Lo sguardo all'orizzonte
attende l'incedere del crepuscolo
mentre l'aria effervescente
si culla tra le mie gote
e la pioggerella non fa paura
illuminando la strada
che si confonde con la luce.
Dal vecchio pontile
i pensieri tornano indietro
lontano verso fanciulleschi ricordi
catturati dalle onde marine.
È un quadro
il paese che si affaccia sul mare
un dipinto che raffigura la sofferenza
in un volo armonioso di desideri
benché sia vestito a festa.
Vigile si erge il chiosco delle limonate
sotto l'aspetto imponente della “Matrice*”
mentre la piazza brulica di voci
conservando antiche storie.
Alla fine del vespro
come sempre mi ritrovo perduto
in un tempo senza tempo
smarrito sulla via del ritorno
con le spalle sempre più cariche di vita
e gli occhi lucidi di malinconia.
(*Chiesa Madre)
attende l'incedere del crepuscolo
mentre l'aria effervescente
si culla tra le mie gote
e la pioggerella non fa paura
illuminando la strada
che si confonde con la luce.
Dal vecchio pontile
i pensieri tornano indietro
lontano verso fanciulleschi ricordi
catturati dalle onde marine.
È un quadro
il paese che si affaccia sul mare
un dipinto che raffigura la sofferenza
in un volo armonioso di desideri
benché sia vestito a festa.
Vigile si erge il chiosco delle limonate
sotto l'aspetto imponente della “Matrice*”
mentre la piazza brulica di voci
conservando antiche storie.
Alla fine del vespro
come sempre mi ritrovo perduto
in un tempo senza tempo
smarrito sulla via del ritorno
con le spalle sempre più cariche di vita
e gli occhi lucidi di malinconia.
(*Chiesa Madre)
3 commenti
Hai indossato migliaia di sorrisi
e mai una volta quello della misura giusta,
centinaia di vestiti senza che ce ne fosse uno
che ti sentissi bene addosso,
ti sei spogliata decine e decine di volte,
togliendoti di dosso tutto tranne che il velo
che ti ha sempre nascosto,
di tutte le parole che hai condiviso
mai una che parlasse di te
per come ti pensi.
Hai eretto muri invisibili ma invalicabili,
costruendo scale, a volte ascensori,
ma nessuno che portasse al tetto o alla cantina,
di tutte le volte che li ho percorsi,
in su e giù, non ti ho mai incontrata,
a volte mi è solo sembrato di sentire una risata,
o i tuoi singhiozzi, deboli dietro le pareti
e nessuna porta per raggiungerti.
Hai trascorso tanti di quei giorni
soffiando contro le nuvole,
per aiutarle a scappare
sperando che non piangessero
le loro lacrime insapori,
anche se poi quando lo facevano ne eri contenta,
quelle gocce avrebbero nascosto le tue;
quelle gocce avrebbero nascosto le tue;
pomeriggi interi ad aspettare impaziente
i raggi di sole, per colorare la tua pelle pallida
e scaldare i tuoi sogni, per poi accorgerti
che nemmeno il deserto è infinito abbastanza
per qualcuno che non sa trovarsi.
Hai traversato le vie su tacchi e scarpe sportive,
spiagge a piedi nudi e infradito,
spiagge a piedi nudi e infradito,
hai volato e navigato, corso e nuotato,
eppure, sembra sempre che qualunque luogo
e qualunque cammino
non porti mai da nessuna parte.
Anche se gli sguardi si sospirano su un tramonto,
la notte è già alla finestra,
e chiudere i vetri non impedirà alle ossa
di sentirsi troppo strette nella tua pelle.
Sai che ci si può amare anche distanti un metro?
Quante volte avrei voluto averti nuda
Quante volte avrei voluto averti nuda
senza che ti togliessi alcun indumento.
Solo per vedere dentro quella stanza tutta tua,
che per quanto enorme,
rimpicciolisce sempre troppo
Il mondo intorno a te.
Carovane di emozioni,
come sulle vie della seta
e scrosci di ricordi
agognano il torrente fresco
della spinta originale.
Il cuore raggomitolato
come un lombrico,
cerca il coraggio di un balzo
inimitabile,
l'animale che è in me
fiuta gli orizzonti di fuga.
In alto e in basso, spontaneamente,
seguo la luce di un pensiero
che solca libero questa terra e mari,
ma la salvezza non verrà dall'alto o dal basso:
dovrò costruire
in un istante indifferente
quello che infiniti tempi
non mi hanno concesso.
come sulle vie della seta
e scrosci di ricordi
agognano il torrente fresco
della spinta originale.
Il cuore raggomitolato
come un lombrico,
cerca il coraggio di un balzo
inimitabile,
l'animale che è in me
fiuta gli orizzonti di fuga.
In alto e in basso, spontaneamente,
seguo la luce di un pensiero
che solca libero questa terra e mari,
ma la salvezza non verrà dall'alto o dal basso:
dovrò costruire
in un istante indifferente
quello che infiniti tempi
non mi hanno concesso.
Ancora non mi capisci
ascolti la tua ombra
nascondi il futuro
dentro il passato
ancora non mi capisci
scrivi e non ti ricordi
prendi la mano
e poi la fai scivolare
dentro i tuoi occhi
giace lontano
il pensiero di chi
come me ama
ancora non mi capisci
segui il fluire
di vortici di presente
che ingorgano la mente
ancora non mi capisci
parli oltre il are
sovrasti l’azzurro
ed il dolce orizzonte
dentro i tuoi occhi
giace lontano
il pensiero di chi
come me ama
ancora non mi capisci
ma io sono qua
ancora vicino
ancora vivo
ascolti la tua ombra
nascondi il futuro
dentro il passato
ancora non mi capisci
scrivi e non ti ricordi
prendi la mano
e poi la fai scivolare
dentro i tuoi occhi
giace lontano
il pensiero di chi
come me ama
ancora non mi capisci
segui il fluire
di vortici di presente
che ingorgano la mente
ancora non mi capisci
parli oltre il are
sovrasti l’azzurro
ed il dolce orizzonte
dentro i tuoi occhi
giace lontano
il pensiero di chi
come me ama
ancora non mi capisci
ma io sono qua
ancora vicino
ancora vivo
Non
c'era
legna
da ardere
e la nostra casa
era un puntino rosa,
un germoglio prematuro
che quasi moriva dimenticato,
solo su una collina bianco inerte.
Poi c’eravamo tu ed io, ancora sereni,
che scrutavamo l'immenso rovere piegarsi
sotto il peso della neve, come se fosse amore,
come se fosse lì per proteggere il tuo ciclamino.
Avevo avuto fortuna, perché quel fiore carminio
dalle radici perenni, avrebbe superato l’inverno
e tu con lui, chiusa in un calice persistente,
fra i petali porporini di chi, come me,
era nato per dedicarti un riparo,
per vegliare sui tuoi molti
pensieri appiccicosi:
le mie prossime
memorie.
Il fuoco vivo
rosso
scoppiettante.
Indispensabile
a far sparire
i brividi del corpo.
Danno calore
le fiamme
del camino.
Pensavi
di essere
importante.
Ma in realtà
non sei niente
non sei nessuno.
Ti consumi
rimani solo
cenere.
Un residuo
uno scarto
da buttare via.
Grigia
come il nulla
emana calore.
Quel fuoco scoppiettante
ridotto solo a della povera
ed inutile cenere.
Adesso inonderà
la terra ravvivandola
almeno a qualcosa servirà.
rosso
scoppiettante.
Indispensabile
a far sparire
i brividi del corpo.
Danno calore
le fiamme
del camino.
Pensavi
di essere
importante.
Ma in realtà
non sei niente
non sei nessuno.
Ti consumi
rimani solo
cenere.
Un residuo
uno scarto
da buttare via.
Grigia
come il nulla
emana calore.
Quel fuoco scoppiettante
ridotto solo a della povera
ed inutile cenere.
Adesso inonderà
la terra ravvivandola
almeno a qualcosa servirà.
Volerai tra le nuvole
tra cime rosa
e tramonti di ghiaccio
sciolti dal calore del tuo cuore.
Ombre al tuo passaggio
ali aperte in vortici,
in alto
e poi giu',
verso la terra
e ancora voli,
su in alto
con quel vento
che apre le ali.
Cuore
Ghiaccio
Montagna
Cattedrale sul tetto del mondo
Imponente.
In reale posa
siedi tra il bianco della neve
e abbracci il regno di una natura
che vista dall'alto racconta
una favola
tra cime rosa
e tramonti di ghiaccio
sciolti dal calore del tuo cuore.
Ombre al tuo passaggio
ali aperte in vortici,
in alto
e poi giu',
verso la terra
e ancora voli,
su in alto
con quel vento
che apre le ali.
Cuore
Ghiaccio
Montagna
Cattedrale sul tetto del mondo
Imponente.
In reale posa
siedi tra il bianco della neve
e abbracci il regno di una natura
che vista dall'alto racconta
una favola
La sera scende monotona
e senza pioggia,
con tonalità di luce
avvilente e incerta.
Il colore dei fiori,
nell’ombra diffusa degli alberi,
sfuma e si ritrae
oltre l’allineamento di viottoli e aiuole.
Vivo tra resti masticati di sensazioni
nell’involontarietà dei sogni
e in croste umide di desideri.
I miei pensieri vagano,
tra briciole d’allegria,
nell’imbrunire della coscienza
e nella vanità di spettacoli intervallati.
E la malinconia
dispiega brunite vele,
tra intrigo e maldicenza,
nell’orrenda consapevolezza
della propria insignificanza.
e senza pioggia,
con tonalità di luce
avvilente e incerta.
Il colore dei fiori,
nell’ombra diffusa degli alberi,
sfuma e si ritrae
oltre l’allineamento di viottoli e aiuole.
Vivo tra resti masticati di sensazioni
nell’involontarietà dei sogni
e in croste umide di desideri.
I miei pensieri vagano,
tra briciole d’allegria,
nell’imbrunire della coscienza
e nella vanità di spettacoli intervallati.
E la malinconia
dispiega brunite vele,
tra intrigo e maldicenza,
nell’orrenda consapevolezza
della propria insignificanza.
Ciao amore, sono di nuovo con te.
Lo vedi che si è già fatto San Valentino
qui per le vedute pittoriche della Riviera?
Su e giù per il vecchio borgo di Pieve Ligure
e attraverso le sfumature del Golfo dei Poeti?
In questa terra che come me, povera marza,
è da sempre pianta di specie pioniera?
La vita però oggi è una ramo fiorito,
e a guardarlo da Becrux, l’amore,
è un pensiero in giallo intenso,
il solo che ci porti il mare.
Sono come tante stelle
i sui capolini sferici,
tante voci soavi
che ci dichiarano
un’idea preziosa:
"basta davvero poco
per sollevare un cuore".
Sia che la guardi dal cielo,
dal Principato o da Capo Corvo,
dalle aspre vie che scendono al mare
o dal promontorio della Caprazoppa,
solamente montando sull’albero
e imitando il movimento
della mia mano,
finalmente,
lo capirai
anche tu
che la vita
è tempo breve,
che è infiorescenza.
Nella gabbia
che non hai costruito
resti a guardare fuori
li un pezzo di cielo
era tuo
era come tu lo vedevi
azzurro nella profondità
dello sguardo.
Nella gabbia
che non conoscevi
cerchi la fantasia
compagna dei tuoi giorni
ma ancora non sai
se nel tempo saprai
allungare lo sguardo
dove c'è ancora poesia.
che non hai costruito
resti a guardare fuori
li un pezzo di cielo
era tuo
era come tu lo vedevi
azzurro nella profondità
dello sguardo.
Nella gabbia
che non conoscevi
cerchi la fantasia
compagna dei tuoi giorni
ma ancora non sai
se nel tempo saprai
allungare lo sguardo
dove c'è ancora poesia.
L'aureo vascello avanza glorioso
sulle cremisi onde dell'aurora,
Eolo china il suo capo e spegne il soffio,
beve la terra i raggi fecondi. E' giorno
E' giorno e piove la luce sui tristi destini,
anche oggi il sole scalderà
il santo e l'assassino,
ignaro delle umane miserie, il sole,
dispenserà i suoi doni alla Terra.
E' giorno ma, lorde del sangue versato,
le oscure coscienze dei reprobi
vorranno altro oro e altra guerra.
E' giorno, la muta fiumana dei diseredati
opressa da fame e ingiustizia,
cammina stanca verso la notte dell'Uomo.
sulle cremisi onde dell'aurora,
Eolo china il suo capo e spegne il soffio,
beve la terra i raggi fecondi. E' giorno
E' giorno e piove la luce sui tristi destini,
anche oggi il sole scalderà
il santo e l'assassino,
ignaro delle umane miserie, il sole,
dispenserà i suoi doni alla Terra.
E' giorno ma, lorde del sangue versato,
le oscure coscienze dei reprobi
vorranno altro oro e altra guerra.
E' giorno, la muta fiumana dei diseredati
opressa da fame e ingiustizia,
cammina stanca verso la notte dell'Uomo.
Sileziose quelle risa.
scemano , volano
liberando nell'aria pulviscoli di allegria.
respira,
giosce, della gioia altrui.
Leggerezza.
Profondita'.
Vedi in questa vita
angoli bui,
nascosti.
Anima mai satura d'amore
la cerchi,.
tremi perche' vedi la verita',
continui cercando...
Il tempo adesso gia' domani.
Chiuso dentro il vetro
della tua paura
nascosto,
non hai capito che ho visto dentro di te.
U'n attimo
quello che rimane
in un viso..
Un cuore che si vergogna di amare
scemano , volano
liberando nell'aria pulviscoli di allegria.
respira,
giosce, della gioia altrui.
Leggerezza.
Profondita'.
Vedi in questa vita
angoli bui,
nascosti.
Anima mai satura d'amore
la cerchi,.
tremi perche' vedi la verita',
continui cercando...
Il tempo adesso gia' domani.
Chiuso dentro il vetro
della tua paura
nascosto,
non hai capito che ho visto dentro di te.
U'n attimo
quello che rimane
in un viso..
Un cuore che si vergogna di amare







