Un cuore inquieto;
Una mente instabile;
Un'anima sensibile.
Tuto si vede in quei colori;
La sofferenza l'amore la gioia la pace la rabbia;
Hai usato il talento affidato per muovere la mia compassione;
In te mi sono ritrovato.
Ho paura ti chiamavano pazzo, forse lo sono anche io...
E' pazzia sentirsi schiacciati e stupefatti dalla vita?
È pazzia o semplicemente hai lasciato aperta la porta dell'anima ed ascolti l'impeto delle emozioni?
Rapito da un fiore e portato in un cielo di stelle.
Ti immagino perso in tutto quel bello.
Ti vedo Rilassato di fronte alla perfezione di Chi tutto ha creato;
Rassicurato dal fatto che un Artista così non lascia nulla al caso neanche quella pennellata che tutti chiamano follia.
Tutto ha un senso e tu lo scopri in quei petali in quei cieli in quei volti.
Soffocato dal dolore e consolato dalla perfezione che è tutta intorno a me, a te.
Grazie anima sensibile, la tua sofferenza non è andata perduta.

Una mente instabile;
Un'anima sensibile.
Tuto si vede in quei colori;
La sofferenza l'amore la gioia la pace la rabbia;
Hai usato il talento affidato per muovere la mia compassione;
In te mi sono ritrovato.
Ho paura ti chiamavano pazzo, forse lo sono anche io...
E' pazzia sentirsi schiacciati e stupefatti dalla vita?
È pazzia o semplicemente hai lasciato aperta la porta dell'anima ed ascolti l'impeto delle emozioni?
Rapito da un fiore e portato in un cielo di stelle.
Ti immagino perso in tutto quel bello.
Ti vedo Rilassato di fronte alla perfezione di Chi tutto ha creato;
Rassicurato dal fatto che un Artista così non lascia nulla al caso neanche quella pennellata che tutti chiamano follia.
Tutto ha un senso e tu lo scopri in quei petali in quei cieli in quei volti.
Soffocato dal dolore e consolato dalla perfezione che è tutta intorno a me, a te.
Grazie anima sensibile, la tua sofferenza non è andata perduta.
5 commenti
E’ statico il tempo a volte si annulla
non occorre fretta per imparare,
basta attendere gli eventi un attimo
e senti la brezza, galleggiano i giorni
Tra l’onda di questo scoglio tra il
desinare e il vespro ogni cuore è senza
affanno, si consola alla sfera di sole
e s’apre la rosa.
Il baco appeso al ramo fa brevi preci
aspetta il tempo, quello stesso che lo
farà volare, entra nei cuori l’amore
senza preferenze, ristora l’anima afflitta
prima che si perda.
Ritrovo qui un amico che saluto,
era anni lontano dalla mia vista,
lui non è come me permaloso lui
tira dritto e non si perde in futili
discorsi.
non occorre fretta per imparare,
basta attendere gli eventi un attimo
e senti la brezza, galleggiano i giorni
Tra l’onda di questo scoglio tra il
desinare e il vespro ogni cuore è senza
affanno, si consola alla sfera di sole
e s’apre la rosa.
Il baco appeso al ramo fa brevi preci
aspetta il tempo, quello stesso che lo
farà volare, entra nei cuori l’amore
senza preferenze, ristora l’anima afflitta
prima che si perda.
Ritrovo qui un amico che saluto,
era anni lontano dalla mia vista,
lui non è come me permaloso lui
tira dritto e non si perde in futili
discorsi.
Accoccolo cocci di papavero
fra tavolozze di pioggia
e camicie di cielo stellato
e scucio scorze d’onda,
parafraso petali d’incenso,
sfamo parole nel silenzio.
Brina il tramonto
foglie rossastre sul ciglio,
nuvole infarinate d’estate
acciottolano il mio riflesso stanco
ed un barattolo di luna scaduto
è un origami di sogni e poesia
fra chiome di ricordi stropicciati.
fra tavolozze di pioggia
e camicie di cielo stellato
e scucio scorze d’onda,
parafraso petali d’incenso,
sfamo parole nel silenzio.
Brina il tramonto
foglie rossastre sul ciglio,
nuvole infarinate d’estate
acciottolano il mio riflesso stanco
ed un barattolo di luna scaduto
è un origami di sogni e poesia
fra chiome di ricordi stropicciati.
Ti guardi
ti sfiori
ti cerchi
non ti trovi
il passato sembra fuggito
portando con sé
il tempo
i tuoi occhi stanchi
la tua anima distante
vorresti riprendere
le stagioni trascorse
anche nelle colpe
seduta su te stessa
ammiri i tuoi dubbi
accarezzi l’incertezza
insegui la monotonia
allontani il cambiamento
lo specchio disegna
nuovi contorni
nuove immagini
ti dona pennelli
per ricolorare
lo specchio apre
i guasti del cuore
nuove direzioni
ti dona viaggi
per riscegliere
lo specchio sussurra
di abiti smarriti
e parole dette
ti dona stagioni
per riviverle
ti sfiori
ti cerchi
non ti trovi
il passato sembra fuggito
portando con sé
il tempo
i tuoi occhi stanchi
la tua anima distante
vorresti riprendere
le stagioni trascorse
anche nelle colpe
seduta su te stessa
ammiri i tuoi dubbi
accarezzi l’incertezza
insegui la monotonia
allontani il cambiamento
lo specchio disegna
nuovi contorni
nuove immagini
ti dona pennelli
per ricolorare
lo specchio apre
i guasti del cuore
nuove direzioni
ti dona viaggi
per riscegliere
lo specchio sussurra
di abiti smarriti
e parole dette
ti dona stagioni
per riviverle
Dovresti guardarti con i miei occhi;
Vedresti che non esiste un lato preferito;
Vedresti quanto sei bella;
Come nulla e nessuno si possa confrontare a te.
Vedresti una donna magnifica che riempie di sogni e futuro gli occhi di un uomo che non vuole fare altro che perdersi in te.
Vedresti che non esiste un lato preferito;
Vedresti quanto sei bella;
Come nulla e nessuno si possa confrontare a te.
Vedresti una donna magnifica che riempie di sogni e futuro gli occhi di un uomo che non vuole fare altro che perdersi in te.
Fremiti
dagli abissi d’un amore ormai logoro
mi lacerano
al pensiero di starti accanto
sentire il tuo profumo
mascherare il sonno
sentire voci ambigue durante la notte
senza coglierne il reale significato.
Nemmeno stavolta
ho saputo varcare le barriere dell’ego
non voluto rischiare
di spaccare blocchi di ghiaccio
ormai saturi di inutili e dolorosi ripensamenti.
dagli abissi d’un amore ormai logoro
mi lacerano
al pensiero di starti accanto
sentire il tuo profumo
mascherare il sonno
sentire voci ambigue durante la notte
senza coglierne il reale significato.
Nemmeno stavolta
ho saputo varcare le barriere dell’ego
non voluto rischiare
di spaccare blocchi di ghiaccio
ormai saturi di inutili e dolorosi ripensamenti.
Oh con quanta tristezza
mi accingo
a rapportarmi con questo mondo
monotono e noioso
Con altrettanta amarezza
fingo,
porgendo un sorriso profondo,
sopprimendo il mio ego lamentoso
La mia anima è in fiamme,
l'incendio è doloso,
il motore è in panne
e l'auto fuori uso,
trattasi della condizione perenne
di un eterno disilluso
Siedo sconsolato,
stanco e demotivato,
spento e svogliato,
gli occhi rivolti in basso,
lo sguardo inerte,
le braccia conserte,
abbandonato
in questo interminabile contrappasso
mi accingo
a rapportarmi con questo mondo
monotono e noioso
Con altrettanta amarezza
fingo,
porgendo un sorriso profondo,
sopprimendo il mio ego lamentoso
La mia anima è in fiamme,
l'incendio è doloso,
il motore è in panne
e l'auto fuori uso,
trattasi della condizione perenne
di un eterno disilluso
Siedo sconsolato,
stanco e demotivato,
spento e svogliato,
gli occhi rivolti in basso,
lo sguardo inerte,
le braccia conserte,
abbandonato
in questo interminabile contrappasso
Un'aura nefasta e scura
si posò sui cieli del Medio Oriente
occultando il sole
e la sua benefica luce.
Un manto crudele
di forte costrizione
avviluppò malevolmente
persone ignare
di essere prede e pedine
in una lotta mortale distruttiva
avendo come matrice il male
baluardo di mistificazioni
sbandierate con falsa ipocrisia:
verità distorte
atte ad annientare
e massacrare impunemente
per brama di supremazia
popoli inermi
ed a riversare livore
verso credenze etico- religiose.
Ancora una volta nei millenni
Caino uccide il fratello,
spargendo sangue innocente
senza appello.
Piange la terra
di cruori e lacrime inondata
per l'avidità, la supremazia e l'intolleranza
in un esilio di gioia cacciata
ed in una crudeltà che scava solchi
in terra dilaniata...
Immaginavo di percorrere nel buio
strade illuminate d'amore.
Immaginavo d'aprire
le finestre dell'anima
su nuvole rosa,
che piangendo lacrime di gioia
bagnavano campi sorridenti di girasoli.
Immaginavo d'aprire le porte del cuore
e scalza camminare su petali di rose.
Immaginavo...
Ho aperto gli occhi
e il sogno è svanito,
cancellando l'illusorio pensiero.
Castelli di sabbia hanno coperto la strada
che insieme percorriamo,
camminando in un instabile equilibrio
sulle rive di spiagge sconosciute,
come la nostra vita.
Divisa...
persa tra distese di pietre
e azzurre acque
che prima promettono illusioni
e poi ingannano.
La nostra vita...
un sogno che inganna
o solo realtà che cerca inganno nel sogno ?
strade illuminate d'amore.
Immaginavo d'aprire
le finestre dell'anima
su nuvole rosa,
che piangendo lacrime di gioia
bagnavano campi sorridenti di girasoli.
Immaginavo d'aprire le porte del cuore
e scalza camminare su petali di rose.
Immaginavo...
Ho aperto gli occhi
e il sogno è svanito,
cancellando l'illusorio pensiero.
Castelli di sabbia hanno coperto la strada
che insieme percorriamo,
camminando in un instabile equilibrio
sulle rive di spiagge sconosciute,
come la nostra vita.
Divisa...
persa tra distese di pietre
e azzurre acque
che prima promettono illusioni
e poi ingannano.
La nostra vita...
un sogno che inganna
o solo realtà che cerca inganno nel sogno ?
Chiamami, mi disse singhiozzando
E tanto la chiamai, la cercai tanto.
Finalmente rispose una signora:
<Sicuro, solamente non per ora,
le fisso appuntamento a fine mese;
ricordi, son trecento più le spese.>
Aveva detto CHIAMA singhiozzando!
e ingenuo, la chiamai ancora tanto!
E tanto la chiamai, la cercai tanto.
Finalmente rispose una signora:
<Sicuro, solamente non per ora,
le fisso appuntamento a fine mese;
ricordi, son trecento più le spese.>
Aveva detto CHIAMA singhiozzando!
e ingenuo, la chiamai ancora tanto!
Fulgido giorno, che ogni anno si rinnovella;
dolce rievocazione di Gesù che nacque come splendida fiamma,
in una capanna misera e fredda ma, come in una fiaba bella,.
col bue, l’asinello, un babbo e una soave mamma.
Vorrei mandargli un po’ del calore della mia cameretta rosa,
ma non so come fare e dove mandarlo in questo cielo pieno di stelle.
Con gioia invierei il colore e il profumo d’una bella rosa,
da me colta in un bel giardino dalle cento, mille e più corolle.
Desidererei allungare la mia mano per fargli una carezza,
come quella che ricevo spesso dalla mia mamma cara,
dolce, sincera e lieve sul mio volto, come una leggera brezza
e cantargli una canzoncina allegra, carina e che rincuora.
Tutto questo posso inviare a Lui, ma solo col mio pensiero,
che, tacito, sgorga dalla mia giovane anima che ho dentro il petto;
posso mandargli l’amore candido, caldo e sincero,
e una preghiera che ogni sera citerò nel mio morbido e comodo letto.
Con la partecipazione attiva di: Ginevra Chessa, anni 8
Con la partecipazione attiva di: Ginevra Chessa, anni 8
Appesi alle nuvole
nel mezzo del cielo,
con cadenza
ad intervalli regolari
mi cadono addosso
facendomi male.
Sguardi nel
vuoto pesano.
La battaglia continua,
la guerra è aperta.
Imbocco
un sentiero deserto
ad ostacoli.
Manca l'aria,
i pensieri si duplicano.
Quanto dovrò combattere ?
Quando uscirò da quelle nuvole ?
Quando finirà
quel sentiero deserto
il male sparirà.
Ecco! Dal monte sorge un fulgido raggio,
la cima eterna è brace ardente,
rossa di fuoco sul manto selvaggio
d’arboree ombre dopo la notte morente.
L’astro sale molto lentamente dalla cima.
L’ombre dilagano nella pianura eburnea e vuota,
taglienti alla zolla innevata dal giorno prima
di quel sol proveniente da un’orbita ignota.
Fonte fulgente della volta senza bagliori,
illumina un cielo dalle stelle spente.
Spenta è pure la stagione dei mille colori,
ove al suolo, ondeggiando, cadevano foglie lente.
Il rosa d’intorno macchia a tratti la neve,
e gli steli ignudi e privi delle colorate corolle,
la terra sfuma di un tenero rosa lieve, lieve;
sugli alberi e le case lo stesso colore ribolle.
Il ruscelletto piangente s’orna di cielo e di sole,
quell'astro che splende e mai si riposa.
Lo guardo incantato nel suo tiepido abbraccio di sole
e anch’io mi bagno in quel mare di rosa.
Scopro il petto bruciante
il seno ferito sul punto
più caldo del cuore
il sangue di sale e ruggine
incide tatuaggi imprecisi
stimmate sul costato dell'essere
slabbrano la nudità indifesa
di un coscienza lacerata
dalle spine del dolore
e si mostrano crude oltre la carne
il seno ferito sul punto
più caldo del cuore
il sangue di sale e ruggine
incide tatuaggi imprecisi
stimmate sul costato dell'essere
slabbrano la nudità indifesa
di un coscienza lacerata
dalle spine del dolore
e si mostrano crude oltre la carne
La prigion felice é firmata
E ora...?
Chi salverà il morto
Nella tavola del passeggio
L' indomani é certo
E serio e triste scorre, vuoto
era il desiderio
Che svanito adesso apre
al Letal mistero!
Certa é la vita dell' animo miserabile
E allora firma,
firma per filigranarti l' animo,
oh misero uomo.
E ora...?
Chi salverà il morto
Nella tavola del passeggio
L' indomani é certo
E serio e triste scorre, vuoto
era il desiderio
Che svanito adesso apre
al Letal mistero!
Certa é la vita dell' animo miserabile
E allora firma,
firma per filigranarti l' animo,
oh misero uomo.










