Silenzioso
deturpato da canti acuti scoraggiati
dai clamori insulsi
dall'osservare del cuore
si mostra distrutto
già nel pronunciare

uscendo da uno schermo
  da un cortile
    da un balcone
     dalla stazione
      dall'aperitivo serale
       dal pianerottolo vicino
        dalla casa di fronte
          dal lavoro
            da una festa

  anche fra conoscenti
      fra parenti
       fra amici
        fra colleghi
         fra pochi

s'infila improvviso
lascia inermi volutamente
creando scompiglio
disagio

non aiuta, complica
non ama 
chi lo pratica, chi lo avvicina a sè, chi se lo tiene, chi lo subisce, chi lo innalza

il pericolo del silenzio è il più grande
tutti i giorni s'incontra
in tutti i momenti ci circonda

il pericolo del silenzio è il colpo che stende al tappeto
bruciando anche il più piccolo cenno di salvezza.
  

   




 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Avevo già detto no ieri, basta!
Ma riecco l'immagine del mestolo forato
che sale dal geyser
e porta su dal centro un'altra mia
deformità,
le dita che ai mignoli si gonfiano,
si alzano a parallelismi
incredibilmente d'ottima fattura nello spirito

o sospesi come il silenzio delle teste svuotate di tutto a teatro,
quando finisce Manon Lescaut
e si vorrebbe davvero morire.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Quando avevamo menti simmetriche
(come le ali della Lepidoptera Blue),
tu eri una donna turbata dal panorama,
ed io un uomo sempre troppo attento
alle variegate sfumature del caos.
"È logico, pazzo, tu dovevi saperlo
come sarebbe andata a finire",
fu questo tutto ciò che mi dissi.
"No, io non potevo ancora intuirlo
che a quel minimo primo battito,
casuale solo nella sua essenza,
avrebbe seguito l'andar del tempo,
e poi la gioia, il dolore, e la morte."
"Non lo sapevo, come tu non sapevi,
che per via di un raro effetto farfalla
non ci sarebbe stato uragano per noi,
ma l'imprevedibile nascita di una stella.
 
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Profilo Autore: Charlie  

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Non ho voglia di niente
di sentire, ascoltare
di vedere l'azzurro che travolge
scompiglia i capelli e sconvolge
l'amara mia realtà;
mi sento come un albero senza foglie
ho radici lunghe come ventose
che mi tengono piantato 
su un prato di rose.
Eppure sento agitare le ali
e vorrei staccarmi da questa terra
da pensieri annegati 
in un mare di madreperla
nei ritmi del cuore 
che come in una danza
perdono il passo
nell'indugio e nel collasso
tra coraggio e amore.
Vorrei che queste spine
impiantate nel viaggio del destino
non siano le corone
ma la salvezza
per arrivare un giorno
a toccare la luna
e le stelle di Dio
nella notte più scura.
Per adesso vivo 
in questo piano inclinato
e vedo scivolare il mio io
dentro un vulcano
dove brucia il tempo
nel cratere di un sogno
ai confini tra me e la verità.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Poeta
che mastichi il silenzio
del dolore
di  giorni scolpiti di ruggine
senza tempo,
ascolti una musica
che trasporta i sensi
che si abbandona
a una passione irrangiungibile.
Poeta
che non sai dove potrai
coccolare le tue parole,
dove cercare un nido
per scaldare il cuore.
Si fa sera
e tu vagabondo in cerca
di pensieri e di amori
da ricordare
mentre una lacrima
ti fa compagnia
tra sentieri senza meta.
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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Eppure il torrente canta la sua canzone,
in cielo s’inseguono candidi cirri
eppure, immutato, vola alto
il richiamo della capinera.
Eppure la terra vive !

 

Allora, perché questo vento feroce
questa smania di morte.
Perché questi carri urlanti
questi fili spinosi,
queste larve vestite di cenci.

 

Perché questo fumo che esce
da camini insultanti il cielo.
Perché questi truci aguzzini.
Perché la terra vive ancora
se la pietà è sepolta ?


 

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Profilo Autore: Vittorio  

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Lungo il litorale disteso
donatosi nel silenzio
ondeggio come randa
per giungere alla tua spiaggia
di mughetti agitati
di venti arresi
poggiando da nostromo
sorridendo come clown
per non segnare troppo
attento a non sprofondare
allungando la marinaia mano
rovinata dalle cime
dove m'accogli
con quel sale sulle labbra
turchese negli occhi
profumi di datteri
di palme sferzate da soffi bagnati
che il tuo viso raccoglie
dilegua nei miei pensieri
rimuovendo il percorso del patito viaggio
non facendomi ormeggiare







 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Vorrei essere dentro di te,
in te,
darti la mia  forza

Incatenarmi al tuo pensiero.

Stringerti tra le braccia,
contare i tuoi sospiri
per respirare la tua vita,
farla mia.

In questo  momento
nella fragilita' di un'assenza,
nostalgia,
paura di perderti.

Giunga a te
il mio pensiero
con tutta l'intensita'
di un vulcano,
che implora alla terra
di  aprirsi

 
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Profilo Autore: Eleonora  

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Elogio

Donna, della vita sei il cibo,
della buia notte tu sei l’astro,
sei la viva luce d’ogni giorno
ed io ti canto con gioia e libo
all’amore che per me è pilastro
della vita, a cui io giro intorno.
 
Il tuo cuore ed il tuo intelletto,
sono pronti a tendere la mano;
dea dell’amore e del concetto,
pur egro, tu rendi l’uomo sano.
 
Per il tuo dire e fare tanto vali,
perché tu effondi la dolcezza;
pur se il tristo Fato taglia l’ali,
all’uomo allontani la tristezza.
 
Si vive per te, donna gentile,
s’inneggia a te da mane a sera;
io ti offro un fior primaverile,
finché vivrò in questa geosfera.


 
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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Com'è difficile, quando il cuore freme,
guidare la mano a scrivere in rime,
quando ogni anima si deprime
spenta dentro e morsa dalla fame;
è che tutt'intorno c'è un gracidio di rane,
tra mille guerre, vicine e lontane
e ogni vita è un mosaico di pene
e la libertà è minacciata dalle catene.
Se sei depresso, preoccupato e stanco
alza gli occhi e goditi quel lucore bianco
che da lontano t'indica un'altra via,
che esser uomo non significa seguir la scia,
afferra quel bianco di speranza e portalo a valle,
vivi le belle emozioni che fan tremar la pelle,
ogni giorno esci dai guai e diffondi il nettare di stelle!

 
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

Questo autore ha pubblicato 261 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Chiudo questa musica 
stando in piedi sulla sedia del vuoto,
dove a nessuno è dato capire se miracolo d'arancio

o di mandarino a fluire.
Qualcosa strappato precocemente forse,
che a lasciarlo aperto magari,
come un ombrello nero di classe
avrebbe attirato
una pioggia di applausi.



 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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E' un'aquilone
 oggi il mio pensiero  
edenico  giardino  incantato  
 volante  e colorato.
Verso i campi sospinto dal vento e 
aggrappato  ad un filo stretto 
che alberga la  tua mano 
in un turbamento,
 per poi librarsi  
tra intrecci di foglie 
dentro  ad un cielo terso
 e perdersi
al di là dei sogni 
volteggiando  il mare
 in un volo libero
 verso  il sole  e la volta celeste...


 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Verserei per te le lacrime
che non ho versato
le lascerei scendere 
e sentirne il sapore
Sembra una calma apparente
il tempo non sembra portar via
la sensazione di vuoto
mi manca
stringere le tue mani fredde
Ricordo i Natali le nostre Pasque
vissuti a cercare un significato
in quella casa di altri tempi
di una periferia romana
Qualcuno che chiamano DIO
ti ha destinata così
portando la tua croce
tra mille sofferenze
Sembravi una Santa
destinata al martirio
finche' la forza che avevi
non ti ha lasciata

La notte l'alba
e il suo tramonto
tutto e' oramai chiaro
i pianti sommessi 
La tua anima è libera
pura e invisibile
negli occhi di chi resta
La tua epoca densa di storia
la fine di un ideologia 
le sue macerie
bisognava crescere in fretta 
bambine che erano donne 
in case umili
Vorrei sognarti come un tempo 
la memoria è labile di ricordi
che sembrano svanire 
nello scorrere della vita .
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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“Speaking strictly for me we both could have died then and there”
(Joan Baez)
 
Buongiorno amore mio,
eccoti nel nostro primo sogno:
quando la neve si lasciava cadere
sopra i giardini di Villa Melzi
senza un motivo evidente,
ma solo perché tu
lo desideravi
così tanto.

Erano musica cara e sublime
quei cristalli di gragnola
che picchiavano forte
sulla colonna infame,
per poi morire afoni
ai piedi della sequoia;

che barcollavano inermi
sulla statua della dea Pakhet,
per poi impietrire sul tronco
del pino di Montezuma;

che scivolavano
ignari della fine,
sul marmo bianco
di Dante e Beatrice,
sul chiosco moresco,
e sul vecchio ricovero
che un tempo fu
l’orangerie.

Quando invece noi,
dal caldo del chiuso di un bacio,
da sotto la chioma del grande canforo,
non correvamo realmente rischi imminenti
perché nulla, allora, importava davvero.

Tu forse
non puoi ricordarlo,
ma io, come sai, lo sogno spesso.
Io lo sapevo già allora che ti amavo,
mentre assistevo al miracolo,
e col pensiero percorrevo
l’improbabile rotta
che dal cielo
porta giù
al lago.

Sono passati anni,
ma tu presta attenzione:
che io fisso ancora i tuoi occhi
e la geometria del fiocco di neve.
Come se quella meraviglia,
quella precipitazione
e i tuoi mille baci,
non siano altro
che un ciclo:

la nostra
vita.
 
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Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Mi troverai sul ponte che non si muove
A gridare una vastità comune e ripetuta
Amore, le sponde si elidono a vicenda
E ci troviamo raccolti in mezzo
come una manciata di olive
L'effervescenza si sta estendendo ovunque
e le turbe esplodono quando vengono sfiorate
Amore, il trenino non ha inizio né fine
e gli angeli custodi gorgogliano sulle nostre teste
Amore, l'urlo che cacci è così forte
che le anatre si girano a malapena
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 547 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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