Stagioni dopo stagioni
contiamo le foglie
che cambiano i colori
ascoltiamo il vento
che trascina via
attraversiamo giardini
che intrecciano nastri
di velluto e raso
ed io raccolgo
un semplice mazzo di rose
bagnato ancora di rugiada
e lo appoggio al tuo cuore
ora dopo ora
contiamo le luci
che accendono le ombre
ascoltiamo i passi del tempo
che accompagna via
attraversiamo giardini
che intrecciano nastri
di velluto e raso
ed io raccolgo
un semplice mazzo di rose
bagnato ancora di rugiada
e lo appoggio al tuo cuore
intrecciamo le nostre mani
annodiamo i nostri sorrisi
leghiamo i nostri battiti
alla leggerezza dei nostri sguardi
attraversiamo giardini
che intrecciano nastri
di velluto e raso
ed io raccolgo
un semplice mazzo di rose
bagnato ancora di rugiada
e lo appoggio al tuo cuore
una nuvola nera e arrivata da tutte le parti.
Filtra sotto la porta, dalle finestre, non sa dove ripararsi
il panico l’assale, la paura l’ha fatta entrare in confusione.
Cosi che la casa di un’artista viene invasa da quell’odore acre,
quel nero che incenerisce tutto.
Quadri, statue, vetri, non trova riparo, il respiro piano piano se ne va...
viene a mancare è la fine.
Le voci sempre più lontane ...
le sirene fa appena in tempo a sentirle ...
Ma il nero
si è già impadronito di lei...
Che quando mi ritiro sbronzo
Mia moglie mi sgrida
Ed ha tutto il diritto di farlo,
Però contemporeamente
È tranquilla,
Perchè almeno stanotte
non deve fare l’amore;
perché quando le donne
tutto il giorno faticano
la sera si rilassano con l’amore,
mia moglie è il contrario,
quando le donne si accendono
tutte le sere
lei si spegne.
Mi ha sfiorato i capelli
ho lasciato che il mio corpo
si perdesse nella leggerezza
cullata dal vento.
Raggi di sole
S'infrangono , brillano danno riflessi,
per poi nascondersi
tra i fili d'erba.
Ho guardato il verde delle piante
sentendo la loro armonia
i miei occhi si son riempiti
d'eterna bellezza.
Quel vento che libera la mente
adesso mi porta qui,
dove ha inizio il mio viaggio
e dove aspettero'
la prossima fermata.
Tredici minuti di silenzio per il passaggio di questa prima frase,
un verbo qualunque che sfoglia lento un grappolo acerbo
e nell'arcotempo così pesante cadono in me
una una una / scia stiletto purezza
a formare luce degli occhi
prati nevosi
inimmaginabili.

Da quando l'immagine
ha travolto l'immaginazione
non disegno più nulla nella mia testa
e il sogno è una finzione.
Da quando l'apparire
ha preso il sopravvento sull'essere
io mi nascondo come un parassita
nei cuniculi della mia fantasia.
Da quando tutto è evidenza
bellezza, bicipiti e pettinatura
i lampi di genio sono una desinenza
ed io ho male di cultura.
Ma voi continuate
continuate pure
a mostrarvi, prostrarvi
fingendo di appartenervi
continuate a barare con sorrisi e ombretti
tanto lo sappiamo tutti
che cercate gloria nei commenti
siete degli insicuri
e avete paura dei mutamenti;
io nascosto dentro i miei nervi
cerco di fotografare il vuoto
spalancando gli occhi alle certezze
e la scia dei pensieri che tralascio
è un amaro gioco
conosco l'epilogo e taccio.
Dall'immagine calma nella Sua cornice, sorride e sorregge il bambino che fece di Lei
la madre di tutti, la preziosa signora della porta accanto.
RE mare
Taglio l'acqua per arrivare
Piange e gorgheggia i suoi lamenti, donando il cullare ad ogni casuale marinaio, con finta gioia
MI liardi
Non finisce il respitro del mondo. Particelle a miliardi abbiamo inalato.
Miliardi, non han potuto continuare.
FA rneticando
Qualche volta si cade o si sbatte. Pur restando fermi, pur restando in buona compagnia.
SOL levante
Tondo e rovente all'orizzonte di mandorli e peschi, scivola ogni sera, come burro in cucina.
LA festa
Moltitudine di grida e salti di giocosa felicità. Raggi di colore nel buio della notte.
Abbandonata dopo poco e dimenticata da molto.
SI llogie
Dante Alighieri, Pier Delle Vigne, Cecco Angiolieri, Petrarca, nè fecero da tramando.
Per riportare ai posteri avventori, la fine arte dello scrivere con melodia e qualche visione di fantasia.
« La cometa sta per catturare la Terra, annientare il mondo, e distruggere tutte le conseguenze materiali della mia attività e delle attività di tutti. Ciò prova che tutte le attività materiali, e le loro presunte conseguenze materiali, sono prive di senso. Solo ha un senso l'attività spirituale...» Cit Lev Tolstoj
Era la sera del 23 dicembre 1984,
-le diciannove circa- e faceva davvero tanto freddo,
quando tu ed io, accoccolati sul divano di casa
come fosse il centro del nostro convoglio,
sognavamo Mosca, Vladivostok,
e la lontanissima Pechino.
Fuori, attraverso la cortina della mia fantasia,
oltre quel finestrino immaginario,
c’era il mondo come io non lo sapevo:
e solo tu non ti annoiavi,
solo tu non spaurivi
nel vedere le scie degli alberi;
nell’osservare il mio riflesso
che si abbandonava all’inafferrabilità
di tutte quelle sagome cupe,
di quei viaggiatori stanchi:
come me persi, nella magnificenza
e nella solennità del pensiero.
Io sentivo l’occhio divorare il nuovo
e la mia matita tracciare
milioni di linee:
come dolci traiettorie sperabili,
come un ricordo in divenire,
come i tanti percorsi e le parabole
che prima ci allontanavano
ed ora ci avvicinano.
Volevo guardare la coda gassosa di Halley
passar lenta e sfilare maestosa
fra la volta giallo biancastra di Venere
e la Fascia di Kuiper,
e rinsaldare così il tuo stupore
con il mio dubbio:
intrappolati come siamo
nel trito di un vano ciclo biologico,
nello scorrere della vita.
Ci voleva proprio un viaggio in treno,
avevi ragione amore mio,
ma non verso la strage di Natale,
non sul rapido Napoli-Milano:
non con 17 morti
e 250 feriti
da guardare, da contare,
da toccare.
Se fossi morto io, su quel treno,
le mie memorie sarebbero state il tuo ricordo:
e non si dica che avrei vissuto invano.
guardando dentro gli occhi
il cielo mi risponde
dall’alto fa scivolare
colori azzurri
ed orizzonti infiniti
seduto su una panchina
parlando con me stesso
l’anima mi replica
da dentro fa implodere
meraviglie della coscienza
e della mente
seduto su una panchina
mordo il tempo
l’aria mi sferza
ancora un vento di stagione
scopre nudi pensieri
ed emozioni mai sopite
sposa il mondo:
di mattina si fidanza
e lo guarda,
di lontano
quasi presa
da una dolce timidezza,
dall’attesa…
Poi le nozze
si compiono e lei
manifesta
i suoi mille
progetti, la sua folla
inesausta
di splendori e magie,
sino al tempo
dell’alcova,
della sera: è in quell’ora
che il bagliore della luce
lentamente
si ritira,
per l’intimità nascente
con lo sposo
già disteso…
Ti accendi d' incanto e dai sapore alla vita
senza di te le stelle
non sarebbero le lanterne del cuore.
Senza di te tutti gli attimi
raccolti dall'alba al tramonto
non avrebbero calore.
Parli con il sorriso e
hai la bocca piena di nenie e di passione
di mani che danno e
cercano l'amore.
E ti perdi "Donna"
nell'urlo del vento che tutto scompiglia
nello sguardo della luna
che non si meraviglia
piange
ma non cancella la tua ombra.
nubi dell'inverno
che vanno verso il mare,
verità racchiuse
nel seme che nascerà
se verrò l'estate.
Fruscio di acque monotone,
di fontane sommerse nel ghiaccio.
Re della notte,
cappelli,
fumosità di vecchi
che trascinano lo sguardo
oltre la soglia della vita
a masticare l'inverno
che ci rimane nel cuore.
scrivo parole
nascoste dentro il cuore.
Faccio viaggi immaginari,
con la mia fantasia
posso arrivare dappertutto,
mi basta chiudere gli occhi
e tutto si trasforma,
anche i momenti brutti
diventano belli.
Sognare, immaginare,
ridere e non piangere,
fare finta di niente
per poi ricominciare.
Sono un sognatore
catturo ogni cosa
la chiudo dentro un libro
per non farla scappare.
Mi piace inventare,
non ho tempo per dormire
ma tanto tempo per amare.
Sono soprattutto l’io stesso,
un piccolissimo puntino
dentro un universo
così immenso…









