E ti domandi
cosa ti manca?
Ora che è tempo
di acqua cristallina,
di aria pura , di pioggia e di bruma,
è tempo di silenzi nascosti ,
di campi sperduti,
è tempo di fumi e
di profumi ,
di pane caldo e di brace.
Un gesto ha i suoi rumori
la sera i suoi colori.
Non chiederti al risveglio
cosa ti manca.
Gli azzurri spogli
stropicciati sulla neve
dimenticano il tempo....
.....Ed io non sono il vento.

e scuotono via
come i passeri con l'acqua
la luce invadente del giorno,
o fanno a volte addormentare i telescopi
a un sogno di triangoli variabili -
qualcuno leggendo ma non credo li prenderà in tristezza
per una chiave data agli angeli.

Chi mi proteggerà più tardi?
a quali gambe mi potrò legare?
su quali mani immobilizzerò le mie?
in quale canto ripiegherà il cuore?
Adesso abbracciami, intrecciati,
mescolati nel ghiaccio sciolto
di un ultimo coca e rhum,
e non andare ancora via.
I bisogni e le pulsioni
sono istinti futili,
appena eterei;
tu credimi,
ti prego,
se ti dico
che l’amore
è ordine invertito,
è la piramide di Maslow:
capovolta, sottosopra, sovvertita,
rovesciata come un fiore triste.
È solo con te che mi realizzo,
solo con te che sei la sola:
la libido e la destrudo,
empirica e razionale
come un’infanzia,
la mia ingenuità,
il mio disarmo,
la vie en rose,
il primo sole.
Poi da oggi
la paura.
un proiettile mi attraversa
il corpo.
Paura...smarrimento
le lacrime fanno a botte
se scendere oppure no.
Ti senti impotente
al dolore
per la ragione della tua vita.
La paura si placa
al primo cenno
di risveglio.
Cinque minuti
di agonia
per la ragione della tua vita.
Dai vetri
le mie nuvole
hanno il gioco del vento,
parlano la voce muta del mare
indossano lo sguardo
del giorno
e solleticano il cuore.
Scompigliano la neve ,
s'alzano, s'addensano,
sbuffano e sbocciano
come un fiore.
Hanno
il mio pensare
disteso e trasparente
come un velo .
Ed io le custodisco
in silenzio
quando vanno tra le stelle
ad origliare.
Quando il mare in tempesta
ti portera' lontano,
sospinto dalle correnti approderai sull'isola
dove la musica del silenzio
aspetta le tue note.
Camminerai sulla rena,
sotto il sole.
Lo sguardo dentro l'onda
che sprofonda nell'abisso
per riemergere piu' forte.
Cosi' e'.
Cosi' sei.
La tua vita ad un bivio.
Non ti perderai in questo mare
perche' saro' io a giudarti,
nella rotta di una scia
di un profondo mare.
che per troppo tempo
ti ha visto sopito nell'oscurita',
dell'abisso.
fatto di neve
infernale inizio
inesperienza del dire
e sentimento nato
troppo presto
per capire, gioire
insieme
durare
insieme
morire
menzogna
del vento gelido
sul nostro volto
sferzato dal rossore
del dubbio di un amore
nato per gioco, irresponsabile
e vigliacco
stanco giullare del nostro letto
gelida illusione
cullata dall'ebbrezza
di un irreale trasporto
inifinita leggerezza
caduta in abissi invernale
di una realtà bugiarda.
Ho attaccato un chiodo sul muro
vicino all'ombra della mia coscienza
e lì ho appeso il mio cuore
per vederlo sanguinare
come un agnello sacrificale
tra i grumi delle parole.
Ho attaccato un chiodo nel cielo
vicino alla luce delle stelle
e lì ho appeso il mio sapere
per vederlo fluire
sull'immagine di Dio
che offusca la Passione
di una croce nella gola.
Ho attaccato un chiodo sul marmo
vicino al bacio di mia madre
e lì ho appeso i miei ricordi
per vederli urlare
come un lupo tra i cespugli
che non trova più la tana
e sbava odori sconosciuti.
E infine ho attaccato un chiodo nell'aria
vicino al battito d'amore
e lì ho appeso i miei momenti
per vederli sciogliere nel sole
coprirmi gli occhi dei frammenti
e poi allontanarmi, definitivamente
da questo vagare e perlustrare
sentieri che portano verso il niente.
“La speranza è il solo bene che è comune a tutti gli uomini, e anche coloro che non hanno più nulla la possiedono ancora.”
(Talete)
Tremo sempre
ma tu non lo sai,
a te non preoccupa
il freddo degli altri;
e quel tuo sguardo
e quella tua voce
questa volta
mi hanno
ferito.
Tu lo sapevi Iris
che il tuo messaggio
sarebbe stato funesto
e che presto i miei giaggioli,
rari come il color dell’ametista,
avrebbero ospitato
la muffa verde,
e che a breve
sarebbero
seccati.
Tu lo sapevi Iris
che le tue grandi ali dorate
ti avrebbero portata lontano da me,
e che seduta sull’arco di un arcobaleno,
ti saresti rivestita di rugiada,
dimentica delle pene
di un bulbo
che piano
avvizziva.
Ma non sono ancora esanime:
come vedi i miei rizomi
sono viola porpora
e la loro fragranza
è sempre la tua.
Anche se presto
sarò polvere cosmetica
e le mie radici rimedi medicinali,
non lo dimenticherò mai
signorina Arcobaleno,
di aver anch’io
(da fiore)
amato
i tuoi colori
che sfuggono,
la tua evanescenza.
La canicola che riscaldava la mia linfa,
era però un parafulmine precario:
un dolcissimo palliativo
per una affezione
che neppure tu
hai potuto
curare.
Amore mio
ho atteso quel filo di voce
farsi pensiero.
Ho sentito
la tua mano calda
avvilupparsi alla mia.
Abbiamo ascoltato
la Primavera dell'anima
scivolarci addosso vellutata
senza rumore.
Nella notte intatta
e senza voci
un drappo di stelle
ha trovato il suo profumo e
ora albeggia di noi.
Ed io stretta
ai tuoi sentieri
ti cammino accanto.
E noi stiamo qui a bisticciare
per una partitella da giocare
oppure per lo spreadde da capire
o qualche monetina da investire,
i popoli si guardano in cagnesco
che vivano in canicola o al fresco
o siano ricchissimi o di stracci
vestiti come tanti poveracci,
viviamo in un pianeta appeso al nulla
in mezzo all’universo che ha la culla
lontano lontanissimo nei tempi
che furono, per darci degli esempi,
di grossi dinosauri scomparsi
nel nulla o dal fuoco allora arsi
perché dal cosmo è sceso un grosso sasso
vagante che ha causato uno sconquasso;
ed oggi un asteroide ha sfiorato
la terra come allora forse è stato,
per poco non ci manda al creatore
se solo si spostava col motore
colpendoci e centrando con potenza
il male con la nostra prepotenza
l’invidia l’arroganza le ricchezze
il subdolo potere, le tristezze
di tanti dittatori da strapazzo
che usano con tedio e con sollazzo
la vita di chi è debole e nel mondo
è solo nel girone più profondo.
Ce sò du' strade che coreno vicino vicino,
così è 'n gran casino,
sta 'n campana, sta preciso,
una và a l'inferno, una ar paradiso.
Sò vicine e se 'ncroceno spesso,
c'è na fila come p'annà ar cesso,
ce vò na mente sveja e scartra.
penzi de sta su una e t'aritrovi su l'artra.
Chi cià dubbi, chi convinzioni,
chi cià bone intenzioni,
ma nun ce pijassero pè cojoni,
puro ste strade sò finzioni
perché nun sò reali, sò creazzioni.
Così se 'ncocceno spesso
li mascarzoni co' li santoni,
l'oppinioni co' le religgioni,
le passioni co' l'ambizzioni,
li poracci co' li cialtroni.
Tutti cianno na toppa sull'etichetta,
ma oggnuno ciattacca n' etichetta
e te vò comannà a bacchetta.
Sai er cielo è na cosa fastosa,
chi ce vola, chi ce và su na scala sfarzosa,
c'è chi pretenne d'avé la ricetta;
su de me cìè sempre na nuvoletta,
e si poi sta strada è stretta
io pe' salicce m'accontento de na scaletta.
Ce sò du' strade che coreno vicino vicino,
così è 'n gran casino,
sta 'n campana, sta preciso,
una và a l'inferno, una ar paradiso.
Sò vicine e se 'ncroceno spesso,
c'è na fila come p'annà ar cesso,
ce vò na mente sveja e scartra.
penzi de sta su una e t'aritrovi su l'artra.
Chi cià dubbi, chi convinzioni,
chi cià bone intenzioni,
ma nun ce pijassero pè cojoni,
puro ste strade sò finzioni
perché nun sò reali, sò creazzioni.
Così se 'ncocceno spesso
li mascarzoni co' li santoni,
l'oppinioni co' le religgioni,
le passioni co' l'ambizzioni,
li poracci co' li cialtroni.
Tutti cianno na toppa sull'etichetta,
ma oggnuno ciattacca n' etichetta
e te vò comannà a bacchetta.
Sai er cielo è na cosa fastosa,
chi ce vola, chi ce và su na scala sfarzosa,
c'è chi pretenne d'avé la ricetta;
su de me cìè sempre na nuvoletta,
e si poi sta strada è stretta
io pe' salicce m'accontento de na scaletta.
I fiori del mio cuore possono sbocciare.
Petali come velluto sulla pelle
Fronde come capelli di erica.
Prona,
bacio la terra.
Adesso posso volare lontano
vento nella tempesta,
sole nelle nuvole,
acqua nell'arida terra.
Viola di mora le mie labbra.
Intrecci di mani come radici.
Incanto in me,
germoglia la vita,
adesso,
dove la voce delle parole scritte
arrivano a me.
Le tue








