Oggi non piove
sui coppi rossi di Barolo
e nell’aria sempre più fredda
sta morendo l’ultima ape,
quella ancora confusa,
quella avvinazzata.
Tu, io,
l’amore,
siamo come
un ceppo di vite,
che prima respirava
e che poi si è assopito:
da quando è sbarcato
anche qui da noi,
il primo gelo.
4 commenti
Non gestisce,
non è una camicia stretta,
è solo un fidarsi
della propria destra
senza che svilita
si senta sinistra.
Giusta, tua o mia,
quella è la scelta;
a richiesta ... sorpresa,
il possibile sai ...
che sempre l'avrai.
E' la storia
spontanea
dell'uno che pensa
mentre già l'altro
è in esecuzione predisposto.
Miriade le cose fa fare
che non t'accorgi
di come faccia volare il tempo.
Informale,
un matrimonio perfetto
solo ... senza sesso.
L’insieme di colori
che trafiggono le mie pupille
sono spazi sconfinati.
Supero una delle tante barriere temporali
giungo all’oceano del nulla
saluto l’antica terra.
Una nave di irrazionalità fluttuante
mi dirige verso una piccola isola:
sento un vento urlante di piacere
mi pare di aver sconfitto l’identificazione.
Questo, almeno per ora, mi rallegra.
La realtà oscilla. Bene, era ciò che volevo.
che trafiggono le mie pupille
sono spazi sconfinati.
Supero una delle tante barriere temporali
giungo all’oceano del nulla
saluto l’antica terra.
Una nave di irrazionalità fluttuante
mi dirige verso una piccola isola:
sento un vento urlante di piacere
mi pare di aver sconfitto l’identificazione.
Questo, almeno per ora, mi rallegra.
La realtà oscilla. Bene, era ciò che volevo.
Raccolta sotto i neri tassi del giardino
che fanno ombra alla mia tristezza,
ho tolto gli abiti dimessi
tenuti inconsciamente
nel tempo dei deliqui
e delle prevaricazioni
a me concesse con grande veemenza
e crudeltà.
M'hai amata a modo tuo
e a tempi alterni,
m'hi maltrattata e bistrattata
come animaletto inerme
che hai seviziato con grande crudeltà.
Ho pianto lacrime di sale,
sangue ho versato
per i tuoi maltrattamenti disumani
portatami a morenti deliqui
d'inadeguata e persa dignità.
T'amai ed inconsciamente t'amo ancora
ma son lucida e distante
e quando spunterà il livido mattino
troverai il mio posto vuoto nella tua alcova
che prigioniera e succube d'amore mi tenne a lungo
ostaggio della tua follia e crudeltà.
La speranza ormai s'è spenta,
non arde più scintilla che illumini la via,
m'opprimono funebri cristalli su bara gelida
frementi di tenebre pesanti.
I tassi chiudono il cerchio di morte e vita,
stanotte spero
m'indirizzeranno verso la mia giusta meta
che sia forierà di degna serenità
che bramo come ossigeno anelante
a riacquistare la mia perduta dignità...
Scrissi ai sogni, turbine a risalir cima,
sogni incompiuti, dimenticati,
ritornati a riempir l'umore..
Sogni in frasi di parole,
ne benedii l'arrivo,
furono sogni innocenti di bambina.
Benvenuti dissi, a salutar giorni,
ad imbiancar le sere.
Sogni, sognati decantati in fulgide speranze..
Sognai la vita,
l'incidere del tempo nel firmamento.
Viver senza è come morir di inezia..
Furono giorni armonici, attimi fecondi,
sementi d' immensità spaziali.
Musa dei tempi, ispirazione di poesie:
Mutevole nube a sfumar essenziale,
sostanza di appartenenza,
anima e cuore in fedel unione.
Ora la speranza scandisce il tempo,
flebile sostegno a plasmar unicità vitale.
sogni incompiuti, dimenticati,
ritornati a riempir l'umore..
Sogni in frasi di parole,
ne benedii l'arrivo,
furono sogni innocenti di bambina.
Benvenuti dissi, a salutar giorni,
ad imbiancar le sere.
Sogni, sognati decantati in fulgide speranze..
Sognai la vita,
l'incidere del tempo nel firmamento.
Viver senza è come morir di inezia..
Furono giorni armonici, attimi fecondi,
sementi d' immensità spaziali.
Musa dei tempi, ispirazione di poesie:
Mutevole nube a sfumar essenziale,
sostanza di appartenenza,
anima e cuore in fedel unione.
Ora la speranza scandisce il tempo,
flebile sostegno a plasmar unicità vitale.
Un viale spoglio,
una passeggiata verso te.
Ed incontro batuffoli di cielo,
spighe d’aurora nel vento,
sassi di gesso cobalto
tra le foglie color malto.
Cosa sarebbe successo
se il respiro del mondo
fosse stato un’aiuola di marzo,
un raggio d’anima imperlato,
o uno squarcio d’estate stellato?
Un viale spoglio,
una passeggiata verso me.
una passeggiata verso te.
Ed incontro batuffoli di cielo,
spighe d’aurora nel vento,
sassi di gesso cobalto
tra le foglie color malto.
Cosa sarebbe successo
se il respiro del mondo
fosse stato un’aiuola di marzo,
un raggio d’anima imperlato,
o uno squarcio d’estate stellato?
Un viale spoglio,
una passeggiata verso me.
Letto perfetto
di palquet rivestito,
conformazione del
non dritto apparire
conforme alla reale
pendenza dovuta,
canali per forza
due, ma scentrati
a rotante variato
pure in misure.
Spari non rari
di più gli strike
da campio-natura
Dodici i tornanti
con annesse frane
e arrivi all'estuario.
... game over.
di palquet rivestito,
conformazione del
non dritto apparire
conforme alla reale
pendenza dovuta,
canali per forza
due, ma scentrati
a rotante variato
pure in misure.
Spari non rari
di più gli strike
da campio-natura
Dodici i tornanti
con annesse frane
e arrivi all'estuario.
... game over.
Guardo il foglio bianco la penna tra le dita
tremula la mia mano nell'intensità di pensiero
Ricordi, immagini ed emozioni
danzano in me bramando il mutarsi in parole,
imprigionate in un anomalo labirinto
Lo stomaco un pozzo profondo
tiro su il secchio vuoto, ho sete
sete di te sempre ed ancora di te
Il tuo volto mi appare dalle amate fattezze
con un colpo di spugna
vorrei cancellare la visione
Non per dimenticare ... no
ma l'agonia mi circonda
come l'edera attorno all'albero,
un pitone che stritola la preda
Vorrei scrivere verbo gioioso
cantare l'amore felice,
emozionare col profumo dei fiori,
la bellezza di un cielo stellato
che amoreggia con la luna
sotto un coro di stelle
Tu eri tutto questo per me
eri il mare avvolgente, il vento frizzante
eri la mia vita ... lo sei ancora ...
L'angoscia pian piano si attenua,
sì, perchè se pur non presente
vivi in me, intrisa la mia pelle del tuo profumo
il tuo amore è solo mio
Paziente aspetterò il treno che da te mi porterà
ti vedrò sulla banchina della stazione
tra le braccia un mazzo di rose
Quando un tocco
abbandona gli amici
fa piacere alle radici
saperlo felice
nel posto cercato
raggiunto
voluto
far da sollievo al fato
giovane scapestrato
portatore d'affetto
dopo aver svuotato il suo petto
in dono fuori ragione
in fondo
incompreso dal cuore solo
fuori da una stazione
Fa vibrare senza conto
la pelle dell'anima
alzar le spalle a qualsiasi raffronto
Porge la sua passione mirata
denso come colata
lungo al pendio scavato
nel vulcano addormentato
La sua misura
s'apre e sconvolge
non contando di peso
solo perchè
tanto atteso
Un bucaneve all’orizzonte
ad insegnarmi ad amare te.
Una lacrima di neve
nel cuor raccolgo
è un ricamo d’estate disadorno,
un vento scheggiato
di rosse bocche e pensieri
come fragili rondini in volo.
Miro il ciel ed il suo riflesso,
disegno un soffio di morbida luce
e quel bucaneve all’orizzonte
ad insegnarmi ad amare te.
ad insegnarmi ad amare te.
Una lacrima di neve
nel cuor raccolgo
è un ricamo d’estate disadorno,
un vento scheggiato
di rosse bocche e pensieri
come fragili rondini in volo.
Miro il ciel ed il suo riflesso,
disegno un soffio di morbida luce
e quel bucaneve all’orizzonte
ad insegnarmi ad amare te.
Un secolo questo ormai destinato
all’eccesivo, l’esagerato;
è tutto un impiego di aggettivi
lusinghe ed encomi superlativi;
chiunque è bellissimo, eccezionale,
diviene mirabile anche il banale.
Niente di niente è sempre eccellente
è tutto magnifico, eccelso, assoluto.
Il superlativo è d’uso sociale
fantastico è d’obbligo e quello che vale.
A pensar che Dante, nel suo Paradiso,
pur dicendo dei massimi sistemi,
del mirabile unico preciso,
stupito dai fascini supremi
ne ha usato di superlativi
dieci soltanto e non eccessivi.
all’eccesivo, l’esagerato;
è tutto un impiego di aggettivi
lusinghe ed encomi superlativi;
chiunque è bellissimo, eccezionale,
diviene mirabile anche il banale.
Niente di niente è sempre eccellente
è tutto magnifico, eccelso, assoluto.
Il superlativo è d’uso sociale
fantastico è d’obbligo e quello che vale.
A pensar che Dante, nel suo Paradiso,
pur dicendo dei massimi sistemi,
del mirabile unico preciso,
stupito dai fascini supremi
ne ha usato di superlativi
dieci soltanto e non eccessivi.
Ricordarti
è il solo modo che ho
per non farti morire
Il tempo ti portò via
senza nemmeno invecchiarti
ma una foglia
non è mai un numero
per il suo albero
nè una goccia
lo è per il suo mare
e una stella vista dal basso
è qualunque
ma non per il cielo
Ricordarti
è risorgerti ogni giorno
nell'abbraccio
che sconfigge l'assenza
nell'amore onnipervadente
che in fondo si disperde
ma mai si annulla
l'energia solo muta forma
Ho conservato comunque il tuo nome
Pur se il tuo profumo s'è dissolto
il cuore ne è sempre pregno
Alla fine non te ne sei mai andata
e mai giuro, te ne andrai
A mia madre
è il solo modo che ho
per non farti morire
Il tempo ti portò via
senza nemmeno invecchiarti
ma una foglia
non è mai un numero
per il suo albero
nè una goccia
lo è per il suo mare
e una stella vista dal basso
è qualunque
ma non per il cielo
Ricordarti
è risorgerti ogni giorno
nell'abbraccio
che sconfigge l'assenza
nell'amore onnipervadente
che in fondo si disperde
ma mai si annulla
l'energia solo muta forma
Ho conservato comunque il tuo nome
Pur se il tuo profumo s'è dissolto
il cuore ne è sempre pregno
Alla fine non te ne sei mai andata
e mai giuro, te ne andrai
A mia madre
Il freddo mattutino
accarezza il viso.
Uno stormo di gabbiani
si alza in volo
dal terreno appena arato,
volano felici...liberi.
Un treno corre
sui binari della felicità.
Ha un dolce sapore
questa giornata.
Vola la fantasia
insieme ai gabbiani.
Volo alto...
tanto da confondermi
con le nuvole.
Un sorriso
al pensiero
di suoni e parole.
Il vento
porta via il dolore del passato,
lasciando spazio
alla gioia
di questa giornata.
La pioggia
non bagnerà le ali
facendomi cadere
di nuovo a terra.










