Forse non è necessario scriverti,
voglio farlo ugualmente.
Ti ho lasciata all’improvviso e da sola,
il buon Dio mi ha chiamato
all’appello sai, non si può tacere.
Sappi, però, che non ti ho abbandonata,
abito il luogo dove tutto è splendore, armonia e amore.
Tu, piccola stella, fragile minuscola donna,
nello sconforto e nel vuoto,
quando lacrime la sera inondano, nel silenzio, il vuoto nido
e l’esistenza sembra non appartenerti,
sentore di primavera a me riporta e ti è negato stringermi,
quando il mare ti chiede dove mi sono imbarcato
fai emergere, allora, dalla mente e dal cuore il bene
che nel calice della tua essenza ho versato già dal principio.
Nel tuo vascello a salire volti nuovi e teneri cuori ho invitato
e vecchi amici imploro affinché la fiaccola tengano accesa!
Degli altri prima di noi rammentati,
nell’eterno amore siamo noi uniti,
tra discordie alcuni vivono, molti nella miseria piangono
e soffocati nell’indifferenza muoiono.
Tu, adorata mia sposa, non piangere
“ … i poveri, i veri poveri anche di te hanno bisogno”.
Non privarmi mai del tuo sorriso, Mary.
Con te sempre, e tu, amor mio, lo percepisci.
tra le balze disunite dall' uomo
il grande spirito dell' amara tragedia
confonderà tra le genti ricatti d' angoscia;
e nei colori appassiti, giunti al ritorno;
solo allora, soltanto allora
occhi di pianto in gridi di sconfitta
echeggeranno di colle in valle
raggiungendo dimensioni perdute.
Nelle verità di un Giusto sopra l' umano,
in perenni risi e in tutto discusso
volava la sua voce oltre gli eserciti,
volava il suo risveglio tra palme e allori.
Mille meno mille son le voci
e muto tutto è d' intorno
e nella pallida bianca rugiada di morte
il silenzio spezzato da un grido
dall' eco saputa di una grande sconfitta.
Or la mia mente colma si sveglia dal sonno
e ricado ancor in questo mondo pagano
ove assidui mori
sfrecciano scimitarre di guerra,
cantano le nenie di idoli invani.
E sulla terra uno spanto squallore si riflette
nell' animo dei vinti
e l' ardente idea ora muta e spezzata
riempie questo coccio dell' infinito
in un lungo sentiero tragicamente perduto.
come ago nel pagliaio
lungo la linea di un oceano silente
le braccia lungo la schiena
la testa riversa al suo andare
le dita gialle
i baffi bruciati dal tabacco
il suo amore
tornava sulla via degli animali
qualche straccio a coprire
una corda sgualcita a guarnire
pareva non toccare terra
Incrociai i suoi occhi
parlavano con me
libertino indaffarato
presenza successa
Dispose qualche parola
forse una preghiera
alla mia sorpresa
dandomi la mano
come se fossi come lui
Fu il lampo di un secondo
che voltandosi
non sentii la mano
l'uomo si nascose alla mia vista
in mezzo a quel mare
dove sto ancora camminando
immobile senza fare
nell'abbaglio di quell'istante
che ha cancellato tutto il mio presente.
sui cartoni
come lenzuola stese
negli angoli umidi
di ogni città.
La luna
sulle bottiglie finite
posate con cura
per terra
come uniche
vere compagne,
sulle nere
che aspettano
lungo viali
di periferie
non illuminate
a dovere.
La luna
sulle speranze
di giovani
che contano gli anni
chiusi dentro
i loro penitenziari
e le stelle
su questi pensieri
che arrivano a me
con il fiato già corto.
Mentre il vento,
tagliente,
non conosce ragione.
che, delle donne, sono un prediletto.
Non sono molti, a dir la verità,
e, a dire il vero, non ne ho capacità.
Il mio successo, in quelle rare volte,
è perchè, forse, si sentono più accolte
nel loro ambiente rosa femminino,
a non parlar del sesso clandestino.
Che poi a farle ridere ci vuol poco,
qualche battuta, uno scherzo o anche un gioco,
ma devi essere un tipo esilarante,
devi coinvolgerle nel corpo e nella mente.
Ma, soprattutto non devi mai scordare,
che dentro te le devi rispettare,
anche con parole, semplicemente,
devono capir che sono il trascendente.
Questo é quello che ho sempre fatto,
io dalle donne son sempre stato attratto,
questo per loro sarà pure comico
per lor sarò per sempre un vero amico.
Logico, non logico.
Essere non essere.
Spazio fermo, sospeso,
impraticabile, inabitabile;
profondità senza capienza,
piani obliqui che si stagliano
con durezza e pesantezza.
Acute geometrie,
a desiderio di un ordine
scomparso,
forse perso…
sconvolto
dall’oscuro volto umano
senza più poesia,
né giudizio.
Coesistenze assurde:
frammenti di templi e di colonne,
statue classiche d’armonia e perfezione
a ricordarne l’aurea civiltà…
Poi treni, ciminiere, manichini,
regoli e telai.
Tutto dorme,
tutto tace, tutto chiede!
Sospensione…………..
Intervallo d’esistenza
con luce intensa,
ferma,
che non vibra…
D’ocra autunnale, dipinta,
sulle piazze di Ferrara
care,
al De Chirico pittore;
Mondo senz’anima,
dai malinconici poeti
con occhi ormai bendati,
dalla gran disfatta emozionale…
Dell’uomo...
solo ciò che fu!.
Un aut- aut?
…Oh, silente,
imperante,
Metafisico Giudizio
che furioso ci ammonisci:
Sei voce, di quel gran Dio del mondo!
come perturbazione carnale
d' una conversazione d' amore.
Inondami l' anima
come malinconia grammaticale
d' un' ingiunzione sentimentale.
Inondami l' anima
come neve tropicale
d' equazione primaverile.
Inondami l' anima
come naufragio accoltellato
d' un frammento di sguardi.
Inondami l' anima
come trasfusioni di cielo
d' un tramonto appassionato.
da dentro un idiota
l'hanno già portato via
La piuma si è posata
come una bolla vuota
perlomeno l'aria dentro è mia
E mi nascondo sotto lo strascico
della dama di carità
mentre è già finito il lascito
era poca la pietà
Tu chiama se vuoi pure
anche se è tra le paure
Quel sogno strano è ancora qui
A Bill trema la mano
oscilla lì nel vuoto
dentro quel tuo sogno strano
perché il suo è troppo poco
Ormai
nonostante il richiamo
di antichi ulivi
in via sicura per il mare
ascolto l’alba
portare i silenzi della sabbia
ed accarezzo ancora
il blu di Magritte
non c’è spazio per la confusione
tutto scivola lentamente
persino i passi
della gente comune
ancora profumo
ancora colore
mescolo i miei pensieri
in vertigo di stagioni
su note di un tango
misuro eleganza
e profonda sensualità
rincorro il sogno
disteso sul leggero
raccolgo suoni
e parole lontane
da far volare come aquiloni
ho aspettato troppo
ora ci sono
cammineremo insieme
sorseggiando lo stesso sogno
che muove pensieri
e fabbrica sogni;
è amore con alito velato
e senti nell’animo profondo,
una voce e poi immagine si mostra
e il cuore attinge un bene grande.
Io amo e non posso avere
ciò che di più bello
in questa stagione della mia passata vita
innanzi appare una bellezza rara
che così la mia vita tutta
cambia e si dispera.
Se tutto ciò che il cuor mio trepida,
domani o presto o fra pochi istanti
disperdere questo mio dolore
al vento di deserto pensiero
ove questo mio amore
diventasse nullo e mai trovato.
Tu non meriti queste parole,
Tu sei gioia,bellezza,incanto,
una favola che avanza
tra viali odorosi e sentieri d’amore
scusami se ti Amo tanto.
basta avere un pensiero, un idea,
un po’ di allegria ,
e ti sembra un giorno di festa;
eh la vita và d fretta,
e non aspetta,
passa in fretta,
e tutto pare un sogno,
irreale;
in quanto breve,
bisogna cercare di
condividerla con qualcuno,
la vita và di fretta,
sempre in fretta;
una giostra che gira,
e gli anni che volano,
e impari tante cose,
sbagliando.
nun faccio a figura der granne Zoro,
c’annò pe salvà a popolazione
e dovette mascherarne l’intenzione.
Si donna amo glielo devo proprio dire
che è sta storia de parafrasare,
si t’amo io lo voglio sol gridare,
te pare che me metto a titubare ?
Farlo è un fatto più che normale,
sinnò me prende a sindrome neuronale,
faccio li sciacqui e a gola metto ’n prova
hai visto mai che lei nun se commova ?
Ma…semo poi sicuri che questo urlo
sappiano bene poi considerarlo,
che e donne ‘o sanno bene come fa,
‘n omo che cotto e sta a sragionà !












