ma io non vestivo di nero.
Sulla via di Bologna
dicevo anche
di non amare la vita.
Hai sempre saputo
che non era possibile.
Diciassette secondi,
certo hai sofferto di più
ed io ho fatto ben poco
se non lamentarmi
e piagnucolare.
Non ricordo ormai molto,
sai è questa l'età,
ma a me piace pensare
quella notte rimasta per sempre.
Noi non abbiamo mai visto
l'alba arrivare.
In memoria di M.M.
Capire il vento
Il significato del suo soffio.
Riuscire a parlare con i colori
mi piacerebbe passare una serata con il blu
e un pomeriggio con il verde.
Comunicare con le piante,
tutte,
fiori,
erbe,
alghe.
Leggere nel pensiero degli animali,
degli insetti.
Sentire la terra e farne parte
fisicamente,
come se si fosse una normale sua escrescenza mobile,
anzi ancora meglio,
come se la terra fosse una mia normale escrescenza,
avvertirne la rotazione,
il calore del suo centro.
E l’acqua.
Le pozzanghere,
la pioggia,
I fiumi,
i laghi,
i mari,
gli oceani.
Fermarne le onde,
controllarne le correnti,
comandare idrogeno e ossigeno.
H2O.
I suoni.
Non sentirli come “musica”
ma come vere e proprie parole,
come un discorso.
Essere l’universo
l'infinito.
Senza bene né male
Oltre.
der frutto della vita ch’è ‘n piacere.
‘O so dove te sei cacciata
ma sembra che te sia evaporata !
Stavorta nun è proprio corpa mia,
stare nascosta me pare un po’ che sia
come a dì in modo sibillino
che posso annà a grattamme er pancino !
E io me rodo perché er mi supporto
da quarche giorno sembra puro morto,
nun me permette manco da chiamà
pe ditte che te vorrei…
Te vorrei dire, nun smettere d’amamme,
stamme vicino e nun impressionamme,
si nun te sento nun riesco a emozionamme,
a tu parola forse può sbloccamme
Te manno un fiore de colore viola,
pe ditte che da te…er grasso cola
da le bellezze di cui hai fatto virtù,
che io nun dimenticherò più.
Ancora, se potessi, ti direi
che occupi in permanenza i sogni miei.
Puro se l’occhi sono ben aperti
sono sicuro che sei tu che me sconcerti.
Poi te direi…eh no ! nun parlo più !
Hai perso ‘ a lingua ? Risponneme ‘n pò tu.
Io pazientemente ho aspettato
fai uscì er fiato se nun m’hai c…anzonato !
Ti sembra semplice far migrare le ombre
deviare il verso di un capello luminoso
soffiare l’oggi in altri palmi
per quanto lieve possa apparire questo limes
ha un paio d’occhi ignoti
grigioazzurro e nerodipietradura
tale da sollevarti da nessuna parte
forse anche il tuo nome diventa tuono
e il belvedere di ricordi rari
nel tuo mirino proietta formule
del perdersi per sempre
da sogno eversivo sui cancelli
ormai avvolti da gelida veste
innalzo lo sguardo alla ricerca
di te preziosa mia Perla.
Ti ho lasciata appena
l’Amore ha invaso il mio cuore
lontana son fuggita
(anche il Signore lo comanda)
e col mio Amore
radici in terra straniera
abbian piantato.
Solamente un frammento di cuore
ho stipato in valigia
l’altro l’ho disperso nell’intera mia Terra
affinché non un solo cuore
restasse ma infinità
d’Amore cingesse l’Isola.
I padri e gli affetti da lì
sempre mi guardano
ed io tendo il filo più tenace.
Oggi ai tuoi piedi l’animo mio geme
la pioggia ti ha invasa
distruzione a piene mani ha elargito
sofferenza e lutti nel popolo
dal volto indurito e segnato
da continuo sfruttamento
ma dall’interiorità più integra che mai.
Sardegna Terra mia
di te vivo di te sogno.
Forse un giorno più non scapperò
dalle tue tenere braccia.
dove è fascino ed intimità,
dove ero regina per gioco,
ed ascolto le voci di questa casa.
… E’ lo sciacquio del fiume,
racconta di sé,
è acqua, scorre e passa come la vita
che ha corso su questi muri
dove s’ imprimono più bei ricordi.
… Qui, ancora per un pò,
sul trono dove ho cullato
favole e desideri
e nascosto e addolcito pianti.
… Da qui ho guardato passare gli anni
sfuggiti tra le dita, mangiati dal tempo
che ancora li rincorre.
Ma, ormai, è andato e tra poco
partirò anch’io,
ma dov’è che andrò?...
In un mondo in cui noia e conseguente nulla
prevalgono sulla realtà apparente
ci si invecchia prematuri
cercando continuamente ciò che mai saremo,
o che comunque ci sarà privato
e a quel punto
non ci saranno più
immagini da immortalare
niente più battaglie da combattere
ma solo il ricordo
di una guerra che hai sempre perso
ma in cui non sei mai morto.
Si lo so,
sono un vecchietto,
in confronto a te,
così giovane,
così calda,
forte,
vigorosa;
lo so,
lo so,
ma dentro sono ancora capace di amare,
di pensare,
di sognarti,
di volerti,
sono ancora quello di una volta,
nell’anima,
nella testa,
nel cuore;
e ti amo,
con tutto ciò che ho,
che mi rimane,
per il tempo che resta,
fino alla fine del tempo.
impazzire con te, amico mio,
che mentre soffri, soffro anch'io.
possiamo per un po’ anche giocare,
amore,che non può essere detto:
inutili discorsi o soste,
senza neanche ora saperlo,
che fiorisse l’amore a noi di fronte,
incontro!Se l'arbusto del tuo cuore
s'intrecciasse al mio
in un serto di rami fioriti e profumati
sarebbe dolce il sentimento d'amore.
Sublime
essere nel cerchio tuo fatato
che m'avvolgesse al tuo desiderio.
Sentire la magia
dei tuoi occhi neri di velluto
che m'accarezzassero l'anima
in una pioggia di sguardi
che annaffiassero i miei.
Se la clessidra del tempo
si fermasse al momento
in cui annodassimo i nostri lacci
e la dolcezza dell'istante
ci facesse volare per altri mondi
accompagnati da una musica
immortale,
la felicità esploderebbe
fino a toccare il cielo blu
in una serenità di gioia ed amore
nel profumo del grano maturo
scaturito
da ogni nostra parola
e i tuoi silenzi
calpestando granelli di sabbia e nuvole.
Nello sciabordio del mare
abbiamo parlato parole
annodando ritagli di vita.
Ci siamo raccontati il tempo
che conservo
e si muove dentro
al mio cuore.
Qui tu sei ....
(A Maria per il suo 50° Compleanno )
come carezza di neve fra le rose
ed una scogliera d’apostrofo di cuore
sfibrerà come piuma un orizzonte d’amore.
I miei passi s’accenteranno nel silenzio
come zucchero di nuvola riflesso nel vento
ed il tuo corpo sarà scrivania d’oceano,
tempesta sensoriale d’un candido raggio solare.
ero io la sua lezione,
senza eccezione faceva teoria.
Venti alle sette e lei già per via:
<Io scappo Papà all’università
alle sette c’è letteratura.
alle otto ho architettura.>
Spesso pioveva,
per lo più si ghicciava
ma non importava.
A quel posto isolato nessuno pensava
che una coppia tubava.
Vento o tempesta o fondo ghiacciato
era sempre una festa.
Ma un giorno, peccato, non arrivò.
La cercai, nuovamente aspettai,
ma quei troppi “non so”
risuonarono ancora per anni.
poi un dì la incontrai
raffinata, come sempre delicata:
“Che sorpresa, come stai?”
E di scatto mi abbracciò.
Mai l’avrei immaginato.
Non mi diede spiegazioni
ma soltanto due spintoni!












