Leggero il pensiero vola
verso sogni che svaniscono al sole
e ogni giorno rasento il fiume
che trasporta gli attimi
che vanno a perdersi nel mare
solo la tua compagnia
accompagna i miei pensieri
e tu sempre più sicura accarezzi
quel volto perso nel vuoto
che non conosce più le stagioni
e mentre la mano cerca il tuo volto
m'imbarazza il sorridere
cosi lasciandomi andare sulle tue parole
che trasudano solo amore
nel compiuto volo di un altro giorno
con te sempre al mio fianco
verso sogni che svaniscono al sole
e ogni giorno rasento il fiume
che trasporta gli attimi
che vanno a perdersi nel mare
solo la tua compagnia
accompagna i miei pensieri
e tu sempre più sicura accarezzi
quel volto perso nel vuoto
che non conosce più le stagioni
e mentre la mano cerca il tuo volto
m'imbarazza il sorridere
cosi lasciandomi andare sulle tue parole
che trasudano solo amore
nel compiuto volo di un altro giorno
con te sempre al mio fianco
3 commenti
Sento la carezza della sera
e non sono più solo
vedo la notte che mi guarda
e posso raccontare
la luna e le stelle sono con me
ascolto il bacio del giorno
che silenzioso se ne va
guardo la luce scivolar via
e posso ricordare
il sole e l’azzurro ritorneranno
il sapore del giorno
il sapore della notte
nessuno può sentirli come me
nessuno può mischiarli come me
mi mischio a loro
e non sono più solo
vedo la notte che mi guarda
e posso raccontare
la luna e le stelle sono con me
ascolto il bacio del giorno
che silenzioso se ne va
guardo la luce scivolar via
e posso ricordare
il sole e l’azzurro ritorneranno
il sapore del giorno
il sapore della notte
nessuno può sentirli come me
nessuno può mischiarli come me
mi mischio a loro
Per me, che un cerchio
lo chiudo solo col bicchiere,
la geometria del tuo cuore
ha una apparenza diafana
che non si può spiegare:
è un guazzetto di mali
che racchiude in sé
forme indefinite,
incongruenti,
dissimili.
E quando
strizzi gli occhi,
e quando stringi
il passato nel pugno,
il tuo universo implode
e il mio si espande nel buio.
È odio questo nero assoluto
che soffoca il nostro futuro,
questo fuggifuggi di rossi,
di gialli, di verdi,
e di blu
che
tu
non
puoi
fissare
sul cuore
e che io
non so
più
come
scomporre
in uno spettro
di amore visibile.
Sebbene la vita ancora non invada
le vene con fuochi ardenti
né con acidi veleni,
sento
come segnali maestosi ma ben celati,
tutto un fremito di passioni inesplose
che scavano di tratto in tratto
senza fermarsi o emergere,
sotto la scorza,
rodermi l’anima con morsi scherzosi.
Non posso ribellarmi al loro gioco
senza sfiorare l’eccesso.
le vene con fuochi ardenti
né con acidi veleni,
sento
come segnali maestosi ma ben celati,
tutto un fremito di passioni inesplose
che scavano di tratto in tratto
senza fermarsi o emergere,
sotto la scorza,
rodermi l’anima con morsi scherzosi.
Non posso ribellarmi al loro gioco
senza sfiorare l’eccesso.
Nel soffio d’un’estate senza età,
nei giochi di pensieri d’amore;
nelle ore che ingigantiscono il cuore
avanzava la sera vestita di sogni.
Il buio cala nella campagna odorosa,
nasconde nel gioco dell’ombre gli amanti
e nel suo sonno di nero pesante, ai canti
apre, ai cuori di allegrezza e vita.
Son rinate le lucciole nel mare sospeso,
i mondi lontani, nelle carte dipinti;
son nati baci, carezze, tepori succinti
guardando la notte nella soffice brezza.
nei giochi di pensieri d’amore;
nelle ore che ingigantiscono il cuore
avanzava la sera vestita di sogni.
Il buio cala nella campagna odorosa,
nasconde nel gioco dell’ombre gli amanti
e nel suo sonno di nero pesante, ai canti
apre, ai cuori di allegrezza e vita.
Son rinate le lucciole nel mare sospeso,
i mondi lontani, nelle carte dipinti;
son nati baci, carezze, tepori succinti
guardando la notte nella soffice brezza.

Spàrgere assenta…
Fiori recisi solo
trovo appasiti!
<=> <=> <=>
Poesia scritta (Accenti ritmici 1-4-6), dopo attenta meditazione, delle osservazioni di Mohandas Karamchand Gandhi detto il Mahatma, politico, filosofo e avvocato indiano del 1900:
“L’uomo si distrugge con la politica senza principi, con la ricchezza senza lavoro, con l’intelligenza senza sapienza, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la religione senza la fede, con l’amore senza il sacrificio di sé”.
Fiori recisi solo
trovo appasiti!
<=> <=> <=>
Poesia scritta (Accenti ritmici 1-4-6), dopo attenta meditazione, delle osservazioni di Mohandas Karamchand Gandhi detto il Mahatma, politico, filosofo e avvocato indiano del 1900:
“L’uomo si distrugge con la politica senza principi, con la ricchezza senza lavoro, con l’intelligenza senza sapienza, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la religione senza la fede, con l’amore senza il sacrificio di sé”.
Com’è difficile amare e essere amati,
a volte insegui l’amore
per tutta
la vita,
m anon riesci,
e c’è sempre qualcosa che và storta;
a volte ,
per motivi strani e sfuggenti,
non si riesce a comunicare,
e si alzano
barriere psicologiche
tra la gente;
magari ti impegni,
ma la persona non capisce,
non si rende conto,
tu stai vicino,
ma la persona
è lontana
e distante,
per motivi vari;
per calcolo,
per interesse,
per differenza di età;
l’amore è difficile.
a volte insegui l’amore
per tutta
la vita,
m anon riesci,
e c’è sempre qualcosa che và storta;
a volte ,
per motivi strani e sfuggenti,
non si riesce a comunicare,
e si alzano
barriere psicologiche
tra la gente;
magari ti impegni,
ma la persona non capisce,
non si rende conto,
tu stai vicino,
ma la persona
è lontana
e distante,
per motivi vari;
per calcolo,
per interesse,
per differenza di età;
l’amore è difficile.
Cadono ultime le foglie
che Ulisse vede
tristi arrivi
per lo sparire annunciato
Cadoni i corpi
che Ulisse crede
ancora vivi
a raccontare di tempi
ora piangenti
Cadono i pianti
che Ulisse vuole
specchi a brandelli
di cuori macelli
Cadono le speranze
che Ulisse sa
adagiate su ricordi
a ritroso scanditi
dal tempo sfiniti
Cadono le vite
che Ulisse conosce
come gocce di pioggia
sporche
pure
a far altro fango per la terra
inghiottite e sparite
come in cielo le comete
Cuori in battaglia
son tremule foglie nel vento,
belligeranti palpiti di bozze solari,
tempesta geometrica di matite lunari,
invidiabili arcobaleni d' errori infedeli,
screziate perle tra grumi labiali,
rubini sartoriali nel silenzio annegati,
dizionari d' orizzonti esistenziali.
son tremule foglie nel vento,
belligeranti palpiti di bozze solari,
tempesta geometrica di matite lunari,
invidiabili arcobaleni d' errori infedeli,
screziate perle tra grumi labiali,
rubini sartoriali nel silenzio annegati,
dizionari d' orizzonti esistenziali.
Il volto di cera
si scioglieva
credendo ci fosse il fuoco
Un idiota immateriale
ora era una nuova strada
od un nuovo parco giochi
Ed ero lì
ad accartocciare il tessuto spazio - temporale
come l'ennesima bozza sbagliata
Era difficile
ma dovevo accettare il fatto
che ci fossero quelli deboli di cuore
si scioglieva
credendo ci fosse il fuoco
Un idiota immateriale
ora era una nuova strada
od un nuovo parco giochi
Ed ero lì
ad accartocciare il tessuto spazio - temporale
come l'ennesima bozza sbagliata
Era difficile
ma dovevo accettare il fatto
che ci fossero quelli deboli di cuore
Se seguirai
la coda del lupo,
ti condurrà dove
l’onta a se stessi
non è che
lo strano
inganno
di un
doppio
cieco;
e
dove
il pudore
ha il profilo
del pane secco,
e la mortificazione
l’esiguo valore
di un segno
di croce.
Ma
se rincorrerai
lo spirito del pescatore
al di là della scia del gozzo;
o l’animo ruvido del contadino
lungo la mezza ellisse della zappa
e al di qua del gambo del fiore:
ecco che fra la schiuma
del mare assonnato
e la tiepida bruma
del primo
mattino,
o
fra la
fredda brina
dell’inverno
avanzato
e
l’eterea
sospensione
degli elementi
su una terra
compatta,
mi
vedrai
affiorare,
sbocciare,
sbagliare,
fallire:
e
poi,
alfine,
espiare
gli errori
e i miei
tanti
peccati
di uomo.
Decantando
le tue speranze
nel caldo umido
di quel piccolo
smisurato
sogno,
al
quale
soltanto tu
hai saputo
infondere
il dolce
soffio
della
vita
.
Muta l’innocenza bagna il tempo
della paura che accoglie impotente il cordoglio
irto tra labirinti di vuoti e inganni
origami d’avvento con ali di falsa libertà
promettendo maschere all’ ombre dei dolori.
Fiacca sanguinante fino a divenire fiore
calice fragile al tepore dello scavo
l’abisso ha le sue favole in un cielo di parole
ancorando l’essere alla carne di poesie
pretese azzeranti prive d’estasi
fossa comune di fatue malinconie .
Un abbraccio cosmico salva il tormento
dialoga con la bimba nel pianto della sera
e le confessa nostalgie a bocca chiusa
stringendo tra i denti la sua soglia obesa
verginità false d’informe guscio succhiato
e accoglienze puttane di solitudini povere.
Intuisco il mistero nella sua fragilità alla paura.
della paura che accoglie impotente il cordoglio
irto tra labirinti di vuoti e inganni
origami d’avvento con ali di falsa libertà
promettendo maschere all’ ombre dei dolori.
Fiacca sanguinante fino a divenire fiore
calice fragile al tepore dello scavo
l’abisso ha le sue favole in un cielo di parole
ancorando l’essere alla carne di poesie
pretese azzeranti prive d’estasi
fossa comune di fatue malinconie .
Un abbraccio cosmico salva il tormento
dialoga con la bimba nel pianto della sera
e le confessa nostalgie a bocca chiusa
stringendo tra i denti la sua soglia obesa
verginità false d’informe guscio succhiato
e accoglienze puttane di solitudini povere.
Intuisco il mistero nella sua fragilità alla paura.
Sembra pelle
come la muta di un serpente
questa patina di falsità che
si stacca dal mio corpo.
Cammino e mi ritrovo a brandelli
gli occhi puntati addosso
da gente sorpresa; neanch’io
mi riconosco; perplesso
allo specchio tolgo gli scarti del mio passato
e mi ritrovo nudo, privato
del corpo di chi più non sono.
come la muta di un serpente
questa patina di falsità che
si stacca dal mio corpo.
Cammino e mi ritrovo a brandelli
gli occhi puntati addosso
da gente sorpresa; neanch’io
mi riconosco; perplesso
allo specchio tolgo gli scarti del mio passato
e mi ritrovo nudo, privato
del corpo di chi più non sono.









