L' argento colora il diamante,
il bosco s' illumina di un verde radioso,
il ruscello canta soave il suo mito andante,
vado anch’ io nel trastullo del fiume .
Velo bianco,
che fai giocare i bimbi nel tuo mondo di fate
e i vecchi castelli li guardi giganti,
mentre un sibilo lontano,un fulmine tuona,
la prima goccia cade nel tuo velo bianco.
Dimmi mamma una storia, un' azzurra fiaba,
nei boschi fatati la dolce fanciulla
ricamava al telaio antico il manto nuziale,
cercava nei boschi il profumo dei fiori,
Sul caminetto la fiamma già arde,
la candela è spenta, solo il fuoco dà luce
e la fiaba immacolata di mamma
t' addormenta in sogni di leggende e allori.
il bosco s' illumina di un verde radioso,
il ruscello canta soave il suo mito andante,
vado anch’ io nel trastullo del fiume .
Velo bianco,
che fai giocare i bimbi nel tuo mondo di fate
e i vecchi castelli li guardi giganti,
mentre un sibilo lontano,un fulmine tuona,
la prima goccia cade nel tuo velo bianco.
Dimmi mamma una storia, un' azzurra fiaba,
nei boschi fatati la dolce fanciulla
ricamava al telaio antico il manto nuziale,
cercava nei boschi il profumo dei fiori,
Sul caminetto la fiamma già arde,
la candela è spenta, solo il fuoco dà luce
e la fiaba immacolata di mamma
t' addormenta in sogni di leggende e allori.
6 commenti
Giornata calda di Gennaio,
fra bellezze e monumenti
della città eterna.
Strade e vicoli
ancora addobbate a festa,
vetrine illuminate.
Il lancio
della monetina
alla fontana di trevi.
A volte
la vita
regala emozioni forti.
Ed è cosi
che dopo una giornata stupenda,
arriva la ciliegina sulla torta.
La discesa dal pullman,
il suono di un clacson,
mi fermo...mi giro a guardare.
Davanti
ai miei occhi
una figura famigliare.
Il cuore
accelera i battiti,
la tachicardia galoppa.
L’emozione più grande di tutto il giorno
il virtuale
diventa improvvisamente realtà.
Il sogno s’è avverato,
l’amico...Il poeta...
Con la sua dolcissima metà.
L’emozione più bella
il regalo più grande
che la vita ha deciso di farmi.
Grazie Anna, sei una donna stupenda e molto simpatica, Enzo che dire...ti vedo come l'amico della porta accanto, grazie della sorpresa, grazie di cuore, alla prossima....

fra bellezze e monumenti
della città eterna.
Strade e vicoli
ancora addobbate a festa,
vetrine illuminate.
Il lancio
della monetina
alla fontana di trevi.
A volte
la vita
regala emozioni forti.
Ed è cosi
che dopo una giornata stupenda,
arriva la ciliegina sulla torta.
La discesa dal pullman,
il suono di un clacson,
mi fermo...mi giro a guardare.
Davanti
ai miei occhi
una figura famigliare.
Il cuore
accelera i battiti,
la tachicardia galoppa.
L’emozione più grande di tutto il giorno
il virtuale
diventa improvvisamente realtà.
Il sogno s’è avverato,
l’amico...Il poeta...
Con la sua dolcissima metà.
L’emozione più bella
il regalo più grande
che la vita ha deciso di farmi.
Grazie Anna, sei una donna stupenda e molto simpatica, Enzo che dire...ti vedo come l'amico della porta accanto, grazie della sorpresa, grazie di cuore, alla prossima....

Sarà più bello se starai con me
a condividere l’amore che non c’è.
In mezzo alla polvere di stelle
ti rivedrò accenderne più belle.
Sottil pulviscolo che s’insinuerà
in ogni nostra più piccol cavità,
avvolgendo tutto ciò che incontra,
anche i miei sogni che il cuore agogna.
Vorrei che questa magica cortina
servisse a farci da copertina,
nei momenti in cui stiamo insieme,
quando condividiamo nostre pene.
Quando parliamo fitti, core a core
quando vorrei che in te nascesse amore.
E se la mia canzone ascolterai,
Son certo, prima o poi lo troverai.
a condividere l’amore che non c’è.
In mezzo alla polvere di stelle
ti rivedrò accenderne più belle.
Sottil pulviscolo che s’insinuerà
in ogni nostra più piccol cavità,
avvolgendo tutto ciò che incontra,
anche i miei sogni che il cuore agogna.
Vorrei che questa magica cortina
servisse a farci da copertina,
nei momenti in cui stiamo insieme,
quando condividiamo nostre pene.
Quando parliamo fitti, core a core
quando vorrei che in te nascesse amore.
E se la mia canzone ascolterai,
Son certo, prima o poi lo troverai.
Con questa faccia da poeta,
che non si fida di nessuno,
come un gatto randagio,
questa faccia da poeta,
che ama più
di qaunto può,
che sente e soffre,
e scrive,
perché tu sia,
lettore di parole
di magia;
questa faccia da poeta,
troppo solo,
tra facce e bastardi che parlano male,
ribelle ancora ribelle,
.
che non si fida di nessuno,
come un gatto randagio,
questa faccia da poeta,
che ama più
di qaunto può,
che sente e soffre,
e scrive,
perché tu sia,
lettore di parole
di magia;
questa faccia da poeta,
troppo solo,
tra facce e bastardi che parlano male,
ribelle ancora ribelle,
.
Della geografia degli occhi tuoi
son pupille perimetrali d' un frammento d' orchidea,
atlante d' un bocciolo grammaticale di baci,
spettinate virgole di ciglia di lune arenate,
brina tempestosa d' un crine d' universo crepuscolare,
selciato tropicale d' un gomitolo d' iride emozionale,
sillabica grafia d' anatomia di nuvole e poesia.
son pupille perimetrali d' un frammento d' orchidea,
atlante d' un bocciolo grammaticale di baci,
spettinate virgole di ciglia di lune arenate,
brina tempestosa d' un crine d' universo crepuscolare,
selciato tropicale d' un gomitolo d' iride emozionale,
sillabica grafia d' anatomia di nuvole e poesia.
Le albe che nascono buie
vanno alla ricerca di spiragli di luce,
cercando un sorriso dimenticato.
Cosi io cerco,
in questa giungla,
un silenzio che pur mi fa paura.
Lo stesso silenzio
in cui vorrei lavare
tutte le mie pene, le ansie,
i dolori che scalfiscono l’anima.
Cerco albe profumate di mare,
che mi dicano d’amore e di gioia.
Che mi prendano per mano
per scivolare, sicura, nel tunnel della vita.
Ci sono albe che
sembrano nascere al buio
ma si nascondono, giocano,
perchè è vero,
il sole è sempre dietro le nuvole.
Grazie per la splendida collaborazione, grazie per la tua vicinanza, grazie di esserci...
vanno alla ricerca di spiragli di luce,
cercando un sorriso dimenticato.
Cosi io cerco,
in questa giungla,
un silenzio che pur mi fa paura.
Lo stesso silenzio
in cui vorrei lavare
tutte le mie pene, le ansie,
i dolori che scalfiscono l’anima.
Cerco albe profumate di mare,
che mi dicano d’amore e di gioia.
Che mi prendano per mano
per scivolare, sicura, nel tunnel della vita.
Ci sono albe che
sembrano nascere al buio
ma si nascondono, giocano,
perchè è vero,
il sole è sempre dietro le nuvole.
Grazie per la splendida collaborazione, grazie per la tua vicinanza, grazie di esserci...
Siamo tutti figli dello stesso cielo
o ognuno ha un cielo costruito a misura
da un Dio sconosciuto che brancola nel buio
dentro le nostre macerie?
L'ho pensato mentre vagavo privo di occhi
mentre dipingevo le nuvole di un colore rosso corallo
mentre fermavo con le mani la pioggia
e con un mantello di fiori regalavo sorrisi alla luna;
stelle le mie pupille
in abbagli di luce oltre il sapere e le certezze.
L'ho pensato quando ho visto la gente
arrampicarsi in quel cielo d'argento
che da qui è un riflesso delle nostre paure
miliardi di schegge disperse al di là del nostro sapere;
quando ho visto la gente
prendersi a morsi per arrivare a sfamarsi
d'infinito e di niente
anche a costo di mangiare se stessi
il figlio, il pane e la madre morente.
E adesso di tutto questo cielo
di tutte queste lacrime di gioia e di morte
cosa me ne faccio?
Dove seppellisco questa immensità d'azzurro
che mi hanno aperto le porte e il cuore
privandomi di forze e difese?
Mi affiderò al destino del vento
che fischia alle orecchie
facendomi perdere il senso:
la parola è un fratello che ti pugnala alla schiena.
o ognuno ha un cielo costruito a misura
da un Dio sconosciuto che brancola nel buio
dentro le nostre macerie?
L'ho pensato mentre vagavo privo di occhi
mentre dipingevo le nuvole di un colore rosso corallo
mentre fermavo con le mani la pioggia
e con un mantello di fiori regalavo sorrisi alla luna;
stelle le mie pupille
in abbagli di luce oltre il sapere e le certezze.
L'ho pensato quando ho visto la gente
arrampicarsi in quel cielo d'argento
che da qui è un riflesso delle nostre paure
miliardi di schegge disperse al di là del nostro sapere;
quando ho visto la gente
prendersi a morsi per arrivare a sfamarsi
d'infinito e di niente
anche a costo di mangiare se stessi
il figlio, il pane e la madre morente.
E adesso di tutto questo cielo
di tutte queste lacrime di gioia e di morte
cosa me ne faccio?
Dove seppellisco questa immensità d'azzurro
che mi hanno aperto le porte e il cuore
privandomi di forze e difese?
Mi affiderò al destino del vento
che fischia alle orecchie
facendomi perdere il senso:
la parola è un fratello che ti pugnala alla schiena.
Dietro la tenda
osservo l'ombra del sole
sostare dietro le nuvole
basta poco
uno sbuffo di vento
banale
banale
e quel piccolo alito di vita
sorprende e schiara i contorni
mentre è freddo fuori
e si aspetta la neve.
Un passaggio di nuvole
traccia e confonde
le movenze del mare
le movenze del mare
l'orizzonte si nasconde
ed io rimango a guardare...
Nevicherà?
Dopo un pò
fiorisce il sole.
Cos’altro attendi dalla rarefatta indagine
che non sia l’ennesima tua disfatta?
Cosa riduci ad icona per ammorbidirne le linee
in quel dolore muto che cinge la noia?
Cosa infine trabocca dal cieco malessere
che non sia già stato medicato all’essere?
S’illude il cammino se il passo decide il destino
S’inganna la mente se la quiete fiacca la scelta
e la si comprende inglobata sospesa d’attesa
immagine a specchio di miserevole resa.
Felice si dice chi non dubita dell’errore
convinto dello scarto nell’angolo buio del cuore
quel tanto che basta per non sentire dolore
invadere il respiro immutato d’un urlo d’amore.
che non sia l’ennesima tua disfatta?
Cosa riduci ad icona per ammorbidirne le linee
in quel dolore muto che cinge la noia?
Cosa infine trabocca dal cieco malessere
che non sia già stato medicato all’essere?
S’illude il cammino se il passo decide il destino
S’inganna la mente se la quiete fiacca la scelta
e la si comprende inglobata sospesa d’attesa
immagine a specchio di miserevole resa.
Felice si dice chi non dubita dell’errore
convinto dello scarto nell’angolo buio del cuore
quel tanto che basta per non sentire dolore
invadere il respiro immutato d’un urlo d’amore.
MISERICORDIOSO PADRE,
DEL GERME DEL TALENTO
DOTASTI I TUOI FIGLI,
ASSEGNASTI LORO LE NOTE
PER COMPORRE MELODIE
E UN MAESTRO MANDASTI.
MA,
SORDI STONARONO GLI ACCORDI…
DALL’ALTO TU,
ORECCHIO TESO,
FRUGASTI TRA LE STONATURE,
CORREGGESTI GLI ACUTI.
MA,
SORDI STONARONO GLI ACCORDI…
VIGILE PERSEVERI,
ETERNAMENTE SCRUTI,
SULLA SCENA DELLA VITA,
TROVI TALENTI.
ALTRI …
SORDI ANCORA, STONANO GLI ACCORDI…
DI SICURO AD OGNUNO
RISERVI UN POSTO,
NELL’ORCHESTRA DI LASSU’,
PER ESIBIRE IL SUO TALENTO.
SEBBENE, SOLO IL NOBILE DI CUORE,
SUONERA’ AL GRAN CONCERTO,
IN PARADISO.
DEL GERME DEL TALENTO
DOTASTI I TUOI FIGLI,
ASSEGNASTI LORO LE NOTE
PER COMPORRE MELODIE
E UN MAESTRO MANDASTI.
MA,
SORDI STONARONO GLI ACCORDI…
DALL’ALTO TU,
ORECCHIO TESO,
FRUGASTI TRA LE STONATURE,
CORREGGESTI GLI ACUTI.
MA,
SORDI STONARONO GLI ACCORDI…
VIGILE PERSEVERI,
ETERNAMENTE SCRUTI,
SULLA SCENA DELLA VITA,
TROVI TALENTI.
ALTRI …
SORDI ANCORA, STONANO GLI ACCORDI…
DI SICURO AD OGNUNO
RISERVI UN POSTO,
NELL’ORCHESTRA DI LASSU’,
PER ESIBIRE IL SUO TALENTO.
SEBBENE, SOLO IL NOBILE DI CUORE,
SUONERA’ AL GRAN CONCERTO,
IN PARADISO.
Non hai mai pensato di chiudere
in te stesso la vita !
e chinare il viso alla terra,
e coprirla di lacrime perché arsa, della libertà !
Oltre le sudate stagioni e le nude meraviglie
lento e fiacco di una notte molle,
il mio decaduto sentimento
trafigge il corpo, che recita suoni vani,
distruttivi; come sismi scesi a profondità
sconosciute, incantano i tessuti
e lacerano lo spirito della mia persona.
Breve è il suono delle labbra,
breve sarà la mia vita;
vita e vita, perché non canti il mio suono !
in te stesso la vita !
e chinare il viso alla terra,
e coprirla di lacrime perché arsa, della libertà !
Oltre le sudate stagioni e le nude meraviglie
lento e fiacco di una notte molle,
il mio decaduto sentimento
trafigge il corpo, che recita suoni vani,
distruttivi; come sismi scesi a profondità
sconosciute, incantano i tessuti
e lacerano lo spirito della mia persona.
Breve è il suono delle labbra,
breve sarà la mia vita;
vita e vita, perché non canti il mio suono !
Sto a fare il paraculo
pe ‘n po’ de notorietà,
so lieto e me congratulo
de quello che sto a fa.
Perché, vedete amici
senza pubblicità
nun se ne dinno messe
nun te resta che da schiattà !
Dovevo aguzzar ingegno
pe riuscire a catturare
cor massimo de impegno
attenzione generale.
E quale mejo cosa
all’uopo potea decidere,
senza essere ambiziosa,
se nun de favve ride ?
Pe questo che ve scrivo
queste quartine amene
pe er semprice motivo
de ore assai serene.
Quanno sarò più noto
mai più le scriverò,
raggiunto avrò il mio scopo
coi granni mi siederò.
Un mio lettore arguto
prendennome pe gonzo.
disse : più che ‘n paraculo,
me pari proprio ‘no stronzo !
pe ‘n po’ de notorietà,
so lieto e me congratulo
de quello che sto a fa.
Perché, vedete amici
senza pubblicità
nun se ne dinno messe
nun te resta che da schiattà !
Dovevo aguzzar ingegno
pe riuscire a catturare
cor massimo de impegno
attenzione generale.
E quale mejo cosa
all’uopo potea decidere,
senza essere ambiziosa,
se nun de favve ride ?
Pe questo che ve scrivo
queste quartine amene
pe er semprice motivo
de ore assai serene.
Quanno sarò più noto
mai più le scriverò,
raggiunto avrò il mio scopo
coi granni mi siederò.
Un mio lettore arguto
prendennome pe gonzo.
disse : più che ‘n paraculo,
me pari proprio ‘no stronzo !
Dai globi uncinati delle dalie (se lo sono)
color lacrima di rose (se lo dici)
sale a confondermi una vanità blanda
che recupera soste dolci
d'avventuriere, di Nuove Sibille che affondano il piede bianco
e il nastro buonissimo della domenica, entrambi
discesi e poi risalitissimi
come l'inchino del mattino al loro signor padre.
E' dolce il padre,
è dolce il canto,
come una rondine
e la sua primavera,
Tu, che d'ogni verde
ne hai fatto un incanto,
Tu e l'Universo,
un solo verso.
Tu e il tuo grazie,
grazie al cielo,
alla terra,
al dio del mare,
al primo raggio,
al primo fiore.
E' dolce il padre,
è dolce il canto.
è dolce il canto,
come una rondine
e la sua primavera,
Tu, che d'ogni verde
ne hai fatto un incanto,
Tu e l'Universo,
un solo verso.
Tu e il tuo grazie,
grazie al cielo,
alla terra,
al dio del mare,
al primo raggio,
al primo fiore.
E' dolce il padre,
è dolce il canto.











