Sono stanco

stanco di correre nel nulla

in mezzo alla polvere

di palazzi in costruzione

e maciullare la ragione

tra le pozzanghere e la pioggia

nell'istinto della mia intenzione.

Ho un'anima scartavetrata

e un cuore raggomitolato

tra le foglie e il prato

di un magico infinito.

Voglio andarmene

da questa città e da questo marciume

non voglio più correre

e costruire palafitte nella palude

contare le sconfitte

e bere il mio stesso orgasmo

tra le nicchie di alberi e fiori

in oasi di plastica.

Voglio camminare e respirare

tra le carezze e i baci

disegnando la luna sulla mia ferita

e libero di false proprietà e promesse

spianarmi la strada verso la radura.

E lì mi adagerò con lei

e se mai vorrà

raccoglieremo fragole negli alberi dei sogni

tra le nuvole

di questo mistico aspettare.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Sono seduto alla mia scrivania.

Sul mio lato destro ho una grande finestra.

Sono le 11,44 e il cielo è coperto


 Nuvole dense più chiare e più scure,  

compatte

che emanano una luce strana.

Sembra di essere in una sacca con un dolce alla panna capovolto sulla testa.

Panna bianca e un po’ più grigia,

come se una parte fosse mischiata a qualcosa di scuro,

come la neve, 

bianca dove è ancora intatta

e grigia dove passano le macchine.


E’ il 29 aprile 2016 un Venerdì.

Mi sono sempre chiesto se davvero ad un lettore interessa sapere com’è il cielo in questo momento.

Voglio dire in un racconto in un romanzo il descrivere il cielo che senso ha?

Se avessi scritto che era una bella giornata di sole e il cielo azzurro avrebbe fatto differenza?


Pensandoci forse sì, forse lo stato d’animo sarebbe stato diverso, sia mio sia del lettore.

Sto rivalutando l’utilizzo del mio tempo.

In un romanzo di Michael Ende si parla di “signori Grigi” che rubano il tempo agli uomini per esistere.

Quel tempo è trasformato in sigari che loro fumano e senza quelli spariscono, muoiono, evaporano.


Tempo che se ne va in fumo.

In giorni come questi sento tutta la mia energia,

la mia potenzialità che vorrebbe espandersi ma è frenata.

Come se si andasse in salita con una macchina ma con il freno a mano tirato,

ma non è l’esempio corretto.


E’ come una falsa partenza ai 100 mt di atletica,

scatti al via ma vieni fermato e torni sui tuoi passi,

è come un contenitore che ha una certa elasticità ma chiuso con un tappo.

Dentro una forza si espande spinge su tutte le pareti

il contenitore si dilata ma poi non esplode e torna nel suo formato iniziale.


Nel mio caso è più come se lasciassi libera questa energia,
questo amore,

ma non trovassi nessuno ad accoglierla a capirla.

Un po’ come lasciare la pompa di benzina aperta con il carburante che esce,

cerca una macchina per poterle essere utile ma non ce ne sono.


Il carburante è inesauribile, ma la mia testa mi convince a chiudere il rubinetto

Come per il carburante,

che se non trova un serbatoio inquina ed è pericoloso, 

la mia energia diventa fuori luogo, mal interpretata e si blocca.


Il fatto è che  lei –l’energia- non sa  perchè,  è  la ragione che le parla.

Ma si sa non vanno troppo d’accordo.

Come si dice:
"il cuore ha delle ragioni che la ragione non può capire"


Che spreco.

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Profilo Autore: Elvezio  

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Lacrime di cotone,

canzone d’autunno

e luce tra le onde.


Raggomitolo il ricordo

d’un giorno senza te

ed un costato di nuvole

s’infuria sulla mia schiena

come l’abbraccio di una foglia

inciampata nel miele della sera.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Vestito di magia

Bene o male

Sono poeta e artista,

e mi vesto di sogni

e fantasie

e di pensieri,

perché tu che leggi,abbi

un po’ di magia,

sorridendo un poco,

o riflettendo;

e mi vesto di sogni,

come un cantastorie,

che è tutti e nessuno,

per te,

anche per te.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Vorrei che ci fosse ancora il silenzio della notte

Che mi accompagna per strada

Vorrei che ci fosse ancora l’uscita da scuola

Con mio padre che mi aspetta

Vorrei che ci fosse ancora la carezza di mia madre

Nei giorni di febbre.

Ogni giorno ha un gusto diverso

Ma il sapore lo senti solo molti anni più tardi

Quando ti manca quello che avevi.

Ogni giorno lo dipingi diverso

Ma i suoi colori li apprezzi molti anni più tardi

Quando i tuoi occhi vedono e non guardano solamente.



Vorrei indietro le lacrime che piansi e

Il coraggio che ho svenduto

Vorrei indietro un tiro da tre punti sbagliato

Un applauso meritato e mai avuto

Vorrei indietro l’eroe che non sono stato

Le poesie che ho perso.

Vorrei indietro la pistola che non impugnai

E il sangue che ho versato.

Vorrei indietro i giorni diversi

Ora tutti uguali

Quando le cose erano semplici

E mi bastava correre e giocare.

Le vorrei indietro

Guardando sempre al futuro.

Vorrei indietro due occhi che mi desiderano

E non mi possono avere

Vorrei indietro il bisogno di me

Dei miei fratelli

E la follia di mia nonna

Vorrei indietro queste cose e altre

Ma in realtà non le ho mai lasciate

E loro non mi hanno mai abbandonato

Si sono solo chiuse in un armadio

Aspettando la stagione giusta per uscire

E accompagnarmi

Portati dal vento della vita



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Profilo Autore: Elvezio  

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Perché, mi chiedo spesso,

il perché di un perché.

Peraltro è un avverbio,

un lemma senza sesso;

parte fissa del discorso

invariabile il suo corso.

Perché, per quale scopo

o per qual sarà ragione

se il verbo viene dopo.

È di chiara spiegazione.

Sarà un logico rapporto

fra dei segni e dei concetti

ed allora, cosa aspetti

non ti chiedere perché.


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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Sorgi alba di luce
benefico desiderio
della mia anima
ad irradiarmi di serenità e pace,
cancella questo silenzio
che mi corrode e mi consuma.

Scaccia la notte oscura
che m'ammanta di buio
e di solitudine...

risplendi mio giorno agognato
riempimi il cuore
di ciò che io desidero
come l'arca desiderò
d'arenarsi sull'Ararat
stanca di quel peregrinare
sulla terra in Diluvio Universale.

Guardo il cielo con tristezza,
un suono di campane si perde
nell'ovattato silenzio,
mi coglie dolore d'abbandono,
ma l'energia che ho della vita
è irresistibile richiamo
al suo ritorno...

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Profilo Autore: Grace D  

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Ferite aperte i suoi crateri
La veste candida di una dea
Il volto pallido
Dalla sua bocca di neve
in apparenza muta
mi giungono tristi sussurri
i sospiri della luna
tra i sogni morenti
di amanti traditi
Un pianto lontano
una lacrima soltanto
ma di puro argento


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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ispirami un viaggio
ma non indicarmi la strada
Gli errori più belli
li ho fatti per sbaglio.
 
Parlami sempre di te
ma non dei giorni a venire
Le frasi più belle
le ho scritte in agende scadute.
 
Parlami piano all’ orecchio
e se vuoi grida pure all’ aperto
Le canzoni più belle
le ho ascoltate nel vento.
 
E non lasciare mai più niente al caso
tutto si incontra prima o poi
come le lacrime
tra i tuoi sorrisi …
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Profilo Autore: emanuele  

Questo autore ha pubblicato 87 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Frantumo prigioni invisibili
ristrette le stanze
di una casa
che ha smarrito
le mie confidenze
e il suo calore

spazi

voglio solo finestre
dall'intelaiatura di cielo
e porte sempre spalancate

spazi

Le gabbie uccidono
ma lentamente
mentre le ali diventano inservibili

Io non posso restare
dove il sole mi ha dimenticato
e la libertà è straniera
qui dove i miei sogni sono morti
sfracellati sul pavimento
e nessuno verrà mai a raccoglierli

spazi sorgono improvvisi

ora i tuoi occhi sono barche
che mi traghettano nel mare
di una libertà infinita

frantumano prigioni invisibili
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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Come foglie
che
sferzate da folate di vento

sfarinano al suolo

così

i miei sogni sfumano

nel letargo del mio inverno



















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Profilo Autore: Giovanna Vecchio  

Questo autore ha pubblicato 66 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Strada di fango.
inciampo di radici
in passi di sabbia.

Creature in frantumi
nel verde ostinato.


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Profilo Autore: rosannag  

Questo autore ha pubblicato 26 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vivere l'esistenza
lontano dal mare
percorrendo sentieri scuri e impervi

Viali ambrati
dai lucenti sprazzi
di sentimento lontani e svaniti

Forse nel sogno del tempo
scivolerebbe lo sguardo

E percorso diverrebbe
oasi di pace nell'ingarbugliata
dorata società

Dove tutto
perfetto appare
ma il cuore mai può parlare


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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

Questo autore ha pubblicato 106 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Baci di sale e parole

s’annodano alle radici

del mio petto stellato.


Veleggia alfabeto solare

d’un brivido d’anima al crepuscolo

e fra spighe di sguardi socchiusi

stringo calici d’acquerelli di cielo.


Respiro virgole di ghiaccio

cullate dalla luce dell’estate,

getto briciole d’arpe fra i rami

come cristalli di sabbia lunare

ed aritmetica di papaveri e pane.


Un solstizio d’ombre s’ambra di brina: 

la tua assenza è un volo spezzato

di mille farfalle e poesia d’uragano. 


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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Tre rose e l’orchidea rara, il dono è romantico

 antico, c’è un animo da poeta nel tuo amico

l’ostacolo del secolo è l’indifferenza al bello

il budello di sogni è stretto, hai visto la confusione

la ragione è questa e non c’è spazio per il disordine

fine o volgare che sia, c’è una cornice da restaurare

e conservare per un quadro dipinto nel medioevo

dal servo del signore del castello. E’ storia, aria

boria gloria senza rotta, solo un modo per giustificare

amare sconfitte o perdite di coscienza. Tre rose

contese ma resistenti, sono lì da mesi, intatte

immacolate incorrotte, simboli e specchi della purezza.

Strizza, strabuzza gli occhi la ragazza, è una pazza

una gazza nera, un fondotinta perlato e argentato

finito per caso in cantina. Il tempo per l’amore

per il batticuore è rimandato, tre rose non possono bastare

l’affare in via di definizione lo vieta, un marito

fornito di obbligazioni e titoli di stato è all’orizzonte

un conte demente potente e benestante. Il cuore

dolore a parte può aspettare, tre rose saranno dell’amante

perdente e l’orchidea la panacea per il sesso futuro.

Il muro è alzato, rose e orchidee terranno duro.

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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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