Riviera di mansuete rondini
che mietono doni di nascita
portando azzurro
in un mare che non c’è.
Ti piace accarezzare l’uncino
Accalappiato ai tuoi seni
e veder volteggiare occhi
che recitano abbastanza bene
ma traditi da dita al caffè.
Con una lenza sporgente
Verso fiumi che sgorgano ebbrezza
dimentico con il sonno
una fragranza che ha saputo di limone.
che mietono doni di nascita
portando azzurro
in un mare che non c’è.
Ti piace accarezzare l’uncino
Accalappiato ai tuoi seni
e veder volteggiare occhi
che recitano abbastanza bene
ma traditi da dita al caffè.
Con una lenza sporgente
Verso fiumi che sgorgano ebbrezza
dimentico con il sonno
una fragranza che ha saputo di limone.
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Scarlatti colori nell’aria
s’accendono,
il giallo al verde s’abbina
distende soffici tappeti
al sognante innamorato.
Il rosso si lega al marron
passionali baci elargisce
colui che vive d’amore.
Sulla panchina teneramente
s’adagia una vecchia solitaria
l’amata dimora rifiuta
tanto nessuno più l’attende.
Mentre le foglie
invocano il vento d’ordire
per lei un concerto,
la palla del bimbo balza
per errore fra le mani si posa
e per un attimo
del cuore l'autunno sconfigge.
s’accendono,
il giallo al verde s’abbina
distende soffici tappeti
al sognante innamorato.
Il rosso si lega al marron
passionali baci elargisce
colui che vive d’amore.
Sulla panchina teneramente
s’adagia una vecchia solitaria
l’amata dimora rifiuta
tanto nessuno più l’attende.
Mentre le foglie
invocano il vento d’ordire
per lei un concerto,
la palla del bimbo balza
per errore fra le mani si posa
e per un attimo
del cuore l'autunno sconfigge.
Dai cieli agli abissi
oh il passo è così breve
una folata di vento
un attimo di tempo
un piede in fallo
sulle splendide alture
dell'anima
il volo di un angelo
in picchiata
Non diresti così poco
possa separare
picchi di gioia
da valli di lacrime
il caldo del sole
da quello dell'inferno
eppure così è
Tuttavia l'amore
abita perfino oscure regioni
nei precipizi del cuore
oh il viaggio di ritorno è possibile
il salto inverso
ed io lo so per certo
oggi che navigo nella pace
del paradiso
dei tuoi occhi
oh il passo è così breve
una folata di vento
un attimo di tempo
un piede in fallo
sulle splendide alture
dell'anima
il volo di un angelo
in picchiata
Non diresti così poco
possa separare
picchi di gioia
da valli di lacrime
il caldo del sole
da quello dell'inferno
eppure così è
Tuttavia l'amore
abita perfino oscure regioni
nei precipizi del cuore
oh il viaggio di ritorno è possibile
il salto inverso
ed io lo so per certo
oggi che navigo nella pace
del paradiso
dei tuoi occhi
Distratti dal niente
Venduti per troppo meno.
l’ uomo inciampa sull’ uomo,
la banalità dell’ essere
e l’ arroganza del vuoto che avanza.
Cosa vuoi che ti dica
se parlare d’ amore è fuori moda
ma farlo non lo è mai;
la spirale dell’ ipocrisia
ha risucchiato anche me,
che non ho mai dato buoni consigli
e ho preferito guardarti
tra il reggiseno e lo specchio
piuttosto che dirti
di volerti per tutta la vita
Siamo tutti bravi
a dipingere opinioni
e tatuarci medaglie ai valori,
quelli che abbiamo perso ormai;
la frenesia della presunzione
le buone intenzioni senza azioni.
Ma parlare d’amore è ancora fuori moda
e anche stanotte non dormiremo mai,
che ti sei fidata dei miei consigli
mentre restavo a fissarti
piuttosto che prenderti in braccio
e portarti a volare ...
E ti amo e non lo sai
perché parlar d’amore è fuori moda ormai.
Le margherite sfogliate, m’ama o non m’ama
si m’ama, ma non mi vuole, mi duole
forse non lo sa che m’ama, con gli occhi
sulfurei che si ritrova, forse mi crede
una biscia che striscia sul marciapiede
di fronte casa sua. E’ un fatto di fede
l’amore è un gioco mi ha detto, chi lo vede
è maledetto, ma se ha scarpe a punta e tacchi
può ballare il tango sino a quando il sole
non sorge. Non m’ama dunque, è la trama.
L’amore in quattro ragli e mille serpenti
a sonagli, un asino fatto e rifatto
e una serpe di scuola, non c’è storia,
non c’è gloria. Non m’ha mai amato
ho fatto un giro bendato sull’ottovolante
del luna park, sono una specie di mutante
in mutande, uno scemo patentato e conclamato
potete dirmi di tutto. Maria, chi è Maria?
Non si chiama Maria e non ha un gatto
l’ho detto e ridetto ai quattro venti.
Poi è arrivato lui, lui chi? C’è sempre
un terzo incomodo e pure un quarto
in cerca di guai e di nuove dame
da collezionare, visto quanto è bello il mare
da quassù? Migliore dei tuoi fianchi
di vetro e degli occhi neri stanchi
della frenesia degli orari sul finire
della sera. Le nuvole di liquame
si sono addensate, piove a dirotto
la luna non c’è, fanno la ola le ombre.
Io nun t’avevo mai cercata,
hai dato una spallata e sei entrata
a fare parte d’a vita mia
ner modo più irruento che ce sia.
Ma io che sono un vorpone vecchio
me so guardato dentro a ‘no specchio
me sono detto : “mò te sderumo”,
te faccio fa la fine d’un fil de fumo.
Che all’epoca quanno folleggiavo
e donne come te me le frullavo,
seguivo er canone eterno dell’amore
de cui fui sempre un gran sostenitore.
Parole dorci, canzoni inventate
de donne ne facevo marmellate.
E mica m’avevano avvertito
che a scherzà come ‘n pervertito
me sarei trovato a tera riverso
a sperimentà er canone…inverso !
Che è morto più pericoloso
e, umanamente tanto doloroso.
Perché ‘e donne sanno fare male
prima t’attireno e poi, tale e quale,
co na freddezza tutta naturale
te lasciano li ad ingrassà er maiale.
Quanno so “punte“ fanno venì i brividi.
a ben vedere sembran proprio afidi,
chi ‘e credeva a pace da famija.
nun conosceva bene ‘a guerija !
Mò vado a prenne a casa a nenna mia
speramo che nun abbia l‘artiglieria…
La porto a prenne un gelato bono
come da poco io diventato sono,
je canto puro ‘na canzone
sperando nun confonda canone e…cannone !
hai dato una spallata e sei entrata
a fare parte d’a vita mia
ner modo più irruento che ce sia.
Ma io che sono un vorpone vecchio
me so guardato dentro a ‘no specchio
me sono detto : “mò te sderumo”,
te faccio fa la fine d’un fil de fumo.
Che all’epoca quanno folleggiavo
e donne come te me le frullavo,
seguivo er canone eterno dell’amore
de cui fui sempre un gran sostenitore.
Parole dorci, canzoni inventate
de donne ne facevo marmellate.
E mica m’avevano avvertito
che a scherzà come ‘n pervertito
me sarei trovato a tera riverso
a sperimentà er canone…inverso !
Che è morto più pericoloso
e, umanamente tanto doloroso.
Perché ‘e donne sanno fare male
prima t’attireno e poi, tale e quale,
co na freddezza tutta naturale
te lasciano li ad ingrassà er maiale.
Quanno so “punte“ fanno venì i brividi.
a ben vedere sembran proprio afidi,
chi ‘e credeva a pace da famija.
nun conosceva bene ‘a guerija !
Mò vado a prenne a casa a nenna mia
speramo che nun abbia l‘artiglieria…
La porto a prenne un gelato bono
come da poco io diventato sono,
je canto puro ‘na canzone
sperando nun confonda canone e…cannone !
Gli anni, in fondo, sono
un susseguirsi di aurore, di albe
e tramonti, che abitano i giorni
e li arricchiscono con emozioni mai uguali,
senza che noi, spesso o sempre,
ne percepiamo la carezza.
Potessimo ascoltarne quel loro sfiorarci!
… Ogni sera attende la notte,
bella e sensuale signora
da nere paillettes agghindata,
che nasconde le sue fantasie
dietro i veli di una sottana...
E la notte veglia l’alba e….
… D’improvviso, ma lentamente,
rosei riflessi abbracciati al cielo,
scivolano e s’infilano
tra iridi ancora dormienti,
stordite dal sonno e dal silenzio,
dai sogni o dai giochi maliziosi del buio.
… I sorrisi spalancano le bocche
che lì sono attente, quasi
ad accogliere un parto, perchè
i palpiti dei cuori mordono già le ore.
… Potessimo abbandonare
quel vibrare continuo di corde
sempre tese!
… Perché è così che, leggeri, vanno gli anni…
un susseguirsi di aurore, di albe
e tramonti, che abitano i giorni
e li arricchiscono con emozioni mai uguali,
senza che noi, spesso o sempre,
ne percepiamo la carezza.
Potessimo ascoltarne quel loro sfiorarci!
… Ogni sera attende la notte,
bella e sensuale signora
da nere paillettes agghindata,
che nasconde le sue fantasie
dietro i veli di una sottana...
E la notte veglia l’alba e….
… D’improvviso, ma lentamente,
rosei riflessi abbracciati al cielo,
scivolano e s’infilano
tra iridi ancora dormienti,
stordite dal sonno e dal silenzio,
dai sogni o dai giochi maliziosi del buio.
… I sorrisi spalancano le bocche
che lì sono attente, quasi
ad accogliere un parto, perchè
i palpiti dei cuori mordono già le ore.
… Potessimo abbandonare
quel vibrare continuo di corde
sempre tese!
… Perché è così che, leggeri, vanno gli anni…
Quando l’aurora divampa
tra i flutti notturni
mossi alla luce,
cresce la cresta del sole
su l’anima e le membra
le pupille elevate.
Allora ritorna il ricordo fanciullo
di quando a bracciate
misuravo
forze oscure nella corrente
-roccia azzurra-
e la tristezza m’assale
pallido raggio di luce.
Sulla superficie
ora un orecchio malato
attende -assente
al tono delle acque.
Nel pensiero il fanciullo
s’acquieta
al ritorno nel grembo
d’una madre benevola
e silenziosa..
quando allora
il mio corpo provato
siederà sulla scogliera
affranto
a ricordare gli anni trascorsi
alla fine del ciclo,
con piena decisione
l’anima già dipartita raggiungerà
ricolmo di mare nel viso,
negli occhi e le orecchie
finalmente vive.
tra i flutti notturni
mossi alla luce,
cresce la cresta del sole
su l’anima e le membra
le pupille elevate.
Allora ritorna il ricordo fanciullo
di quando a bracciate
misuravo
forze oscure nella corrente
-roccia azzurra-
e la tristezza m’assale
pallido raggio di luce.
Sulla superficie
ora un orecchio malato
attende -assente
al tono delle acque.
Nel pensiero il fanciullo
s’acquieta
al ritorno nel grembo
d’una madre benevola
e silenziosa..
quando allora
il mio corpo provato
siederà sulla scogliera
affranto
a ricordare gli anni trascorsi
alla fine del ciclo,
con piena decisione
l’anima già dipartita raggiungerà
ricolmo di mare nel viso,
negli occhi e le orecchie
finalmente vive.
Ho trattenuto il respiro
nel sentire l'abbaglio
delle tue parole.
E' un arpeggio il tuo sguardo
che scuote le corde
più intime del mio io,
sono giochi d'ombra e di sole
i tuoi occhi tinteggianti
di miele e d'oro il mio sentire.
Ti ho guardato
con le emozioni del mio cuore
che la tua mano carezza
donando il calore del fuoco
che arde, rapisce ed estasia.
Un leggero sorriso t'increspa le labbra
memoria che incamera
viaggianti sensazioni
donanti brividi sulla pelle e sui fianchi:
- alate carezze di vento -
che m'abbracciano e mi contengono
in una gioia infinita.
Non mi farai percorrere la stessa ferita:
ho l’esercizio abissale del destino,
e la grande cronaca del cuore.
Non percorrerò più quella ferita
o le turbate osservazioni
lungo il perimetro del cuore,
lungo il perimetro del cuore,
in un trompe l'oeil vuoto.
Le tue fessure,
non moltiplicheranno
il mio sguardo sul soffitto
e neanche il brivido tremendo
che, soli, ci conduce verso casa.
Piango solo... di pietà per te!
Del veleno e acido infetto
che sai iniettare nel mattino
senza virtù, né speranza,
senza battaglia, nè vittoria.
Rido solo...di pietà per te!
Sei, irreale desiderio
Rido solo...di pietà per te!
Sei, irreale desiderio
dietro la tua porta chiusa ….
….come un trompe l'oeil vuoto.

… Dirò di amore che non si disperde
con la sabbia di una clessidra,
perché non conosce tempo e misura,
ch'è fertile terra a partorire frutti solo per te.
… L’eco dalle mille risposte
affinchè i silenzi dell'anima
si facciano voce chè le tue lacrime
esso ingoia senza sciogliere parola.
… E poi, esplode ed erutta il suo fuoco,
semplicemente,
se sei tu ad essere felice.
… Vi dirò che c’è un amore
che non si nega mai, neanche
quando è curvo sui suoi abbracci
ché il tempo ci è passato dentro
e, ormai, incombe la sera.
… Ma sempre una fiammella
sorregge le tue incertezze che, sulle labbra,
snocciolano ancora il nome più dolce di tutti,
così che il buio si faccia cenere.
… C’è un amore che nella sua sera
allunga ancora la mano per una carezza
alla ruga della tua fronte….
con la sabbia di una clessidra,
perché non conosce tempo e misura,
ch'è fertile terra a partorire frutti solo per te.
… L’eco dalle mille risposte
affinchè i silenzi dell'anima
si facciano voce chè le tue lacrime
esso ingoia senza sciogliere parola.
… E poi, esplode ed erutta il suo fuoco,
semplicemente,
se sei tu ad essere felice.
… Vi dirò che c’è un amore
che non si nega mai, neanche
quando è curvo sui suoi abbracci
ché il tempo ci è passato dentro
e, ormai, incombe la sera.
… Ma sempre una fiammella
sorregge le tue incertezze che, sulle labbra,
snocciolano ancora il nome più dolce di tutti,
così che il buio si faccia cenere.
… C’è un amore che nella sua sera
allunga ancora la mano per una carezza
alla ruga della tua fronte….
Una felpa, lasciata sulla poltrona
vuoto guscio d'azzurro
sembra emanare aiuto
ha conservato l'abbandono impotente
di chi venuto a noia
non conta più.
non conta più.
Fissata in un fianco,
una etichetta pungente la descrive
varie composizioni
vaga alchimia seriale
chimica d’anima.
Una lama di luce si posa incerta
un piccolo riflesso d’alba
divide il ritratto di un istante perduto
immagine felice del tempo
che inesorabile muore in circolo.
Vorrei urlare
sui riflessi, sulle divisioni
e sulle ore di un nuovo giorno
uguale a sempre...
Tramonti senza luci
e senza vita.
Giorni da inventare
fatti di vuoti e di difficoltà.
Ma la svolta è dietro l'angolo
la vita che mancava rinasce.
Le luci tornano ad illuminare
i tramonti.
I vuoti si riempiono
di sorrisi.
Le difficoltà
svaniscono nel nulla.
Il tempo
non esiste più.
L'anima torna
a volare leggera.
Con i sorrisi
intorno al tavolo.
Si ritorna
a fare festa.












