Hai filato nel buio senza ansie né plausi.
Ora è nel tuo scrigno aperto
che si posa e s'incunea la rugiada del mattino. 
 
Perle mirabili per fattura e splendore 
che ricordano ai terrestri
a chi devono la vita: acqua e sole.
 
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Profilo Autore: Miriam Bruni  

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Cade sottile
l'ombra distesa 
sulla mia pelle,
vestito d'anima e di occhi
 un muto lamento .

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Non vi è bastato averci ben bene svuotato
da lasciarci così in mutande, senza fiato,
come vampiri dallo sguardo indemoniato
succhiare sangue a lavoratore e pensionato?
Cambiare i nome di facciata alle tasse
e far sprofondare le classi più basse?
Esseri malvagi, senza coscienza,
al di fuori di ogni minima decenza,
da far impallidire la più dura delinquenza.
Sono loro che del paese tengono la dirigenza,
sono tutti compatti, sono una banda,
le loro promesse sono becera propaganda,
ci voglion far credere che ci ha portato la cicogna
a Roma si dice "Er ppiù pulito cià la roggna!"
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Il fato balza nella scena,
dal colletto coreano dorato -
sul petto di lavanda e pavé
vi scivolano tutte le piogge dei comignoli

i papaveri in tasca li tiene
mezzi dimenticati insieme alle mani 
e il velo d'ali
che mi parlava ogni tanto a voce bassa
è poltiglia, un profumo di torrone scovato nei boschi.



 

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Mani…Che cercano
e non trovano niente,
sudate,affaticate,
perché hanno lavorato…
A volte deluse.
Mani che toccano il cuore.
O pregano
rivolgendosi al cielo,
sotto un raggio di sole
in un piccolo viale,
forse era destino…

 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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 Oggi sono centoquattr'anni d'esistenza
prima di me
dopo di te
quale amata materia
quale confortante essenza,
tanti ne vivrai ancora pienamente
nei ricordi.
Buon compleanno.

 
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Profilo Autore: gabriella guerra  

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Il mondo lo vedo quest’oggi assai stanco
Avvolto e coperto nel suo telo bianco
Che come un sudario gli fascia pietoso
Le piaghe del tempo che va doloroso.
Passato, presente e un incerto futuro
Contendono scettri di giorno insicuro
Di frane, alluvioni, di strazio di pianti,
Di lacrime amare versate da quanti
Non credono più che stagioni d’amore
Albeggino al posto di tanto dolore.
 
Ed anche i poeti ormai sono stanchi
Non sono felici di stare sui banchi
Di grandi ingiustizie che portano morte
Con  donne annientate  da menti contorte
O bimbi traditi dai giochi inventati
Dai grandi che sono degli orchi affamati.
Angioletti di culla profumo di fiore
Che vogliono solo e soltanto l’amore
E giocare felici nel tempo fecondo
Che spazio gli da questo povero mondo.
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Profilo Autore: nabrunindu  

Questo autore ha pubblicato 368 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Instancabile
scorre nella clessidra
il nostro tempo.
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Profilo Autore: Marco Ghitti  

Questo autore ha pubblicato 44 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
e tu pioggia
essenza inebriante
nel mio vivere
hai trafitto il mio cuore
la mia mente
e tu pioggia
ti sei risvegliata
sereno
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

E si ritrovano le mie ombre

ancora una volta sole

sul far del giorno

a scrutare l’orizzonte

perse nell’immenso mare

mentre dentro brucia

l’attesa delle ore.

Ancora una volta

ferite nel cuore

dopo aver tanto amato

fino all’ultimo respiro,

ora cadono come pioggia

al di là della luce.

E tra le lacrime

e i sospiri

che riflettono le sorti

flettono incredule le ginocchia

ancora una volta

lasciandosi alle spalle

smarrite confidenze.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

Questo autore ha pubblicato 331 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Catturo farfalle 
e inganno i miei occhi
con un drappo di seta le inseguo.

Accese e fragili
svolazzano alte nel cielo
poi cadono nel rimpianto del sole
e colorono la sera.....

 Ma non è  Primavera!



 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Sicilia


Sì un triangulu di peni e d’amuri,

sì ’na matri di tanti beddi figli

masculi e fimmini comu gigli,

ma una ie tinta e ie lu to duluri.


Di ’na matri cu lu cori d’oru

nascì na figlia laira e vilinusa,

sangisuca ca attacca la vintusa

e nun canusci né frati né soru.


Ssu cancaru t’avissitu a livari:

ssa to figlia crudeli e tantu brutta

tutta la to dignità si vo mangiari;

’nchiudila si pua dintra ’na grutta.


Tu sì ’na signura nobili e fina,

ma siccomu cumanna ssa patruna,

ca a lu pedi t’attacca la catina,

’nguttuta tu ti chiangi la sfurtuna.


La mafia di la sugiità ie lu riiettu,

ie ’na lupa allupata senza cori

e a mia m’abbruscia lu pettu,

datu ca campa si lu statu mori.


Pri la Sicilia ie sulu disprazioni,

ie lu scunfurtu di tanti siciliani

ca non vonnu la strema unzioni,

ma travagliari sireni oj e dumani.


Sicilia mia bedda comu la luna,

pri tia scrivu versi notti e jornu

pri tia iju cantu amuri a serenata;

sì ’na rigina cu ’n testa la curuna,

di la to biddizza lu me cori adornu,

accussì senza feli passu la jurnata.

 

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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

Questo autore ha pubblicato 82 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Si addensano nubi
cariche di malinconie
eterno innamorarsi
di antiche
nostalgie

ed il vento soffia
contro la paura d'un oblio
di angosciati samurai
danzanti a fil di lama

mentre la neve impostora
angusta soffice peste
di conformismo rappreso
attutisce le urla guerrire

grandi cause
come sfibranti attese
plasmano la morte
traslando la vita in abrasioni

parole come katane affilate
scritte da un vento divino
spirano all'ombra dei ciliegi
sulla sacra stele del samurai

che voleva vivere per sempre
usando come kimono il cuore
dove la Gloria cristalizzò
del pensiero il suo
Vigore.

In memoria di Yukio Mishima.

 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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È meritevole il pensiero  
del concesso merito
nella frangia di vita
in quel pensiero sdrucciolevole
che diventò pesante
fino ad esplodere
Eppur sono occhi questi occhi
che in fondo non videro
il merito fasullo donato fino ad oggi.

Nessuna scelse
Rotolammo nel senso circolatorio
in quella posizione fetale
fino all'esplosione nella luce
Pianti e risa s'alternavano
come il silenzio e lo stupore
senza verbo nella lingua
 arsa affamata gonfiando

Or si ritrova a fare i conti 
con quei silenzi
con il verbo che riempì la bocca
soffocando nelle ingiustizie
Se basta è il basta
cosa ne rimane del bene
di quell'amore filiale
sperduto nell'arso deserto.

 

 











 

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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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Qualcosa di niente

fra gli ingranaggi degli ombrelloni

Qualcosa si sente

nella larghezza dei pantaloni

 

Cibo che è questo e quest'altro

La barca che affonda odia il violino

Agnelli che non hanno da dire nient'altro

sciolgono pastelli nell'orcio vicino

 

Qualcosa di niente

che conosce bene la linea sottile

qualcosa che mente

e su mutazioni provvisorie vuole dormire

 

Qualcosa di guerra

come un prodotto conservato alla buona

I bimbi salutano le cineprese

sfoggiando vecchie tute del Barcellona

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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