per ogni gesto, per ogni mio sospiro
Tu che hai posto una rosa
sulle mie labbra viola
Tu che vedi crescere fiori
sulla spuma del mare
Tu che fai poesia di ogni fruscio
ogni battito d’ali e cinguettio
per una goccia di rugiada
sull’incanto e sull’addio
Tu che hai sempre la metafora
per descrivere il mio silenzio
e inondi d’inchiostro
le mie risposte senz’appello
mentre io vacillo
ma non perdo il controllo
e sostengo l’equilibrio
di un’anima perpetua
Tu che cerchi di entrare
in questo corpo muto
sfidando il mio cordoglio
non t’accorgi del tuo lutto
celato in un sorriso
mentre io punto i piedi
sul cielo che mi vuole airone
Tu comprendimi adesso
che l’aria è cristallina
ti lascio il mio respiro
affannoso amore
di distanze parallele
Non abbiamo più i capelli
ma almeno corone d'alloro
e siam lo stesso tutti belli
con in bocca la Marlboro
Siam partiti dal divano
ed è lì che torneremo
nominando la Maremma invano
per la gente di Sanremo
Sai ci chiamano mammoni
Sai ci chiamano cicale
ma se ci sono i nuvoloni
mia è perché ci siam noi a cantare!
Il poliziotto è insospettito
per la mano nella tasca buata...
oh rincoglionito
la droga è in quella rattoppata!
incisi a vita
sulla pelle
ricordi e segni eterni
come specchi infrangibili
sul corpo
di un ego narrante
instillano all'apparenza
diffidenza
Eloquente guerriero
un moderno combattente
a immagine e somiglianza
di se stesso
armato di volontà e coltelli
ciba anime e menti fameliche
di languori avidi e fatti tangibili
Mescola minuzioso
sapienza ed esperienza
sui fuochi
tra i sapori vecchi e nuovi
si svela
oltre l'apparenza
mai sazio, no
di viaggi mentali e tradizioni lontane
contorni sapidi
di parole sensate e giusti meriti
È come mastica
un uomo tra la gente
umile
modesto
e la sua romanesca parlantina
trasporta amanti folle
che instancabile sprona
sussurrando all' equa lotta
il popolo risponde
cucendogli medaglie d'oro
all'anima
"Mastico ergo sum" (Gabriele Rubini alias Chef Rubio)
In mesu a sos regiros de su mundu
m’aciapo calchi olta isconsoladu
ca m’ido tropu solu e abandonadu
coment’in d’unu mudu girutundu
chi sena criaduras toccat fundu
e abissos de unu mare tempestadu;
abeso sa ventana unu mamentu
a b’ider si b’at abba o si b’at bentu:
ne abbas e ne bentu, ma serenu
in d’una die calma assaniada
chi s’anima chi guasi fit serrada
in tristos sentimentos chenza frenu
aberit a unu risu chi anzenu
creia in custa bella manzanada,
intantu est arrivende su eranu
e prego, meno male chi so sanu.
Tristezza e allegria
In mezzo alle preoccupazioni del mondo
Mi trovo qualche volta sconsolato
Perché mi vedo solo e abbandonato
Come in un muto girotondo
Che senza bambini tocca il fondo
E abissi di un mare in tempesta;
apro la finestra un momento
per vedere se piove o se c’è vento:
ne pioggia e ne vento, ma sereno
in una giornata calma e tranquilla
che l’anima che quasi era chiusa
in tristi sentimenti senza freno
apre ad un sorriso che estraneo
credevo fosse in questa bella mattinata,
intanto sta arrivando la primavera
e prego, ringraziando che sono sano.
Millimetro del mio millimetro,
punta di specchio
che picchietta confusione
sull'orlo dell'immondizia
un surplus di silenzio
tra Menaggio e il Passo del Furka,
oh sì, secondo me capisci perché scrivo.
Niente
affatto
indispensabile,
posso vivere ugualmente male
anche senza te.
c'è 'n dubbio che manco te sfiora,
e si sta sora poi cià na colica
che te poi aspetta da na brava cattolica?
Tulle le sorelle stanno 'n attesa,
all'ospedale er primario je dà na sorpresa:
se sa che na sora pò esse avida,
ma questa dall'analisi risurta gravida.
In genere er sesso loro è quieto,
nun pòi crede che s'aritrova co' 'n feto,
certo un fijo è sempre un gradito omaggio.
questo è 'r risultato de 'n veloce passaggio.
Le artre apreno la bocca pe' l'incanto,
mò nun se 'nventassero che è stato lo spirito santo.
Poesia
Amai solo te in questo mondo,
fosti tu il mio grande conforto;
ogni dì, vivendo l’immondo,
in te trovai ampio supporto.
La tua carezza mi dava energia,
come piuma mi lambiva il viso,
di te sentivo la soave magia,
mirando il tuo fulgido sorriso.
Mi fosti madre e pure sorella,
nonché amante tanto gentile;
donasti a Morfeo le chimere,
dando spesso alle stesse favella
e luce alla mia mente senile,
che ne ebbe fragranza e piacere.
Tu fosti dei miei sogni lo scrigno,
con te la realtà io non la vissi;
alla mia vita togliesti il macigno
ed io ti cantai e con te convissi.
e nei torpori del giorno,
esalano vapori di affetti lontani.
Là dove il sospiro
si infrange sugli scogli,
il sole è figlio di un'alba pesante
e la notte esile carezza
di mani o foglie tremule,
là si nascondono,
tra le righe dei versi
o le rughe di un volto passato.
Ho attraversato la strada per te
ed era ancora inverno a San Francisco
quando all’angolo fra Haight and Ashbury
ho lasciato che il tuo pensiero mi abbattesse,
che la tua realtà incrociasse, per un attimo, la mia
e che le mie mani si scaldassero al tocco del caffè.
Così, anche se non capivo più nulla oramai,
ero già l’uomo di fronte al miracolo,
il bambino che si stupiva di tutto,
che rinunciava al futuro anteriore
per sposarne uno più semplice.
C’era Bryant Park dall’altro lato,
una panchina vuota, fredda,
una City abulica, apatica,
depressa come l’orlo
dei miei occhi.
Scappare
fuggire
sparire
era ciò che dovevo,
tornare fra le onde del mare
e le frasche del sottobosco,
fra l’occhio e l’orecchio:
e da lì invocare pietà.
Ancora il suo nome,
ancora una volta
ti prego mio Dio!
Che poi
domani
rincaserà
più acre
che mai:
il profumo
del tempo andato,
che non torna, che è perduto.
Osservo le rondini
volare in alto
in un cielo assai grigio.
Sono tante
volano tutte insieme
senza disunirsi.
Come sarebbe stato il mondo
senza di loro
piccoli esseri viventi.
Vorrei essere una rondine
libero di volare
nel cielo
senza disunirmi…
questo mattino
dietro i vetri sgocciolanti
di triste natura
ma addolcisce l'attimo
l'emolliente fragranza
di caffè
amalgamata al dolce
sapore della frolla
Ascolto, assorta
il fragore di questa orchestra
acqua e vento
in simbiotico concerto
e la solita tiritera
di concetti e sospiri
danza tra il respiro e il battito
Poi nasce un sorriso
e mi preparo a camminare
oltre questo delirare
c'è un barlume
non lontano
che a passo celere
investe incalzante
e lascia indietro
questo tempo da funerale









