell’anima, 
gioii per le tue vittorie 
e piansi per le tue sconfitte. 

Come Terra Santa per un fedele, 
come tuono dopo il lampo, 
come madre per un bambino, 
fosti il senso delle piccole e grandi cose. 

E oggi è come ieri 
e domani sarà come oggi, 
come luna che cambia volto ma resta sempre tale 
perché il mio è Amore…e mai Amore muore.
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Profilo Autore: Walter  

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foto cielo 2 b9a7a




























Luci nel buio...


squarci nel vuoto,

ragnatele nel cielo.

Anime divise.

Acqua purifica

dolori nascosti,

risveglia lontani ricordi...
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Profilo Autore: TIZIANA ELIA  

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Un frammento che si spezza

mischiandosi all’ignoto

fior di loto e ruvida carezza

viaggi ai confini della luce

e ritorni su sentieri perduti

ci guardiamo, sangue e rifiuti

ci respiriamo croce e voce

si vede tutto da quest’altezza

e come in una vecchia foto

cadiamo lungo la rotta della tenerezza.

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Profilo Autore: mybackpages  

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A bocchecielo l’orizzonte esteso

Per anelito a lasso di colore

Rigoglio a vista giù da franti calici

Intreccio di vibrati ed acque

Là dove, disaggrumito dalle nevi

Errante il rivolo, prende a vociare


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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Una sedia a dondolo culla
l'ombra di un fantasma

cattivi sogni lucifughi
strisciano sul pavimento

una finestra sbarrata,
la polvere è un velo di abbandono

il silenzio è un imperatore
coperto di ragnatele

l'anta socchiusa di un armadio tarlato
sembra la porta dell'inferno

e un vecchio specchio ferito da una crepa
non riflette che incubi spezzati

un lenzuolo sudicio su un letto
testimone di un inquieto sonno

vestiti strappati per terra a dirmi
che qualcuno ha vissuto qui

vecchi vasi di terra secca
canto un requiem ai fiori morti


Io non sono mai entrata in questa camera,
lei è entrata dentro di me stanotte

una strana stanza dell'io













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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ragni nei sogni 
di madri in silenzio
in un sole ad attendere
la nuova stagione
di luci e di lotte 
Natura fragile
negli sguardi a sentire
torna quiete
nei respiri d'Aprile !
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Qual’e’ il peso di una parola?
La forza vera che da questa nasce?
Priva di malintesi, chiara come acqua pura.
Qual’e’ il senso di una parola?
La sua sostanza, l’essenza,
che dalle labbra arriva intatta
nel punto più remoto del mio intelletto
indelebile tatuaggio del tuo pensiero?
Quale disincanto
nell’inganno, quale delusione
quando al mio orecchio arriva
la tua voce querula a dare un senso nuovo
alle tue frasi.
Escono dal tuo cesto pieno di serpenti
da grande incantatore quale sei e,
vendi parole nuove torbide e disoneste.
Quale peso hanno le tue parole?
Vuote come vuoto e’ il tuo animo
Inconsistenti simboli di un ombra d’uomo
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Mi sgretolo

come bacio di carta

colorato dal vento

e son io il tuo nome,

son la tua spiaggia d’inverno,

quel corallo di luce

che s’accende d’immenso

come pallida foglia

traversata dal tempo.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Illusione,

crampi allo stomaco,

l'amore uccide.


sei freccia nel mio cuore,

sei fulmine squarciante il cielo,

ferita pulsante nella mia carne viva,.


Stomachevole dolore.


Algoritmi le tue scuse,

vuote formule che analizzano un cuore necrotico.


Ora,

IO

uccido

il TUO

cuore. 
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Profilo Autore: Amalia  

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Ti ho visto chiudere gli occhi… 
e lieve addormentarti tra le mie mani e il cuore, 
quindi  ho sentito le montagne diventare leggere 
e rotolare come sassi nella corrente. 
 

E ho sentito la tua mano afferrare i pensieri,
con un gesto dissolvere ogni profonda incertezza 
e poi adagiarsi su un legame 
che mai si potrà spezzare. 
 

E ho sentito il tuo respiro cibarsi di vita, 
diluire il tempo con attimi di eterno, 
domarlo come una bestia impaurita  
e donare ai secondi l’importanza dei secoli.
 

E ho capito che nelle piccole cose si nascondono le grandi, 
che alcuni silenzi sono alchimie, 
e che per sempre ti porterò con me 
qui… tra le mie mani e il cuore. 
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Profilo Autore: Walter  

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kagaya Past-continuous.jpg

Sera vellutata
carezzata da impalpabile brezza
e scintille di stelle,
manto lucente a coprire la volta blu
in penombra silenziosa
ed accattivante.

Sulla riva del mare
lo sciabordio dell'onda
canta in sottofondo una nenia dolce.

Al mio orecchio attento
arriva il murmure di passi lontani
che calciano l'acqua.

Mi sdraio sulla rena sottile
che s'attacca al corpo
in un abbraccio
che m'avvolge riportandomi
nel sogno di ieri.

Labirinti di pensieri
rivedono il tuo volto levigato,
sorridente ed abbronzato
che mi cinge con fervore
colmandomi d'ebbrezza il cuore.



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Profilo Autore: Grace D  

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Che p’ ò fa’ ‘na mamma quanno
‘na vita nasce sbagljata!...

Che p’ ò fa’ sì nun chiagner’ ‘ncoppo
‘o piatto accummigljat’,
‘a chella seggia sempe vacant’ a tav’l’,
aspettanno ca’ ‘o figljo suojo s’arritira…

E, ‘ntramento, fà notte e fà friddo o
chiove e fa ‘a neve e passen’ ll’anni
e chi maje p’ò sapè…

… Ma ‘a ggent’ parla!...

Simmo tutt’ bbuon’ a parlà ‘e ll’at’,
‘a vocca vo’ ‘o sfog’ suojo,
adda’ dicer’, sinnò schiatta…

Ma quanno ‘a sciorta avota ‘e spalle
e tocca a loro ‘a mala sorta,
eh… allora ‘a lengua,
ll’at’, s’anna tener’ ‘o post’...

… Comm’è strana ‘a ggent,
sape sulo sparlà!...

Che po’ fa’ ‘na mamma sì
‘o figljo vo’ fa’ ‘a vita soja sbagljat’,                                                                                                                                                                                                                                                                                          
vo’ esse libber’, ce piace ‘e campà
e murì comme vo’, e rimedio nun ce sta…

… E ‘a ggent’ dic’, sparla,
pecchè parla tant’ pe’ parlà!...


......... TRADUZIONE......

Cosa può mai una mamma
se una vita nasce sbagliata!

Cos’altro potrebbe se non piangere
sul piatto tenuto in caldo,
accanto alla sedia sempre vuota,
aspettando che il figlio faccia ritorno.

E, intanto, fa notte e fa freddo
o piove e nevica e passano gli anni e
la gente non sa…

… Però, la gente parla!...

Tutti buoni a dir degli altri,
ogni bocca vuole sfogo, dire.

Ma se la sfortuna gira le spalle
e tocca a loro,
eh…. allora, gli altri, la lingua
devono tenerla a posto
e tacere.

… Com’è strana la gente,
sa solo sparlare!...

Cosa può mai una mamma
se un figlio è una vita sbagliata,

libero di vivere e morire come gli piace
e lei un rimedio non ce l’ha!...

… E la gente dice, sparla,
parla tanto per parlare!…
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Profilo Autore: Giò  

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Quel vento leggero che sa di erba nuova
solletica il viso
e come ragazzo burlone
tira i capelli
li pettina forte poi piano
ti gira intorno con danze tribali
come nelle antiche tribù.
senza peso ti solleva lembi d'abito

ed inventa balli di tanti anni fa'.
poi ti parla all'orecchio con voce lieve
e come innamorato

che ha occhi sol per te.
quel vento leggero sa esser crudele
quel vento ti penetra.
ti ama a volte senza pietà.
t'innalza ,ti sostiene,
ti porta sul suo palmo

e tu cerchi invano di catturarlo
ma solo un soffio rimarrà

nel tuo cuore resterà un suo sussurro
dolce come un bacio
senza corpo né anima
ma turbinio vorticoso
di una trottola folle
che nella quiete della sera svanirà.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Ci siamo trovati un giorno

per errore o per incanto

nel castello dei mosaici

c’era il salone degli specchi

c’erano gli stucchi dorati sui tetti

le pareti dipinte da un pittore

con problemi di coscienza.

Il mattino che vi tramontava

e il sole che ci baciava le guance

come per un saluto, le arance

appese in cielo, ci abitava

la bellezza, vi sostava la danza.

Un’artista discinta, lo scrittore

ubriaco d’estate, i putti matti

a ridere degli angeli vecchi

con l’aureola in divieto di sosta, i laici

in preghiera dopo la morte, il canto

che ti ho rivolto prima che finisse l’inverno.

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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Altra cosa è sentire il sapore
della vita che prende la mano
per portarti laddove il respiro
della notte è un lievissimo suono.

Altra cosa è sentire l'amore
di un sorriso, uno sguardo sincero,
un musetto gioioso, il chiarore
delle stelle che scalzano il nero.

E racconta il profumo del cielo
quando tende a velare il paesaggio
con un soffio di nebbia e sei solo
con te stesso e sei solo il tuo viaggio.

Ed allacci i pensieri, i respiri
a una pietra, una nuvola, un ramo,
un ricamo di fiori, il profumo
d'altri tempi dai freschi sapori.

Poi guardare con nuovo stupore
tutto intorno e restarne sorpresa...
ogni cosa è un'impronta nel mare
della vita... è un'immensa distesa.
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Profilo Autore: perlanera  

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