(R)accordi anulari
e la discordia:
qualche moneta
necessariamente tolta
al tesoro della vita.
In questa post-verità
cartelli su cartelli
lanciamo ignobili allarmi,
che risuonano lontani e presenti
ai nostri occhi belli e ignoranti.
Tu che fissi quell'asfalto
che si macina lento e rugoso,
il troppo vento preso dal finestrino
è una libertà che soffoca.
Sarebbe arrivata, sai, quella prima volta
in cui i pensieri divergono
come la lingua di una biscia
una volta raggiunto l'apice agitato.
Ma ti guardo, mi guardi
- il che non significa che ci guardiamo-
E quello che non andava cos'era?
Diventa allora una spedizione archeologica.
Dal canto mio è meglio così.
E' appena passato un cimitero
disperso nel deserto della folla di auto.
Delle case che fa male al cuore
vederle lì, su quelle collinette,
con l'autostrada davanti che non le sfiora.
E finisce così, tra noi:
ci si bacia senza guardare davanti
e sappiamo d'olio di palma.
Tanto, la verità farebbe male
solo se cambiasse concettualmente.
e la discordia:
qualche moneta
necessariamente tolta
al tesoro della vita.
In questa post-verità
cartelli su cartelli
lanciamo ignobili allarmi,
che risuonano lontani e presenti
ai nostri occhi belli e ignoranti.
Tu che fissi quell'asfalto
che si macina lento e rugoso,
il troppo vento preso dal finestrino
è una libertà che soffoca.
Sarebbe arrivata, sai, quella prima volta
in cui i pensieri divergono
come la lingua di una biscia
una volta raggiunto l'apice agitato.
Ma ti guardo, mi guardi
- il che non significa che ci guardiamo-
E quello che non andava cos'era?
Diventa allora una spedizione archeologica.
Dal canto mio è meglio così.
E' appena passato un cimitero
disperso nel deserto della folla di auto.
Delle case che fa male al cuore
vederle lì, su quelle collinette,
con l'autostrada davanti che non le sfiora.
E finisce così, tra noi:
ci si bacia senza guardare davanti
e sappiamo d'olio di palma.
Tanto, la verità farebbe male
solo se cambiasse concettualmente.
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Non è vero che sono diversi,
è il tempo che cambia le cose.
Di sicuro dovevamo lasciargli
qualcosa di meglio.
Sarà mancata l'analisi,
forse venuto meno l'impegno
ma all'uscita della scuola
i ragazzi vanno verso la fermata.
Guardano avanti,
saranno migliori di noi.
è il tempo che cambia le cose.
Di sicuro dovevamo lasciargli
qualcosa di meglio.
Sarà mancata l'analisi,
forse venuto meno l'impegno
ma all'uscita della scuola
i ragazzi vanno verso la fermata.
Guardano avanti,
saranno migliori di noi.
Il vento mi orchestra l’anima
e come farfalla in un campo di girasoli
dipinge d’estate i flebili respiri del sole,
sveste nuvole guerriere d’accento corallo,
annoda foglie di vetro e ruggine cobalto.
Accartoccia il silenzio uno strascico di marea,
aquiloni di sale trapuntano i pensieri
come fiocchi di sassi e conchiglie d’alveari
e nevicano tralicci di luce fra sintassi di baci.
Trasuda nei miei occhi quel solitario vespro,
granelli stellari infuocano il mio petto
come punteggiatura d’un rossetto d’amore
e nel solstizio del mio inverno lacrimale
graffiano di speranza la mia aurora boreale.
e come farfalla in un campo di girasoli
dipinge d’estate i flebili respiri del sole,
sveste nuvole guerriere d’accento corallo,
annoda foglie di vetro e ruggine cobalto.
Accartoccia il silenzio uno strascico di marea,
aquiloni di sale trapuntano i pensieri
come fiocchi di sassi e conchiglie d’alveari
e nevicano tralicci di luce fra sintassi di baci.
Trasuda nei miei occhi quel solitario vespro,
granelli stellari infuocano il mio petto
come punteggiatura d’un rossetto d’amore
e nel solstizio del mio inverno lacrimale
graffiano di speranza la mia aurora boreale.
Amici, in cenacolo raccolti
spezziamo il pane e ridiamo
l’inganno dei miseri volti.
La notte ci ribolle il sangue,
al lume della lampada convenuta
riversiamo pagine di petrolio.
Solo un sogno è la nostra veglia,
di concederci immortali
tra le stelle vive del cielo.
Sopra lo stomaco che accusa
vive il voto nostro volto all’Arte
di placare la sete solo alla fonte più alta.
spezziamo il pane e ridiamo
l’inganno dei miseri volti.
La notte ci ribolle il sangue,
al lume della lampada convenuta
riversiamo pagine di petrolio.
Solo un sogno è la nostra veglia,
di concederci immortali
tra le stelle vive del cielo.
Sopra lo stomaco che accusa
vive il voto nostro volto all’Arte
di placare la sete solo alla fonte più alta.
Le nebbie velano la pianura
i contorni delle case sono sbiaditi,
i verdi sono ingialliti.
Il grigio cela ogni cosa
per l'anima che si sente adombrata
ma per nulla chetata.
Mai autunno fu paradgma d'inquietudine
come quest'anno...
tesa all'ascolto di ciò che mi circonda
per cercare d'erudire l'io smarrito
nei giusti comportamenti d'adottare
che non siano immemore risveglio
per il tempo a venire
e a ciò che c'è da sopperire
mi sento confusa e smarrita nell'agire.
In questo tempo imperfetto
e di tribolazioni
sia d'affetti che di genesi sconosciute
che avanzano inesorabilmente
e a cui non trovo il giusto modo di approcciarmi
mi chiedo quale sarà il responso
ed il prosieguo del divenire?
Per confortarmi,
mi pongo sotto le ali del cielo
che forse scioglieranno il gelo...
Innanzi al tuo candore,
alla tua pelle di stelle,
sono cristallo di neve, mi sciolgo…
Nei tuoi occhi, vivi di chiarezza,
mi perdo e piangerei gioia
sulla verità dei tuoi sorrisi.
… E mi appassiono, e mi coinvolgi,
quando abbandoni il tuo sonno
tra le mie braccia.
… Mi emoziono, si, ancora
ed ancora ed ancora…
L’emozione della bellezza dell’amore
svela che sappiamo ancora amare…
alla tua pelle di stelle,
sono cristallo di neve, mi sciolgo…
Nei tuoi occhi, vivi di chiarezza,
mi perdo e piangerei gioia
sulla verità dei tuoi sorrisi.
… E mi appassiono, e mi coinvolgi,
quando abbandoni il tuo sonno
tra le mie braccia.
… Mi emoziono, si, ancora
ed ancora ed ancora…
L’emozione della bellezza dell’amore
svela che sappiamo ancora amare…
Nebbia
Che avviluppa la città,
ogni cosa sembra spettrale e
inconsistente,
dimensione strana,
atmosfera sfumata,
malinconia,
atmosfera londinese;
nebbia inghiotte ogni cosa,
così sembra,
ogni tanto appaiono ombre di passanti,
macchine vanno pianino
e spariscono nel biancore;
giorni nebbiosi,
mesi dei defunti.
Che avviluppa la città,
ogni cosa sembra spettrale e
inconsistente,
dimensione strana,
atmosfera sfumata,
malinconia,
atmosfera londinese;
nebbia inghiotte ogni cosa,
così sembra,
ogni tanto appaiono ombre di passanti,
macchine vanno pianino
e spariscono nel biancore;
giorni nebbiosi,
mesi dei defunti.
So cosa vuol dire non sentirsi a casa,
non sentirsi a proprio agio,
non sentirsi nel posto giusto.
Volevo salvare il salvabile,
lo ammetto mio caro,
ma l’unica soluzione è ….
lasciarti andare.
Sì, preparati la valigia il più presto possibile,
mettici dentro le tue ambizioni
e va ….
… va prima che io cambi idea.
Ti lascerò andare
E spero che troverai un posto per te
In questo piccolo mondo,
ritroverai te stesso.
So che abbandonerai
quel mal di vivere
che dannatamente da sempre
ti accompagna
e che ti sta appiccicato addosso come un’impronta,
e spero che darai posto a nuove giornate
e nuove speranze.
Ti lascerò andare ….
Non ti rincorrerò,
non ti cercherò,
non urlerò il tuo nome,
e proverò con tutte le mie forze a dimenticarti.
Ma non chiedermi di non scoppiare a piangere
Una volta che salirai sulla tua auto
e ti vedrò pian piano svanire
e confonderti coi colori pastello
di questa vallata ….
non sentirsi a proprio agio,
non sentirsi nel posto giusto.
Volevo salvare il salvabile,
lo ammetto mio caro,
ma l’unica soluzione è ….
lasciarti andare.
Sì, preparati la valigia il più presto possibile,
mettici dentro le tue ambizioni
e va ….
… va prima che io cambi idea.
Ti lascerò andare
E spero che troverai un posto per te
In questo piccolo mondo,
ritroverai te stesso.
So che abbandonerai
quel mal di vivere
che dannatamente da sempre
ti accompagna
e che ti sta appiccicato addosso come un’impronta,
e spero che darai posto a nuove giornate
e nuove speranze.
Ti lascerò andare ….
Non ti rincorrerò,
non ti cercherò,
non urlerò il tuo nome,
e proverò con tutte le mie forze a dimenticarti.
Ma non chiedermi di non scoppiare a piangere
Una volta che salirai sulla tua auto
e ti vedrò pian piano svanire
e confonderti coi colori pastello
di questa vallata ….
Assecondo il tuo profumo
come vespro d’iride lunare
lacrimato silenzioso fra i rami
e nella luce che sporca il nostro corpo
siam tenero frumento d’agosto,
radici di nuvola e capitelli d’amore,
foglie di settembre e confettura di cuori.
Un chiacchiericcio di cometa
assolda briciole d’orizzonti confusi,
il nostro sguardo tace d’improvviso:
è perturbazione d’anima australe,
riflesso d’alfabeto d’aurora,
brina solare e nuda parafrasi.
come vespro d’iride lunare
lacrimato silenzioso fra i rami
e nella luce che sporca il nostro corpo
siam tenero frumento d’agosto,
radici di nuvola e capitelli d’amore,
foglie di settembre e confettura di cuori.
Un chiacchiericcio di cometa
assolda briciole d’orizzonti confusi,
il nostro sguardo tace d’improvviso:
è perturbazione d’anima australe,
riflesso d’alfabeto d’aurora,
brina solare e nuda parafrasi.
Il tempo di poche parole
come sapendo la morte dovesse arrivare
Non potrebbero queste non essere sincere sulle labbra tremanti
Un addio è sempre autentico
Il tempo di poche parole
specchiate negli occhi
prima che si chiudano
Un addio non necessita menzogne mai
come sapendo la morte dovesse arrivare
Non potrebbero queste non essere sincere sulle labbra tremanti
Un addio è sempre autentico
Il tempo di poche parole
specchiate negli occhi
prima che si chiudano
Un addio non necessita menzogne mai
Tu, uomo schietto da Dio prescelto,
col cuore vivi nelle disperse periferie,
gli ultimi accarezzi,
spandi il sorriso con amore puro
tra smarrite colline e mari in tempesta.
Dello Spirito semini l’ardore
con la luce dello sguardo fai nascere speranza
ove odio invade e regna
e la vita da tempo si è spenta.
Prega il Padre dei Cieli,
umile Francesco, affinché a Te conduca
per tenerci per mano nella buia confusa esistenza.
Di sapienza sei faro e di amore colonna,
amico in te incontro,
misera son io purtroppo di Spirito,
ti sento vicino, degna non sono di chiamarti fratello.
Padre, tra le tenebre ti invoco,
all’alba più nulla comprendo,
l’essenza mi sfugge il vuoto mi prende,
o Dio, rafforza la fede, illumina il percorso,
in Te son tutte la mie sorgenti.
Ti imploro, nel tuo cammino vorrei ritrovarmi,
troppo lontana è la mia Sardegna,
perennemente io ti invoco, Terra ambita.
col cuore vivi nelle disperse periferie,
gli ultimi accarezzi,
spandi il sorriso con amore puro
tra smarrite colline e mari in tempesta.
Dello Spirito semini l’ardore
con la luce dello sguardo fai nascere speranza
ove odio invade e regna
e la vita da tempo si è spenta.
Prega il Padre dei Cieli,
umile Francesco, affinché a Te conduca
per tenerci per mano nella buia confusa esistenza.
Di sapienza sei faro e di amore colonna,
amico in te incontro,
misera son io purtroppo di Spirito,
ti sento vicino, degna non sono di chiamarti fratello.
Padre, tra le tenebre ti invoco,
all’alba più nulla comprendo,
l’essenza mi sfugge il vuoto mi prende,
o Dio, rafforza la fede, illumina il percorso,
in Te son tutte la mie sorgenti.
Ti imploro, nel tuo cammino vorrei ritrovarmi,
troppo lontana è la mia Sardegna,
perennemente io ti invoco, Terra ambita.
- Elvy…ELVYYY…
- Ah ciao Gesù come va?
- Mah!!! Bene ma mi aspetta un periodaccio…
- Ah si?
- Senti vieni a mangiare con me?
- Uhm…pranzo o cena?
- Adesso… a pranzo
- Ok a pranzo va bene ma solo io e te ok?
- Si certo a pranzo sono solo ma questa sera ho organizzato una cena con tutti vuoi venire?
- In quanti siamo?
- In 13…con te 14….
- Uhm….no meglio di no, anzi perché anche tu non ci vai? Usciamo io e te
- Ehhhh..non posso…devo esserci
- Eddai…allora vengo a prenderti subito dopo…ti porto al cinema…
- Ehhh non posso nemmeno dopo….
- Devi proprio?
- Si!
- Peccato…
- Proprio a me lo vieni a dire?
- Ahhh... si scusa era per dire… Mangiamo subito o facciamo prima due passi sull’acqua?
- No mangiamo subito scegli tu il ristorante
- Facciamo ristorante romano? Due belle cacio e pepe…
- Proprio romano?...mi sa che farò fatica a digerire, andiamo in un ristorante non tipico due spaghetti al pomodoro e basilico e via
- Vino lo assaggi tu?
- Certo
- Ma…è vera la storia che hai ridato la vista ad un cieco?
- Ma…per me ci vedeva già da prima…
- E allora??? Ti eri messo d’accordo?
- No no …è venuto questo che voleva riavere la vista ma secondo me l’ha fatto perché stava per essere scoperto… chiedeva l’elemosina e se si fossero accorti che mentiva…sai le botte…ho improvvisato un po’ di terra e saliva vai a sciacquarti.. e …ha detto che se ci vedeva era merito mio…
- Ahhh…
- Dopo mangiato facciamo qualche miracolo??? piccolo... senza impegno….
- Tipo?
- Che so….mi fai diventare un sex simbol…
- No
- Ricco?
- No
- Far vincere l’Inter?
- Lascia stare sono anche io interista…ma sarebbe imbrogliare…
- Ok dai niente …mangiamo…un brindisi…
- A cosa brindiamo?
- Uhm…alla vita, alle belle donne, non solo d’aspetto…e a questo momento.
- Caffè?
- Si due e una grappa bianca
- Il conto? Offri tu?
- Certo
- Meno male io devo già offrire alla cena di questa sera…e mi sa non solo per noi 13…
- Ok… allora… ciao. Facciamo un pezzo di strada assieme?
- No io vado dall’altra parte
- Ok ciao fatti abbracciare... ricordati che ti voglio bene, te ne ho sempre voluto...anche da bambino.
- Si lo so... è per questo che ho voluto fare questo pranzo con te... ciao
- Mentre cammino penso…che il suo “offrire questa sera” e “vado dall’altra parte” avessero un significato differente da quello che siamo soliti dargli.
- Ah ciao Gesù come va?
- Mah!!! Bene ma mi aspetta un periodaccio…
- Ah si?
- Senti vieni a mangiare con me?
- Uhm…pranzo o cena?
- Adesso… a pranzo
- Ok a pranzo va bene ma solo io e te ok?
- Si certo a pranzo sono solo ma questa sera ho organizzato una cena con tutti vuoi venire?
- In quanti siamo?
- In 13…con te 14….
- Uhm….no meglio di no, anzi perché anche tu non ci vai? Usciamo io e te
- Ehhhh..non posso…devo esserci
- Eddai…allora vengo a prenderti subito dopo…ti porto al cinema…
- Ehhh non posso nemmeno dopo….
- Devi proprio?
- Si!
- Peccato…
- Proprio a me lo vieni a dire?
- Ahhh... si scusa era per dire… Mangiamo subito o facciamo prima due passi sull’acqua?
- No mangiamo subito scegli tu il ristorante
- Facciamo ristorante romano? Due belle cacio e pepe…
- Proprio romano?...mi sa che farò fatica a digerire, andiamo in un ristorante non tipico due spaghetti al pomodoro e basilico e via
- Vino lo assaggi tu?
- Certo
- Ma…è vera la storia che hai ridato la vista ad un cieco?
- Ma…per me ci vedeva già da prima…
- E allora??? Ti eri messo d’accordo?
- No no …è venuto questo che voleva riavere la vista ma secondo me l’ha fatto perché stava per essere scoperto… chiedeva l’elemosina e se si fossero accorti che mentiva…sai le botte…ho improvvisato un po’ di terra e saliva vai a sciacquarti.. e …ha detto che se ci vedeva era merito mio…
- Ahhh…
- Dopo mangiato facciamo qualche miracolo??? piccolo... senza impegno….
- Tipo?
- Che so….mi fai diventare un sex simbol…
- No
- Ricco?
- No
- Far vincere l’Inter?
- Lascia stare sono anche io interista…ma sarebbe imbrogliare…
- Ok dai niente …mangiamo…un brindisi…
- A cosa brindiamo?
- Uhm…alla vita, alle belle donne, non solo d’aspetto…e a questo momento.
- Caffè?
- Si due e una grappa bianca
- Il conto? Offri tu?
- Certo
- Meno male io devo già offrire alla cena di questa sera…e mi sa non solo per noi 13…
- Ok… allora… ciao. Facciamo un pezzo di strada assieme?
- No io vado dall’altra parte
- Ok ciao fatti abbracciare... ricordati che ti voglio bene, te ne ho sempre voluto...anche da bambino.
- Si lo so... è per questo che ho voluto fare questo pranzo con te... ciao
- Mentre cammino penso…che il suo “offrire questa sera” e “vado dall’altra parte” avessero un significato differente da quello che siamo soliti dargli.
Sulle pagine del mio quaderno
scrivo le emozioni.
Su ogni rigo
Su ogni rigo
appoggio l’aria che respiro.
Ogni fiato ha un frammento della mia vita:
Ogni fiato ha un frammento della mia vita:
una treccia e mi torna bambina
una lacrima e mi torna pensiero.
Di tutti i miei passi compiuti
Di tutti i miei passi compiuti
conservo ogni alito
ogni volta che la notte diventa giorno
il mio sguardo diventa cielo .
Ho il cuore velato da un po’ di nostalgia
ora che ogni luce mi torna cornice.
Natale arriva
con un luccichio tra i vetri
con un luccichio tra i vetri
una musica che placa
una magia che avanza
e danza , danza , danza.












