Terra amara
dissacrata dall'odio e dall'intemperanza
perché si sta spegnendo la tua luce
nel sangue dei tuoi figli innocenti
e tra i baluginanti strali degli inganni?
Un'icona reale e tangibole la paura
della minaccia sconosciuta
che lascia ferite lacerate
in cui un giorno la vita svanisce
in un tunnel che non conoscerà futuro.
Cancellata l'inutile parola dell'amore
non rimane che sperare nella Misericordia Divina
col silenzio della preghiera
inginocchiati
al freddo marmo delle chiese.
16 commenti
Come non dare sostegno
contando sul contegno
del pazzo poeta
col sapere d'un arrivo
che è stato spostato
dal giullare che volea
solo scherzare,
far ridere per forza
a guadagnarsi il pane
senza rischiare
di doversi guardare
dal freddo, d'una battuta
di caccia alla volpe,
senza cavallo
che stanco è rimasto
nel recinto di fianco
alla torre, del greco
alfiere mai fuori dal tempo
che si è fermato
a raccogliere pietre,
per re e regina
di tutti i gusti
tante misure, pedoni
di tutte le forme,
unite, hanno formato
pezzi di pathos
poi, lasciati per strada
con l'unico senso e
... senza ritorno
Dormirai beata tra le mura diroccate
nei sogni e risvegli sentirai quell'essere
divino, onnipresente che ti ama e chiede
una carezza.
Gli opportuni aforismi raggruppati in note,
in assoli nelle notti curvate su scrittoi
consunti, chiusi ad angolo senza tarli,
ma in odore di tempesta fluiranno a valle.
Notte da sogno e di errori sgraditi al vento,
quando le dune si appianano agli uragani e
gli ipotetici dolori ritornano a far sentire
la propria voce.
Damigelle sferzate dal vento proveniente
dalle stelle, in perenne solitudine di giorni,
in un inferno che non conosce notti temperate,
ma freddo e gelo ora finiti in fondo al viale.
nei sogni e risvegli sentirai quell'essere
divino, onnipresente che ti ama e chiede
una carezza.
Gli opportuni aforismi raggruppati in note,
in assoli nelle notti curvate su scrittoi
consunti, chiusi ad angolo senza tarli,
ma in odore di tempesta fluiranno a valle.
Notte da sogno e di errori sgraditi al vento,
quando le dune si appianano agli uragani e
gli ipotetici dolori ritornano a far sentire
la propria voce.
Damigelle sferzate dal vento proveniente
dalle stelle, in perenne solitudine di giorni,
in un inferno che non conosce notti temperate,
ma freddo e gelo ora finiti in fondo al viale.
Con le poesie disegno emozioni,
navigo in me stesso e ti lascio uno spioncino da dove guardarmi.
Con i gesti mi lascio fraintendere spesso ti ferisco e mi spiace.
Con il corpo ti amo senza pensieri spinto dalla voglia di assaporare il mio dono e di donarmi.
Con la preghiera trovo la pace ed in quella pace ti vedo.
La mia è sempre una ricerca che riguarda noi
La mia è sete di te

navigo in me stesso e ti lascio uno spioncino da dove guardarmi.
Con i gesti mi lascio fraintendere spesso ti ferisco e mi spiace.
Con il corpo ti amo senza pensieri spinto dalla voglia di assaporare il mio dono e di donarmi.
Con la preghiera trovo la pace ed in quella pace ti vedo.
La mia è sempre una ricerca che riguarda noi
La mia è sete di te
Umile zolla che perpetuamente
il tuo grembo sciogli,
e meraviglie generi, forti e frali,
e d’erbe il mondo avvolgi e di colori incanti.
Negli ampi deserti, sulle rupi, le pianure
e negli informi abissi dei nostri mari,
i semi accogli come amorosa madre,
li avvolgi li proteggi e concepisci.
I cocenti rai del sole ti riscaldano,
il vento ti rinfresca e t’accarezza;
la pioggia e la rugiada ti disseta.
Non ti lagnare se il piede mio,
ignaro, ripetutamente ti calpesta,
poiché non m’è d’uso il volar
e non voglio umiliarti o farti mesta.
Anche mia sei madre premurosa,
mi nutri amorevolmente e mi sostieni.
Sempre a te penso e mi sento che t’amo
d’un amor filiale che mai non scorda
chi per lui fu vita e, in me, viva ti sento.
Quando cadrò, alla fine dei miei giorni,
tu ci sarai ancora a sostenere il mio cammino,
se d’alberi e fiori, colorata terra,
sarà intrisa la mia futura vita.
Immenso
come l’universo il tuo cuore
Espanso
come il sole il tuo intelletto
Libero
come l’acqua del mare il tuo sorriso
Eccelso
come la vita di un eremita il tuo animo
Radiosa
come la luce la tua parola.
Solamente
una rosa posso offrirti
una rosa posso offrirti
e accorata preghiera
Grazia, indimenticabile sorella.
Spighe di luna
fra frange solari,
rivoli di pioggia,
seta d’azzurro fra le case.
Finestre ricamate
dal profumo del caffè,
inchiostro di cristallo
e ruggine d’asfalto,
mandorle di luce
dipingono il mare,
soffia un caldo vento d’estate.
fra frange solari,
rivoli di pioggia,
seta d’azzurro fra le case.
Finestre ricamate
dal profumo del caffè,
inchiostro di cristallo
e ruggine d’asfalto,
mandorle di luce
dipingono il mare,
soffia un caldo vento d’estate.
_Amore…forse…dissolversi?
NO!
T’inganni! T’inganni!
Solo la libertà
può salvarci ancora a cuore aperto.
La felicità, di respirare liberi
di essere giovani nel vento,
e nel puntuale giorno.
_ Ma, io… so sognare,
so dissolvermi d’amore.
Oh, si, dissolversi:
che si avvampi pure il cuore
e cada in cenere, ma non d’inganni;
magari di canzoni,
che a te bussano,e s’inchinano.
che a te bussano,e s’inchinano.
Mi apri?
Voglio dissolvermi,
come farfalla iridescente
come farfalla iridescente
che si culla sospesa, senza gravezza
senza stanchezza .
Come animale felice
nell’estrema libertà di essere con te,
Come animale felice
nell’estrema libertà di essere con te,
un solo volto di bellezza.

Città meravigliosa
soffusa d'un'aura di cipria rosa
a rimarcare la bellezza
di un'antica musa
che si nasconde nel deserto
perché preziosa.
Celata agli occhi blasfemi
di chi non merita la tua magia
che sa donare miraggi illuminati
a chi attraversa il cuore del deserto
per venire ad ammirare
la tua millennaria civiltà
incorniciata dai tuoi cromatici colori del rosa
che sovrasta gl'incantevoli viola e neri
atti a creare atmosfere pregnanti e surreali
di grande fascino e bellezza.
Strati di rocce friabili,
antiche architetture rupestri di magiche armonie
e poi, colonne di civiltà perdute
ma ritrovate intatte nel tempo trascorso.
Sei splendida bellezza d'emozione pura...
Petra
-stupore e smarrimento,
immensità della natura-.
Erosa dal vento del deserto,
dall'acqua
e dal passaggio delle carovane,
cambi lentamente ed inesorabilmente morfologia
ma il tuo fascino rimane intatto ed incontaminato:
gioiello fragilissimo ma imperituro-.
Eternità spalanca le tue braccia io sono qua(*)!
I nodi del tempo si sciolgono;
I perché dell'esistenza cadono.
Di fronte all'Eterno si è bambini e loro non vivono il peso del passato e l'angoscia del futuro;
Loro vivono un sempre nell'adesso.
Eternità spalanca le tue braccia e fammi bambino;
Voglio giocare con la sabbia;
Voglio essere tutti quei granelli e stare in ognuno di essi.
Questa è la potenza dell'eternità poter godere del tutto in sincoronia al singolo frammneto.
Vivere ora, solo ora, per sempre ora! E quell'adesso è tutta una esistenza.
L'eternità può essere solo Tua sei Tu;
Io posso meditarla sperarla e nel mentre cercarla nell'oggi.

(* Giancarlo Bigazzi, Eternità 1970)
I nodi del tempo si sciolgono;
I perché dell'esistenza cadono.
Di fronte all'Eterno si è bambini e loro non vivono il peso del passato e l'angoscia del futuro;
Loro vivono un sempre nell'adesso.
Eternità spalanca le tue braccia e fammi bambino;
Voglio giocare con la sabbia;
Voglio essere tutti quei granelli e stare in ognuno di essi.
Questa è la potenza dell'eternità poter godere del tutto in sincoronia al singolo frammneto.
Vivere ora, solo ora, per sempre ora! E quell'adesso è tutta una esistenza.
L'eternità può essere solo Tua sei Tu;
Io posso meditarla sperarla e nel mentre cercarla nell'oggi.
(* Giancarlo Bigazzi, Eternità 1970)
In un giardino
di rose e fiori.
Incantevole
ricercatrice di versi.
Fra natura
e poesia.
E' li che ci siamo incontrati
nella passione in comune.
Scrivere la vita,
le emozioni.
Ma anche
negli eventi.
Insieme
con carta e penna.
A te
cara amica e collega.
Dedico
queste righe.
In un giorno
importante per te.
Per dirti
BUON COMPLEANNO.


Scivolo piano
tra le mie voglie
calde come coperte
e la tua pelle mi rapisce
nel nido accogliente
so sexy so slow so sweet
l'amplesso è una spira di serpente
l'abbraccio liscio e avvolgente
so sexy so slow so sweet
una morsa splendida
in cui mi trattieni
e mi trattengo
tra le mie voglie
calde come coperte
e la tua pelle mi rapisce
nel nido accogliente
so sexy so slow so sweet
l'amplesso è una spira di serpente
l'abbraccio liscio e avvolgente
so sexy so slow so sweet
una morsa splendida
in cui mi trattieni
e mi trattengo
Fermagli di grano
apostrofano il mare,
sprigionano un respiro di luce,
scarcerano arpe ricamate dal vento.
Le nubi son sagitte di maggio,
rivoli di ghiaccio sanguigni,
acquerelli di sale e zaffiri,
virgole scucite di muti gerani.
Lacrime d’alveare solare
agrumano le foglie spente,
albumano cristalli d’orizzonte,
verniciano di brina l’oriente,
cieco è ora quel bacio parafrasato
d’una candida tempesta di stelle.
apostrofano il mare,
sprigionano un respiro di luce,
scarcerano arpe ricamate dal vento.
Le nubi son sagitte di maggio,
rivoli di ghiaccio sanguigni,
acquerelli di sale e zaffiri,
virgole scucite di muti gerani.
Lacrime d’alveare solare
agrumano le foglie spente,
albumano cristalli d’orizzonte,
verniciano di brina l’oriente,
cieco è ora quel bacio parafrasato
d’una candida tempesta di stelle.
Regale diviene
donare a chi poco possiede.
Si spande nella condivisione
l’opera di chi ai fratelli si unisce.
Più preziosi sono i doni
che poco ingombrano l’apparenza.
Un rosario
per dar ristoro all’anima
ovunque accompagna
lo si cela fra le mani
e i petali in alto volano.
Un libro pur logoro
la mente sazia e al mondo lega.
Un pezzo di pane non può mancare
per dar vigore al corpo.
Donare sempre
l’altro prima vorrei sentire
ma poco percepisco
troppa nebbia invade il sentiero.
Così nel buio
i giorni tristemente vanno,
Ma ecco, qualcuno retrocede
e invoca... almeno un sincero sorriso!
donare a chi poco possiede.
Si spande nella condivisione
l’opera di chi ai fratelli si unisce.
Più preziosi sono i doni
che poco ingombrano l’apparenza.
Un rosario
per dar ristoro all’anima
ovunque accompagna
lo si cela fra le mani
e i petali in alto volano.
Un libro pur logoro
la mente sazia e al mondo lega.
Un pezzo di pane non può mancare
per dar vigore al corpo.
Donare sempre
l’altro prima vorrei sentire
ma poco percepisco
troppa nebbia invade il sentiero.
Così nel buio
i giorni tristemente vanno,
Ma ecco, qualcuno retrocede
e invoca... almeno un sincero sorriso!








