« Il giallo è una luce che è stata attenuata dalle tenebre; il blu è un'oscurità indebolita dalla luce. »
(Cit. Goethe)
Sotto il peso
di un cielo lontano
e di queste immense
e impenetrabili nuvole,
sentiamo la vecchiaia
che si avvicina.
La vediamo
arrivare, noi:
prima dal fuori,
tremando dentro,
e poi dal di dentro
tremando
di fuori.
Tu,
amore,
che non sei
che un fiore
al vento;
ed io,
che
non
sono
nulla
se non
la vittima
di un sogno
dove ti cerco
e non ti trovo.
E quando il rosso
tornerà arancione,
e quando il verde
si libererà
del giallo
e del blu,
e l’indaco
e il violetto
scioglieranno
in luce scomposta,
il nostro grande amore
virerà dal nero sporco
verso il bianco neve,
verso il blu ceruleo.
Così che sarà il cielo
la tua ultima salita,
e il firmamento
il solo soffitto
del nostro
eremo:
il mio rifugio
e la tua tana,
trasformati
in unico,
soffice
caldo
nido.
caldo
nido.
5 commenti
Sono stato ad un passo da te
vicino alle tue parole
attento al tuo sguardo
e poi i sono allontanato
cavalcando chissà quali pensieri
pensavo di aver raggiunto
sorrisi e fortuna
sole e stelle
eppure mi stavo allontanando
non capivo che il cielo parlava
sussurrava e pregava
per riprendermi ed accompagnarmi
non ho chiesto aiuto
non ho vinto i dubbi
o forse neppure li ho visti
ed ora passo dopo passo
sto ritornando
vicino alle tue parole
attento al tuo sguardo
e poi i sono allontanato
cavalcando chissà quali pensieri
pensavo di aver raggiunto
sorrisi e fortuna
sole e stelle
eppure mi stavo allontanando
non capivo che il cielo parlava
sussurrava e pregava
per riprendermi ed accompagnarmi
non ho chiesto aiuto
non ho vinto i dubbi
o forse neppure li ho visti
ed ora passo dopo passo
sto ritornando
Non verrò più,
sopra quell' aspro colle
nel belare festoso del vento supino,
tra il vespro che accarezzava le zolle,
il ventunesimo giorno di Pasqua
rimpiansi il tuo viso divino.
Non verrò più,
nella piazza del rudere antico,
fra il cielo sonoro di uccelli fragranti,
il mio cuore che pensa a quel paese nemico
la calata del mondo di fuoco
ha fatto in me pensieri vaganti.
Non verrò più,
su quei monti di illusione tenace,
fra le parole tue dette null' era di vero
e pianse il mio cuore
che spento ormai da quel sì vivace
ricorda ancor però
quel viso di ventenne bel fiore.
sopra quell' aspro colle
nel belare festoso del vento supino,
tra il vespro che accarezzava le zolle,
il ventunesimo giorno di Pasqua
rimpiansi il tuo viso divino.
Non verrò più,
nella piazza del rudere antico,
fra il cielo sonoro di uccelli fragranti,
il mio cuore che pensa a quel paese nemico
la calata del mondo di fuoco
ha fatto in me pensieri vaganti.
Non verrò più,
su quei monti di illusione tenace,
fra le parole tue dette null' era di vero
e pianse il mio cuore
che spento ormai da quel sì vivace
ricorda ancor però
quel viso di ventenne bel fiore.
Un senso di profonda pace
invade il silenzioso risveglio,
e l’aria pura, pervasa tutta
da un intenso profumo di fresco.
Nel rintocco del campanile
un nuovo suono, basso,
sul suolo un inconsueto gradevole rumore.
Sensazione strana!
Socchiusa la finestra al nuovo giorno,
spettacolo superbo,
tu, oh natura, giammai potrai più offrire!
Come in una scena teatrale
è comparsa lei, la dea bianca!
Che onore! Che incanto!
Fugace, piacevole sorpresa.
Alta donna di classe,
a passi di danza discende,
e offre al suolo i suoi fiocchi,
come petali di bianche rose.
Amata da piccoli e grandi,
ventata di gioia e gioco nuovo,
e in colui che vive profondamente la natura,
infonde la certezza di una terra
rigenerata e pura.
Trasforma il reale in fantastico e magico sogno,
e la quotidianità, in candido paesaggio incantato.
Oh! ahimè!, in tempo solo a tesser le sue lodi
ed è già scomparsa,
sciolta al tiepido sole,
e l’incantevole momento svanisce.

invade il silenzioso risveglio,
e l’aria pura, pervasa tutta
da un intenso profumo di fresco.
Nel rintocco del campanile
un nuovo suono, basso,
sul suolo un inconsueto gradevole rumore.
Sensazione strana!
Socchiusa la finestra al nuovo giorno,
spettacolo superbo,
tu, oh natura, giammai potrai più offrire!
Come in una scena teatrale
è comparsa lei, la dea bianca!
Che onore! Che incanto!
Fugace, piacevole sorpresa.
Alta donna di classe,
a passi di danza discende,
e offre al suolo i suoi fiocchi,
come petali di bianche rose.
Amata da piccoli e grandi,
ventata di gioia e gioco nuovo,
e in colui che vive profondamente la natura,
infonde la certezza di una terra
rigenerata e pura.
Trasforma il reale in fantastico e magico sogno,
e la quotidianità, in candido paesaggio incantato.
Oh! ahimè!, in tempo solo a tesser le sue lodi
ed è già scomparsa,
sciolta al tiepido sole,
e l’incantevole momento svanisce.

Sporco fogli con parole,
cerco di disegnare note
per un concerto di emozioni.
Stropiccio cuore ed anima,
seduco palpiti
profumati di vita e d’amore,
dono per te…
Cerco tra le pieghe,
invoglio il mio sentire e
rinvengo suoni un po’ aspri,
mendico note da addolcire
e il respiro s’intenerisce.
D’improvviso,
fan l’amore Parole e Cuore.
…Ed ora dimmi se questo
è anche il tuo concerto…
cerco di disegnare note
per un concerto di emozioni.
Stropiccio cuore ed anima,
seduco palpiti
profumati di vita e d’amore,
dono per te…
Cerco tra le pieghe,
invoglio il mio sentire e
rinvengo suoni un po’ aspri,
mendico note da addolcire
e il respiro s’intenerisce.
D’improvviso,
fan l’amore Parole e Cuore.
…Ed ora dimmi se questo
è anche il tuo concerto…
Ecco, io vorrei sapè
se ce sei o se ce stai a provà !
Perché hai scelto proprio me,
da prenne ‘n giro e famme ‘nfinocchià.
E si che so de mio ‘n buontempone,
che sa scherzà de ogni situazione,
ma io nun ho ‘n bersaglio predefinito
e ‘nvece tu m’hai fatto er preferito.
Vedi, così comincia er vecchio gioco
dell’incosciente che scherza cor foco,
der pifferaio che poi fu sonato,
di chi scherzando…rimase innamorato.
Che amore e amore alla nostra età
ar massimo ‘n po’ de solidarietà.
Te prego quinni de famme capì,
si scherzi, bene, ma numme ’stupidì !
Te lo ricordo a futur memoria
anche se er corpo prima o poi invecchia,
er core resta all’anima ancorato,
è ‘n giovanotto cui piace esse amato.
Lassame sta, che a vita è già dura
nun famme da indossà l’armatura,
perché co te io la reindosserei
birbante, sei in cima a li pensieri miei !
se ce sei o se ce stai a provà !
Perché hai scelto proprio me,
da prenne ‘n giro e famme ‘nfinocchià.
E si che so de mio ‘n buontempone,
che sa scherzà de ogni situazione,
ma io nun ho ‘n bersaglio predefinito
e ‘nvece tu m’hai fatto er preferito.
Vedi, così comincia er vecchio gioco
dell’incosciente che scherza cor foco,
der pifferaio che poi fu sonato,
di chi scherzando…rimase innamorato.
Che amore e amore alla nostra età
ar massimo ‘n po’ de solidarietà.
Te prego quinni de famme capì,
si scherzi, bene, ma numme ’stupidì !
Te lo ricordo a futur memoria
anche se er corpo prima o poi invecchia,
er core resta all’anima ancorato,
è ‘n giovanotto cui piace esse amato.
Lassame sta, che a vita è già dura
nun famme da indossà l’armatura,
perché co te io la reindosserei
birbante, sei in cima a li pensieri miei !
Realtà e finzione
il confine era una sogliola
Su quel banco della fiera
il ragazzino faceva veloce
il gioco delle tre carte
Io gli afferrai violentemente il braccio
Gli dissi, con disperazione:
"Io ho fame di verità!"
Il ragazzino tornò a ridicchiare:
"Eco non è ancora morto"
Me ne andai sconfitto
il confine era una sogliola
Su quel banco della fiera
il ragazzino faceva veloce
il gioco delle tre carte
Io gli afferrai violentemente il braccio
Gli dissi, con disperazione:
"Io ho fame di verità!"
Il ragazzino tornò a ridicchiare:
"Eco non è ancora morto"
Me ne andai sconfitto
Smeraldi di nubi e coralli
son polline d' alluvioni crepuscolari,
brina d' un fagotto d' oceani interstellari,
corolle infinitesimali d' algebriche città,
pentagrammi astronomici nei respiri accoccolati,
scarabocchio d' un sogno d' aquiloni autunnali,
affascinanti appartamenti d' arcobaleni solari,
narcisi d' un vespro d' organze sentimentali.
son polline d' alluvioni crepuscolari,
brina d' un fagotto d' oceani interstellari,
corolle infinitesimali d' algebriche città,
pentagrammi astronomici nei respiri accoccolati,
scarabocchio d' un sogno d' aquiloni autunnali,
affascinanti appartamenti d' arcobaleni solari,
narcisi d' un vespro d' organze sentimentali.
Lento e' il passo
e confuso il pensiero.
Piccolo uomo tormentato,
piccolo uomo errante,
nel buio della notte
non temi la sorte.
Sotto le stelle
sogni.....
Oh Speranza,mai assopita,
tenera compagna!
Oh Speranza,carezza di vita,
vola sull'umana incuranza,
oltre ogni confine.
Sorgeranno Cieli Nuovi
e sulla Madre Terra
ogni misero,riconoscenza avrà.
Me ne stavo passeggiando
una serata d' Aprile
col capo chinato, quasi viaggiando
sotto il cielo serale e sereno,
solleticato dal vento primaverile.
Marciavo come un soldato
ma senza meta
tra i palazzoni distinti,
e a metà strada senza fiato
m' accingevo per lasciare
sempre più indietro
i miei umani istinti.
Pensavo, pensavo, pensavo...
chissà dove mi trovavo.
Avevo sete di parlare
e dal portone d' un oscuro palazzo
sentii sbirciare
qualcuno, con aria quasi maniacale.
Mi fissa e misterioso mi chiede:
Chi giunge inaspettato?
Osai rispondere...
L' amore. Figlia ignota del Fato.
Non erri ragazzo, mi disse.
Hai l' animo travagliato
e affatto triste;
Piuttosto, mi sembra
che cerchi di strappare
i tuoi sciocchi vizi
dalle tue umane membra.
Per amore in questo Mondo
arrivi spoglio, come figlio...
e sei tabula rasa
come un foglio,
bianco è il tuo animo
destinato a macchiarsi
con l' avvicinarsi
dell' ambita maturità.
Eh si, la mediocrità
ragazzo è un problema
anche in amore,
molte donne sono avare
e inaspettatamente verrà una
e ruberà anche il tuo cuore.
Ma dimmi ancora,
chi giunge inaspettato?
La vendetta risposi,
che tutta la storia dell' uomo,
nei secoli ha attraversato.
Rispose... E tu ragazzo mio dovrai evitarla
prevenendo la critica, e la tua rabbia
semmai in cuor ne avrai,
dovrai sedarla.
Chi siete? Chiesi... Un saggio maestro?
Non importa chi io sia,
ma non è mai presto
per guardare all' ousìa,
alla sostanza, per conoscere se stesso.
Egli rispose, per niente perplesso.
Dimmi un' ultima volta
Chi giunge inaspettato?
La morte. Ultima spiaggia...
di questa vita
che gioie e dispiaceri
alternamente assaggia.
E dunque ragazzo, ricordati che devi morire!
Che dinanzi all' Altissimo
dovrai comparire,
presto o tardi...
chi questo lo può presagire?
Ama il tuo prossimo,
ripudia il male
ma compi il bene.
Non restare indifferente
affinchè il cuore
non s' affuschi
e con esso il tuo Spirito
e la tua candida mente.
Quindi giovanotto, in sintesi...
Chi giunge inaspettato?
L' amore, la vendetta, la morte!
Ma dimmi, sei un maestro
misterioso uomo appena incontrato?
Non lo so cosa sono,
anzi si:
un uomo del dubbio
col suo fardello.
Ma se tu accetterai
queste sacre, leggi
per sempre io resterò
il tuo caro fratello.
una serata d' Aprile
col capo chinato, quasi viaggiando
sotto il cielo serale e sereno,
solleticato dal vento primaverile.
Marciavo come un soldato
ma senza meta
tra i palazzoni distinti,
e a metà strada senza fiato
m' accingevo per lasciare
sempre più indietro
i miei umani istinti.
Pensavo, pensavo, pensavo...
chissà dove mi trovavo.
Avevo sete di parlare
e dal portone d' un oscuro palazzo
sentii sbirciare
qualcuno, con aria quasi maniacale.
Mi fissa e misterioso mi chiede:
Chi giunge inaspettato?
Osai rispondere...
L' amore. Figlia ignota del Fato.
Non erri ragazzo, mi disse.
Hai l' animo travagliato
e affatto triste;
Piuttosto, mi sembra
che cerchi di strappare
i tuoi sciocchi vizi
dalle tue umane membra.
Per amore in questo Mondo
arrivi spoglio, come figlio...
e sei tabula rasa
come un foglio,
bianco è il tuo animo
destinato a macchiarsi
con l' avvicinarsi
dell' ambita maturità.
Eh si, la mediocrità
ragazzo è un problema
anche in amore,
molte donne sono avare
e inaspettatamente verrà una
e ruberà anche il tuo cuore.
Ma dimmi ancora,
chi giunge inaspettato?
La vendetta risposi,
che tutta la storia dell' uomo,
nei secoli ha attraversato.
Rispose... E tu ragazzo mio dovrai evitarla
prevenendo la critica, e la tua rabbia
semmai in cuor ne avrai,
dovrai sedarla.
Chi siete? Chiesi... Un saggio maestro?
Non importa chi io sia,
ma non è mai presto
per guardare all' ousìa,
alla sostanza, per conoscere se stesso.
Egli rispose, per niente perplesso.
Dimmi un' ultima volta
Chi giunge inaspettato?
La morte. Ultima spiaggia...
di questa vita
che gioie e dispiaceri
alternamente assaggia.
E dunque ragazzo, ricordati che devi morire!
Che dinanzi all' Altissimo
dovrai comparire,
presto o tardi...
chi questo lo può presagire?
Ama il tuo prossimo,
ripudia il male
ma compi il bene.
Non restare indifferente
affinchè il cuore
non s' affuschi
e con esso il tuo Spirito
e la tua candida mente.
Quindi giovanotto, in sintesi...
Chi giunge inaspettato?
L' amore, la vendetta, la morte!
Ma dimmi, sei un maestro
misterioso uomo appena incontrato?
Non lo so cosa sono,
anzi si:
un uomo del dubbio
col suo fardello.
Ma se tu accetterai
queste sacre, leggi
per sempre io resterò
il tuo caro fratello.
Come il pallido
puntino azzurro
può far tremare
l’astronauta,
non sia mai
che sarà
la tua forma
a sgomentare
d’ignoto proprio me:
che se cerco un’altra strada
che porti ad un’altra bocca,
potrà andarmi bene tutto,
purché quella bocca
sia la tua
bocca.
Altrimenti
io resterò qui
con i bimbi sperduti,
ai giardini di Kensington,
felicemente incapace
di crescere
di un altro giorno:
per poter essere io,
quel mezzo-mezzo
che sa volare.
Piano, lambiscimi piano,
fatti sentire,
timidamente, con dolcezza.
Mi piace, questo tuo toccarmi,
lo sfiorarmi e poi lasciarmi lì,
ad attendere…
Saziami,
sazia questa mia frenesia,
la voglia di abbandonarmi a te.
Stuzzicala, invitala,
fatti mio desiderio…
Bagna la mia pelle calda ed assetata,
regalami le dolci tue note,
riempimi gli occhi dei tuoi colori
ed appagami il cuore.
Eccomi, ora prendimi….
o mare
fatti sentire,
timidamente, con dolcezza.
Mi piace, questo tuo toccarmi,
lo sfiorarmi e poi lasciarmi lì,
ad attendere…
Saziami,
sazia questa mia frenesia,
la voglia di abbandonarmi a te.
Stuzzicala, invitala,
fatti mio desiderio…
Bagna la mia pelle calda ed assetata,
regalami le dolci tue note,
riempimi gli occhi dei tuoi colori
ed appagami il cuore.
Eccomi, ora prendimi….
o mare
Leggera tanto da cadere
volteggia l’anima
in cieli ricoperti di parole
sorvolando campi di pensieri
e grattacieli di sogni
su filo invisibile del tempo
cammina silenziosamente
sempre in bilico
tra mondo e surreale
ascoltando il respiro
sfiorando diverse sfumature
accarezzando altre tonalità
accoglie in sé
energie sempre nuove
e continua nel suo moto
in bilico tra l’immaginario
e ciò che gli occhi vedono
a volte in ultima istanza
si rivolge all’alto
in cerca di perdono
volteggia l’anima
in cieli ricoperti di parole
sorvolando campi di pensieri
e grattacieli di sogni
su filo invisibile del tempo
cammina silenziosamente
sempre in bilico
tra mondo e surreale
ascoltando il respiro
sfiorando diverse sfumature
accarezzando altre tonalità
accoglie in sé
energie sempre nuove
e continua nel suo moto
in bilico tra l’immaginario
e ciò che gli occhi vedono
a volte in ultima istanza
si rivolge all’alto
in cerca di perdono









