E che me scete a fa, songhe scetato,

e suonne ca facce sempre, addurmentate,

so chelle, e stesse  che sotto ‘e cuverte

riesche a fa cu l’uocchie ben aperte.

Mi dicono che song’ un “sognatore”

rispunne, è ‘ o vero, sissignore.

Me suonne e te, nennè, quanto si bella,

me suonne de vasà chella vucchella.

‘O reste cosa vuoi che sia,

è n’esercizio sul’e fantasia,

ca nisciune sape se s’avererà

ma ie te voglie, te voglie sempe amà.

Lassete andà e pienze sul a nuje,

se nun ce pienze l’ammore senne fuje,

a realtà verrà quanne verrà.

nuje simme ca,ce stamme a preparà !



Traduzione

E che mi sveglio a fare, sono già sveglio

I sogni che faccio sempre, addormentato,

son quelli, gli stessi che sotto le coperte

riesco a fare con gli occhi ben aperti .

Mi dicono che sono un Sognatore,

rispondo, è vero, sissignore.

Sogno di te, cara, quanto sei bella,

sogno di baciar la tua boccuccia.

Il resto cosa vuoi che sia,

un esercizio sol di fantasia,

che nessuno sa se s’avvererà,

ma io ti voglio, ti voglio sempre amare.

Lasciati andare e pensa solo a noi

Se non ci pensi l’amore se ne fugge,

la realtà verrà quando verrà.

noi siamo qua, ci stiamo preparando !
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Profilo Autore: Bronson  

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E' giunta mezzanotte

un altro giorno è finito per sempre,

unico come ogni giorno

è unico a se stesso

Un trillo magico sveglia la mente

a pensieri che appartengono alla luna,

e l'anima ad emozioni che solo il cielo vede

La notte ha un'altra dimensione

eterea, soffice esente da gravità

mi trovo a volteggiare nel vuoto

accarezzo ricordi, sfioro immagini

che solo al buio hanno luce

Esprimo parole che il giorno rende mute

prendono vita sul pentagramma

nasce una melodia che mai nessuno ascolterà

Sento il profumo del mare

il vento freddo delle montagne

dalle alte guglie innevate

ecco cos'è la felicità ...

La solitudine della notte

è un canto che mi ristora,

sono libera dalle catene

che regolano il trascorre del giorno

Spazio senza limiti, tra il riso e il pianto

nessuna sentenza da chi di me nulla conosce,

leggero è il respiro, lo sguardo limpido

nulla è ostico, regna pura la candidezza

Petali profumati, il mio giaciglio

le palpebre piano piano si abbassano

sento il tuo abbraccio amore

Questa è la magia della notte ...
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Culla un ricordo
come se fosse un bambino
che ti chiede una carezza
come tu  potessi assopirlo
in una dolce ninna nanna

Culla un ricordo
come il mare quieto
fa con la barca  ancorata
senza sbatterla contro l'onda
ma solleticandole i fianchi per gioco

cullalo come io  ho fatto
perfino nella furia del vento
e nel cuore della tempesta
senza mai sbatterlo contro l'onda
ma proteggendolo dalla burrasca

urtandomi io con la foga del dolore

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Profilo Autore: Sabyr  

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Ho dato uno sguardo
ai tuoi occhi

ed ho visto le curve
della malinconia

ma una leggera brezza
danza un linguaggio

di limpida sensualità.

Attendo le tue mani
sul delta delle spalle
che concedano
carezze d'amore.

Cerco l'amore
nella svolta della notte
cerco l'acqua
riflessa dalla tua luce
che mi si schiude
in mezzo al petto...

è la solitudine
che irriga il mio volto
mentre dilaga
il desiderio di tenerezza...

portami
tra le tue braccia
dove il sole irradia i primi raggi
ed io cullerò
l'alba dei tuoi sogni.


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Profilo Autore: Grace D  

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Per come l'anima
sa percepire
che cosi gioia sa provare
un evoluzione certa
di pensieri

Velata la calma apparente
nei versi tuoi 
che sanno urlare di amore 
oltre "se" 
libertà d'intenti
ricordi di chiari cieli

Vedere oltre le rovine

Attimi nelle emozioni di te
dediche nel tempo 
mai vissuto !
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

Questo autore ha pubblicato 221 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


   

La torre dei fuggiaschi ora è disabitata, c’è stata

la retata degli scheletri appesi al gancio

d’acciaio di un robot, il mare è in apnea

la marea scende e ulula il vento del nord

il lord è in fin di vita e l’ultima strega del nocchiero

straniero è morta d’appendicite tre anni fa.

Là c’è un sasso, un masso credi sia un monolite

capostipite delle pietre della congrega dei rabdomanti

ti sbagli, dice la dea dei monti spogli. Non è la genesi

ma la protesi dell’odio, quella è stata avvistata.

Sotterrata dall’altra parte della terra, al confine

di spine della regione dei giganti astemi e della terra

azzurra delle fontane zampillanti. La regina

divina dei comizi è stata deportata, ora recita

dita nel naso e sguardo basso, per gli abitanti

tonti di una città senza finestre, i torrenti

dei venti forti sono inquinati dalla marmellata

concentrata di catrame, una farfalla

può guadarla, gli uomini, invece, stanno al passo.

Il collasso degli empi, degli stolti e dei blasfemi

scemi non è previsto dai maghi dei boschi.

I foschi presagi dei saggi si sono avverati

armati di leggi arruffate i predoni ladroni

di droni hanno vinto, gli eletti sono confinati

braccati inseguiti da prepotenti nel girone

campione d’incassi degli impotenti

i resistenti sono abbattuti dalla rivolta

indotta dagli elefanti sordi. I briganti

morenti del sud sono protetti da mosche

fresche danzanti al suono della canzone

di un’amazzone. Le donne invecchiate male

al sole stanno all’aperto, le più belle non sono nate.







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Profilo Autore: francescob  

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Qui non ci sono mai stato pensò il fuggiasco della lanterna

una caverna è ciò che sembra, strano che non l’abbia mai vista

dista appena un isolato da casa mia. Pare sia stato bombardata

di lato e di fronte. Dopo essere entrato rimase di stucco

un trucco ci doveva essere per forza. Neve e ghiaccio dappertutto

il fatto è che fuori era estate e il caldo scioglieva ogni legame.

Legname e coperte sarebbero servite, per trovarle serviva tempo.

Il campo visivo era limitato, quando provò a uscire dal quel luogo

il giogo già c’era, imprigionato nel palazzo della memoria.

La storia rimandava immagini conosciute, una voce di lato

fiato rubato al freddo sussurrava “ è qui che sei nato

cresciuto fuggito, è questo il racconto, la vita non è eterna”.

Odierna è la sorte, poi vide la madre e il padre sconosciuto

l’imbuto era profondo, parlò al suo primo amore, la ragazza

paonazza e pazza dalle trecce chiare, vide foto sbiadite

di vite allo sbando, amplessi brevi e insinceri, sparvieri

forestieri di ieri, stranieri di passaggio. Sua moglie la puttana

sottana in vendita e il suo migliore amico a letto con lei

i nei che diventavano macchie giganti e un colpo di pistola

alla gola, sbagliato mancato per un secondo di paura.

La cura non c’era, doveva ancora arrivare, il lasciapassare

è amare, era il suo nuovo angelo ad averlo detto d’un tratto.

Matto era stato a non darle retta, chissà perché era finita

svampita ma piena di vita è così che la ricordava quel giorno.

“ Torno” lei aveva detto, poi era svanita fuggita perduta

volatizzata e ancora non la vedeva nelle immagini sul tetto.

Aspetto che torni, ora è a lei che stava pensando tremando

volendo rivederla più di ogni altra cosa. Le parlò a cuore aperto

“ il torto è stato mio, angelo mio, non ti ho più cercata

amata sempre, ogni giorno di più. Un’altra occasione volevo

speravo bramavo, ma il futuro è ciò che si costruisce ogni giorno

intorno c’è il ghiaccio, che faccio se ho sbagliato? Mi pento

contento di averlo fatto e di averti incontrata, desiderata

e amata a modo mio”. Le foto le vide solo allora, un’ora

un’ancòra immaginato, lei era sola e rideva, poi era con lui

bui erano i suoi occhi, era tutto chiaro in quel momento

di pentimento. Non c’era più il film, era tutto concluso

deluso pensò che non c’era più scampo, ma la voce

la croce della sua coscienza ebbe un palpito, la porta

aperta, la luce che entra con lei, era stato perdonato.

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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Arduo,
   svegliarsi e diventare uomini.
    Basti pensare a quanto si è soli sulla scacchiera,
ai difficili passi, alle fatali mosse,
agli orizzonti compromessi
 e i cuori fuoriposto.
  I ritmi obliqui e le verità inclinate,
 la mediocrità,che invade il cielo.
Arduo,
essere mortali, senza sete d’oro,
senza illusioni o anche passioni;
difficile acquisire meriti,
 arduo,non possedere nulla.
Facile,
rimanere fuori da ogni paradiso!



 
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Profilo Autore: Hera  

Questo autore ha pubblicato 413 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Donne sfortunate,
vittime, sfruttate.
La paura 
si legge negli occhi.

Attendono di tornare alla vita
per ritornare a vivere.
La luce nasce
dietro le inferriate.

La libertà
e la vita.
Vincolate, emarginate,
penalizzate dalla società.

Colpe da pagare
errori da recuperare.
Loro...le vittime innocenti
pagano un prezzo troppo alto.

Vite nate fra il disagio
e il dolore.
E' davvero breve il tempo
da passare con chi gli ha dato la vita.

Troppo presto arriva l’addio
strappati all’amore al loro sangue.
Vengono portati via
fuori dalle inferriate.

In un’altra
realtà, fra estranei.
A volte fortunati
altre no.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Cade la sera
in un lembo di cielo
e il suo silenzio dietro ai vetri 
riempie le stelle
le sfioro una per una
ma la luce che illumina
il mio volto è qui con me
sa di tempo
di rifugio
di vita.

Docile sgrana 
un rumore di foglie
spoglia e dissemina incertezze.

Nessun rimpianto!

Ho un brivido sulla pelle 
un bacio caldo che sfiora le mie labbra
amore caldo di pane e anima
abbottonato al mio petto .

In una conchiglia
il mio mare .




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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

Questo autore ha pubblicato 966 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ruggine e lavagne di gigli,

solitudini e battiti lunari,

pronomi d’aurora e cromie,

la tua presenza sazia l’universo

come bocca di grano e poesie.


Valigia d’inverno son le stelle,

raffiche di cuore colorano la sera,

i tuoi occhi son crine d’atmosfera,

nuda corteccia fra gomitoli di cera. 
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ma sai che c’è?
... io scrivo come so!

- A te gli imbellettati fronzoli

che credi che poesia sia come “ave Maria...

... i fiori, i ghirigori

gli orpelli smerlettati
ci levo pure i cuori
le farfalle ed i colori
e tutti quei ti amo o ti amerò
e se amato io non ho
mai rimpiangerò

E non venirmi a dire

che senza i precedenti
non leggi di Poesia
perché poesia è tutto
non solo un mal di mare,
il cielo con le stelle e la meravigliosa Luna
o rime che si baciano con quelle scompagnate

POESIA è… per me la vita

un cazzotto a bruciapelo
un calcio e uno sfondone

e se oggi e anche domani

mi girano i ballons
pure quelli metto in riga
con ogni firmamento
- i sentimenti -
e i soli illuminanti

... zucche, alla ricerca di menzogne...


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Profilo Autore: sasha  

Questo autore ha pubblicato 264 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
all'esistenza
che m'assorbe
nel vento
che spargo.

Sarà stimolo
o torpore?
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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

Questo autore ha pubblicato 106 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ancora una notte
sospesa sui sogni
tracciando vie sulle nuvole
sussurrando alla luna

aspettando che il mattino
mi trascini oltre
per poi rotolare
nei mille colori

mi vesto di blu
pronto per incontrarmi
con il destino
che ho chiamato a me

guardo nello specchio
il mio passato
sfioro il viso
che altro ha da dire

mi vesto di blu
pronto per parlare
alle sfide
che voglio incontrare

apro le finestre
morbida la bellezza
avvolge il mio corpo
in caduta libera

il mattino mi ha raggiunto
sfiorato le spalle
ed accompagnato al vento
per respirare in volo

mi vesto di blu
pronto per incontrarmi
con il destino
che ho chiamato a me

guardo nello specchio
il mio passato
sfioro il viso
che altro ha da dire

mi vesto di blu
pronto per parlare
alle sfide
che voglio incontrare


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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E NON VOLANO

QUESTE NOTTI DI UN ALBA SENZA TE

MI CONSOLANO

GLI SCONTRI INFEROCITI DENTRO ME

ANCHE SE QUESTI SILENZI

SONO SPIE SPENTE DI UN 'ANIMA AVVILITA

TRSITI SMARRIMENTI

NEI PERCORSI SCONNESSI DELLA VITA

MA DOMANI CAMBIERA'

LA MELODIA DI UN BEL TRAMONTO

CANTERA'

COME VIOLINI D'AMORE

CHE SPAZZANO VIA

QUELLA BUIA MALINCONIA

COME VIOLINI D'AMORE

CHE ESTASIANO

OCCHI CHE PIU' NON PIANGONO

PERCHE' DOMANI CAMBIERA'

UN ADAGIO SUONERA'

COME VIOLINI D'AMORE

CHE ACCOMPAGNANO

IL VOLO

DI UN UOMO SEMPRE PIU' FORTE

E MENO SOLO .

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Profilo Autore: simone corrieri  

Questo autore ha pubblicato 70 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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