perché è nel rigore dei minuti
che è nascosta la verità,
ti porterò ad osservare
la tenacia che mette ali
al salmone per risalire fiumi,
perché in lui è nascosto
il vocabolario
della passione controcorrente,
ti farò alzare gli occhi al cielo
perché è nel passaggio delle nuvole
Il segreto del "tutto" che passa
e si avvicenda,
cercheremo un albero
trafitto da un fulmine
ed osserveremo
i suoi nuovi rami teneri,
per comprendere
che le tue radici forti
ti faranno rinascere
ogni volta che dovrai,
ti porterò al mare
d'inverno,
ti indicherò il volo di un gabbiano
e capirai
come la libertà può dominare il vento,
tuo padre ti porgerà arco e frecce
ti insegnerà,
con pazienza,
che potrai tirare a segno
ma solo dopo molti sbagli,
ti darò un bacio ed una carezza
sulla fronte,
fermi... ripensandoci ,capirai
e riconoscerai
baci e carezze
che hanno l'eternità del tempo.
I ricordi inseguono
capelli sparsi
dal vento aspro dell’oblio,
le onde, le trecce
dei sogni di fate remote,
i giochi di fanciullo
immemore di futuri
già passati.
Mani sottili e occhi complici
nelle notti blu d’insonnia,
nelle sinuose insinuazioni
di gambe color tramonto.
Perchè tifi una squadra diversa
da quella della tua città?
Perchè non sei Cristiano
e cattolico come tutti noi occidentali?
Perchè non porti tautaggi,
nè percing come tutti?
Perchè non hai l'ultima versione
dell'Ipad? Dello Smarphone?
"Perchè voglio scegliere io
cosa essere."
serpeggia la luce
ondeggia bagnando la riva che
ritrovo di perduti passanti ciechi
gravida il bosco vicino, osservante
di more e ghiande, pronto a cullarsi
di cesto sembiante
che dell'evento mormora appena
prima di addormentarsi
mentre l'acqua continua a sussurrare nei sogni
dal suo letto
ai bagliori del tempo.
forse chissà, se domani ci saremo
forse chissà, domani dove andremo
al sorgere del sole il tutto può cambiare
il filo che ci regge potrebbe anche spezzarsi
e allora chi saremo con tutti i nostri vizi
con tutti quei servizi del nostro andare avanti,
forse chissà se il mondo ci sarà
domani chi lo sa se ancora leggeremo
di storie o di poesie
o di palpiti d’amore
protesi ad inventarci
com’è l’eternità.
del tuo sorriso
mi consuma le palpebre,
che tremano ingenue
come foglie vergini
al vento imbizzarrito.
Il tuo odore magnifico
mi estasia, mi ipnotizza..
Mi ubriaca a tal punto,
da non chiedere piu'
-davvero- altro paradiso.
hanno il canto delle cicale
nelle notti matide
d'estate.
I bambini
hanno lacrime come foglie cadenti
in attesa
di un vento caldo d'autunno
a soffiarle via.
I bambini
sono come lupi
affamati nella neve
d'inverno
in cerca di tracce.
I bambini
sono germogli
in primavera
che insegnano
lo stupore della vita.
Se ne stava fermo sopra la ruota
dondolante sotto l'antico tiglio,
cercava l'attimo come un idiota
ma le foto non venivano meglio.
Nascosto sul ramo con lei di sotto,
il muso sul tronco per far la conta.
Conta fino a sette, conta fino a otto,
quel che basta per lasciarci un'impronta.
Ma l'occhio tappato per distrazione,
la lente messa a fuoco per amore,
scatti sfocati per un'emozione:
lui inesperto conobbe lo stupore,
cadde come foglia: senza una ragione.
“Legge degli istanti, non hai più valore”.
non può adombrare il sole dell’aurora,
i fulgidi pensieri del mattino
non possono penare con la sera,
al tuo intimamente sospirare
rivolgo i miei lamenti recidivi
di amore soprafatto dalle pene
di un vivere in anonime sembianze
di tante moribonde mie speranze
che annegano nel vuoto del tuo mare.
e nei pensieri,
se fossero di pietra
sarebbero montagne,
chimeriche e immaginarie,
sussurrano vanità che non conosco,
sconvolgono armonie
che invece vesto,
accarezzo, vivo, tengo strette.
Le tue parole
come enfasi evanescenti,
inceneriscono al primo fuoco.
Con le mani stanche di carezze
taglierò le ultime rose
le poserò con calma, sulla cenere
e nei segreti sterili di una foto
per poi sprofondare nel buio
vicino al sorgere del dolore
aspettando che la brina
annaffi il mio cuore
e mentre armonici sogni
senza timone
urleranno il tuo nome
bagnerò il vuoto dei giorni
sfogliando rose tra le nuvole
te cascheno le vojie, peli e denti,
te se 'mbrojeno 'n bocca le parole
e le sere tua sò sempre più sole.
Questa è la vita, è così, che vòi fà,
sò questi li regali graditi de st'età,
in testa li ricordi sò 'na macedonia,
la pappetta t'ha succhiato la memoria.
Ma nell'urtimo cassetto der core
t'è rimasto 'no spazzietto pe' l'amore:
è quanno che 'r cielo apre li battenti
e piagni si vvedi du' stelle cadenti.
Angelina, aprimi al tuo satellite di sole
in ondicine calde e turchine
acqua dei gambi recisi di trasparenza di pozza
pieghe e antichità del suolo.
Sfiorire come premio
nell'anticamera appena tiepida,
la poltroncina cremisi riapre stanca i suoi vetri
ai primi raggi del campanile.

Si è chiusa un’altra porta alla nostre spalle,
e quel rumore risuona attutito dentro di me.
Io vivrò sotto la buccia delle settembrine,
scriverò sulla carta carbone e sulla ceralacca,
e dirò del colore di un pensiero che ristagna.
Tu ti cospargerai le gote rosa di verde rame
e ancora di giallo zolfo, e rotolerai sul tufo,
fra la polvere secca di un settembre già pigro:
eccola la nostra vecchia vita che sta per finire.









